L’architettura invisibile per gli SKUNK ANANSIE

Gli Skunk Anansie sono tornati!Per la rubrica consigli per gli acquisti eccoci a parlare del nuovo disco 2016 degli SKUNK ANANSIE.
Il titolo potrebbe essere come ha dichiarato Skin: da quelle delicate “zone grigie” delle aspirazioni umane. “Anarchytecture” ha detto SKIN:”riguarda strutture intangibili – quelle che costruiamo per noi stessi e quelle che sono costruite per noi da mani invisibili, indica il confine inquieto tra struttura e caos, tra costrizione e libertà”.E forse l’atmosfera da metropoli a fare da contorno alle canzoni”.L’uso delle distorsioni :anarchia e architettura, appunto.L’album e’ maturo con una strutturazione in crescendo che porta a canticchiare ogni singolo brano.La differenza anche in questo disco la fa sempre quella belva di Cass.(gia’ esaminato qui su un altro articolo del blog).
Se questo disco fosse suonato allo stesso modo da un bassista comune ed ordinario ,pur avendo un piglio particolare grazie alla splendida voce di Skin le canzoni non sarebbero assolutamente le stesse.Cass ancora una volta dimostra come il basso possa essere uno strumento che puo’ ,anzi deve ,essere suonato in piu’ modi .Ed ecco il basso stoppato,il basso con le note che camminano sulle battute della cassa in pari e dispari,il basso distorto e il groove strabordante.Il groove creato da Cass credo sia unico nel suo genere e e’ un marchio di fabbrica per gli Skunk Anansie. Notiamo anche che Cass abbia fra i credits del disco gli ALUSONIC BASS ovvero l’azienda italianissima nella provincia di Rimini: http://www.alusonic.com/index.php
Nel disco si passa da tipologie di rock diverso ,strizzando l’occhio alla dance nel singolo “Love someone else” con un ritornello bellissimo,si sfiora il trip-hop nel beat della ballata “Death to the lovers”, mischia disco e rock per “In the back room”, si fa gracchiante, cupo ed oscuro in “Bullets”. Se già “Beauty is your curse” ha un riff molto anni ’80, “That sinking feeling” ha quel po’ di energia rock’n’roll vera. La promettente “Suckers!” e’ un riffone con chitarrone compresse che dura un minuto e venti che fa da intro a “We are the flames”.In “I’ll let you down”si ascolta una splendida e delicata Skin in un lento a chiusura di questo cd.Il disco “non è un album di rottura, dice Skin (“Ho giurato che non ne avrei mai più scritti”) ma è il residuo emotivo che una serie di “esplosioni” avvenute durante quest’anno nella sua vita privata ha lasciato ai versi – molti dei quali erano scarni costrutti nati in studio, nella pressione dell’ultimo momento.”Infatti l’aria del disco e’ diversa per ogni singola traccia e si respira amarezza in alcuni testi ma anche forza nell’uscire dal turbine di sensazioni negative.L’uscita dal buio e’ quello che conta,sempre.Compratelo!Imperativo!

TRACKLIST
Love someone else
Victim
Beauty is your curse
Death to the lovers
In the back room
Bullets
That sinking feeling
Without you
Suckers!
We are the flames
I’ll let you down

 

David

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2 pensieri su “L’architettura invisibile per gli SKUNK ANANSIE

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