Fabrizio De Andrè: la storia alternativa

In onda la serie televisiva Fabrizio De Andrè Principe Libero

La storia dovrebbe spiegare la sua vita e per quale motivo scomparve, in teoria

 

Quella che vi andiamo ad esporre racconta tutt’altro e possiamo sinceramente dire che De Andrè fu ucciso in maniera intenzionale perchè sapeva troppo. Cosa conosceva? Sapeva chi comandava e quali ingranaggi malefici guidano lo star system. Lui non si piegò e lascio tanti piccoli segnali dentro le canzoni.

Uno spettacolare articolo scritto da un blog specializzato in omicidi rituali ci fornisce tutt’altra versione da quella ufficiale.

Un terribile sospetto su De André. Troppe Rose Rosse al suo funerale

 

Mentre lavoro ascolto De André. Oggi sto lavorando ad un normale articolo giuridico. In sottofondo va De André… Prima di iniziare leggo alcune mail. Una ragazza mi parla di Lucio Wahid Yassa, un avvocato del Leoncavallo di Milano, impiccatosi. Gli amici dicevano che non era depresso. Non si capisce il perché del suo gesto. Ma controllo la data della morte: 9.11.1995. E la notizia della sua morte fu data l’11.11. Valore numerico 8. Giustizia. Con questa ragazza parliamo della mattanza che hanno fatto certi poteri negli anni. Dei freni rotti a persone del Leoncavallo, di persone morte in modo inspiegabile ma che alla luce di ciò che scriviamo nel blog oggi trovano una spiegazione.

Riporto un passo della sua lettera:
E quanti morti tra noi: un’allarmante frequenza di incidenti stradali, infarti giovanili, l’AIDS poi… possibile che dei miei amici sieropositivi negli anni ’80, siano ancora vivi solo quelli che NON sono andati a curarsi dalle ASL o, peggio, nelle apposite strutture?

A pranzo ho appuntamento con Giovanni, un mio amico delle medie che ha organizzato un centro sociale. Una persona buona e innocua, ma molto impegnata socialmente. Cerchiamo di capire perché lo hanno incastrato per un rapina a mano armata; le uniche fonti di prova sono una fonte confidenziale di PG che non può essere rivelata. E, venuto fuori un testimone che aveva riconosciuto un ragazzo che fuggiva con una pistola in mano da una tabaccheria, il riconoscimento è stato fatto fare con 4 foto; 5 extracomunitari e lui unico italiano. La presunta rapina sarebbe stata fatta nel centro storico, proprio vicino a casa sua, pochi giorni dopo la sua elezione nella circoscrizione del centro storico. In altre parole, dopo essere stato eletto in un determinato quartiere, Giovanni avrebbe poi fatto una rapina a volto scoperto proprio lì. La cosa è talmente assurda che neanche i presunti rapinati hanno voluto costiuirsi parte civile, perché conoscono bene Giovanni, e sanno che non è stato lui.

Ma allora perché? Cerchiamo di capire perché gli hanno manomesso lo sterzo, in un giorno rituale ancora una volta di valore 8 come somma, pochi giorni prima che partisse poi la denuncia per rapina. Non riusciamo a spiegarlo. Ma ci viene un sospetto.
Collego la mail di questa lettrice. Collego i morti sospetti della mia gioventù… Collego le infiltrazioni dei servizi nei centri sociali. All’epoca pensavamo dipendessero dalla volontà delle istituzioni di “controllare” meglio… Mi viene il dubbio che forse non c’era una volontà solo di “controllare”. Forse c’era la volontà di eliminare le persone pericolose, di disgregare potenziali gruppi che potevano avere un peso contro il sistema e informare correttamente certa gente.

Mi accorgo che non sono morti solo agenti dei servizi, magistrati, poliziotti, testimoni scomodi. No. Nei decenni sono morti cittadini normali che davano troppo fastidio. I centri sociali erano e sono tuttora infiltrati dai servizi segreti probabilmente per dividere un possibile centro di aggregazione alternativa. Ci viene il sospetto, su cui lavoreremo in seguito, che ci fu un’opera capillare, studiata a monte, di infiltrazione da parte dei servizi nei centri sociali; opera che potrebbe essere collegata alla nascita di Rifondazione (partito – come abbiamo detto nel nostro articolo sulla Rosa Rossa – di impostazione smaccatamente rosacrociana per tanti punti di vista, a partire dal nome). Cioè mi viene il dubbio che Rifondazione Comunista – che pure ho votato più volte – sia stata una chirurgica operazione del sistema per disgregare la sinistra, e che in questa operazione entrava di necessità l’opera di infiltrazione nei centri sociali di allora.

Del resto, l’estrema sinistra di allora (come l’estrema destra di ieri e di oggi) faceva veramente un’informazione alternativa al sistema; forse un po’ parziale, forse troppo politica, ma veramente contro il sistema e veramente libera da condizionamenti (eccetto i condizionamenti tipici della propria ideologia). Oggi quell’informazione non esiste più. E probabilmente è stata disgregata mediante un’operazione chirurgica e capillare da parte dei servizi segreti.

