John Lennon e il nuovo caso di Mark Staycer Parte VI -Ipotesi finali

Tutti hanno appurato che John Lennon sia morto ma è davvero così?

Chi è allora Mark Staycer?

E’ tutta una farsa ancora una volta? Siamo di fronte ad un ennesimo caso di sosia?

Continua l’esame da parte di un crimilogo

 

IL NASO RIVELATORE..

Se tutti questi indizi non bastassero, ho lasciato per ultimi alcuni dettagli decisivi della somiglianza fisica tra Staycer e Lennon. Il più convincente è il naso. Sembra che, nel corso degli anni, John si sia sottoposto a degli interventi di chirurgia estetica, per esempio per rimuovere un neo al centro della fronte e per farsi rifare i denti, senza però toccare mai il suo notevole naso, lungo e un po’ incurvato verso destra, con due rari e davvero caratteristici rigonfiamenti sopra le narici. Naturalmente, il nostro Staycer ha lo stesso, raro naso, rigonfiamenti compresi.

 

 

 

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Come pure i denti, con lo stesso molare mancante… Per non parlare delle orecchie, che sono quasi identiche, a parte i lobi più lunghi (ma si sa che i lobi delle orecchie, soprattutto negli uomini, si allungano con l’età).
Mentre di solito è abbastanza facile trovare, anche tra persone che si somigliano molto, almeno una caratteristica saliente che le distingua in modo incontrovertibile, tutti i tratti somatici di Staycer sono abbastanza somiglianti a Lennon da destare sospetti, e alcuni corrispondono addirittura in modo inquietante.
In conclusione, riepiloghiamo anche le altre affinità: stessa voce, stesso accento, stesso modo di cantare e di suonare gli stessi strumenti. E se aggiungiamo al quadro Peter McNamee, altro possibile alter ego di Lennon, abbiamo anche lo stesso stile compositivo.
Insomma, da qualunque aspetto si esamini la faccenda, Mark Staycer può essere John Lennon. A parte il fatto, ovviamente, che l’ex-Beatle viene considerato morto da 35 anni…
Tuttavia, in questo caso dubitare non è soltanto ragionevole, ma quasi obbligatorio, direi.

THE SHOW MUST GO ON

A questo punto, possiamo cominciare a prendere in considerazione possibili spiegazioni alternative della scomparsa di Lennon dalla scena mondiale.
La prima e più facile, ma non più probabile secondo me, è che l’ex Beatle sia sopravvissuto miracolosamente all’assassinio e che, per proteggerlo da altri pericoli, si sia deciso di farlo credere morto.
La seconda si ricollega alle teorie complottiste secondo cui Lennon era perseguitato dai servizi segreti americani. Questi ultimi, come alternativa all’uccisione, potrebbero avergli offerto l’opportunità di ritirarsi e sparire dalla circolazione nel modo più drastico, orchestrando un finto omicidio con un attore come Chapman nel ruolo dell’omicida.
Si dirà che ipotesi analoghe sono state avanzate anche a proposito di altre celebrità prematuramente scomparse, tipo  Elvis Presley oppure come ho ipotizzato con  Michael Jackson(vedi articoli precedenti).

