Articolo LA MIA AMATA MUSICA pubblicata su Fenix n.76 ne I MISTERI DELLA FENICE

LA MIA AMATA MUSICA
Intervista di Carlo Dorofatti al musicologo David Pangrazi

 

La musica, dice Schopenhauer, è la voce della Volontà, risuona dagli abissi. E’, in quest’accezione, una specie di “organo supremo della metafisica” perché nel suo risuonare dal “corpo del mondo”, ci porta alla verità e, nello stesso tempo, ci mette nella condizione di individuare una via di salvezza.

 

CARLO

« Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum,
Sancte Iohannes »

« Affinché i tuoi servi possano cantare con voci libere le meraviglie delle tue azioni, cancella il peccato, o santo Giovanni, dalle loro labbra indegne », così nel XI secolo, Guido D’AREZZO diede il nome alle note musicali. L’UT cambiò in Do in seguito  in riferimento alla parola DOMINUS (il Signore). Com’è cambiata la musica da allora? Solo il nome delle note è rimasto immutato? Perché amiamo la musica? Come ci approcciamo ad essa?

DAVID

Sebbene siano semplici domande, apparentemente, di fatto la risposta non è poi così ovvia. Infatti, la MUSICA è un concetto grandissimo. La musica ci accompagna ogni giorno nelle piccole e nelle grandi ritualità. Nella nostra mente abbiniamo certe musicalità in modo netto e distinto a dei simboli. La TV in questo campo fa da padrona: come non ricordare l’abbinamento della musica alla sigla del Telegiornale? Oppure alla strofetta de “I Lovin’ it!” del Mc Donald’s! Sono solo due esempi, ma immediatamente sono saltati in testa i loghi e i suoni. Tornando indietro agli anni ‘80 è impossibile non ricordare la sigla del documentario Quark, o la sigla di alcuni cartoni animati giapponesi, o magari quella di Happy Days.

Oggi la musica ha diverse facce. Ci sono molti generi e classificazioni: pop, rap, rock, metal, grunge, disco dance, ecc… ecc… e via discorrendo, in mille suddivisioni. Poi esistono le facce. Non a caso Facebook mostra sempre più abbinamenti visuali: a certi tipi di musica corrispondono tipologie di persone vestite in un certo modo, con delle attitudini precise.

CARLO

È giusto dividere la musica in generi? Come mai alcuni fan di un certo cantante a volte “detestano” quelli di un altro cantante?

DAVID

È vero… Vi è mai capitato di sentire frasi del tipo: “Vasco è meglio di Ligabue”, per esempio citando due grandi star italiane?

Premessa numero 1 :Non esiste musica bella o musica brutta. Esiste semmai musica suonata bene o musica suonata male.

Infatti, la musica che scegliamo è condizionata da diversi fattori:

  • stato emozionale del momento;

  • influenza di televisione e radio;

  • condizionamento ambientale, familiare;

  • passione personale.

La radio è a sua volta controllata dal “Music Control”.

CARLO

Chi controlla Music Control?

DAVID

Le Case Discografiche! Ed ecco fatto: la canzone che ascolti in contemporanea su tutte le stazioni radio diventa magicamente “bella”! Chi tra noi, magari anche con una certa preparazione musicale, non ha piacevolmente ascoltato canzoni da classifica alquanto banali, magari con ritornelli o testi veramente blandi o scontati? Tuttavia, anche un ascoltatore distratto che però comincia ad approfondire un po’ la musica – e il suo rapporto con la musica – si accorgerà presto quanto molti dischi e molte band siano veramente “sopravvalutate”. Lancio forse una piccola (grande?) provocazione ma motivata dicendo che le seguenti band hanno un successo NON proporzionale alla loro bravura? … Beatles, Elvis, David Bowie, U2, Lady Gaga…

CARLO

Una grande provocazione direi… scatenerai il putiferio…
Ma, quindi, stanno alla tua opinione, ci sono band, autori, cantanti che non hanno avuto il successo loro dovuto?

DAVID

Io sto parlando di un certo tipo di “successo” in proporzione ad un talento che comunque rispetto, per molti versi riconosco e non discuto, ovviamente. Certo che comunque penso ci siano personaggi che meritano o meritavano molta più attenzione: Nico, Steve Ray Vaughan, Savatage, Faust, Alannah Myles, Tesla, Screaming Trees, Tuatara, India Arie tanto per citarne pochissimi, ma la lista può essere molto lunga. Rispondendo alle domande poste in apertura, la musica è cambiata nel tempo perché ci viene proposta in una maniera diversa, in una veste multiculturale non proporzionale alla bravura della band o del cantante. La musica è un simbolo di messaggi di diversa origine ed influisce principalmente sulle menti “giovani”. L’influenza esterna a noi ci pone in una condizione di giudizio e dualismo anche davanti ad un piacere, come potrebbe essere ascoltare un buon disco. La chiusura di mente, oppure mentalismi veri e propri, spingono a una sorta di blocco interiore che impedisce ad alcuni di avere in macchina contemporaneamente i cd  di Vasco Rossi, Rondò Veneziano o la 9 sinfonia di Bethoveen. Anzi si cerca ”il nemico” il concorrente musicale da bandire. Così nasce Vasco contro Ligabue, Eros contro Jovanotti e via di questo passo.

Quello che voglio  trasmettere ora è il punto per cui dovrebbe interessarci il perché amiamo la musica. La risposta è molto ampia ed abbraccia molti aspetti: interiori, fisici e che hanno anche a che fare con il lavoro su sé stessi. Infatti la musica è una parte di noi. La musica risuona nella nostra mente, ma non solo: nel nostro corpo, nelle ossa, nel sangue! È un fatto proprio fisico, dimostrabile facilmente con un po’ di cognizioni sulla fisiologia del corpo umano, sull’apparato uditivo e le sue connessioni con tutto il nostro corpo. Il suono, la musical è informazione che modella il nostro cervello, che raggiunge, nutre (o denutre!) le nostre cellule. A questo punto si capisce anche il motivo per cui una certa musica crea certi stati di coscienza piuttosto che altri, induce certe emzoioni, provoca precisi riflessi sul corpo. Evidentemente tutto il discorso, di cui finalmente si parla ampiamente, della frequenza armonica, dell’intonazione sui 432Hz, è fondamentale da conoscere e da applicare, soprattutto se sei un musicista.

CARLO

In poche parole, qual è lo spunto essenziale che vuoi dare ai lettori?

DAVID

Tiriamo giù tutti i muri, lasciamo cadere TUTTE i condizionamenti musicali indotti dall’esterno, ”spogliamo” la musica di tutte le copertine, dell’immagine della star famosa o meno, non limitiamoci ad ascoltare musica, ma SENTIAMO la musica come espressione che ci spinge dentro emozioni o ce ne tira fuori. La musica – a questo punto dico una cosa ovvia – può essere uno strumento per il nostro benessere. È importante conoscere il 440Hz e la differenza con il 432Hz, quale tipo di musica può fare al caso nostro, come cercare la musica, che tipi di musica si possiamo creare o, per lo meno, esplorare oltre alle proposte del sistema.

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