Soundgarden ‘Superunknown’- il disco che cambiò il grunge

Quando i Soundgarden rilasciarono il superbo ‘Superunknown‘ nella primavera del 1994, il suono di Seattle generalmente chiamato “grunge” aveva praticamente raggiunto il dominio mondiale

Il disco cambiò l’attitudine del grunge portandolo verso derive più mature

 

 

 


Mentre le altre grandi band credevano nella bandiera di flanella in una nazione alternativa in volo attraverso il globo della trinità musicale  formata da- Nirvana, Pearl Jam e Alice in Chains – i Soundgarden risultavano un pò indietro apparentemente. Almeno non prima di aver fatto un salto con Superunknown. Il loro quarto album, pubblicato l’8 marzo 1994, ha visto il vocalist / chitarrista Chris Cornell, il chitarrista Kim Thayil, il bassista Ben Shepherd e il batterista Matt Cameron diventare multi-platino, superstar vincitrici di MTV e non solo.

Sì, Superunknown vantava una produzione molto più brillante di  rispetto al modesto debutto post-hardcore del quartetto, ‘Screaming Life’ EP del 1987 – per non parlare di un mix meno rigido e metallico che persino il suo acclamato e immediato predecessore, ‘Badmotorfinger’ che percorreva l’heavy metal tradizionale contaminato dalle nuove tendenze.


Invece il brillante nuovo produttore Michael Beinhorn aveva reso dei  brani come “Let Me Drown”, “My Wave” e la title track con arrangiamenti stravaganti che fondevano riff luccicanti con melodie intrecciate, sfolgoranti brani di chitarra solista e i testi ellittici alla Cornell. Altri brani, come la strana sitar indiana di Shepherd, “Half”, e gli slogan dannati come “Mailman”, “4th of July” e “Like Suicide” si sono semplicemente dileguati nel mondo commerciale di allora.  Il brano “Black Hole Sun” aveva un piglio con quella chitarra distorta a ” goccia” e una disperazione di fondo che portava alla luce del sole unica. Una hit indimenticabile.

 

Quel disco aveva la copertina nera e il Supersconosciuto (ode di Cornell per indicare il Dio demiurgo costruttore di tutto) rese celebre il grunge cambiando anche il suo volto. Non era più musica da ragazzini ribelli, stava diventando matura per un pubblico adulto. Il buco nero del sole era stato scoperto.

 

Un capolavoro da avere anche per ricordare lo splendido Chris Cornell.

 

Musicaeanima

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