In quei casi, però, non sono spuntati fuori all’improvviso dei sosia altrettanto somiglianti, o almeno non che io sappia. E comunque quella di Lennon potrebbe non essere l’unica morte falsificata dai media, chissà… Se scopriste che qualcuno vi ha mentito una volta, vi sentireste pronti a scommettere che sia stata l’unica?
In alternativa, John Lennon potrebbe essersi stancato della propria celebrità e aver deciso una drastica uscita di scena a effetto. Per riuscire a metterla in atto in modo tanto convincente, però, l’ex Beatle avrebbe avuto bisogno comunque della complicità dei servizi segreti e delle loro capacità di controllo sui mass-media. Questo rafforzerebbe la tesi di chi, come l’ex agente segreto britannico John Coleman (autore, tra l’altro, di un vangelo del complottismo come The Conspirators Hierarchy: The Committee of 300) ha sempre sostenuto che i Beatles, lungi dal combattere il sistema, ne fossero in realtà degli strumenti per controllare mentalmente le nuove generazioni attraverso la musica rock, l’uso di droghe e il misticismo orientale.
In ogni caso, perché mai Lennon, dopo essere sparito, avrebbe voluto rischiare di far saltare tutto tornando a esibirsi in pubblico e realizzando un film? Beh, può darsi che, dopo tanti anni di inattività, abbia provato di nuovo il desiderio di calcare il palcoscenico, sia pure su scala limitata, trasformandosi paradossalmente in un imitatore di se stesso.
E magari più di qualcuno dal 2002, vedendolo esibirsi nei panni di Mark Staycer, potrebbe aver avanzato dei sospetti sulla sua reale identità. In questo senso, il film sarebbe stato realizzato per limitare i danni, giocando sui legittimi sospetti per ridicolizzarli un po’.
Forse il gioco, in tal caso, non è riuscito. E poiché rischiava di generare maggiori sospetti su scala più vasta, il film è stato distribuito col freno a mano tirato, prima di essere praticamente tolto dal commercio.
Comunque sia, il titolo mi sembra significativo: “Let Him Be”, “Lasciatelo stare”. Forse John Lennon è ancora vivo ma vuole o deve continuare a far credere di essere morto, restando nel semi-anonimato di un imitatore di rockstar come tanti.
In quest’ottica, trovo divertente ciò che, alla fine del suo articolo, Miles Mathis propone ai fan di Lennon eventualmente convinti che il loro idolo sia ancora in vita e si nasconda dietro la figura del sosia. Evitate di mettervi sulle tracce di Staycer, perché se la cosa attirasse troppo l’attenzione potrebbero decidere di far sparire anche lui in qualche modo, pur di non riaprire l’intera vicenda. Provate piuttosto a capovolgere la burla accorrendo a decine di migliaia ai suoi concerti. Anche se nessuno si mettesse a chiamarlo “John”, sarebbe ugualmente chiaro il motivo di una presenza tanto massiccia.
Io, dal canto mio, non posso che associarmi alla proposta suggerendo la prima tournée italiana di Mark Staycer. Si troverà qualcuno disposto a organizzarla? Nel caso, può darsi che, età e acciacchi permettendo, John decida di accettare. Ooops, volevo dire Mark, è ovvio…

Fonte

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Sfera Ebbasta e la serata nera ad Ancona: le cose non quadrano

La serata di Ancona è stata un evento nero per la musica

Purtroppo delle cose non quadrano assolutamente e non solo per noi

Rispondere a queste domande non porterà in vita quei ragazzi ma ci serve a ragionare sul perchè accadono certe cose

Incongruenza numero uno- I biglietti e il locale

Parlare di colpe è fin troppo facile: troppi biglietti staccati. Ma sono stati staccati per chi? Sembra che il giovane trapper era presente in un altro locale di Rimini la stessa sera. Riporta così una testata:

E se fosse stata tutta una finzione per attirare alla Lanterna Azzurra quanta più gente possibile sfruttando il traino del nome di Sfera Ebbasta? La domanda sta circolando da ieri sui social e non è escluso che in un secondo momento possa diventare un elemento sul quale gli inquirenti decidano di svolgere degli accertamenti. Il primo a lanciare il sasso è un ragazzo che si chiama Francesco Clementi e che posta su Facebook un video alle due del pomeriggio di ieri.

Sono tornato ieri sera dalla Lanterna Azzurra, una serata fuori di testa e dunque faccio questo video perché c’è qualcosa che non mi quadra – dice – Come mai Sfera doveva venire da noi alle 12.40, quando è successo il parapiglia e a mezzanotte e dieci stava ancora suonando sul palco dell’Altromondo a Rimini? Come è possibile che stava suonando lì, come è possibile che non ha mai scritto che veniva alla Lanterna Azzurra? È un evento inventato, Sfera non c’è mai stato».

