Iron Maiden -Brave New World- The Wicker Man- le sue origini

Gli Iron Maiden nel disco Brave New World parlavano di un uomo di vimini

 

Dove ha origine questa canzone? A cosa si riferiscono con questo Nuovo Mondo?

 

 

Il video della canzone The Wicker man

 

 

Le origini dell’uomo di paglia e del nuovo mondo nei libri

La canzone degli IRON MAIDEN si basa sulla storia del Wicker Man ed è tratto dall’album THE BRAVE NEW WORLD. Cos’e’ questo Nuovo coraggioso nuovo mondo e quali testi si fa riferimento? Il disco è basato sul libro di Aldous Huxley.

 

brave

La copertina del disco Brave New World uscito nel 2000

 

L’autore disegna un mondo distopico (indesiderabile sotto ogni punto di vista) dove la società si basa sul motto “Comunità, Stabilità, Identità”.

Ambientato nell’anno di Ford 632, circa il 2540 della nostra era, racconta di una devastante guerra durata nove anni che porta il pianeta a riunirsi in un unico grande stato governato da dieci “Coordinatori Mondiali”. RITENGO CHE SIA UN COMPLETAMENTO DEL LIBRO DI ORWELL 1984 e, infatti, credo che sia il finale al quale aneli questa “elite” corrotta esistente ovvero la commistione di 1984 e MONDO NUOVO (da qui anche il termine NWO ovvero New World Order).

La società è basata sui principi della produzione in serie applicati inizialmente nelle industrie automobilistiche di Ford alla produzione del “Modello T” – per questo Ford è il Dio di questa società e il segno della “T” ha rimpiazzato quello della croce cristiana. La storia non è insegnata, anzi disprezzata e solo i coordinatori sanno come realmente sia stata costituita la presente società e come sia nata.

Huxley con estrema perizia racconta il malessere della società attuale. Incredibile se pensiamo che questo romanzo uscì nelle librerie nel lontano 1932. In una società costruita per la felicità, Bernardo Marx, protagonista (almeno iniziale) della storia, nasce con un leggero handicap fisico e il suo amico Mr. Hemholtz, coprotagonista, è per puro caso più intelligente dei suoi simili. La diversità dei due protagonisti li accomuna nel disagio e il mondo ideale non appare più tale se non si è fatti a sua immagine e somiglianza. Con l’evolvere del romanzo, Huxley trasforma con incredibile precisione i protagonisti: il Selvaggio diventa il tragico personaggio principale sostituendosi a Bernardo Marx e a Helmholtz ridotti a poco più che comparse.Quello che più di tutto colpisce leggendo le pagine che compongono questo “disegno futuristico”, è il talento incredibile che l’autore dimostra nel descrivere l’angoscia di non sentirsi uguali agli altri: non c’è nessun elogio della diversità né alcuna consolazione. Qualunque sia la diversità, la consapevolezza dell’insostenibilità della condizione umana si fa perno principale su cui ruota tutto l’evolversi dell’azione divenendo quasi una sentenza di morte verso il genere umano.

Un futuro imprecisato dove l’umanità ha finalmente trovato pace e sicurezza grazie alla manipolazione degli embrioni e all’uso istituzionale delle droghe. L’impatto è a dir poco agghiacciante. Con freddezza da laboratorio è descritta la manipolazione degli embrioni che sono sottoposti a una serie di bombardamenti radioattivi per creare individui di tipo diverso: dai dominatori intelligenti, perfetti e sani ai più miseri, piccoli e ignoranti schiavetti destinati a svolgere per sempre le mansioni più umili. Quasi crudele ma fortemente realistico il comportamento di tutti gli esseri una volta cresciuti: sono perfettamente a loro agio in questa società artificiale e questo per merito di una superdroga che inebria e non da mai effetti collaterali. Improvvisamente interviene un elemento anomalo a destabilizzare quella che era una società “perfetta”: in una riserva di “selvaggi”, persone rimaste in condizioni di vita primitive, sono ritrovati due “civilizzati” dispersi da vent’anni.
I due mondi vengono a confronto: ma se il mondo nuovo terrorizza per la sua impersonalità, l’assenza o la regressione della civiltà non ha portato certo al mito del “buon selvaggio”.Vendicativi, oziosi e carichi di malvagità i selvaggi senza scrupoli e senza morale non si dimostrano migliori degli sballati drogati ultramoderni. In bilico tra i due mondi, il più giovane dei dispersi, nato e cresciuto senza condizionamenti, non riuscirà ad adattarsi al “mondo nuovo”. La conclusione non potrà essere che tragica.

 

Il finto gioco del regista del film “L’uomo di Vimini”

La canzone The Wicker man ha infatti un’origine ancora più sanguinaria. Se dall’immaginario di Huxley stiamo assistendo alla realizzazione di questo progetto mondiale, l’uomo di vimini si basa sulla storia vera.

Potrebbe essere una vendetta dei pagani nei confronti dei cristiani soppressori delle loro credenze nel nome per la loro giusta fede? Il regista del film dell’Uomo di Vimini racconta la storia. Infatti il pupazzo di vimini derivava da un passaggio dei COMMENTARII DE BELLO GALLICO. Giulio Cesare descriveva i Galli come giustiziavano i criminali: li bruciavano vivi in statue fatte di rami intrecciati. Quindi il regista faceva riferimento a pratiche crudeli ed efferate realmente esistenti.

 

 

Antony Shaffer, lo sceneggiatore di THE WICKER MAN (sceneggiatore tra gli altri il film FRENZY di A. Htichcock), racconta la storia della nascita del film: ” Cominciò tutto in una maniera molto curiosa. Incontrai un amico Peter Snell, che allora dirigeva una compagnia di produzione, la British Lion. E con lui incontrai anche un altro amico che noi tutti conosciamo Christopher Lee, e ci dicemmo: “Perché non facciamo un film insieme?”(qui la storiella innocente fa ancora piu’ ridere).
All’inizio del 1972 passammo un week-end a discutere l’evoluzione dell’horror film e la consunzione dei vecchi motivi, come tutte quelle storie basate sul diavolo come antitesi della cristianità. Pensammo così alla fine di girare un film che fosse sì un horror di qualità superiore ma che andasse nella direzione della magia vera, quella in cui la gente crede che le cose abbiano un potere reale, effettivo.

Però non volevamo tutte le cianfrusaglie e i costumi del periodo della primitiva Inghilterra e pensammo di ambientare la storia nella nostra epoca. Durante quel week-end lavorammo all’intreccio: avremmo cercato un’isola, ci saremmo concentrati su aspetti precisi, ci sarebbe stato un personaggio che finiva sull’isola, questo personaggio doveva essere attirato da una qualche esca e alla fine c’era un sacrificio umano”.
Il grande Christofer Lee, ricordato con affetto dal regista, durante la fase di lavorazione del film non poté far altro che affermare: “Diciamocelo: ci sono delle ben strane comunità in questo mondo”. Beh più che strane… efferate aggiungerei io.

Gli Iron Maiden e il senso generale del disco

 

Gli Iron Maiden praticamente hanno collegato la nascita di un nuovo mondo ai sacrifici umani. Ovviamente il senso archetipico usato dalla band è molto ampio e dimostra la sottilità dei messaggi dei dischi. Infatti collegando tra loro i testi, la copertina e i loro significati si possono trasmettere molte cose importanti.

 

 

David

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