Le Band Sopravvalutate U2 parte seconda

Proseguendo l’articolo del 26 aprile qui  continuiamo  la storia di una grande band come gli U2. Pietro Scaruffi, esperto di storia della musica scrive :

Gli U2  erano emblema del “corporate rock” degli anni ’80, tanto pomposo quanto futile, fra nobili riesumazioni delle radici del rock (nel loro caso soprattutto gospel e blues) e dubbio impegno civile. Il successo travolgente di Joshua Tree e soprattutto dei loro spettacolari tour hanno fatto degli U2 una delle piu` efficienti macchine economiche della storia del rock. Negli ultimi decenni soltanto Michael Jackson e Madonna potevano competere con il loro amalgama di musica, personaggio e messaggio.

Achtung Baby

I primi accenni di caduta di popolarita` danno come frutto Achtung Baby (Island, 1991), l’album che reinventa di fatto il loro sound. A risaltare e` un arrangiamento rumoroso e imprevedibile che pure conserva la sofisticata eleganza delle produzioni di Brian Eno (il vero artefice del loro sound da Unforgettable Fire in poi) e soprattutto accentua la ballabilita`. E` una mossa tutt’altro che controcorrente, anzi perfettamente in linea con i trend della dance music britannica (piu` o meno “industriale”) dei primi anni ’90. Dilagano cosi` i ritmi hip-hop e le sciabolate heavymetal. Zoo Station vanta l’armonia piu` demoniaca (sostenuta da una pulsazione alla T.Rex), ma i momenti migliori sono forse quelli in cui il gruppo torna alle cadenze di Bo Diddley (Mysterious Ways), al falsetto del gospel (The Fly) e agli accordi epici degli Who (Even Better Than The Real Thing). La ballad One recupera gli accenti accorati di Bono in un contesto meno patetico del solito. Who’s Gonna Ride Your Wild Horses e Until The End Of The World ripercorrono i loro temi musicali in un’ottica che fonde il decadente e l’industriale.

Zooropa

Zooropa (Island, 1993) conferma il piglio distratto e giocherellone del nuovo corso, che ricorda un po` cio` che successe ai Beatles da Penny Lane in poi. Si passa per velleita` industriali di quarta mano come Daddy’s Gonna Pay For Your Crashed Car, sketch demenziali degni dei Residents come The Wanderer (un synthpop cantato dal tenore country di Johnny Cash), per la psichedelia sonnolenta degna del John Lennon meno ispirato di Numb, il tribalismo scipito alla Talking Heads di Lemon. D’altronde, arrivati ai loro livelli di popolarita`, potrebbero permettersi anche di incidere un disco senza musica. Zooropa e` tanto “moderno” quanto lo furono Sgt Pepper nel 1967 o The Wall nel 1980. Danno l’impressione di essere quattro bambini viziati, tanto ricchi da potersi permettere qualsiasi capriccio.

Gli U2 e Brian Eno sono anche i Passengers, titolari di Original Soundtracks 1 (Island, 1995), una raccolta di brani sperimentali che giocano con la musica ambientale e la musica da ballo elettronica.

Continuando la parabola che li accomuna ai Beatles (un improvviso successo di vendite che ne fece un fenomeno sociale piu` che musicale, poi un successo critico dovuto piu` ai produttori che ai musicisti, e infine una disperata rincorsa a inseguire le mode di turno), gli U2 pervengono a Pop (Island, 1997), album che incorpora le tecniche di produzione della musica da ballo elettronica, quasi un album di tardo synth-pop per nostalgici degli anni ’80. L’incalzante pulsazione di Discotheque, la musica industriale di Mofo e Gone offrono i momenti “sperimentali”, perlomeno per un gruppo conservatore come gli U2. Il cuore del disco e` comunque rappresentato proprio dall’opposto, da canzoni banali, prevedibili, senza nerbo come Staring At The Sun, Do You Feel Loved, The Playboy Mansion, Please. In mezzo ci sono mezzi “trip” psichedelici come If You Wear That Velvet Dress, Miami, Wake Up Dead Man e allucinati squarci di pathos come If God Will Send His Angels e Last Night On Earth (che pero` ruba il riff a Personal Jesus dei Depeche Mode e la cadenza a Bang A Gong dei T-Rex). Se questo disco l’avesse fatto un altro gruppo, non ne avrebbe parlato nessuno.