Ma non solo. Secondo il giovane, lo spray urticante potrebbe essere la trovata di chi, per giustificare l’assenza del trapper, voleva a quel punto far saltare la serata senza dover ridare indietro i soldi a chi aveva pagato il biglietto. Una tesi che al momento non trova alcuna conferma. «Era tutto organizzato – ribadisce Francesco Clementi nel video – Hanno fatto un evento finto per farci vedere uno che non c’era ma hanno calcolato male e ci sono stati i morti schiacciati».

Spetterà agli investigatori accertate quest’ulteriore aspetto anche se al momento la priorità è stabilire quante persone vi fossero all’interno della discoteca. Un paio di dati certi però ci sono. Il primo è che per l’evento di venerdì sera erano stati stampati due biglietti identici – stesso colore, stessa foto di Sfera, stessa grafica – uno con l’indicazione l’Altromondo a Rimini l’altro con la Lanterna Azzurra di Corinaldo. Entrambi non riportavo né l’orario di esibizione né se si trattasse di un concerto o di un dj set.

Sui biglietti vidimati dalla Siae e venduti per la serata alla Lanterna, invece, l’orario indicato era quello delle 22. Inoltre, alla commissione provinciale cui spetta pianificare i servizi all’esterno dei locali in caso di eventi non è stato chiesto dai gestori della Locanda Azzurra nessun permesso. E gli stessi vertici locali delle forze dell’ordine – come loro stessi hanno spiegato ieri al ministro dell’Interno Matteo Salvini che chiedeva come mai fosse stato ‘sottovalutatò un simile evento – non erano state informate dell’arrivo di Sferaebbasta.

 

Incongruenza numero due- lo spray al peperoncino

 

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Un immagine per mostrare la grandezza delle bombolette di spray urticante

 

Lo spray al peperoncino è contenuto in piccole bombolette. Sono fatte apposta per essere tenute in borsetta per proteggersi da aggressioni. Le immagini dei vari telegiornali mostravano un locale pieno di fumo intossicante. Se fosse stato spray al peperoncino, non sarebbe certo bastata una bomboletta piccola. Pareva un attacco chimico. Sembrava effettivamente un attentato in piena regola con un rilascio di una sostanza in misura molto più grande di una bomboletta! Ovviamente è solo un’ ipotesi ma andrebbe vagliata piuttosto che scartata. Questo solo per rispetto verso chi ha perso i propri figli.

 

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Fonte citata

 

 

 

 

 

 

 

Paul is Dead- la cospirazione delle orecchie

Il caso Paul is Dead è più vivo che mai

 Il mistero è sempre più ingarbugliato e pieno di indizi

 

Le orecchie non possono essere modificate con la chirurgia. Allora perchè Paul compare con dei lobi totalmente diversi?

 

 

 

paulisdead ear

 

 

Ad ognuno le sue valutazioni.

 

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Travis Scott e Kylie Jenner: ancora più evidenze del loro stato

Nei nostri articoli dedicati al rapper evidenziammo gli strani regali fatti dalla sua fidanzata Kylie Jenner

Il quadro, oggetto del primo regalo di compleanno a Travis, era pieno di simbologia Monarch e pare che Kylie sia ancora più sotto questo potere

 

Symbolic Pics of the Month 11/18

Il regalo del quadro

 

Eccola nel pieno delle sue capacità conciata con il simbolo per eccellenza del programma Monarch: la farfalla! Prova che le Kardashian oltre ad essere famose solo per il fatto “di essere famose” sono delle ottime pedine per mostrare nei loro succinti abiti la simbologia della programmazione.

 

Symbolic Pics of the Month 11/18

Negli ultimi mesi, tutto ciò che Kylie Jenner indossava, ruotava attorno al simbolismo del controllo mentale Monarch. Il suo costume di Halloween era praticamente la divisa dello schiavo Beta Kitten. Speriamo che sua figlia sia esente da questa merda anche se l’ha conciata bene.

