Tom Petty ha imparato a volare

Tom Petty ci ha lasciato prematuramente il 1 ottobre 2017

 

 

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La copertina di Learning to Fly

Leader degli Heartbreakers, Tom Petty stava per compiere 67 anni. Aveva scritto musica genuina, lontana dai fasti e gli stereotipi delle band anni ’70 tramite testi di una rilevanza ancora valida.

 

 

 

Learning To Fly
Well I started out down a dirty road
Started out all alone
And the sun went down, as I crossed the hill
And the town lit up, the world got stillI’m learning to fly, but I ain’t got wings
Coming down is the hardest thingWell the good ol’ days, may not return
And the rocks might melt & the sea may burnI’m learning to fly, but I ain’t got wings
Coming down is the hardest thing

Well some say life will beat you down,
break your heart, steal your crown
So I’ve started out, for God knows where
I guess I’ll know when I get there

I’m learning to fly, around the clouds,
But what goes up must come down

I’m learning to fly, but I ain’t got wings
Coming down is the hardest thing
Learning To Fly

 

Imparando A Volare

 

Dunque mi sono messo in cammino su una strada sporca
Incamminato tutto solo
Ed il sole era tramontanto, mentre attraversavo la collina
E la città illuminata, il mondo si era fermato

Sto imparando a volare, ma non ho le ali
Venire giù è la cosa più difficile

Dunque i buoni vecchi giorni, potrebbero non tornare
Le rocce potrebbero sciogliersi ed il mare potrebbe bruciare

Sto imparando a volare, ma non ho le ali
Venire giù è la cosa più difficile

Dunque qualcuno dice che la vita ti farà crollare,
ti spezzerà il cuore, ti ruberà la corona
Così mi sono incamminato, per Dio sa dove
Credo che lo saprò quando ci arriverò

Sto imparando a volare, attorno alle nuvole,
Ma ciò che va su deve anche tornare giù

Sto imparando a volare, ma non ho le ali
Venire giù è la cosa più difficile

Imparando a volare

 

Così mi sono incamminato, per Dio sa dove
Credo che lo saprò quando ci arriverò

 

David

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Trouble – Plastic Green Head – stoner d’autore

Nell’autunno del 1995 i Trouble pubblicarono un capolavoro stoner-heavy

Ventidue anni che sanciscono ancora una volta la bontà di un disco che rappresenta un “sempreverde”

 

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Recensione

I Trouble erano autentici. Avevano un approccio più meticoloso e stonato, sacrificando le atmosfere più oscure, supportate da un riffing metallico e da ritornelli azzeccati. Il disco non cedeva in nessuna parte. Ancora oggi, seppur confrontato con produzioni più potenti, non sfigurerebbe affatto.

Le prime tracce sono in pieno Trouble vintage style. Il riff allegro e commovente della traccia del titolo, che apre l’album,  Plastic Green Head è  grande musica heavy metal e la voce distintiva di Eric Wagner suona poderosa. Il coro è particolarmente sorprendente il solo finale che chiude la canzone è veramente bello.

 

A seguito di questa impressionante apertura arriva una canzone ancora più memorabile. The Eye è una canzone che tuona, guidata da un riff ricercato, splendidamente pesante.  Impossibile dimenticarla.

 

 

 

Flowers è  una canzone molto morbida e rilassata rispetto alle altre. Bella, che spezza l’aria del disco. Opium Eater  è soddisfacentemente pesante, con un riff in entrata degno dei migliori Black Sabbath.  Hear the earth  è supportata un riff molto brillante e presenta il solo di wha wha lungo e ripreso più volte. Below me è una canzone doom con chitarre serrate e una grande voce di Eric Wagner che sovrasta le partiture. Segue poi  Requiem, lasciva, lenta ballad in armonia con l’atmosfera del disco Nel finale spicca una cover dei Beatles Tomorrow Never Knows,  ricreata con le chitarre elettriche in maniera molto particolare. La bonus track Till the End of Time è una powerballad delicata e speranzosa che si fa potente al ritornello. Ha un coro molto catchy e un organo di sottofondo. Il solo finale di chitarra è molto bello.

 

La copertina e il retro del cd

 

 

Tracklist

  • Plastic Green Head – 3:35
  • The Eye – 4:20
  • Flowers – 4:20
  • Porpoise Song (Gerry Goffin, Carole King) – 4:42
  • Opium – Eater – 4:25
  • Hear the Earth – 3:59
  • Another Day – 4:53
  • Requiem – 4:53
  • Below Me – 2:44
  • Long Shadows Fall – 3:38
  • Tomorrow Never Knows (John Lennon, Paul McCartney) – 5:23
  • Till the End of Time – 4:09 (bonus track)

 

Se stai cercando una bella dose di metallo stoner, lo troverai proprio qui in Plastic Green Head. Ci sono molti riff memorabili con cori e ritornelli validi. Disco ancora potente e gradevole dopo tanti anni, emozionante.

 

David

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