Public Enemy – Fear of the black planet – il rap vero – dov’e’ finito oggi?

I Public Enemy sono ancora il simbolo del vero rap dopo ventisette anni?

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Troppo pseudo-rap, formato da posers, finti “nigga” dediti alla bella vita, bianchi che si atteggiano, video dove si vedono solo belle macchine e donne hanno fatto dimenticare l’origine del rap nero americano.

 

Il disco Fear of a black planet aveva molti cose particolari. Era arrabbiato, con testi dediti alla ribellione ma non distruttivo. Il pianeta nero era rappresentato dall’emersione e dal successo di queste rime infarcite di doppi sensi e parole poco gradevoli. Sapevano parlare con l’autorità dei leader (quei leader che politicamente non ha) alla comunità di colore americana e nel farlo riescono, senza mai lesinare sulla durezza del confronto, a fare comprendere, accettare, adottare il loro punto di vista ai bianchi di buon senso e buona volontà. Sanno essere sempre al passo con i tempi (quando non in anticipo) in una scena come quella rap che è solita bruciare i suoi protagonisti a mo’ di meteore e nello stesso tempo sono contigui all’universo rock .

Confezionarono degli assalti vocali ai limiti suonati con basso e batteria e non solo con samples,  riuscendo ad essere assimilabili, quasi da classifica. Sono passati da quel 1990 molti anni ma credo non farebbe male riascoltare questo disco specie a questi fenomeni da classifica rap che di vero ed autentico hanno veramente poco. Lo fanno per la loro falsa denuncia, i loro finti discorsi pseudo popolari, mentre loro se la ridono con le varie Ferrari e Rolex d’oro. Se ci fosse vera denuncia sociale tramite la musica, i testi sarebbero veramente di altro tipo. L’hip hop spacciato per rap delle nuove leve italiane ha molto da imparare da questo disco. I tempi sono cambiati ma aspettiamo un vero disco rap che sia degno di questo nome in questi anni.

 

 

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La copertina

 

 

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Il retro del disco

 

 

 

Il disco

 

 

Tracklist

 

  1. Contract on the World Love Jam (strumentale) – 1:44
  2. Brothers Gonna Work It Out – 5:07
  3. 911 Is a Joke – 3:17
  4. Incident at 66.6 FM (strumentale) – 1:37
  5. Welcome to the Terrordome – 5:25
  6. Meet the G That Killed Me – 0:44
  7. Pollywanacraka – 3:52
  8. Anti-Nigger Machine – 3:17
  9. Burn Hollywood Burn – 2:47
  10. Power to the People – 3:50
  11. Who Stole the Soul? – 3:49
  12. Fear of a Black Planet – 3:45
  13. Revolutionary Generation – 5:43
  14. Can’t Do Nuttin’ for Ya Man – 2:46
  15. Reggie Jax – 1:35
  16. Leave This off Your Fuckin Charts (strumentale) – 2:31
  17. B Side Wins Again – 3:45
  18. War at 33 1/3 – 2:07
  19. Final Count of the Collison Between Us and the Damned (strumentale) – 0:48
  20. Fight the Power – 4:42

 

Fight the Power – traduzione

1989, un numero, un’altra estate (renditene conto)
il suono del grande batterista,
la musica colpisce il tuo cuore perchè so che hai un’anima,
(Fratelli e sorelle, hey !),
Ascoltate se ve lo state perdendo, lo dico a tutti,
abbiate ritmo mentre canto,
dando uno sguardo
per apprendere quello che so,
mentre le fasce (in testa, ndr) sono sudate,
e le rime e il ritmo vanno avanti,
dovete darci quello che vogliamo,
dovete darci quello di cui abbiamo bisogno,
il nostro diritto di parola  liberta o morte,
dobbiamo combattere il potere che c’è,
fatemi sentire che dite
combatti il potere.

Chorus

Siccome le rime hanno in progetto di essere respinte,
quello che conta  che le rime
abbiano in progetto di riempire il vostro animo,
adesso che vi siete accorti che gli orgogliosi sono arrivati alla meta,
dobbiamo pompare le nostre opinioni per farci forza,
dal cuore
un inizio, un pezzo d’arte
rivoluzionare  fare un cambiamento, niente di strano
gente, gente noi siamo uguali,
no, non siamo uguali,
perch non conosciamo il gioco,
quello di cui abbiamo bisogno  la coscienza, non possiamo non curarcene,
tu dici “Cos’ questo ?”
il mio amato buttiamoci negli affari,
il pazzo di s sulla difensiva della forma fisica
(Yo) fannullone, affettatati allo show,
devi andare per quello che sai,
fai vedere a tutti, in modo da combattere il potere che c’,
fatemi sentire che dite
combatti il potere.

Chorus

Elvis è stato un eroe per molti,
ma non per me, vedi,
pensa al razzista che  stato quell’imbecille,
manda a fanculo lui e John Wayne
perchè sono nero e ne sono orgoglioso
sono pronto, sono eccitato e per di più elettrizzato
la maggior parte dei miei eroi non appare su nessun francobollo
prova a guardare indietro, vedi e troverai
solamente “rednecks” (razzisti del Sud, ndr) per 400 anni se controlli
non ti preoccupare, sii felice
è stata la canzone numero uno,
dannazione, se lo dico mi potresti schiaffeggiare proprio adesso
proprio qui, andiamo,
cosa dobbiamo dire
potere al popolo, nessun ritardo,
per far vedere a tutti
in modo da combattere il potere che c’è.

(Combatti il potere)!

 

David

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Fonte corsiva

 

Traduzione testo

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