 

Symbolic Pics of the Month 11/18

Non commentiamo

 

Leggi anche:

 

Travis Scott: Butterfly effect – Effetto Monarch

 

Lo strano regalo a Scott Travis

 

Le star sono veramente messe in cattive acque, dorate esternamente ma distruttive dentro.

 

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Di tanto in t

The Magic Door – la recensione

Il trio italiano dei Magic Door esordisce con un disco di musica esoterica molto intenso

 

The magic Door è la porta per un salto nell’amore per la musica e l’alchimia

 

 

 

 

Il trio The Magic Door, formato da Arthuan Rebis, Giada ColagrandeVincenzo Zitello  hanno presentato un disco con un forte accento esoterico. Il platter è facilmente associabile alla musica esoterica per il contenuto dei testi e del viaggio alchemico abbinato a quello astronomico ed astrologico creando una coordinata generale essoterica.

Commercialmente parlando, la splendida voce di Giada abbinata alla chitarra acustica ci ricorda vagamente gli splendidi dischi di Ritchie Blackmore con sua moglie alla voce, in particolare a ‘The secret voyage’ anche se i riferimenti potrebbero essere casuali. Infatti le tracce sono lente e ben calibrate, tra voce, arpa, viole e contrabbasso e l’atmosfera descritta ben si addice ad un viaggio interiore. I richiami del platter sono musicalmente una coesa melodia neoceltica di stampo non solo nordico.

Le 7 epigrafi della porta e i ritornelli dei 7 brani centrali sono sovrapposte. Ad ogni epigrafe corrisponde un pianeta: Saturno, Giove, Marte, Venere, Mercurio, il Sole e la  finale  V.I.T.R.I.O.L. con il suo grande valore trasmutatorio alchemico. Inoltre il riferimento alla porta magica tra origine della storia della residenza di Villa Palombara del marchese Massimiliano Palombara qui di seguito esposta.

La storia della porta Alchemica e del Pellegrino

Nel 1802 l’erudito Francesco Girolamo Cancellieri raccontò la leggenda della Porta Alchemica. I protagonisti della vicenda sono il Marchese Palombara ed un misterioso pellegrino. Una mattina, nel giardino del nobile Palombara penetrò uno sconosciuto intento a raccogliere erbe. Ne cercava una in particolare, capace, secondo la leggenda, di produrre l’oro. L’uomo, condotto innanzi al Marchese dalla servitù della villa, dichiarò d’essere un alchimista e di poter dimostrare la realizzabilità della trasmutazione dei metalli in oro. Il Marchese Palombara, sedotto dalle parole del pellegrino, gli garantì l’accesso al proprio laboratorio alchemico. L’uomo, dopo aver dimostrato una maestria tale da lasciare attonito il Marchese, chiese ospitalità per la notte in una camera nei pressi del laboratorio, così da poter controllare lo svolgimento del complesso processo alchemico. Promise inoltre che, ad opera ultimata, avrebbe risposto alle domande del Marchese, che per il momento però avrebbe dovuto garantirgli solitudine e quiete. Il mattino seguente il Marchese Palombara, impaziente di apprendere di più circa l’esito dell’esperimento, bussò dapprima alla porta chiusa del laboratorio e successivamente alla porta della stanza affidata all’ospite, senza ottenere alcuna risposta.

Il pellegrino in questione era l’alchimista Francesco Giuseppe Borri. Il mattino seguente scomparve per sempre attraverso la porta lasciando una serie di pagliuzze d’oro e una serie di segni – epigrafi su dei fogli. Così il marchese Palombara incise questi segni sulla porta.

Ecco quindi il significato della copertina di questo disco.

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La copertina del disco

 

Il disco è pervaso dualmente tra l’amore per la storia alchemica e la musica fatta con sentimento. Tracce di pura melodia intrecciata a calde atmosfere da gustare nella calma della mente. I riferimenti fatti sono molto profondi, calibrati e ben descritti. Un disco di controtendenza, lontano dal clamore commerciale imposto con un forte carattere di ricerca verso argomenti importanti per la nostra esistenza.

