Faith No More – Angel Dust – 25 anni dopo

Venticinque anni fa usciva il terzo capolavoro dei Faith No More “Angel Dust”

 

 

Risultati immagini per faith no more angel dust

La copertina di Angel Dust

Davvero difficile a distanza di tanti anni descrivere un disco come questo. Forse perchè le cose accadute sono tante ma provare a tratteggiare i Faith No More è sempre risultato complicato. La band capitanata dal pazzo Mike Patton ha sempre mostrato atteggiamenti anticonformisti, non solo socialmente ma anche a livello compositivo.

Dopo un grandissimo The Real Thing del 1989, uscirono nel 1992 con questa perla nera. Potevano ancora una volta non essere compresi tanta era la loro superbia. Il disco è permeato da un’aura  semi-pessimistica, senza facili ritornelli, impregnato da un’atmosfera disagiata con intramezzi delicati e gentili.
L’umore di fondo è serio e maturo, mitigato solo in apparenza dalla spigliatezza e dal brio  che caratterizza le strutture dei brani, costruite sempre con una grande linea di basso in evidenza.

La potente Land Of Sunshine ci immette nel disco come un grande singolo ma già da Caffeine le tastiere di fondo spianano alle chitarre quadrate del riffing principale. Patton comincia  a mostrare un lato quasi melanconico nelle sue vocals. Midlife Crisis mostra bene il lato della presunta crisi di Patton e soci, la traduzione di una parte del testo:

Non riesco a smettere di dare
ho 30 anni e qualcosa
Senso della sicurezza
come un tintinnìo da taschino
Crisi di mezz’età!
Succhia ingenuità
giù verso l’albero genealogico!

 

RV si rivela il pezzo delicato che diverterà una sorta di anticipazione di King For  A Day… Fool for Lifetime del 1995. Smaller and Smaller ricomincia a riversare umori neri nel disco con vocals stralunate, esattamente come il pezzo successivo Everything’s ruined, contraddistinto a un grintoso riff di chitarra elettrica e un ritornello aperto. Malpratice sembra un pezzo metal punk anni’ 80 con vocals distorte e arrabbiate, con un contrapposto ritornello quasi di origine grunge. Il pezzo e’ arrangiato con delle campane che lo incupiscono senza che esista nessuna speranza.  L’unico pezzo che sembra effettivamente ripetere sound e formule di The Real Thing è Kindergarten, pezzo che potrebbe essere un b-side estratto dal platter del 1989.

Be aggressive entra con un organo degno dei migliori film horror contornato da un basso slappato, stoppato e chitarra wha wha. La canzone contiene un testo dedicato all’arte orale sessuale e risulta molto esplicito. Il Parental Advisory posto sulla copertina non è casuale. Il finale prende le sembianze di una canzone hard rock con assolo anni ’80. A small victory mostra ancora una volta un’apertura melodica e piena di speranza in mezzo a queste tracce “oscure”. Crack Hitler spara in alto con un basso slappato, tastiere e chitarra wha wha fino al cambio quasi solenne al minuto 45:25 dell’album. Bill Gould mostra di essere un bassista completo e rende memorabile ogni canzone. Nel disco eccellono tutti, ma lui ha veramente una marcia in più anche rispetto ad altri bassisti dello stesso periodo.

Jizzlobber è cupa sia per il riff iniziale che per le vocals sincopate con uno sfondo di un accordo di tastiera ripetuto alla sfinimento. Midnight Cowboy spiazza con una fisarmonica melanconica. Easy chiude il disco con una delle ballad più famose a livello commerciale dei Faith No More.

 

 

Questo disco risulta un capolavoro quasi impossibile da inquadrare e ad oggi sono veramente poche le band che riescono a racchiudere in poco meno di un’ora di musica tante emozioni.

 

Formazione

Mike Patton – voce

Jim Martin – chitarra

Bill Gould – basso

Mike Bordin – batteria

Roddy Bottum – tastiere

 

Tracklist

1. Land of Sunshine
2. Caffeine
3. Midlife Crisis
4. RV
5. Smaller and Smaller
6. Everything’s Ruined
7. Malpractice
8. Kindergarten
9. Be Aggressive
10. A Small Victory
11. Crack Hitler
12. Jizzlobber
13. Midnight Cowboy
14. Easy

 

Discografia Faith No More

 

We Care a Lot (1985)

Introduce Yourself (1987)

The Real Thing (1989)

Angel Dust (1992)

King for a Day… Fool for a Lifetime (1995)

Album of the Year (1997)

Sol Invictus (2015)

 

David

 

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

Annunci

2 commenti

  1. Fantastico album, ricordo ancora che andai nell’allora mitico negozio “Disfunzioni Musicali” (a Roma) per ascoltarlo in anteprima… al primo ascolto restai un po’ interdetto ma una volta acquistato il disco divenne in breve tempo la colonna sonora di quella fantastica estate da adolescenti. Bel post, ciao 😉

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...