Il “Mogol Pensiero” sui Talent: “in Italia musica pop in crisi”

Molti produttori e talen scout si sono da una parte preoccupati per l’esplosione dei Talent Show:Amici,X Factor,Tu si que vales ,Italia’s Got Talent chi piu’ ne ha piu’ ne metta e anche Mogol dice la sua.In parte approvo ma e’ anche vero che si segue sempre una corrente dominante,quello delle case discografiche.Ecco l’intervista:

Mogol contro i talent: “In Italia musica pop in crisi”

Anni fa per diventare un cantante di successo era fondamentale una lunga gavetta fatta di sacrifici e porte in faccia, oggi basta un talent. In Italia il pop è in crisi “terrificante”, mentre si moltiplicano le “scuolette tv” dove ognuno di fatto “sceglie la sua produzione”. Parola di Mogol, icona e mito della nostra cultura musicale, in un’intervista telefonica da Astana, in Kazakistan, con Askanews.

Il problema “in realtà non è la mancanza di qualità, ma la ‘non scelta’ di qualità nella promozione” dice il maestro, spesso ricordato per il lungo e fortunato sodalizio con Lucio Battisti, benchè il suo contributo alla cultura italiana attraverso la musica pop sia stato decisamente più ampio. 

“In Italia c’è una crisi molto forte perché la promozione fa la produzione – ha spiegato Mogol, rispondendo alla domanda su dove sta andando il pop – Quando è così non si può più sperare nella scelta della qualità. Non ci sono più artisti. Il più giovane è Jovanotti che tra un anno compie i 50. Prima c’erano almeno 15 grandi nomi, oggi la gente mi ferma per strada e mi chiede perché non ci sono più le canzoni di successo. In realtà non è la mancanza di qualità, ma la non scelta di qualità nella promozione. Ognuno si fa la sua scuoletta televisiva e sceglie quella che è la sua produzione. Ed è terrificante, perché la cultura popolare è formativa. Se si abbassa, si abbassa il livello culturale della gente. E’ formativa per i giovani. Un libro quando vende 100 mila copie, è un successo straordinario. Una canzone arriva a 30 milioni di persone. Ad esempio ‘L’emozione non ha voce’ è arrivata sicuramente a 30 milioni di persone. La differenza dei numeri è anche nella fruizione: un libro si legge una volta e magari se lo dimenticano. Una canzone si impara a memoria e magari si canta tutta la vita. L’importanza del livello della cultura popolare è fondamentale”.

 
Si puo’ fare altro?Siamo sicuri che la crisi sia solo il POP?O c’e’ dell’altro?Sicuro che non ci siano i talenti veri o magari l’imposizione discografica e’ stata troppo buona e di manica larga con musicisti e cantanti scadenti?
Tu vali sicuramente come persona ,ma per loro (chi ti sceglie,chi dice cosa fare) vali in che senso?………………………….
David

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