Bono ha inciso anche In A Lifetime con i Clannad, da alcuni considerato il suo capolavoro vocale.
Se Pop era stato il loro album “elettronico”, All That You Can’t Leave Behind (Reprise, 2000) segna il loro ritorno al rock and roll. L’idea sembra quella di ripercorrere la loro carriera, dagli inizi quasi punk alle austere ballate del periodo intermedio. La voce di Bono e’ noiosa come sempre (se possibile è persino senile nella natalizia Peace On Earth), ma It’s A Beautiful Day (simile a The Sun Always Shines On TV degli A-Ha) e Elevation ripagano con una forza brutale che da questi gentiluomini di mezz’eta’ non ci si aspetterebbe. Grace e Stuck In A Moment (che ricorda il Van Morrison più metafisico), il nostalgico tributo New York e Wild Honey (Backstreet Boys per i più vecchi) sono brani di pop vecchio stile per i tradizionalisti. Essendosi concentrati nello scrivere musica piuttosto che nasconderla dietro gli arrangiamenti quest’album suona, se non altro, sincero. La verità, tuttavia, è che se questo lavoro fosse stato pubblicato da una band meno conosciuta sarebbe verosimilmente rimasto inosservato: la maggior parte dei brani è appena mediocre.

How To Dismantle An Atomic Bomb

L’eco delle loro vecchie hit risuonano nel How To Dismantle An Atomic Bomb (Interscope, 2004), un album molto tradizionale alla U2, una esplosiva e passionale applicazione del loro pop “grandioso” (Vertigo, City). A parte il lavoro rifinito di chitarra da parte di The Edge, questa collezione blanda non mostra alla fine tentativi creativi. Ciò non è un disappunto, è quello che sono gli U2: una arena-rock band mediocre. dozzine di gruppi sono più interessanti.   Se uno di questi gruppi avesse fatto questo tipo di dischi,  pochi critici si preoccuperebbero di recensirli.

Lo spreco di produttori (Brian Eno, Danny Lenois e Steve Lillywithe) è piuttosto imbarazzante in No Line On The Horizon (Interscope, 2009). No Line On The Horizon è una banale ripetizione di stereotipi (vocalismi urlati, suoni percussivi). Magnificent ha un bello sferragliare atmosferico e coinvolgente, ma che resta fine a se stesso. Get on Your Boots è leggermente più rock e meno lamentoso del resto, mentre Fez – Being Born è il pezzo “sperimentale”. È difficile trovare un album peggiore di questo che sia uscito nel 2009.

Finale

In questo sali e scendi compositivo cosa ha permesso alla band  di essere considerata sempre al top? E’ forse Bono con i suoi spot “finti” umanitari che alla fine non servono assolutamente a nulla?

Le grandi canzoni che  hanno reso famosi questi musicisti sono diverse ma i dischi veramente belli nella loro interezza quanti sono? Cosa ricordiamo? Qualche Hit? O magari ricordiamo piu’ la popolarita’ supportata da enormi stadi e Tour ?

Per quanto la recensione di Scaruffi possa apparire dura,  a volte non  possiamo ignorare che certe band vivono di echi dal passato. Gli U2 forse rappresentano questo scomodo lato musicale ? Gli U2 recenti vivono di suoni e ritornelli già sentiti e come altri big, quando finisce l’ispirazione è meglio non pubblicare nulla.

 

David

 

Fonte biografia:Pietro Scaruffi

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