Antony Kiedis, i Red Hot Chili Peppers e il Rospo parte II

La copertina del disco dei Red Hot Chili Peppers ‘Californication’ è densa di significato, in particolare il rospo posizionato sul lato destro in alto, accanto alla piscina

Chi ha pensato di inserirlo e perchè?

 

rana

 

Antony Kiedis, cantante ed autore di molti testi della famosa band Red Hot Chili Peppers, è un cultore dell’esoterismo derivante dal culto sciamanico e non solo. Infatti i suoi tatuaggi, alcuni testi delle canzoni, l’uso di alcune immagini ci fanno capire che la sua non è solamente una passione scrivevamo nella prima parte.

 

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Le credenze attorno ai rospi sono tante e variegate, ma sono vere? Da dove arrivano? E’ un caso che sia stato inserito nella copertina di Californication?

 

Le associazioni del rospo alla fertilità

L´associazione del rospo con la fertilità è evidente anche in uno schema iconografico comune dell´arte olmeca in cui il rospo è in posizione “a gambe di rana”. Questa postura, chiamata anche “postura india”, è le posizione normale del parto fra le antiche e attuali popolazioni locali. Inoltre, le secrezioni del rospo sono dotate della proprietà di aumentare le contrazioni durante il parto, per cui l´associazione rospo/fertilità acquisisce un significato che va oltre quello meramente simbolico.
Gli Olmechi dell´America Centrale ritenevano che i poteri dello sciamano derivassero dagli inse­gnamenti diretti dei rospi: molto significativa al riguardo è la scultura Olmec (800 a. C.) in cui uno sciamano è sul punto di trasformarsi in un rospo.
La mitologia olmeca ha creato l’immagine di un rospo-dio della rinascita, che mangiava la sua stessa pelle e poteva rinascere in un ciclo continuo di nascita e morte (si tenga presente che tutti gli anfibi mangiano la propria pelle in occasione delle mute periodiche).

Nelle leggende cinesi, il rospo è un mago che detiene segreti preziosissimi. In un racconto popolare, quello inerente alla festa di Mezz’autunno, tratta di “Chang E, la Signora della Luna” che si trasformò in un rospo a tre zampe quando salì sulla luna. Dai tempi più antichi, vari elementi di questo mito sono stati intrecciati: la luna, l’essenza femminile (yin), l’acqua e gli anfibi (il rospo). Questo racconto, di origine indiana, viene narrato e ripetuto ancora oggi alla Festa di Mezz’autunno.

 

La custodia  del rospo

 

Nell’antico Egitto la dea Heket, la Dea-rospo (o Dea-Rana) assiste le donne nel parto, rappresenta lo stadio germinale del grano e aiuta ogni giorno il sorgere del sole. Come dea della nascita assiste al parto dei figli dei re, ed ha un ruolo importante nel mito della morte e della rinascita del dio Osiride. Protettrice delle nuove vite, era invocata come protezione durante il parto o per difendere l’unità familiare e custodire la casa.

Il motivo stilizzato del rospo è così comune da convincerci che l´animale anche in Europa fu sacralizzato e il misterioso potere sulla vita che a lui si attribuisce continuò a manifestarsi nella coscienza dei popoli europei anche molto tempo dopo la dissoluzione dell´Europa antica; anzi, si può dire che il rospo come archetipo della fecondità femminile è giunto fino ai giorni nostri, come dimostra la tradizione tirolese e tedesco-meridiona­le attraverso i “rospi votivi” offerti dalle donne nelle chiese locali allo scopo di ottenere figli, per avere un parto facile, per guarire da malattie ginecologiche.
Famosa, al riguardo, è la statuetta conosciuta come ceramica di Maissau (Austria inferiore) risalente all´IX secolo a.c. La statuetta mostra sul lato superiore un rospo e su quello inferiore una donna nuda con la vulva evidenziata.

 

Il rospo  e la magia

 

Nel MedioEvo le streghe usavano i rospi per i loro infusi e per gli incantesimi, soprattutto quelli d’amore o di malocchio, e a questi animali venivano attribuiti oscuri e arcani poteri.
Una comune credenza attribuiva alle streghe la facoltà di trasformarsi in rospi; i rospi erano spesso gli “spiriti alleati” (familiari) di streghe e stregoni; ma ancora, troviamo il rospo sia come ingrediente delle pozioni magiche, sia nel recinto che precedeva lo spazio della cerimonia del sabba: questo recinto si trovava di solito nelle immediate vicinanze di un corso d´acqua o di uno stagno dove numerosi vivono i rospi.
Nella ricetta del famoso unguento delle streghe per volare , oltre a piante e altri animali, si trovano varie parti organiche della più comune specie di rospo.
Questo culto era probabilmente ancora relativamente diffuso nel medioevo e praticato dai seguaci di un´antica religione che la Chiesa bollò come “stregoneria”.
A questo punto, il rospo assume definitivamente la sua immagine di beniamino delle streghe, le quali lo tenevano al loro servizio e ne usavano principalmente la saliva, composto essenziale di una particolare miscela che avrebbe dovuto rendere invisibile chi ne avesse fatto uso. Le posteriori leggende sorte intorno ai Sabba, le riunioni delle Streghe, raccontavano come questi animali venissero vestiti di seta scarlatta, con piccoli berretti di velluto verde e minuscoli campanelli intorno al collo.
Questo fatto ha portato a considerare il piccolo anfibio come un centro di accumulo di tutte le sostanze velenose: la sua “orina”, la sua traspirazione, il suo fiato, la sua ” saliva”, addirittura il suo “sguardo” rappresentavano pericoli mortali.
Il rospo nei dialetti italiani è conosciuto come fata, in quelli tedeschi come hexe (strega), in quelli ucraini come bosorka (strega), in quelli polacchi come czarownika (strega). Sempre nell´Italia settentrionale i rospi o le rane vengono spesso chiamati con nomi quali il Signore, la Madonna, San Giovanni, San Martino , evidenti cristianizzazioni di una sacralità anteriore.
In conclusione, per capire meglio il ruolo sacro del rospo è necessario comprendere gli aspetti fondamentali che hanno portato alla formazione di un culto universale del rospo; tra i vari elementi possiamo sottolineare:
1 – l´assunzione del rospo, per la sua fecondità, come simbolo di “generazione” ;
2 – l´assunzione del rospo come simbolo di “trasformazione” per la sua capacità di trasformarsi da girino (acquatico) in rospo (anfibio);
3 – l´identificazione del rospo con lo sciamano;
4 – il carattere pscicoattivo della secrezione delle ghiandole e della pelle di alcune specie di Bufo e il conseguente uso di questa secrezione nelle pratiche magico-religiose precristiane.

Conoscendo ed essendo un cultore di queste tradizioni, Antony Kiedis ha inserito in alto a destra questo straordinario animale.

 

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