L’anniversario di Rino Gaetano – il caso delle “coincidenze”

Rino Gaetano muore il 2 giugno 1981, in un incidente avvenuto alle 3,55. Ricordiamo ciò che molti hanno taciuto…

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Si schianta contro un camion Fiat 650 guidato da un commerciante di nome Torres, con la sua Volvo 343 targata “Roma Z40932”.

Rino sapeva che sarebbe morto presto. Sapeva che era inseguito perchè era contro il sistema. Aveva mandato dei messaggi in bottiglia perchè come Pasolini, capiva il sistema degli Illuminati e in particolar modo del codice Rosa Rossa appartenente all’ordine massonico più spietato ancora in circolazione in Italia. Rino aveva profetizzato la sua scomparsa con queste “coincidenze”. Le morti rituali sono organizzate in maniera meticolosa da persone intelligenti ed ogni cosa è preparata nei dettagli. Seppur molti fatti possano apparire incomprensibili, per il senso della morte e del sacrificio assunto dai massoni deviati, tutto ha un senso, in ogni piccola minuzia.

La serie di sfortunate coincidenze

Prima coincidenza. Muore rifiutato da 5 ospedali, tra cui il San Giovanni e il San Camillo, in circostanze molto, troppo, simili, a quelle raccontate nella sua canzone “La ballata di Renzo”. Ne La ballata di Renzo, infatti, il protagonista muore rifiutato dagli ospedali San Camillo e San Giovanni.

Seconda coincidenza. Muore sulla Nomentana, strada che deve il suo nome alla città di Nomentum, colonia di Alba Longa.

Terza coincidenza. Si schianta contro un camion in prossimità di un platano. Il Platano è un albero associato a Venere, perché nella mitologia greca Zeus incontrava Venere sotto un platano; il pianeta Venere è associato a Lucifero, ed era anche noto come “stella del mattino”, perché sorge poco prima del sole. All’alba appunto.

Tutti questi riferimenti portano alla Golden Dawn, o Alba d’Oro. Ricordiamo anche che Stella del Mattino è il nome di una filiazione della Golden Dawn, ramo massonico da cui deriva l’ordine dei Rosa Rossa.

Quarta coincidenza. L’incidente avviene in una località non troppo lontana dal luogo dove era morto in circostanze analoghe Fred Buscaglione. E ancora una volta possiamo notare una coincidenza curiosa, perché Rino aveva cantato alcuni pezzi di Buscaglione. Non a caso un giornale intitolò il pezzo della sua morte “Rino Gaetano come Fred Buscaglione”.

Fred Buscaglione muore il 3 febbraio 1960 in un incidente all’angolo tra via Paisiello e via Rossini, scontrandosi con una Lancia Esatau.

Il nome della Lancia Esatau deriva da “esagramma” e Tau (croce), due simboli fondamentali per la Golden Dawn: l’esagramma, o Stella di David, e la Tau, la 22esima lettera dell’alfabeto ebraico, che rappresenta la Croce, al cui centro c’è – nella simbologia rosacrociana – la Rosa Rossa.

Quinta coincidenza. Entrambi i cantanti muoiono all’alba.

Sesta coincidenza. Anche il protagonista della ballata di Renzo muore all’alba, e verrà sepolto al Verano, come Rino.

Settima coincidenza. I funerali di Rino si svolgono nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù. E la rosa rossa rappresenta… il cuore di Gesù.

Ottava coincidenza. L’edificio dove Rino abitava, a Crotone, si trasformò in un albergo ristorante. Il nome? La casa di Rosa.

Nona coincidenza. La Rai produce fiction su Rino Gaetano, ne stravolge vergognosamente la vita facendolo passare per un drogato, trasfigura il rapporto col padre descrivendolo falsamente come un rapporto conflittuale, lo fa passare per un traditore incallito, solo e senza amici (mentre invece, pochi giorni dopo quel fatidico 2 giugno, si sarebbe dovuto sposare); la fiction è prodotta dalla Ciao Ragazzi, casa produttrice che ricorda molto l’acronimo rosacrociano CR, ed è realizzata da Claudia Mori, che ha due figlie: Rosita e Rosalinda. RR. Coincidenze, ovviamente.

 

Quante possibilità c’erano, statisticamente, che Rino morisse esattamente come descriveva in una sua canzone? Statisticamente: zero.
Inoltre ricordiamoci che Rino disse “vogliono mettermi il bavaglio ma non ci riusciranno”. Disse anche che le sue canzoni sarebbero state capite un giorno, quando la gente si sarebbe domandata cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta.
A cosa alludeva Rino?

Chi voleva mettergli il bavaglio?
E perché?
Se cantava della canzoni senza senso, perché qualcuno voleva farlo zittire?

Dopo la sua morte

Per gli anticomplottisti ad oltranza, si sa, Rino forse delirava (del resto non era un ubriacone, come ce lo ha presentato la fiction della RAI?)
Chissà a chi alludeva dicendo che qualcuno voleva mettergli il bavaglio.
Forse la zia rosina, che rincoglionita dagli anni, non gradiva che lui strimpellasse per casa?
O magari Gianna che, riteneva violata la sua privacy ora che Rino aveva messo in musica la sua passione per il tartufo!

Rino Gaetano è stato infangato anche dopo la sua morte. La Fiction fatta dalla Rai è quantomai inverosimile e inguardabile. Chiunque abbia un minimo di osservazione senza pregiudizio può vedere che le coincidenze della sua morte sono identiche alle sue canzoni. Segno che Rino sapeva come si sarebbero mossi contro di lui. Un anniversario per capire e non solo per ricordare un musicista, un uomo, un pensatore ed un profondo osservatore che aveva capito il sistema come funzionava.

Rino i tuoi messaggi non sono finiti nel dimenticatoio ma stanno assumendo sempre più spessore!

 

 

David

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Fonte menzionata

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