Screaming Trees – Sweet Oblivion

Gli Screaming Trees pubblicarono nel 1992  un disco senza tempo

 

‘Sweet Oblivion’ mostrava la band in perfetto equilibrio tra il grunge e la voce suadente di Mark Lanegan

 

 

Per la serie dedicata ai dischi senza tempo, gli alberi urlanti di Seattle fecero irruzione nel mondo musicale dominata dal grunge con la voce spiazzante di Mark Lenegan.

Mark Lenegan e’ la parte suadente, roca unica del suo genere, l’ultimo discendente di una rara stirpe di songwriter, capaci di elevare le proprie canzoni a vera trance folk. È la genia di Fred Neil e Tim Buckley, artisti che considerevano la musica la loro vita stessa. Mark è un folksinger di frontiera che non è mai sceso a compromessi  intento a regalare emozioni intimiste e graffianti. Disincanto, rabbia sommessa, malinconia senza sentimentalismi, felice nell’oscurità e gioioso nel suo mondo.

Gli Screaming Trees spiazzarono per questo: le chitarre elettriche grunge supportavano una voce come quella di Mark. Seppur in sordina, gli Screaming Trees si ritagliarono un successo fatto non di eccessi ma di novità. Il nuovo era considerato il grunge ma di fatto oltre ad essere un fenomeno di moda, lasciò un segno indelebile che gli Screaming Trees riuscirono a trasformare. I cantanti grunge come Cobain urlavano la rabbia verso il mondo e un malessere indefinito. Gli Screaming Trees invece coloravano di grigio queste emozioni lasciando anche un senso alle canzoni.

 

 

 

Tracklist

  1. Shadow of the Season (Conner/Lanegan) – 4:34
  2. Nearly Lost You (Conner/Conner/Lanegan) – 4:07
  3. Dollar Bill (Conner/Lanegan) – 4:35
  4. More or Less (Conner/Conner/Lanegan) – 3:11
  5. Butterfly (Conner/Conner/Lanegan) – 3:22
  6. For Celebrations Past (Conner/Conner/Lanegan/Martin) – 4:09
  7. The Secret Kind – 3:08
  8. Winter Song (Conner/Lanegan) – 3:43
  9. Troubled Times (Conner/Conner/Lanegan/Martin) – 5:20
  10. No One Knows (Conner/Lanegan) – 5:13
  11. Julie Paradise (Conner/Lanegan) – 5:05

 

Band

  • Mark Lanegan – voce
  • Gary Lee Conner – chitarra
  • Van Conner – basso
  • Barrett Martin – batteria

 

Un disco da annoverare tra i classici rock anni ’90 ma senza tempo.

Buon ascolto!

 

David

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