La strana morte di Jim Morrison parte II- Il ruolo del padre

Jim Morrison è vivo oppure morto?

Il leader dei The Doors è scomparso davvero oppure ha voluto cambiare vita per sempre?

 

I dubbi pervadono ancora i  fan di tutto il mondo e noi stiamo raccogliendo delle ipotesi davvero sorprendenti. Ecco la seconda parte dei documenti tradotti  chiamata “La strana morte di Jim Morrison”

Secondo questo articolo la vita del pluripremiato Morrison come militare e le sue ideologie hanno creato un astio da parte dei Sionisti che si vendicarono in diversi modi. Leggiamo infatti:,

 

Il contrammiraglio G. S. Morrison,
l’attacco alla USS Liberty,
e la
connessione sionista
3 novembre 2009aggiornamenti: 2015-12-05[l’originale è qui ]

I riconoscimenti militari di MorrisonStando alla documentazione militare, l’ammiraglio Morrison venne insignito di: la Legion of Merit, la Bronze Star Medal con distinzione “V” per il valore [nel testo, valor device] (Guerra di Corea), l’Air Medal con due stellette d’oro, e il Presidential Unit Citation Ribbon (Seconda Guerra Mondiale).

Il contrammiraglio [nel testo, Rear Admiral] Morrison è stato insignito anche di: la American Defense Service Medal, l’American Campaign Medal, l’Asiatic-Pacific Campaign Medal con tre stelle, l’European-African-Middle Eastern Campaign Medal, la World War II Victory Medal, il National Defense Service Ribbon con stella di bronzo, la Korean Service Medal, la United National Service Medal, l’Armed Forces Expeditionary Medal (stretto di Formosa) e la Vietnam Service Medal. Ha ricevuto anche la Korean Presidential Unit Citation Medal. (*)

(*) Segue una traduzione alla lettera dei riconoscimenti menzionati sopra, nell’ordine di apparizione: Legione di merito, Medaglia di bronzo a stella, Medaglia dell’aria, Nastro con citazione presidenziale dell’unità, Medaglia per il servizio prestato alla Difesa statunitense, Medaglia per la campagna americana, Medaglia per la campagna asiatico-pacifica, Medaglia per la campagna euro-afro-mediorientale, Medaglia per la vittoria della Seconda Guerra Mondiale, Nastro per il servizio prestato alla la difesa nazionale, Medaglia per il servizio prestato in Corea, Medaglia per il servizio nazionale unito prestato, Medaglia delle forze armate di spedizione, Medaglia per il servizio in Vietnam, Medaglia con citazione presidenziale dell’unità.

L’ammiraglio Morrison, al tempo capitano di vascello [nel testo, Captain] con il figlio Jim sul ponte della nave USS Bon Homme Richard nel gennaio 1964.
A bordo della USS Hancock nei pressi della Corea del Sud il 3 dicembre 1968.Il contrammiraglio George S. Morrison, comandante della Carrier Division Nine [letteralmente, Nona Divisione Trasportata], a sinistra,

il capo di stato sud-coreano Chung Il Kwon, al centro,

e il Vice-Ammiraglio [nel testo, Vice Admiral] William F. Bringle, comandante della settima flotta statunitense nel Pacifico.

Jim Morrison veniva da una famiglia di militari; il padre era ufficiale in carriera nella Marina Militare statunitense laureatosi all’Accademia Navale. L’ammiraglio G. S. Morrison era uno degli ufficiali più giovani che sia mai stato appuntato contrammiraglio: aveva 47 anni. L’ammiraglio Morrison, allora fresco di appuntatura, stazionava a Pearl Harbor, dove il 7 dicembre 1941 fu testimone dello storico attacco. Fu pilota di caccia nel Pacifico meridionale nell’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale e anche durante la Guerra di Corea.

Dalla fine degli anni 1940 fino agli anni 1960 Jim Morrison, insieme alla famiglia, si muoveva di frequente seguendo il padre che si doveva spostare a seconda della missione a cui veniva assegnato. Nel 1964, mentre Jim Morrison frequentava l’università alla scuola di cinema dell’Università della California a Los Angeles [nel testo, UCLA film school], il padre conduceva un gruppo di portaerei da combattimento nei pressi della costa del Vietnam meridionale.
Potete leggere la sua biografia in questo articolo.


Al novembre 2009, sia il New York Times (qui) che Wikipedia (qui) hanno scelto questa specifica fotografia di Morrison imbrattata in corrispondenza del volto.È una coincidenza che tra tutte le fotografie abbiano scelto quella con questo difetto?Un giornale britannico (qui) ha utilizzato la stessa fotografia ma senza quell’imperfezione.

