L’origine del nome delle note musicali

Il Nome delle Note musicali: chi ha scelto questi nomi e su quale base?

Cosa significano le abbreviazioni come MI, SOL, DO?

Seppure sia una cosa scontata parlare di note musicali, sono in pochi a sapere l’origine dei nomi. L’identificazione delle note musicali ha più di una valenza. Vediamo come fu adottato il metodo di Guido D’arezzo che rappresenta il fondamento della scelta.

Guido D’Arezzo sviluppò un metodo chiamato solmisazione per facilitare ai cantori l’apprendimento delle melodie scritte sul rigo. Questo metodo si basa sull’esacordo che è la successione di sei suoni in cui il semitono è collocato in posizione centrale. Egli lo derivò dalle note delle sillabe iniziali di ognuno dei sei emistichi che compongono la prima strofa dell’Inno di San Giovanni, il protettore dei cantori. Unendo queste sillabe con le relative note si ha l’esacordo (ut, re, mi, fa, sol, la).

Il “si” nacque dall’avvicinamento delle due lettere iniziali di Sancte Johannes, il verso adonio che conclude la prima strofa dell’Inno di San Giovanni. Fu Ludovico Zacconi a proporre l’adozione del “si”.

Quello che oggi conosciamo come “do” una volta era chiamato “ut” (ancora oggi in Francia è chiamato così). La sostituzione avvenne nella prima metà del XVII secolo su proposta di G.B. Doni. Do è la sillaba iniziale del suo cognome.

 

Qui la strofa del canto a San Giovanni:

 

Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum,
Sancte Iohannes

 

 

La tradizione cattolica dell’origine venne mutata dagli “Illuminati” sostituendo le iniziali con le lettere singole. Questa è un ‘altra storia…

 

 

David

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