Keith Flint dei Prodigy- ancora incongruenze logiche

Keith Flint è morto da  povero tossico per la massa popolare ma non era esattamente così

 

Keith stava bene ed era in forma perfetta

 

Come è possibile conciliare la sua fine con le sue reali condizioni poco prima del suo presunto gesto?

 

ketih flint

Ketih Flint poche ore prima del suo presunto gesto suicida (al centro)

 

 

L’incredibile vicenda di Keith Flint: il cantante dei Prodigy morto suicida due giorni dopo il PB sui 5km

 

Ieri sul nostro sito gemello Radiomusik ci siamo ampiamente occupati della morte di uno dei principali protagonisti della scena rock internazionale, il cantante dei Prodigy Keith Flint, scomparso a soli 49 anni.

Flint era un personaggio, e i suoi look aggressivi in puro punk-style lo avevano reso ancor più celebre e amato dai suoi fan. La morte è però avvenuta per suicidio e questo sconvolge ancor di più per un artista sulla cresta dell’onda e non certo anziano, soprattutto alla luce di ciò che stiamo per raccontarvi.

Il fondatore dei Prodigy – che l’anno scorso è stato in tour anche in Italia tra l’altro – solo due giorni prima di togliersi la vita, il 2 marzo, aveva preso parte a una gara di corsa su strada di 5 km a Chelmsford, in Inghilterra, ed era apparso in ottima forma fisica al punto da migliorare il suo primato sulla distanza.

Ovviamente non conosciamo il suo valore nella corsa, né come si allenasse, ma possiamo dire che il suo tempo di 21’22 nella gara vinta da Stephen Strange in 16’11, denota comunque buone qualità di corsa per un dilettante master M45-49. Insomma, ha corso a 4’16 per 5000 metri, che non è proprio camminare per uno che di mestiere fa il cantante rock.

Rimane un mistero cosa gli sia passato per la testa solo due giorni dopo per arrivare a pensare al suicidio… subito sotto un foto presa in corsa. Keith è riconoscibile dai booster verdi (le calze elastiche per chi non pratica); un particolare che denota la sua probabile assiduità di allenamento.

 

 

Quindi Flint non era affatto un tossico. Quello che era ai tempi dei Prodigy non rappresenta quello che era oggi. Tuttavia la scia di sangue di Hollywood e del music biz comincia ad essere veramente troppa. Veramente incredibile poter dar credito alla tesi che una persona, atleta, in forma, poche ore dopo la gara, si sia tolta la vita.

 

 

Musicaeanima

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