Blumosso ‘In un baule di personalità multiple’ – musica italiana verace

La musica italiana ha bisogno di nuovi dischi con l’essenza vera del nostro Paese

Blumosso rappresenta il lato forse perduto della musicalità di cui abbiamo dannatamente bisogno?

 

Riporta così la loro presentazione
 

“In un baule di personalità

multiple” 

è il primo disco di Blumosso

 

Atmosfere acustiche e decisamente suggestive quelle del nuovo singolo di Blumosso. “Irmã cara” è il quarto brano estratto dall’album “In un baule di personalità multiple”, pubblicato il 19 ottobre per Xo la Factory/Cabezon Records. “Ho scritto questa canzone per tutti gli amanti che la guerra ha diviso”, spiega Blumosso, al secolo Simone Perrone, autore del brano che si presenta, fin dalle prime note, nudo e spoglio di suoni articolati; una chitarra e una voce a farla da padrone, il tutto addolcito da una bellissima quanto ricercata armonizzazione di Mellotron a firma Bemolle (tastierista del progetto).
Questa è Irmã cara: una canzone semplice, di quelle che ormai capita raramente di ascoltare in radio, ma importante, perché ci riporta alle radici della musica, all’essenza vera della creatività che si fa canzone.
L’uscita del singolo – già disponibile su spotify ( https://is.gd/DeUlaZ) – è accompagnata da un videoclip i n perfetto stile “Blumosso”  (link youTube –  https://is.gd/CRMYNi ). Tutti i lavori visivi, infatti, sono realizzati da Perrone e Bemolle, che questa volta utilizzano la tecnica del pop-up/origami per creare una sequenza di immagini che stimolano chi osserva a creare una sua storia in base alle figure presentate e che, a loro volta, rimandano al videoclip di un precedente lavoro di Blumosso: Diverso (link youtube –  https://www.youtube.com/watch?v=8TXLYbeJfVg&t=2s).
VIDEOCLIP IRMÃ CARA:
ASCOLTA SU SPOTIFY –  https://is.gd/XaaTkc

 

 

L’idea è quella di creare un concept album che, brano dopo brano, racconti la trama di un amore discreto che, leggero, si descrive in tutte le sue evoluzioni: nasce, speranzoso, “in un albergo di Milano” per poi svanire nella triste constatazione che le promesse di lei sono lontane da quelle dell’angelo immaginato. La voglia di ritrovarsi, però, unita al bisogno di leccarsi le ferite inflittesi a vicenda, prevale sulla lontananza dei due cuori distanti e, nonostante l’apparente assenza di sentimenti, quell’ amore indesiderato sboccia ancora, salvato, anche esso, dal ricordo di dettagli quotidiani tanto simili quanto diversi.

Ed è proprio lì, in quel baule, che tutto questo è racchiuso: l’inizio, la fine, la potenza e lo sconvolgimento di un amore inaspettato ma anelato. Irraggiungibile, quasi, eppure già perduto.

Nella copertina del disco è raffigurato un elefante. “Ho scelto l’elefante perché in questo disco oltre a parlare d’amore, avevo voglia di fare riferimento anche ad un altro sentimento per me fondamentale: l’amicizia”, spiega Blumosso. “Una volta, in un libro di Antonio Tabucchi ho letto che quando un elefante percepisce vicino il momento di morire, si allontana dal branco ed inizia a camminare; ma questo viaggio non lo intraprende da solo: sceglie un compagno che gli stia accanto e, assieme, partono. Dopo chilometri e chilometri trascorsi nella savana, l’elefante in fin di vita individua un luogo in cui fermarsi e, facendo un paio di giri, traccia su di esso un cerchio che geografizza la sua morte. In quel cerchio è consentito solo a lui di entrare, perché la morte, come la vita, è una questione privata. Solo allora il compagno lo abbandona con un lento e silenzioso addio e, piano, ritorna dal branco”. 

 

 

TRACKLIST:

1.           In un albergo di Milano

2.           Diverso

3.           Il giorno che ti ho incontrato

4.           Abbracciami amor mio

5.           Piovere

6.           Hai finito la noia

7.           Irmã cara

8.           Quella maledetta estate

9.           Non eri un angelo

10.          All’ultimo secondo

 

 

Consigliato da Musicaeanima, ottimo capitolo di musica genuina.

 

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