Il pensiero mi corre a De André. Data della morte: 11.1.1999. Tante volte ho cacciato il pensiero. Troppe volte mi sono detto: “Paolo, stai diventando paranoico… che c’entra De André? A chi poteva dare fastidio? Faceva canzoni che erano una poesia, e basta…” E non ho controllato. Non ho voluto approfondire.
Ma è di questi giorni la notizia su tutti i giornali, che De André è stato per anni controllato dai servizi segreti perché ritenuto vicino alle Brigate Rosse. Ma le BR, quelle vere, erano quasi inesistenti. Erano un invenzione dello Stato, un movimento controllato dai servizi segreti per destabilizzare il paese. Quindi perché lo controllavano?
Poi Solange ha lavorato a quell’articolo in cui descrive come si uccide una persona. Il cancro si può inoculare. Oppure, come risulta da una testimonianza messa a verbale davanti alla commissione stragi, ti facevano false diagnosi di cancro ai polmoni, poi ti portavano in una clinica sotto il loro controllo e lì facevano il resto. Così morì il padre di Solange ad esempio.
Ecco il link all’articolo di Solange:
http://petalidiloto.com/2009/01/come-uccidere-un-uomo-senza-lasciare.html

E allora il dubbio diventa più forte. Allora controllo.
Iniziamo dalle circostanze della morte.
Morì la notte dell’11.1.1999. Lasciamo perdere le complicazioni simboliche date dal 999, dall’11, ecc… che sono per esoteristi sofisticati. Vediamo la somma totale, cioè la cosa più semplice da calcolare. 31. Il 13 rovesciato. Certe organizzazioni coi simboli ci giocano. I simboli non sono sempre così visibili, specie perché devono essere celati.
Insomma. Muore in un giorno ritualmente perfetto. Ma magari è una coincidenza. Come sarà una coincidenza la data del funerale: 13 gennaio 1999. Somma: 33. E il ritorno di quel 13, il numero della morte.

Vediamo le cause della morte: Tumore ai polmoni. Ovverosia proprio il tipo di tumore con cui la P2 uccideva i suoi nemici.
Perché quello al polmone? Presto detto.
Si somministrava ad una persona una sostanza che le creava difficoltà respiratorie. La vittima faceva le lastre e le veniva fatta una falsa diagnosi di tumore.
Il tumore al polmone, quando viene diagnosticato, in genere non è curabile e la persona muore in poco tempo. Quindi nessuno ha sospetti. In realtà la persona muore perché viene avvelenata lentamente, normalmente nel centro tumori (controllato dalla P2) in cui viene curato. Un’analisi delle sostanze iniettate dimostrerebbe che la sostanza iniettata al soggetto era ben altro rispetto a ciò che i medici dicevano.
Infatti De André non muore a casa.
Muore ricoverato all’Istituto tumori di Milano. Cioè proprio uno dei centri che, per la sua importanza, era sotto il controllo della P2.

Altri indizi.
Poco tempo prima di ammalarsi, De André disse: “Se non ci fosse la mafia al sud ci sarebbe più disoccupazione”. Una frase che all’epoca non capii, e che rispecchia molto il mio modo di pensare oggi. De André era un altro che conosceva il sistema, probabilmente.
Poi c’è la storia del sequestro… Venne sequestrato la sera del 27 agosto 1979. Una data perfetta, la cui somma numerica è 7, il numero della Rosa Rossa. E viene liberato il 22.12.1979. Somma finale: 33, perfetta data massonica.
Al processo, perdonò i suoi sequestratori e disse che il problema non erano loro. Erano i mandanti.
Quindi aveva capito che il suo sequestro era opera di qualcun altro, non dell’Anonima sarda.
I giornali dell’epoca lo accusarono della sindrome di Stoccolma. Ma in realtà la sua non era una sindrome, ma era ben altro. Era la consapevolezza che il suo sequestro aveva mandanti di altro tipo.

Anche perché – questo non lo sanno in molti – De André non era un personaggio qualunque, figlio di operai e venuto su dal niente. In realtà era il figlio di una famiglia potente: il padre Giuseppe era un dirigente d’azienda e fu, tra le altre cose, amministratore delegato e poi presidente dell’Eridania, scelto proprio da Attilio Monti.
Inoltre lo zio di Fabrizio (Mauro De André) era un noto avvocato e fu uno dei più stretti collaboratori di Raul Gardini, fu consulente del gruppo Ferruzzi ed era presente in diversi consigli di amministrazione tra cui Enimont.
Entrambi quindi erano legati all’ENI, a partire dal periodo successivo alla morte di Enrico Mattei: il periodo dominato da Eugenio Cefis, ovvero colui che, della P2, era il fondatore.
E in una famiglia del genere non poteva essere perdonato il suo essere fuori dal sistema.

Poi c’è questo numero di XL, il settimanale di Repubblica. Nel numero di gennaio c’è un servizio su De André che compare con una rosa rossa in bocca, e altre rose nel servizio.

E infine… guardate bene il video del TG2. Osservate anche i numeri che compaiono… Osservate bene. Osservate l’8 della camera mortuaria, le rose rosse ricorrenti… e fate caso alle canzoni scelte, sia di De André che di Battisti. Fate caso al testo.

(NB: a febbraio 2018, il video del servizio del TG2 non è più disponibile su Youtube, ma ne abbiamo una copia salvata a suo tempo, e lo ripubblicheremo)

Il mio è solo un sospetto. Ma se tre indizi fanno una prova, qui ce ne sono molti di più che tre. Trentatre, direi…
De André, probabilmente, è stato ucciso.

Aggiungiamo che era uno dei principali sostenitori del circolo anarchico di Massa Carrara.
E se il mio sospetto fosse vero, le vittime dei centri sociali alternativi sono molte, a quanto pare. Da Lucio Yassa, a De André.

 

 

Noi per nostra esperienza non ci sorprendiamo di nulla e se uniamo i puntini come se fosse un gioco enigmistico, troppi cantanti  sono morti giovanissimi anche in Italia. Come De Andrè, Gaetano, Tenco fino alle ultime strane di Mango ( con suo fratello) e Pino Daniele.

Chi non si unisce al sistema, viene fatto fuori. Prima dalla carriera e poi anche fisicamente. De Andrè ci ha regalato splendide canzoni e anche un messaggio: è possibile non piegarsi al sistema, non appoggiando tutto quello che ci viene propinato.

 

 

David

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