Il successo per la tua band: il crowdfunding è la strada giusta?

Molte band si rivolgono al pubblico tramite il progetto denominato Crowdfunding.

Il crowdfunding è un modo di raccogliere denaro per finanziare progetti e imprese. Esso consente ai fundraiser di raccogliere denaro da un gran numero di persone attraverso piattaforme online. Ma come si dovrebbe sviluppare per farlo nel modo corretto?

Nel sito denominato Musicraiser , che intervista  Marco Mestichella, vengono dati i seguenti consigli:

Due campagne di crowdfunding all’attivo, di cui una ancora in corso, finanziate con successo ad un anno di distanza l’una dall’altra. Una grande capacità comunicativa e una dedizione totale nel far crescere la propria musica, consolidando giorno dopo giorno il rapporto con i propri fan, vera e propria benzina per chiunque voglia diventare un musicista professionista. 
Marco Mestichella è l’esempio di come un musicista debba affrontare l’avventura del crowdfunding. Lo abbiamo intervistato per svelarvi come realizzare due campagne di successo con poco più di 2.000 like.

– Ciao Marco, presentati ai nostri lettori!

Sono un cantautore e produttore di origini abruzzesi. 
Mi trasferisco a Londra all’età di 18 anni e poco dopo inizio a studiare a BIMM. La mia prima esperienza con la musica. Lì ho modo di iniziare a muovere i primi passi nell’ambiente e a conoscere altri artisti. A seguire, altri due corsi, l’Artist Development presso Access to Music per poi passare alla Westminster University.

Studiare in diverse accademia mi ha dato la possibilità di prendermi tempo e capire la mia direzione musicale, ma anche imparare a portare a termine idee. Dalla fase più creativa a quella più pratica. Nel 2012 inizio una solida collaborazione con il mio produttore Joe Rodwell, con il quale ho realizzato tre lavori fino ad ora. ’The Day I Killed My Ego’, il mio EP di debutto, ’Troubled Water’ e il nuovo ’Tales of Falling Walls’ in uscita nel 2017. Londra è da sempre patria delle mie creazioni artistiche, anche se ho trascorso gli ultimi sei mesi a Berlino, dove ho completato parte del nuovo lavoro.

– Perché hai pensato di realizzare una campagna su Musicraiser e perché hai deciso addirittura di fare il bis?

L’idea del crowdfunding mi circolava per la testa da tempo e ho deciso di provarlo per la prima volta lo scorso anno con l’EP ’Troubled Water’. Andò molto bene e rimasi molto soddisfatto e colpito dalla partecipazione dei miei seguaci. Poi è arrivato un nuovo disco e, non avendo ancora una casa discografica alle spalle che mi supporti, ho iniziato a pensare a come finanziare il nuovo progetto. Dopo qualche settimana vengo contattato da Giacomo, uno dei vostri talent scout, che mi propone una nuova campagna. Lo prendo come un segno e senza pensarci troppo su, preparo il progetto e così parte il nuovo crowdfunding. Ho deciso di fare il bis perché credo che il sia un metodo ottimo per realizzare un progetto.
È divertente, anche se non nascondo che c’è molto lavoro da fare. Ma ne vale la pena. Credo anche che Musicraiser abbia una marcia in più, il sito ha un layout molto amichevole, facile da navigare e, sopratutto tutto concentrato sulla musica.

– Come si fa a raggiungere i tuoi risultati in venti giorni di campagna? Non serve avere millemila like su Facebook, no? cosa serve?

Essendo alla mia seconda campagna credo di avere un po’ più d’esperienza rispetto alla volta precendente. O meglio, so cosa aspettarmi. Quest’anno sono partito dall’inizio con una marcia in più, il mio intento infatti non è “soltanto” quello di finanziare il mio progetto musicale, ma anche di devolvere parte del ricavato ad un’associazione no-profit di due cari amici. Quindi le due cose insieme sono un grande stimolo che mi costringono a pensare sempre a nuove idee. 
A mio parere, bisogna essere molto concentrati e sicuri di cosa si vuole raggiungere, essere in grado di visualizzare tale obiettivo e coinvolgere quanta più gente. Parlarne, diffondere il progetto. Importante è anche frazionare l’obiettivo, creando dei “mini obiettivi” settimana in settimana, focalizzarsi sul piccolo, sul “cosa posso fare oggi per contribuire al successo del progetto”. Passo per passo. Raggiungere l’obiettivo minimo in venti giorni ha richiesto molta concentrazione. Il mio intento è quello di ricavare €10.000 in realtà, quindi raggiungere l’obiettivo minimo il prima possibile era per me una necessità.

– Ultima domanda spostata di nuovo su di te, sul tuo futuro: cosa farai dopo la campagna?

Fino al 31 dicembre tutte le mie energie sono concentrate sulla campagna, ma devo anche finire il disco. Il 24 Febbraio ci sarà un evento promozionale a Berlino in cui presenterò il disco in anteprima e lo farò ascoltare, e a Marzo si parte con nuovi concerti. 
Sto cercando di venire a suonare in Italia con la mia band…organizziamo qualcosa insieme Musicraiser? 🙂

 

La strada per la tua band è sicuramente di grande impegno, anche con l’aiuto del crowdfunding. Infatti non contano solo i numeri ed è necessario dare forza a questo progetto.

 

Fonte Articolo

 

 

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