 

Jim Morrison si laureò alla scuola di cinema all’UCLA nel 1965 e a giugno di quell’anno, insieme a Ray Manzarek, costituì il gruppo musicale The Doors. In quel periodo, in cui la guerra del Vietnam stava intensificandosi, ci fu un evento particolare di cui molti statunitensi tuttora potrebbero non aver mai sentito parlare, ma su cui l’ammiraglio Morrison è stato molto chiaro al riguardo. Si tratta di ciò che è accaduto alla nave da spia statunitense USS Liberty stazionata nel mar Mediterraneo [in acque internazionali, ndt] vicino alla penisola del Sinai durante la guerra dei sei giorni combattuta tra Israele e l’Egitto. L’8 giugno 1967 quella nave venne attaccata dai caccia israeliani; tra i membri dell’equipaggio si contarono 34 morti e 171 feriti.

L’attacco perpetrato dai caccia israeliani durò più di un’ora; non essendo la USS Liberty una nave da combattimento, il suo equipaggio aveva a disposizione solamente due coppie di cannoni di calibro 0,50 pollici [circa 13 mm, ndt], montati a prua e a poppa dell’imbarcazione, che però non fecero in tempo a sparare un solo colpo venendo distrutti immediatamente dai caccia israeliani.

Gli israeliani, dopo aver attaccato la USS Liberty con i caccia, attaccarono nuovamente, questa volta con le torpediniere che spararono cinque siluri, uno dei quali colpì la nave producendo un foro da 40 pollici [circa 1 metro] e uccidendo 25 marinai. Le torpediniere israeliane attaccarono anche con i cannoni e mitragliarono i marinai statunitensi indifesi che, in acqua, tentavano di salire a bordo delle scialuppe di salvataggio. Le torpediniere tuttavia non riuscirono ad affondare la USS Liberty.

Durante l’aggressione, la USS Liberty fu in grado di mandare un messaggio alla portaerei USS America comunicando di essere sotto attacco. La USS America fece decollare immediatamente alcuni caccia F-4 Phantom che però vennero richiamati per ordine dell’allora presidente statunitense Lyndon Johnson. Per quale motivo il presidente Johnson diede quell’ordine?

Nel frattempo, dopo che le torpediniere israeliane uccisero i marinai statunitensi che cercavano di mettersi in salvo nelle scialuppe di salvataggio, sopraggiunsero alcuni elicotteri israeliani con truppe d’assalto pronte ad abbordare la nave e uccidere il resto dell’equipaggio che era sopravvissuto a entrambi gli attacchi. Gli elicotteri tuttavia non atterrarono sulla nave dal momento che le comunicazioni radiofoniche suggerivano che i caccia statunitensi erano di nuovo in rotta per affrontare gli israeliani.

Potete leggere un resoconto sull’attacco alla USS Liberty qui su Wikipedia; tenete a mente comunque che Wikipedia ha forti connessioni con i sionisti e quindi cerca di favorire Israele mettendola in una luce positiva. Sullo questo stesso argomento c’è quest’altro sito internet, gtr5.com, curato dall’equipaggio della USS Liberty.


A questa  pagina potete ascoltare le interviste sonore del comandante James Ennes [nel testo, Commander] della Marina Militare statunitense, ora in pensione, che quel giorno era un ufficiale a bordo di quella nave. Descrive nei dettagli come si svolse quell’attacco e come comunicarono ripetutamente agli israeliani che erano una nave statunitense. Trovate anche un’intervista con un marinaio che quel giorno era a bordo della USS America.

Quel giorno la USS Liberty batteva bandiera statunitense e quindi non c’è dubbio che i caccia israeliani sapessero di che nazionalità fosse la nave che stavano attaccando. I caccia israeliani spararono missili e utilizzarono i cannoni in dotazione; molti marinai, colpiti da frammenti e segnati dagli effetti provocati da queste armi, quando non addirittura inceneriti, erano irriconoscibili. Gli israeliani tentarono evidentemente di affondare quella nave statunitense benché negli ultimi decenni abbiano dichiarato che si trattò di un errore. L’ammiraglio Morrison la pensava diversamente:

Ecco un estratto della voce in Wikipedia in cui si discute la posizione dell’ammiraglio Morrison contraria a Israele (è stata successivamente rimossa ma c’è ancora una copia nella cronologia delle modifiche per quella pagina, qui):Qualcuno crede che la sua carriera nella Marina Militare sia stata rallentata a causa delle sfumature politiche pertinenti la sua analisi dell’incidente alla USS Liberty avvenuto nel 1967. Morrison si oppose alla risposta ufficiale della Marina Militare statunitense a quell’attacco e propose una ritorsione immediata e rapida, sia economica che militare contro Israele per aver attaccato una nave ufficialmente parte della Marina Militare statunitense.

L’analisi e la motivazione politica di Morrison era in disaccordo con la linea della risposta morbida e non-militare che alla fine venne decisa dal Dipartimento di Stato degli USA e dalla Marina Militare statunitense. Morrison asserì che gli israeliani attaccarono intenzionalmente la USS Liberty, cercando di camuffare le torpediniere israeliane da vascelli siriani nel tentativo di far scoppiare una guerra tra Stati Uniti e Siria. Ciò avrebbe aumentato il sostegno militare ed economico da parte degli USA a Israele durante la guerra dei sei giorni.

 

Qui trovate il filmato di un’intervista all’ammiraglio Morrison e ad Anne, la sorella di Jim.

