La Musica Italiana puo’ tornare a splendere? Parte I

Dopo l’ultimo festival di Sanremo si sono evidenziate in maniera sempre più spessa le condizioni in cui versa la MUSICA ITALIANA.I talk show hanno parlato di tutto:di Conti,di Garko,delle imitazioni di Virginia Raffaele ,degli ospiti (strapagati) ma parliamo della Musica.
Com’era la MUSICA a Sanremo? Ma cos’e’ oggi la MUSICA ITALIANA?Anzi,com’e’ diventata ?
E’ importante qualificare questo termine in quanto e’ cambiato notevolmente nel tempo. Se partiamo dagli anni ’50 ad oggi cosa notiamo della musica italiana? Ha cambiato identità. Le band “storiche” o i cantanti che hanno mantenuto il loro” marchio di fabbrica “ quante sono?Poche ? Nessuna ?
Cosa ha assassinato la musica italiana? Per rispondere a queste domande osserviamo il passato :
MUSICA ITALIANA = Modugno,Mina ,De’ Andre’,Battisti,Baglioni o la musica napoletana.
L’origine della musica italiana era questa .
In America l’Italia e’ ancora “O’sole mio” Scritta da Giovanni Capurro e Eduardo di Capua conosciuta come miglior interpretazione italiana da Enrico Caruso , e’ la canzone ITALIANA più interpretata al mondo.

A seguire un altro “singolo” italiano di Massimo Ranieri:

 

 

Ed ancora : O SURDATO NNAMMURATO

Ora domandiamoci anche:
Perche’ le popstar italiane in America non prendono piede piu’ di tanto mentre nei paesi dell’Est ancora cercano Al Bano e Romina?
Perche’ ci sono fior di cantanti e di band veramente preparate da noi e sul palco e nella scaletta vendite ci vanno sempre i SOLITI personaggi?
Sapete darmi un nome veramente GRANDE negli ultimi 20 anni o anche 10 che sappia RAPPRESENTARE LA MUSICA ITALIANA nel mondo?
La risposta alle prime due domande e’ :
La cultura POP americana in primis ,le decisioni delle case discografiche e poi….Sanremo!
I piu’ grandi musicologi del mondo tra i quali Lomax fece queste osservazioni: con le sue registrazioni ha scoperto buona parte del blues (Muddy Waters, tra i tantissimi altri), i padri del jazz (Jelly Roll Morton, ripescato in un infimo albergo), molta musica sudamericana, e ha reso consapevoli gli spagnoli di possedere un tesoro chiamato flamenco.
Bene, proprio Lomax nel 1954-55 riuscì a organizzare un viaggio in Italia, sponsorizzato dalla Bbc, insieme a un giovane ricercatore (da quel momento in poi considerato il fondatore dell’etnomusicologia italiana) Diego Carpitella. Registrazioni nelle strade, nelle piazze, nelle case di paese: dai canti dei pescatori calabresi di pescespada ai cori della Liguria.
Sorpresa: secondo Lomax “il paesaggio sonoro italiano era il più ricco, vario e originale” da lui mai incontrato, come ha ricordato la figlia Anna.
Lomax riteneva la tradizione musicale italiana la più interessante in Europa. Il resoconto del viaggio si legge nel libro autobiografico L’anno più felice della mia vita (Il Saggiatore) e si ascolta nella serie dei dischi Italian Treasury. Accessibilissimi, e a tutti sconosciuti meno agli specialisti.
Lomax riteneva la tradizione musicale italiana la più interessante in Europa. Bene: Sanremo l’ha distrutta?
E qui viene il bello, o meglio, il giallo, o meglio il noir. Lomax entusiasta, dopo aver incontrato Alberto Moravia e Francesco Rosi, e dopo aver fornito le sue registrazioni a Pier Paolo Pasolini (che le userà per Decameron, senza citarlo), andò a parlare alla dirigenza Rai. Citò l’esempio delle piccole stazioni radio negli Usa, che trasmettevano musica del posto finanziandosi con la pubblicità locale. Il dirigente, il maestro Giulio Razzi, nel frattempo sorrideva.
Fu una scelta precisa della Rai, puntare su Sanremo (di cui Razzi era uno degli organizzatori) per la tv. La più potente e centralista azienda culturale italiana decise di concentrarsi sulla canzone derivata dalla tradizione Usa di Tin Pan Alley, il popolare italiano venne tolto di mezzo dai media prima ancora di entrarci. Risultato di questa scelta di paradigma: il pop della penisola nacque facendo fuori le proprie radici, e imitando la canzone Usa.

Da allora la canzone doveva non essere italiana ma POPolare, ma non un POPolare italiano ma assolutamente americano!
La canzone italiana com’era concepita e’ stata abbandonata per far largo a blandi imitatori della canzone americana.
Osservate i nomi,i grandi nomi in voga adesso :quanto rassomigliano a blandi CANOVACCI di musica americana comprese di simbologie,pose,suoni e copertine?
Jovanotti ? Fedez ? Altri?….eccome…

Continua…

Fine parte I

David

 

 

corsivo :http://www.linkiesta.it/it/article/2016/02/12/alan-lomax-racconta-come-sanremo-ha-annientato-la-musica-italiana/29259/

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5 pensieri su “La Musica Italiana puo’ tornare a splendere? Parte I

  1. bellissimo articolo e bellissima retrospettiva… mi vengono in mente le parole di un albergatore napoletano, il quale, un giorno mi disse che se in America avessero deportato i napoletani invece che i negri, ora invece che i blues avremmo ascoltalo le tammurriate… Chissà, forse aveva ragione !

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