 

La formazione e i riferimenti ufficiali

Giada Colagrande: voceArthuan Rebis: voce, chitarra, nyckelharpa, esraj, hulusi, sequencer
Vincenzo Zitello: arpa celtica, viola, lama sonora

Nicola Caleo: percussioni

Video a cura di Giulio Donato e Giada Colagrande

Sito: http://www.themagicdoor.net

Facebook: https://www.facebook.com/themagicdoormusic

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCGiWWomKY_IeLpHYGgxDKrA

 

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fonte citata

 

Queen- Bohemiam Rhapsody- la nuova possibile spiegazione? Parte II

Una delle canzone più strane dei Queen è sicuramente ‘Bohemian Rhapsody’

Ancora a distanza di anni cerchiamo di capire il significato del testo

 

Proviamo a trovare una chiave di lettura raccogliendo anche delle opinioni di alcuni su internet come questa:

 

 

 

Come giustamente è stato osservato, il testo è denso di significati esoterici. La nostra ricerca continua e trovare una risposta non è affatto facile.

 

Continua…

 

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La stampa mainstream si accorge di Cèline Dion e della sua assurda linea NUNUNU

Cèline Dion è venduta platealmente all’èlite  con la sua nuova linea di abbigliamento per bambini chiamata NUNUNU

Molti in rete si erano accorti dei riferimenti al NWO e alla depravazione mostrata nel video e nelle immagini pubblicitarie

Persino la stampa nostrana se ne accorge e pubblica un articolo come questo

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Celine Dion accusata di satanismo da un esorcista: “Con la sua linea di abbigliamento introduce i bambini al culto di Satana”

Celine Dion ha lanciato una linea di abbigliamento per bambini in collaborazione con il brand “Nununu”, con l’obiettivo di superare le etichette di abiti maschili e femminili. Sotto la bandiera del “gender fluid” quindi, la cantante, celebre per la colonna sonora di Titanic, voleva “liberare i bambini dai ruoli tradizionali del ragazzo/ragazza e consentire ai giovani di crescere su valori di uguaglianza”, come si legge nel sito di Celinununu. Ma secondo il National Catholic Register introdurrebbe i bambini al “mondo oscuro del culto di Satana”, promuovendo nei capi da lei disegnati dei messaggi satanici. 

A suscitare perplessità è infatti lo spot pubblicitario che presenta la collezione. Nel video, Celine Dion fa irruzione nel settore neonatale di un ospedale dove, soffiando su una polvere nera, cancella i simboli di maschio e femmina. Le tutine rosa e azzurre dei piccoli diventano bianche con delle croci nere mentre lei dice che “ognuno di loro sceglierà il proprio percorso”. Il National Catholic Register, importante giornale statunitense, si è infatti consultato con un esorcista professionista, John Esseff, giungendo alla conclusione che la diva sia in combutta col demonio: “Sono convinto che la maniera in cui questa cosa dei gender si sia divulgata è demoniaca – ha detto l’esorcista interpellato -. Quando un bambino nasce, qual è la prima cosa che diciamo di lui? È un bambino, è una bambina. È la cosa più naturale del mondo da dire. Affermare che non ci sia alcuna differenza è una cosa satanica“.

Tra gli elementi contestati dall’esorcista ci sono le croci nere e i teschi stampati sui vestiti, ma anche i triangoli stampati su felpe e magliette: a suo dire, “un chiaro riferimento agli illuminati”.  Un altro esempio di messaggio occulto sarebbero poi le toppe sulle ginocchia: su una c’è il numero 3, sull’altra il 6. “Si tratta di 3 volte 6?” si chiede l’autore dell’articolo. “È assolutamente falso – continua – i generi che Dio ha creato sono solo due. Il diavolo sta perseguitando i bambini“.

