Dalla rete: un altro addio alla Siae

 

Sta terminando la dittatura della Siae?

 

Schiaffo alla Siae, Rovazzi affida i diritti d’autore a SoundReef

L’autore del tormentone “Andiamo a comandare” segue il suo mentore Fedez nella battaglia contro la Società autori ed editori: “Non ho la necessità di appartenere a sistemi che difendono i più forti”. La replica Siae: “Soundreef non ci preoccupa”

 

Schiaffo alla Siae, Rovazzi affida i diritti d'autore a SoundReef

 

Farà “i selfie mossi alla Gué Pequeno”, ma se si tratta di diritti d’autore le idee sono nitide e il punto di riferimento è Fedez: anche Fabio Rovazzi abbandona Siae per affidare a Soundreef la gestione dei propri diritti d’autore. L’artista quattro volte disco di platino con il tormentone dell’estate 2016 “Andiamo a comandare” ha annunciato oggi il passaggio alla società fondata da Davide D’Atri: “In Italia è una realtà appena nata – ha dichiarato Rovazzi in una nota – Ho un repertorio tutto da costruire e questo mi ha spinto a scegliere Soundreef per la raccolta dei diritti d’autore in ambito musicale. Non ho la necessità di appartenere a sistemi che garantiscono principalmente i più forti”.

Rovazzi è uno dei molti autori che negli ultimi mesi ha lasciato Siae per la nuova società di collecting (9mila in tutto nell’ultimo anno secondo quanto comunica Soundreef). Tra gli altri, nomi di spicco Gigi D’Alessio o come Fedez, fondatore dell’etichetta Newtopia che ha sotto contratto lo stesso Rovazzi. “Siamo orgogliosi che arrivi nella nostra squadra un autore capace di hit come ‘Andiamo a comandarè – ha commentato il fondatore e amministratore delegato di Soundreef, D’Atri -. Fabio Rovazzi è stato il primo italiano a vincere il disco d’oro solo grazie agli streaming. Ha riscosso un enorme successo presso un pubblico trasversale, che va dai bambini agli adulti. Ancora una volta Soundreef si conferma partner affidabile e sono tanti gli artisti che ci stanno affidando la raccolta dei loro diritti d’autore per la semplicità e la rapidità dei nostri sistemi di rendicontazione e pagamento”.

La contrapposizione di nuove società come Soundreef e la Siae ha spaccato il fronte degli artisti, con i vari Jovanotti e Tiziano Ferro scesi in campo in difesa della Società italiana autori ed editori è arrivata fino al Parlamento. Soltanto alla fine di luglio, infatti, è stata recepita in Italia direttiva europea Barnier che sì chiama la Siae a diventare più trasparente, garantire maggiore partecipazione agli artisti, offrire loro un rendiconto puntuale dei diritti sulle canzoni. Ma conserva il suo monopolio legale in Italia, unico caso in Europa insieme alla Cechia di esclusiva stabilita per legge. La palla è stata affidata al governo, a cui spetta tradurre le indicazioni in legge, passata attraverso mesi di polemiche, scontri, accuse incrociate, colpi bassi. Da una parte la Siae, decisa a difendere la propria storica posizione. Dall’altra nuovi operatori come proprio Soundreef, la startup innovativa che in questi mesi è diventata il simbolo della lotta per la liberalizzazione, appoggiata, almeno a parole, da diverse forze politiche.

Alla mossa annuncita da Rovazzi è arrivata una reazione da Filippo Sugar, presidente della Siae, che ha affidato a una nota la sua posizione: “Come abbiamo ribadito più volte in questi mesi, Siae è una società senza scopo di lucro, il cui unico obbiettivo è la tutela di tutti gli associati e non è assolutamente nostra intenzione ingaggiare una campagna acquisti di singoli autori. Siamo la casa di tutti gli autori ed editori con oltre 83 mila iscritti”. Ricordando che il 2016 si chiuderà con 7.500 nuove adesioni e molte meno dimissioni (“ad oggi ne abbiamo solo 332”), Sugar sottolinea “che il nostro è un universo complesso che non è paragonabile a quello di realtà come Soundreef. Siae incassa da tutti i canali di utilizzazione del repertorio: radio e tv, multimediale online, live, cd e dvd, estero. Stipuliamo circa 1,2 milioni di contratti di licenza all’anno con oltre 500.000 utilizzatori sul territorio. Controlliamo oltre 35 mila eventi musicali a settimana rendicontando il repertorio suonato in ciascuno”.

 

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