Le star musicali e il Pizzagate PARTE IV- Katy Perry

Il codice PIZZA è stato scoperto al mondo grazie ai servizi segreti di Trump

Il #pizzagate è sostenuto da star musicali consapevoli?

 

Katy Perry per il suo singolo del 2014 “This Is How We Do” cosa stava mostrando?

 

 

Il video presenta un pezzo di pizza che balla e Katy che sfoggia un costume da bagno con un design sempre da pizza. La bella cantante si stende anche su un tavolo da ping pong, indicando anche il codice Comet Ping Pong. Il Comet (catene di pizzerie di proprietà dei fratelli Podesta, amici dei Clinton) aveva dei tavoli  fotografati appunto dove venivano eseguite le torture ai malcapitati.

La canzone sembra essere incentrata sul tema del festeggiamento con pizza e ping pong. La ripetizione delle frasi “Non è un grosso problema … Non è un grosso problema … non è un grosso problema … questo è quello che facciamo!” sono un’ammissione per giustificarsi? Sembrano quasi difensivi, in effetti. Che tipo di comportamento stanno cercando di vendere normalmente? Considerando i richiami alla pizza e al ping pong, (e il fatto che le parole “It’s No Big Deal” siano addirittura balenate davanti ai nostri occhi nel font della pizza) potremmo avere più di un indizio che è quasi una certezza. Il video è un codice #pizzagate!

 

 

 

Inoltre, sembra che Katy ami distribuire scatole di pizza a giovani ragazze ai suoi spettacoli, un atto di gentilezza apparentemente  ma è davvero casuale o gentile?

I gemelli Olsen, Culken, Cyrus, star dello show business, hanno raccontato che prevale la depravazione senza limiti, lasciando cicatrici su molti innocenti per la vita, se non addirittura uccidendoli. Tutti hanno reso strani omaggi alla pizza nel corso della loro carriera, ognuno a suo modo.

Dato che ora sappiamo che cosa è il codice “pizza” possiamo anche chiederci: rappresenta un certo settore perverso della nostra società o un caso ripetutamente sinistro di una sorta di “rivelazione del metodo” da parte di coloro che governano? Trump ha voluto smascherare questo giro assurdo con a capo la Clinton per arrivare  alle mura Vaticane? Ricordiamo che secondo le accuse dei servizi di Trump, devono essere eseguiti molti altri ordini di arresto. I fratelli Podesta, per esempio erano sempre invitati, in prima fila, alle festività Vaticane pubbliche e sono amici, sempre casualmente della famiglia Soros.

Restiamo sintonizzati sui prossimi eventi!

 

David

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Fonte 1

Fonte 2

 

 

 

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7 pensieri riguardo “Le star musicali e il Pizzagate PARTE IV- Katy Perry

  1. Io non sono d’accordo. Ho letto anche i vostri articoli precedenti su questo argomento per capire di cosa parlassi. Sinceramente mi sono trovato, senza offesa, dinanzi a quelle che innegabilmente per me sono teorie complottistiche che non rientrano nel mio immaginario e nelle mie convinzioni. Fermo restando che nessuno ha la verità in mano, io posso riferirmi in particolare a Katy Perry. Sono un suo fan e so tutto di lei, i suoi spostamenti, le sue azioni, le sue partecipazioni agli eventi. Per questo mi sento in possibilità e in un certo senso in dovere di esporre un altro punto di vista. Un’artista che come lei con l’evoluzione della carriera ha voluto diventare sempre più autentica e fedele a sé stessa stento a credere possa aderire a tali organizzazioni, ammesso che esistano. Arrivare al successo per lei non è stato facile e immediato, ma è stato il frutto di una gavetta durata quasi 10 anni, quindi già questo riduce il fatto che si sia venduta per la fama. L’abbiamo vista anche come attivista dell’Unicef nel suo viaggio in Vietnam, per esempio, per cui è stata anche premiata. Attraverso video, frammenti di giornata che la ritraggono nei più semplici e quotidiani momenti della suo lavoro, dalla scrittura di un pezzo al festeggiamento del compleanno di un componente del suo team, chiunque li veda può constatare che si tratti di una persona schietta, spontanea (mai costruita e manovrata) e buona. Proprio l’altro giorno ha fatto un gesto molto nobile e gentile nei confronti di una fan malata e ti invito per essere completo a leggere il mio articolo a riguardo (https://ddiary2017.wordpress.com/2018/08/02/the-power-of-the-internet-katy-perry-fa-visita-ad-una-piccola-fan-malata-di-cancro/). Anche se guardassi dal punto cospirazionistico mi viene da fare il seguente discorso. Ormai è frequentissimo accusare i cantanti più famosi di far parte di sette segrete come gli illuminati, una tra questi è proprio Katy, che per l’ultima era discografica Witness ha scelto proprio l’occhio come simbolo. Ora una adepta di organizzazioni così potenti e manipolatrici da rimanere segrete e all’ombra del pubblico, potrebbe mai fare un riferimento così esplicito ad un simbolo associato da tutti a ciò? Sarebbe stata una mossa alquanto poco furba e sconveniente per loro, no? Concludo dicendo che probabilmente il mio sarà un pensiero di parte, ma il suo operato, più importante del simbolismo a cui si dà appunto valenze sopravvalutate e fittizie, mostra altro. Aprire il suo ultimo ritorno musicale con un pezzo come Chained To The Rhythm che sprona proprio la gente e il pubblico a guardare aldilà delle apparenze e non restare intrappolati da ciò che è diventata la società, mi sembra proprio la prova più schiacciante di essere il contrario di ciò che i cospirazionisti credono.