 

 

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Nostre considerazioni

Come solito la Chiesa mette il naso in queste situazioni non guardando in casa propria lo schifo del quale abbonda. Fatta questa premessa Satana centra ben poco in questa faccenda ma sono gli uomini a creare queste orchestrazioni scaricando sempre sul “maligno” le loro responsabilità.

La linea NUNUNU è simbolica, pregna di riferimenti alla pedofilia che fa capo alla depravazione più profonda di Hollywood che abbiamo cercato di spiegare in questi anni. Ci spiace per Cèline Dion e per chi come lei fa queste scelte di vita.

 

NUNUNU per noi può anche chiudere i battenti.

 

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Fonte

Le Beta Kitten e la moda Animalier

La moda del momento si chiama Animalier e sembra contraddistinta da particolari disegni confacenti ad animali selvaggi

Dov’è nata questa moda?

Cosa centra con la musica?

 

La moda sembra propinare sempre un tipo di abbigliamente nuovo e stravagante. Oggi spopola quelle chiamata animalier  fatta con disegni di pelle e fantasia riconduncibili ad animali selvaggi. L’origine di questo tipo di abbigliamento non è affatto così piacevole come potrebbe sembrare. Infatti il codice delle Sex Beta Kitten o schiave sessuali del mondo delle star era contraddistinto appunto da questo tipo di abbigliamento.

L’argomento sembra spinoso e difficile da accettare data la gravità dei compromessi che sono obbligate ad esercitare le dirette interessate ma si può pian piano spiegare semplicemente osservando. Facendo finta che non esista nulla e che sia tutta una coincidenza, guardiamo come si mettevano in posa e cosa mostravano le star della musica e del cinema.

Qui di seguito un elenco con relative foto di star famose del mondo musicale, schiave eppur famose, in catene invisibili eppure adulate. Il costo del successo è elevato e nessuno ne è esente. Il genere Animalier non è altro che l’abbigliamento delle star che sono state sottoposte al programma Monarch, che lo hanno sostenuto oppure lo sostengono attivamente.

 

Ecco un elenco di immagini delle Beta Sex Kitten e il loro abbigliamento Animalier

 

 

Project Monarch - Sex Kitten - Featured Singers-Banner

 Katy Perry

Project Monarch - Sex Kitten (Beta Programming) - Singers

A. Adele,  B. Lily Allen,  C. Cheryl Cole,  D. Beyonce

Project Monarch - Sex Kitten (Beta Programming) - Singers

A. Victoria Beckham,  B. Melanie Brown (Mel B),  C. Emma Bunton,  D. Melanie Chisholm (Mel C),  E. Geri Halliwell,  F. Whitney Houston

Project Monarch - Sex Kitten (Beta Programming) - Singers

A. Rihanna,  B. Leann Rimes,  C. Britney Spears,  D. Gwen Stefani,  E. Shania Twain,  F. Carrie Underwood

Project Monarch - Sex Kitten (Beta Programming) - Singers

A. Ke$ha,  B. Avril Lavigne,  C. Nicki Minaj,  D. Kylie Minogue,  E. Katy Perry,  F. Pink

Project Monarch - Sex Kitten (Beta Programming) - Singers

A. Christina Aguilera,  B. Mariah Carey,  C. Miley Cyrus,  D. Fergie,  E. Lady Gaga,  F. Debbie Gibson

 

 

Katy Perry (Sex Kitten)

 

Avete notato quante star internazionali ( praticamente  sono tutte) hanno un codice in comune? Questo è denominato BETA, rappresenta un mondo a parte che può essere decodificato e l’abbigliamento animalier non è altro che l’ennesima presa in giro da parte dell’èlite della moda per far indossare degli abiti di persone sostanzialmente manipolate. Poi ognuno la può vedere come vuole, possono piacere o meno ma resta il fatto che questo tipo di abbigliamento faceva distinguere le star sottoposte a questi trattamenti.

 

Il programma Monarch continua a passare inosservato e silente ma non per noi.

