John Lennon e il nuovo caso di Mark Staycer Parte VI -Ipotesi finali

Tutti hanno appurato che John Lennon sia morto ma è davvero così?

Chi è allora Mark Staycer?

E’ tutta una farsa ancora una volta? Siamo di fronte ad un ennesimo caso di sosia?

Continua l’esame da parte di un crimilogo

 

IL NASO RIVELATORE..

Se tutti questi indizi non bastassero, ho lasciato per ultimi alcuni dettagli decisivi della somiglianza fisica tra Staycer e Lennon. Il più convincente è il naso. Sembra che, nel corso degli anni, John si sia sottoposto a degli interventi di chirurgia estetica, per esempio per rimuovere un neo al centro della fronte e per farsi rifare i denti, senza però toccare mai il suo notevole naso, lungo e un po’ incurvato verso destra, con due rari e davvero caratteristici rigonfiamenti sopra le narici. Naturalmente, il nostro Staycer ha lo stesso, raro naso, rigonfiamenti compresi.

 

 

 

lennon77

Come pure i denti, con lo stesso molare mancante… Per non parlare delle orecchie, che sono quasi identiche, a parte i lobi più lunghi (ma si sa che i lobi delle orecchie, soprattutto negli uomini, si allungano con l’età).
Mentre di solito è abbastanza facile trovare, anche tra persone che si somigliano molto, almeno una caratteristica saliente che le distingua in modo incontrovertibile, tutti i tratti somatici di Staycer sono abbastanza somiglianti a Lennon da destare sospetti, e alcuni corrispondono addirittura in modo inquietante.
In conclusione, riepiloghiamo anche le altre affinità: stessa voce, stesso accento, stesso modo di cantare e di suonare gli stessi strumenti. E se aggiungiamo al quadro Peter McNamee, altro possibile alter ego di Lennon, abbiamo anche lo stesso stile compositivo.
Insomma, da qualunque aspetto si esamini la faccenda, Mark Staycer può essere John Lennon. A parte il fatto, ovviamente, che l’ex-Beatle viene considerato morto da 35 anni…
Tuttavia, in questo caso dubitare non è soltanto ragionevole, ma quasi obbligatorio, direi.

THE SHOW MUST GO ON

A questo punto, possiamo cominciare a prendere in considerazione possibili spiegazioni alternative della scomparsa di Lennon dalla scena mondiale.
La prima e più facile, ma non più probabile secondo me, è che l’ex Beatle sia sopravvissuto miracolosamente all’assassinio e che, per proteggerlo da altri pericoli, si sia deciso di farlo credere morto.
La seconda si ricollega alle teorie complottiste secondo cui Lennon era perseguitato dai servizi segreti americani. Questi ultimi, come alternativa all’uccisione, potrebbero avergli offerto l’opportunità di ritirarsi e sparire dalla circolazione nel modo più drastico, orchestrando un finto omicidio con un attore come Chapman nel ruolo dell’omicida.
Si dirà che ipotesi analoghe sono state avanzate anche a proposito di altre celebrità prematuramente scomparse, tipo  Elvis Presley oppure come ho ipotizzato con  Michael Jackson(vedi articoli precedenti).

In quei casi, però, non sono spuntati fuori all’improvviso dei sosia altrettanto somiglianti, o almeno non che io sappia. E comunque quella di Lennon potrebbe non essere l’unica morte falsificata dai media, chissà… Se scopriste che qualcuno vi ha mentito una volta, vi sentireste pronti a scommettere che sia stata l’unica?
In alternativa, John Lennon potrebbe essersi stancato della propria celebrità e aver deciso una drastica uscita di scena a effetto. Per riuscire a metterla in atto in modo tanto convincente, però, l’ex Beatle avrebbe avuto bisogno comunque della complicità dei servizi segreti e delle loro capacità di controllo sui mass-media. Questo rafforzerebbe la tesi di chi, come l’ex agente segreto britannico John Coleman (autore, tra l’altro, di un vangelo del complottismo come The Conspirators Hierarchy: The Committee of 300) ha sempre sostenuto che i Beatles, lungi dal combattere il sistema, ne fossero in realtà degli strumenti per controllare mentalmente le nuove generazioni attraverso la musica rock, l’uso di droghe e il misticismo orientale.
In ogni caso, perché mai Lennon, dopo essere sparito, avrebbe voluto rischiare di far saltare tutto tornando a esibirsi in pubblico e realizzando un film? Beh, può darsi che, dopo tanti anni di inattività, abbia provato di nuovo il desiderio di calcare il palcoscenico, sia pure su scala limitata, trasformandosi paradossalmente in un imitatore di se stesso.
E magari più di qualcuno dal 2002, vedendolo esibirsi nei panni di Mark Staycer, potrebbe aver avanzato dei sospetti sulla sua reale identità. In questo senso, il film sarebbe stato realizzato per limitare i danni, giocando sui legittimi sospetti per ridicolizzarli un po’.
Forse il gioco, in tal caso, non è riuscito. E poiché rischiava di generare maggiori sospetti su scala più vasta, il film è stato distribuito col freno a mano tirato, prima di essere praticamente tolto dal commercio.
Comunque sia, il titolo mi sembra significativo: “Let Him Be”, “Lasciatelo stare”. Forse John Lennon è ancora vivo ma vuole o deve continuare a far credere di essere morto, restando nel semi-anonimato di un imitatore di rockstar come tanti.
In quest’ottica, trovo divertente ciò che, alla fine del suo articolo, Miles Mathis propone ai fan di Lennon eventualmente convinti che il loro idolo sia ancora in vita e si nasconda dietro la figura del sosia. Evitate di mettervi sulle tracce di Staycer, perché se la cosa attirasse troppo l’attenzione potrebbero decidere di far sparire anche lui in qualche modo, pur di non riaprire l’intera vicenda. Provate piuttosto a capovolgere la burla accorrendo a decine di migliaia ai suoi concerti. Anche se nessuno si mettesse a chiamarlo “John”, sarebbe ugualmente chiaro il motivo di una presenza tanto massiccia.
Io, dal canto mio, non posso che associarmi alla proposta suggerendo la prima tournée italiana di Mark Staycer. Si troverà qualcuno disposto a organizzarla? Nel caso, può darsi che, età e acciacchi permettendo, John decida di accettare. Ooops, volevo dire Mark, è ovvio…

Fonte

Un commento

  1. Qui i casi sono due: O Lennon è davvero vivo, o lo era al tempo del film, visto che ora avrebbe 79 anni e Staycer è letteralmente sparito dai radar (qualcuno dice appunto che è morto poco tempo fa), o come credono i blogger stranieri che seguo potrebbe avere un gemello di cui nessuno sa nulla al di fuori ovviamente dei soliti giri.
    Così come Paul McCartney del resto, e non sono solo le orecchie a dirlo, ma il naso, la forma del viso e…John Halliday, ex custode della casa Natale di McCartney (la sua pure insomma).
    E a voler fare i folli, sempre questi blogger sono convinti che esista una sorta di “industria” della clonazione che parte dalle varie Area 51, 52, Tavistock Institute eccetera, e hanno mostrato che a partire da una foto di Matt Damon sembra esserci una sorta di batch, uno stampo insomma, perché tantissime foto di altri attori e vip possono essere tranquillamente sovrapposte l’una sulle altre.
    Il rabbit hole è davvero più profondo di ciò che riusciamo a immaginare, da quando ho cominciato ad interessarmi di queste cose anni fa pensavo fossero mie paranoie, invece ho scoperto letteralmente un mondo, in cui non sono solo a credere che non torni nulla di ciò che ci raccontano.

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