I Metallica con il nuovo Harwired to self-destruct tornano con un disco accattivante!

La recensione della nuova opera dei Metallica che sta ancora una volta dividendo i fans di vecchia e nuova data

La copertina di Harwired in fomato vinile

I fans di tutto il mondo hanno aspettato tanti anni per un nuovo disco e dopo l’ascolto possiamo constatare che i vecchi Metallica forse più maturi non solo anagraficamente hanno ancora grinta da vendere. Il disco sembra riuscito da un lato per l’energia e la voglia di suonare ma se vogliamo parlare di Thrash Metal con la T maiuscola, forse non è così. Ci troviamo davanti ad un compromesso tra Death Magnetic e Load? Non è dato saperlo ma questa volta la formula sembra riuscire davvero!

La recensione

Il nuovo disco dei Metallica non è thrash metal, questo va chiarito subito. La band ha scelto la dimensione del doppio album per contenere dodici brani nuovi – distribuiti sei per ogni CD – restando fedele alla formula consueta per cui il pezzo di apertura e quello di chiusura devono essere le più potenti e veloci.

I pezzi di matrice thrash metal made in San Francisco sono i tre singoli rilasciati da agosto ad ottobre ovvero Harwired, Moth into Flame e Atlas,Rise! e ovviamente la chiusura del disco con la potente Spit out the Bone. Ma la strana differenza che si percepisce è quella tra il primo cd e il secondo. Se il primo, infatti, decisamente supera buona parte delle produzioni dei Four Horsemen da diversi anni a questa parte, il secondo si fa notare proprio per l’unione delle sonorità create negli ultimi dischi. La canzone forse più rappresentativa è Confusion.

Il disco si presenta con le altre traccie come un rock molto duro, una sorta di Load più quadrato, con ritmiche e riff che riportano alle origini di James Hetfield, moderni Black Sabbath e Diamond Head. Qui troviamo la fonte delle composizioni che però i Metallica riescono a fondere con dei ritornelli vincenti che fanno trovare la voglia di riascoltare il disco.

In conclusione il disco è piacevole anche se ovviamente non parliamo più del thrash anni ‘80 che ha reso famosa la band. D’altronde l’età anagrafica dei Four Horsemen li ha resi più tranquilli e meno aggressivi dal punto di vista sonoro, ma il risultato finale è molto accattivante.

Tracklist

Disc One

  • Hardwired
  • Atlas, Rise!
  • Now That We’re Dead
  • Moth Into Flame
  • Dream No More
  • Halo On Fire

Disc Two

  • Confusion
  • ManUNkind
  • Here Comes Revenge
  • Am I Savage?
  • Murder One
  • Spit Out the Bone

Disc Three (Deluxe Edition Only)

  • Lords of Summer
  • Ronnie Rising Medley
  • When a Blind Man Cries
  • Remember Tomorrow
  • SEGUONO CANZONI LIVE
  • Helpless
  • Hit the Lights
  • The Four Horsemen
  • Ride the Lightning
  • Fade to Black
  • Jump in the Fire
  • For Whom the Bell Tolls
  • Creeping Death
  • Metal Militia
  • Hardwired

Harwired sarà disponibile nelle versioni: download digitale, due CD, due LP e una deluxe edition con tre CD/tre LP contenente materiale extra. Disponibile in tutte le catene commerciali dal 18 novembre in Italia

 

David

 

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