Lady Gaga e Trump: la musica utilizzata per dividere, la ridicolaggine come manifesto!

La Beta Kitten Lady Gaga, marionetta dell’élite massonica Illuminata, si è distinta ancora una volta e ha dimostrato che il music business internazionale è controllato in maniera politica.

Le  Schuyler sisters e poi da Lady Gaga hanno dato spettacolo ma a modo loro.

Le Schuyler hanno gridato :“and crown thy good with brotherhood” (Dio coroni il tuo bene con la fratellanza) e aggiunto il termine “sisterhood “nel  brano massonico per eccellenza America The Beautiful.

ll senso generale dell’attacco di Lady Gaga è stato fatto solo per creare una  finta divisione, del quale godono i Massoni. Si preoccupano delle donne ma in compenso fanno stragi di bambini nei loro riti. Ricordiamo che Lady Gaga  è stata immortalata nei festini come puoi vedere qui:

Lady Gaga, Marina Abramovic e il party aberrante con gli Illuminati

 

Il party disgustoso dei discografici e degli attori

 

 

33rd degree double eagle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Super Bowl: musiche, inni e spot contro Trump

Super Bowl: musiche, inni e spot contro Trump
Lady Gaga canta al Super Bowl e attacca Trump

NEW YORK –  Il primo strappo arriva ancor prima del fischio d’inizio, quando sul palco dell’evento sportivo più atteso d’America, il 51esimo SuperBowl che si è appena concluso allo Nrg Stadium di Houston, Texas, con la vittoria dei New England Patriots, salgono le “Schuyler sisters”: che per la cronaca non sono una band di tre sorelle ma i personaggi che Phillipa Soo, Renée Elise Goldsberry and Jasmine Cephas Jones interpretano nel musical hit di Broadway “Hamilton”. Sono lì per intonare il brano patriottico per eccellenza, quell'”America The Beautiful” che è quasi un secondo inno nazionale. Interpretazione impeccabile: almeno fino a quando, al verso che dice “and crown thy good with brotherhood” (Dio coroni il tuo bene con la fratellanza) aggiungono una parolina: “sisterhood”, sorellanza. E lo stadio esplode in un applauso, mentre all’allenatore dei Falcons inquadrato proprio in quell’istante scappa un contagioso sorriso. Una leggera, graziosissima affermazione femminista che nel primo Super Bowl dell’era Trump, dove tutto assume un significato politico, è già una piccola rivoluzione. Che cancella su Twitter ogni traccia del cantante country Luke Bryan, che si cimenta con una piuttosto piatta versione dell’inno subito dopo.

Eccola, l’America divisa in due che non riesce a ritrovare unità nemmeno davanti allo schermo. Divisa non solo fra chi tifa Patrioti o Falconi ma fra chi si schiera col super campione pro Trump, Tom Brady, che strappa la mega coppa ai falconi rivali in finale di partita. E chi si esalta quando le luci – e che luci, quelle di centinaia di droni che illuminano il cielo di Houston – si accendono su Lady Gaga. La regina del pop l’aveva promesso: riunirò il Paese. E a modo suo, ci prova davvero: appollaiata come Spiderman sul tetto dello stadio, Gaga intona due canzoni simbolo della storia d’America. Inizia intonando “God bless America”, altro inno patriottico scritto da Irving Berlin nel 1918. Ma nel verso successivo passa a “This Land is your land” di Woody Guthrie, un classico dei movimenti di protesta, rispolverato anche nelle ultime manifestazioni contro il Bando di Trump, con quel suo ritornello che dice “This land war made for you and me”, questa terra è stata fatta per me e per te. Poi si tuffa – letteralmente, sostenuta da cavi d’acciaio – nel suo hit più famoso, quel Born this way diventato l’inno del movimento omosessuale, per poi ripercorrere i suoi brani più famosi. Una performance che manda letteralmente in tilt Twitter che trasforma immediatamente #LadyGaga in trendy topics con 5,1 milioni di tweet, compreso quello di un esaltatissimo ex vicepresidente Joe Biden: “fiero di aver lavorato insieme contro la violenza domestica”. “Twitta anche Hillary Clinton: Sono una dei 100 milioni di fan del Super Bowl che è appena impazzita per Gaga il messaggio della Lady a tutti noi”.

Intanto, messaggi che fino a poche settimane fa ci sarebbero sembrate solo di buon senso civile e che nell’America che vuol chiudere le sue frontiere suonano invece come affermazioni politiche arrivano anche dai tanti spot che frammentano la partita, notoriamente i più visti e dunque i più costosi (quest’anno si è arrivati a 5 milioni di dollari per 30 secondi di pubblicità). Coca Cola, ad esempio, ha deciso di riproporre quello con persone di ogni razza che cantano America The Beautiful in lingue diverse: datato 2014, assume un senso totalmente diverso nel nuovo contesto. Una scelta voluta, secondo il pubblicitario Lynn Power, che al New York Times dice: “Hanno fatto bene a trasmettere quel vecchio spot. Oggi è più rilevante di quando fu trasmesso nel 2014”. E che dire di Airbnb, che nello spazio pubblicitario comprato all’ultimo minuto utile, mostra gente di culture diverse con una scritta in sovrimpressione: “non importa chi sei, da dove vieni, chi ami, in cosa credi. Ci apparteniamo tutti. Più ci accettiamo, più è bello il mondo”. Notevole anche lo spot dell’Audi: dove un padre guarda la figlia che gareggia in una competizione di go-cart. E si chiede: “Cosa dovrei dire a mia figlia: che sarà valutata meno di un uomo? Che sarà pagata meno di un uomo? Che suo padre è considerato più di sua mamma? Che penseranno sempre che è inferiore a qualunque uomo che incontrerà?” Per poi concludere che no, forse non finirà così: “il progresso è per tutti”.

Spot, touchdown e canzoni: ma intanto i “patrioti” si aggiudicano la partita.

confermano la previsione del loro tifoso più accanito, Donald Trump. “Wow” commenta caustico su Twitter il regista Michal Moore: “Proprio come alle elezioni dello scorso novembre. Compresa la scena dei fan dei Falcon in festa, mezz’ora prima di perdere”.

 

La ridicolaggine si sfiora leggendo questo:

Una performance che manda letteralmente in tilt Twitter che trasforma immediatamente #LadyGaga in trendy topics con 5,1 milioni di tweet, compreso quello di un esaltatissimo ex vicepresidente Joe Biden: “fiero di aver lavorato insieme contro la violenza domestica”. “Twitta anche Hillary Clinton: “Sono una dei 100 milioni di fan del Super Bowl che è appena impazzita per Gaga il messaggio della Lady a tutti noi”.

La violenza domestica non va bene, però i Pizzagate and  Comet Ping Pong ( la catena pedo – porno -sado  che organizzava squallidi e torbidi festini, al quale partecipavano membri della famiglia Clinton, oggetto delle mail hackerate) vanno bene. La Clinton applaude a Lady Gaga. Ancora una volta la musica è stata utilizzata per transitare messaggi divisivi che hanno come fondamento un’ incoerenza. Da una parte si contesta Trump per le sue scelte sessiste, dall’altra abbiamo una cantante che partecipa a festini con sfondi sanguinari e cannibali, con la presenza di bambini e la ex candidata premier americana ad applaudire su Twitter. Vi sembra normale?

 

Ognuno tragga le sue conclusioni.

 

 

David

 

 

Fonte

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