Dai minuti 6:11 ai minuti 6:34 di questo filmato, l’ammiraglio Morrison parla di quando ha sentito per la prima volta la notizia della morte del figlio; dice di essere stato contattato dall’addetto navale all’ambasciata [nel testo, Naval attaché] a Parigi, il quale gli comunicò che Jim era morto di infarto in un ospedale di Parigi.

[In figura: L’ammiraglio George S. Morrison / padre di Jim]

Secondo la versione ufficiale, Jim Morrison è morto d’infarto nella vasca da bagno del suo appartamento e non ci siano rapporti che indichino che Jim Morrison sia stato portato in ospedale. È possibile che ciò che è stato detto all’ammiraglio Morrison fosse disinformazione e inoltre che, nella confusione dei giorni subito successivi alla morte del cantante, i sionisti abbiano mischiato le loro storie e che l’ammiraglio abbia sentito una delle versioni errate sulla morte del figlio. Potete notare qualcosa di simile nell’attentato dell’11 settembre; nei giorni immediatamente successivi all’attacco abbiano sentito molti rapporti contrastanti di ciò che avvenne quel giorno.

Nell’ultima parte dell’intervista l’ammiraglio dice: “I livelli di morale e di etica di Jim erano molto alti.” Tutto ciò che gli ebrei hanno scritto su Jim Morrison è tuttavia diametralmente opposto a questa descrizione che l’ammiraglio fa del figlio; i giudei hanno sempre cercato di far apparire il cantante come uno squilibrato fuori controllo, un tossico-dipendente, o una stella irrispettosa della musica rock.

Non ci sono inoltre interviste, filmati, o rapporti notiziari di Pamela Courson, la ragazza del cantante, che parlino della morte di Jim Morrison nei 2 anni e 9 mesi successivi, prima cioè che ella stessa morisse misteriosamente per un’overdose da eroina.

Conclusione

È possibile che gli ebrei sionisti abbiano ucciso Jim Morrison come ritorsione per la posizione presa dal padre contraria a Israele e determinata a ottenere una rappresaglia degli USA contro quella nazione. È possibile anche che i sionisti temessero il carattere indipendente di Jim Morrison e ritenessero di non essere più in grado controllarlo, provvedendo quindi a ucciderlo per sbarazzarsi così di qualcuno che certamente avrebbe avuto il coraggio e il fegato di portare alla luce la verità su gli ebrei criminali e i crimini da questi commessi. Benché Jim Morrison e il padre, il contrammiraglio Steve Morrison, nel loro rapporto tra padre e figlio, non andassero molto d’accordo, sembra certo che combattessero lo stesso nemico, gli ebrei sionisti.

Ulteriori informazioni sull’attacco alla USS Liberty:
Il comandante James Ennes ha riferito inoltre che:

 “Secondo il resoconto di testimoni oculari , di funzionari, e di giornalisti, tutti israeliani, durante la guerra del 1967 l’esercito israeliano — l’esercito che asserisce di avere livelli di moralità più elevati degli altri eserciti — ha giustiziato ben 1.000 prigionieri arabi.”

Sulla stessa linea, Aryeh Yitzhaki, uno storico israeliano di storia militare, ha affermato:

 “Nel 1967, nel Sinai, le truppe israeliane hanno perpetrato svariati omicidi di massa uccidendo circa 1.000 prigionieri egiziani. Yitzhaki, che ha lavorato nel Dipartimento di storia dell’esercito israeliano dopo quella guerra ha detto di aver raccolto, come del resto fecero anche altri funzionari, le testimonianze di dozzine di soldati che avevano ammesso le uccisioni di prigionieri di guerra. Disse che un rapporto su quegli omicidi inoltrato ai suoi superiori venne chiuso all’interno di una cassaforte all’interno dei quartieri generali militari.”

E un altro storico israeliano, Uni Milstein, ha dichiarato, sulla stessa linea:

 “Nella guerra del 1967 ci furono molti episodi in cui i soldati egiziani vennero uccisi dai soldati israeliani nonostante si fossero arresi tenendo le mani in alto….Non era una direttiva ufficiale ma c’era un’atmosfera che ammiccava a questo genere di azioni.”

Ha commentato anche:

 “Alcuni comandanti decisero quelle operazioni, altri si rifiutarono; tutti però sapevano.”

È importante notare che questi omicidi presentano uno schema ricorrente di come i sionisti assomiglino ai nazisti nelle loro uccisioni che perpetrarono nella Seconda Guerra Mondiale. Come infatti Arthur Koestler riporta nel suo libro The 13th Tribe [letteralmente, La 13esima tribù], la parola «nazista» [nel testo, Nazi] deriva dalle ultime quattro lettere della parola «ashkenazita» [nel testo, Ashkenazi] usata dagli ebrei khazari per riferirsi a se stessi come gruppo.Potere leggere qui altro sul massacro israeliano di prigionieri di guerra egiziani a El Arish nel 1967.

 

 

 

“I livelli di morale e di etica di Jim erano molto alti.”Come scomparse veramente Jim Morrison?

 

Continua…

 

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