 

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Il simbolo dei Queen: l’origine della fenice e dell’uccello rosso

In vista dell’arrivo del film dei Queen ecco gli articoli dedicati a questa grande band

 

 

La prima parte

Il simbolo dei Queen: cosa rappresenta?

 

 

L’origine dell’uccello rosso disegnato da Freddy scritto da Carpeoro

 

  • L’uccello rosso della rinascita

Dante Gabriele Rossetti (Londra, 12 maggio 1828 – Birchington, 10 aprile 1882) pittore e poeta inglese, fu tra i fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti insieme a William Hunt, Ford Madox Brown e John Everett Millais.

Si interessò sin dalla giovinezza a Dante ed ai poeti del Dolce Stil Novo, passione ereditata dai genitori, ma anche ai romantici inglesi, alle novelle gotiche e agli scrittori americani come Edgar Allan Poe. I suoi dipinti sono ascrivibili alla corrente europea del simbolismo. Per supportare la tesi della sua appartenenza ai Rosa+Croce, nella tradizione paterna, dobbiamo ancora una volta fondarci sulle sue opere, ma già la sua inclusione tra i Simbolisti induce a fondati sospetti.

Il dipinto più importante della tematica dantesca del Rossetti “Beata Beatrix”, un olio dipinto nel 1863, un’opera comunemente ritenuta di simbolismo misterioso. Si tratta di un dipinto allegorico, ritenuto ispirato dalla morte della moglie di Rossetti, mancata per un avvelenamento da laudano, la droga degli intellettuali dell’epoca.

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Beata Beatrix, Dante Gabriele Rossetti

Raffigura la donna (che era stata modella del pittore) in una posa languida e sensuale; la sua chioma, naturalmente rossa, è come raccolta in un’acconciatura sfatta e sulle sue mani si sta posando un uccello rosso, simbolo della spiritualità, ma anche allusione al laudano che ha ucciso la donna, per il rametto che porta nel becco.

Alle sue spalle, una scena soffusa raffigura due personaggi, forse Dante e Virgilio. Quindi l’uccello rosso simbolo di morte, ma anche di rinascita, perché cosa è la morte se non il passaggio a qualcosa di diverso? Ma il simbolismo dell’uccello rosso, ricorrente fino ai giorni nostri, da D’Annunzio al film capolavoro “I Lautari” di Emil Lotijanu, Russia, 1972, la dice lunga sul significato dell’opera. La scena finale del film suddetto è l’autentica rappresentazione del mistero custodito dai Rosa+Croce simboleggiato dall’enigmatico volatile.

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Conclusioni generali sul simbolo dei Queen

Dietro ogni copertina, come evidenziato anche nella nostra rubrica dedicata alle cover, si sviluppa un grande lavoro. E’ molto difficile che esista un band che non dedichi molto interesse al messaggio esposto. Quella dei Queen mostra in effetti i legami esoterici della band alle conoscenze proprie di Freddy Mercury. Infatti la simbologia dell’uccello rosso, della fenice nera e il legame con il disegno della Regina mostra in effetti uno studio   sia per l’alchimia che per la sfera più trasformativa a livello psicologico ed  interiore. Freddy come una moderna Fenice è rinato a nuova vita e pur consapevole della sua imminente morte, nel concerto con David Bowie mostrava una trasmutazione del simbolo conosciuto da pochi. L’impegno di Freddy è stato sostanzialmente al termine dei suoi giorni mostrare che sarebbe morto a breve ma  come un nuovo ciclo. La fine era una rinascita. Mercury pertanto è un simbolo anche di un musicista che ha transitato messaggi esoterici ed alchemici  nei testi e nei concerti. Il simbolo scelto come logo della band dimostra una determinazione spiccata verso la rinascita ma anche verso il lato più nobile dell’alchimia. I leoni inchinati sono un simbolo di potere e la Regina quindi è stata alla fine veramente una monarca sopra altre band. I Queen ancora dominano ancora dall’alto della musica come una Fenice con le ali aperte.

 

Fonte

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