Sinfonie della paura – Parte II-

Vi proponiamo una nostra selezione di  inquietanti temi utilizzati nella colonna sonora di celebri film horror, dai cult horror per eccellenza fino ai  contemporanei.

I seguenti film mostravano forme di horror veramente profondo. Tematiche oscure, sposate dagli Illuminati di allora, che hanno impresso nella coscienza un marchio quasi indelebile tra la composizione e il film. Tutti queste pellicole, specie Rosemary’s Baby, trattavano tematiche deviate, transitate per le prime volte sugli schermi accompagnate da musica da brivido.

Rosemary’s Baby (1968, regia di Roman Polanski, musiche di Krzysztof Komeda)

Alcuni lo considerano il film più ben riuscito di Polanski, altri uno di maggiori capolavori appartenenti al genere dell’horror psicologico. Quel che è certo è il fatto di trovarsi di fronte ad un film assolutamente disturbante, dalla trama essenziale (cosa non rara per questo regista) ma complesso nei suoi risvolti psicologici, essendo di fatto la rappresentazione della progressiva follia di una donna incinta (interpretata da Mia Farrow) spinta da paure apparentemente irrazionali riguardo il suo bambino. L’apporto del compositore Krzysztof Komeda aggiunge quel tocco di inquietudine che basta per trascinare lo spettatore nell’atmosfera delirante e soffusamente demoniaca del film: costante sottofondo è una macabra cantilena, sorta di disperata e assieme malinconica ninna-nanna, cantata dalla Farrow.

 

 

L’uccello dalle piume di cristallo (1970, regia di Dario Argento, musiche di Ennio Morricone)

Film d’esordio del regista Dario Argento, si tratta di uno dei più tradizionali esempi di giallo all’italiana, genere di cui Argento è sicuramente maestro (preceduto da Lucio Fulci). La trama è essenziale: riguarda un omicidio al quale il protagonista assiste senza essere visto, dando inizio ad una serie di indagini che porteranno, come da regola, ad un colpevole assolutamente insospettabile. Questo tipo di film, specialmente se nelle mani di un regista come Argento, non può che giovare dall’avere alle spalle una colonna sonora d’effetto, in grado di tappare buchi di tensione dovuti ad una non eccezionale sceneggiatura (come frequente accade nei film di questo regista) ed alle scarse capacità degli attori protagonisti. Non si tratta in questo caso di una delle più inquietanti musiche utilizzate da Argento, ma Ennio Morricone è sempre capace di stupire con toni originali, capaci da soli di creare un’atmosfera e, di conseguenza, dare il proprio contributo alla tensione del film.

 

 

 

 

L’esorcista (1973, regia di William Friedkin, musiche di Mike Oldfield, Jack Nitzsche, Krzusztof Penderecki)

L’esorcista è uno di quei film in grado di entrare nell’immaginario collettivo di una intera generazione: si tratta di uno degli horror più terribili della storia del cinema, diretto da un grande regista, Friedkin. Il film già di suo ha tutti gli ingredienti per trasmettere un forte senso di inquietudine nello spettatore, presto destinata a sfociare nel peggior terrore durante le scene dell’esorcismo, vere e proprie sequenze d’antologia. Ancora una volta è però l’elemento sonoro a donare quel qualcosa in più all’opera: questo film presenta senza dubbio una delle più riconoscibili colonne sonore della storia del cinema horror, grazie alla fama acquisita dal brano progressive Tubular Bells di Mike Oldfield (fama in gran parte dovuta al successo dello stesso film). La colonna sonora comprende anche brani del compositore polacco Krzusztof Penderecki e di Jack Nitzsche, uno dei musicisti per il cinema più conosciuti a Hollywood.

 

 

Rock progressive al servizio dell’orrore: i Goblin hanno bisogno di poca introduzione per gli amanti del cinema di genere, avendo composto la colonna sonora di tutti i più noti film di Dario Argento. Suspiria deve sicuramente parte del suo successo alla suggestiva colonna sonora: i ritmi incalzanti del gruppo italiano, uniti ad una fotografia (dai colori fortemente saturati) che ha fatto scuola all’interno di questo genere, avvolgono la storia in un’atmosfera stregata e decisamente inquietante. La trama del film è piuttosto esile e lineare, dunque gran parte della tensione scaturita dal film è dovuta proprio alle musiche, secondo una strategia molto utilizzata dal regista nella sua filmografia (la sua collaborazione con i Goblin avrà un fortunato seguito). Il film è considerato il capolavoro di Argento e la colonna sonora è sicuramente tra le opere più note e apprezzate del gruppo progressive, già reso celebre dal precedente film argentiano Profondo rosso.

 

Risultati immagini per goblin band

 

 

 

Prima parte

Sinfonie della paura – Parte I- Bernard Herrman

 

Fonte

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