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    1. Rispettiamo il suo pensiero ma purtroppo esistono le prove e le evidenze. E’ normale che sia amaro accettare che la nostra star preferita sia coinvolta in pratiche poco piacevoli. Resta il fatto che parlando di Katy Perry il video di’ Bon Appetit’ è semplicemente disgustoso sia nei contenuti che nell’esposizione e basterebbe solo quello per porsi le domande giuste. Inoltre la star ha avuto delle ammissioni pubbliche di una certa rilevanza. Per quanto riguarda la parola “complottismo” la troviamo sinceramente fuori luogo, in quanto il pizzagate è un fenomeno grande, che abbraccia anche il cinema e come può aver notato non solo Musicaenima la cita nel mondo. Le operazioni di facciata che lei cita sono paragonabili alle dichiarazioni di Bono Vox, di fondo non cambiano nulla. Ci spiace rilevare che il pizzagate è un come una pentola che si à scoperchiata e come Katy Perry, molte altre star sono state costrette a sostenerlo in qualche maniera. Grazie per il suo commento.

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      1. Vi ringrazio e accetto la risposta con altrettanta educazione. Probabilmente proprio perché sono fan non riuscirò mai a credere a ciò, in fondo se fosse tutto vero mi chiedo: non dovremmo seguire più nulla e nessuno, dovremmo abolire lo showbiz, la musica dovrebbe finire, il cinema pure. Non vedo alla fine nessun vantaggio a portare avanti queste “campagne”. Ribadendo che io parlo da fan e da un occhio che vede la musica per quella che è, senza cercarci loschi retroscena, Bon Appetit è una canzone che Katy ha definito una liberazione sessuale. Il video e il testo rappresentano in realtà il contrario di ciò che apparentemente sembra. Essere “cucinata” e “mangiare” alla fine una “crostata di persone” altrettanto cannibali, vogliono significare rispettivamente la mercificazione della donna, considerata molto spesso un pezzo di carne da usare come meglio si vuole anche sessualmente, e la presa di forza della stessa donna, che si rende conto del problema e si ribella a ciò identificando nell’atto di “vendicarsi” il concetto che sia diventata quest’ultima a decidere quando e come offrirsi agli altri, non il passivo contrario. Concludo dicendo che, pur volendo accettare per vera la vostra opinione su Bon Appetit, comunque è in contrapposizione netta con Chained To The Rhythm, canzone rilasciata nella stessa era discografica. Anche lì ci sono cannibalismo e rituali nascosti?! Katy è sia membro di una setta che oppositrice di sé stessa?!

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  2. La ringraziamo ancora per il suo cortese commento. Cogliamo l’occasione per centrare di più un punto. Noi non sappiamo se realmente Katy Perry (come altre star come lei) sappia effettivamente cosa stia transitando con i suoi video. Fatto sta che Katy fin dagli esordi si è prestata a partecipare a video di origine Mk Ultra Monarch, tematica esaminata profondamente nel nostro blog. Il video, la costruzione e lo stesso testo di ‘Bon Appetit’ risultano essere un mix disgustoso con dei dettagli confacenti al pizzagate troppo minuziosi. Ciò premesso è chiaro che un video del genere non sia adatto alla visione degli adolescenti. Katy pertanto potrebbe essere schiava del sistema (dei suoi produttori) oppure conosca questo codice che transita. Lei non è la regista del video tuttavia lei canta e partecipa attivamente. Questo per noi è considerata comunque una partecipazione, lo stesso esempio banale che potremmo fare dei ladri e del palo. Chi fa il furto non è il palo ma è anch’esso complice. Detto questo abbiamo spesso scritto che il problema, come anche lei ha detto, è lo showbiz in generale in quanto i vertici delle case discografiche sono coinvolti all’unisono in certi tipi di video di manipolazione. La nostra speranza è che le star riescano a fare retromarcia, ad opporsi vivamente nel prestarsi a certe tematiche. Abbiamo anche l’esempio di KeSha ha provato, non è riuscita ma almeno l’ha fatto! Tutti hanno la scelta nella propria vita e ce l’hanno anche le star come Katy. Ma a certi livelli gli ingranaggi dello showbiz sono troppo grandi e si viene schiacciati. Lei potrebbe appartenere al ‘giro’ oppure semplicemente sapere nei dettagli tuttavia la sua prestazione a queste immagini e testi ce l’ha oggettivamente e personalmente.

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