Fuori i nomi! La ricerca della verità per i fans di Vittorio Andrei chiamato Cranio Randagio. La mail da parte di alcuni fan

Dopo il nostro ultimo articolo qui riportato molti hanno commentato l’evento sulla pagina di YouTube del cantante scomparso. Alcuni di loro ci hanno scritto così :

Ciao, abbiamo letto con interesse i tuoi articoli sul caso di Cranio Randagio, ma ancora non abbiamo capito come andrà a finire.  A noi dispiace perchè il suo nome è finito così infangato, nel silenzio assoluto, dopo il primo interesse mediatico. Per casi minori rispetto a questo sappiamo sempre tutto dalla televisione:  movente, partecipanti, presunti collegamenti ma in questo caso, nulla.  Sappiamo solo un cognome,  la casa dove ha partecipato all’ultima festa  Vittorio. Dopo, non abbiamo saputo più nulla. Vogliamo i nomi ! Vogliamo i nomi non per vendicarci ma vogliamo sapere chi sono queste persone coperte e come si sta procedendo verso di loro. Questo è per la memoria di Vittorio!

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Risultati immagini per cranio randagio

 

Prima di rispondere vediamo l’ultimo articolo del 14 novembre 2016 della Repubblica:

La cena. Venerdì sera, dunque. Gli invitati, quattordici e tutti maschi, arrivano alla spicciolata, e intorno alle nove comincia la cena attorno alla tavola in salotto. I genitori di Pierfrancesco, Rory e l’ingegnere dell’Eni Marco Valerio Bonolis, non ci sono, dormono fuori. I ragazzi mangiano, bevono vino e altri alcolici, ascoltano musica, fumano sigarette e marijuana. Vittorio non ha comportamenti strani, è il solito di sempre. “Che bello che hai organizzato una cena a casa”, dice a Pierfrancesco. I due sono coetanei, hanno frequentato lo stesso liceo, il Seneca. Da un po’ di tempo si vedono spesso perché Pierfrancesco, che è inserito in un gruppo di giovani producer romani, ha curato la fotografia dell’ultimo video di Cranio Randagio. Vuol far conoscere agli altri invitati il suo amico rapper, che ha partecipato anche a X-Factor.
 
Il giallo dello spacciatore. L’appartamento dei Bonolis è un via vai di gente. Arrivano un paio di coppie, alcuni amici li raggiungono, altri se ne vanno. A mezzanotte la cena è finita, continuano a girare canne. A verbale alcuni dei presenti hanno negato la presenza di droghe pesanti, raccontando di “una cena come tante”. Qualcuno invece ha ammesso il contrario. C’è della cocaina e, forse, anche metamfetamina. “Io non ho visto Vittorio farsi di niente”, dirà al magistrato Pierfrancesco. E’ un fatto però che uno degli invitati abbia alle spalle una condanna per spaccio. E Cranio Randagio era noto per fare uso di stupefacenti anche pesanti. Chi ha portato la droga alla festa? Uno degli invitati del gruppo originario, oppure qualcuno che si è aggiunto più tardi? Questo è il cuore dell’inchiesta su cui lavorano i poliziotti del commissariato Monte Mario, perché sul punto le testimonianze sono state confuse e reticenti.
 
La mattina della morte. Intorno alle 9.15 di mattina, nell’appartamento dei Bonolis, sono rimasti in tre: Pierfrancesco, Vittorio, un terzo amico. A quell’ora rientra Marco Valerio Bonolis e nota che il figlio e l’amico stanno rimettendo in ordine. I piatti sporchi sono nella lavastoviglie, il salotto è pulito, neanche un mozzicone di sigaretta nei posacenere. “Prendo il borsone della palestra e me ne rivado”, dice loro. Non vede Cranio Randagio, perché è già andato a dormire: si è buttato sul letto di Pierfrancesco, lo sentono russare profondamente. “Va tutto bene, papà. Ora siamo stanchi e vogliamo riposare”. I due raggiungono Vittorio nella camera da letto, Pierfrancesco si stende accanto a lui, l’altro si sistema sulla poltrona. Sono le 9.30. “Ci siamo semplicemente addormentati, non abbiamo notato niente di strano in Vittorio”, metteranno a verbale i due ragazzi.

 

Come si può chiaramente leggere, anche in questo articolo si nominano vagamente i termini generici come amico, amici, ragazzi, ma nessun nome certo. Praticamente non hanno fatto trapelare nulla da quella notte come se ci fosse una cortina. A prescindere che le autorità possono agire  in maniera diversa e prima di accusare delle persone specifiche occorre avere delle prove certe, la cosa che non capiamo è come sia possibile che per alcuni casi la televisione riesca a sapere tutto di tutti e in questo caso, pochissimo. Come funziona il sistema mediatico? Perchè distruggere la nomina di persone scomode ed azzerare tutto per coprirne altre? Chiaramente la storia è più complicata di quello che sembra.

Infatti questa è un altra evidente prova che la televisione insieme  ad alcune testate giornalistiche blasonate, che si occupano di delitti,  quando non devono far sapere  dei nomi coinvolti in fatti spiacevoli, ci riescono benissimo. L’operazione denominata cover-up dimostra in maniera inequivocabile l’assoluta inattendibilità del sistema mediatico che, rispettando ordini gerarchichi, schiaccia con disinvoltura personaggi divenuti scomodi    (vedi ad esempio Corona, Mora ecc…)  e nasconde molto bene altri.

 

Ritorniamo sempre alle domande iniziali:

1- Chi c’era quella sera con lui?

2- E’ morto di overdose oppure no?

3- Perchè i soccorsi non sono arrivati tempestivamente?

4- E’ un caso di omicidi0?

5-Perchè queste incongruenze tra il raccontato della mamma e le dichiarazioni degli “amici”?

 

Terminiamo accogliendo la richiesta dei fans di Vittorio con un forte:

 

Vogliamo i nomi!

 

David

 

 

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