Il 432 Hz: un fatto reale o semplicemente un’opinione?

L’esame della frequenza a 432 Hz iniziato in Italia da Doria e seguito da molti altri ha aperto diverse domande

Un articolo dettagliato spiega la differenza tra un fatto e un’opinione su quest’argomentazione complessa

 

432-hz-guarigione

 

432 Hz vs 440 Hz. Fatti od opinioni?

 

Da quando ho iniziato ad occuparmi di Suonoterapia ho avuto modo di confrontarmi con chi è pro-432 hz, i quali declamano i molteplici ma, soprattutto, provati benefici che derivano dall’ascolto di strumenti accordati con il La a 432 hz.  Benefici in termine di salute fisica, emotiva psichica e, ovviamente, spirituale, non solo per noi esseri umani ma per il pianeta stesso…WOW!

Ma, prima di addentrarmi nell’argomento principale di questo post,   vorrei soffermarmi un istante sul signicato letterale di questi due importanti sostantivi:  Fatti ed Opinioni.

Il termine Opinione  deriva dal latino opinio -onis, e sta a significare un concetto che una o più persone si formano riguardo a particolari fatti, fenomeni, manifestazioni quando, mancando un criterio di certezza assoluta per giudicare sulla loro natura o causa, si propone un’interpretazione personale. Un Fatto è un dato oggettivo dell’esperienza o criterio di validità delle scienze sperimentali, è un elemento certo, inconfutabile, basato sull’osservazione della realtà. Per esempio,  poniamo che vi sia una persona, che chiameremo Giulio,  all’inizio di una strada (punto A),  una seconda persona,  Paolo,  ferma all’altro capo della strada (punto B) ed una terza persona, Andrea,  che cammina procedendo dal punto A verso il punto B. Per Giulio che osserva Andrea dal punto A, questi si allontana; per Paolo, che si trova al punto B, Andrea si sta avvicinando. Andrea sta camminando, questo è un fatto,  ma per chi lo osserva questo fatto viene percepito diversamente. Quando Giulio e Paolo descriveranno ciò che stava facendo Andrea, daranno una diversa versione dei fatti, cioè le loro opinioni,  basate su ciò che hanno visto dai loro rispettivi  punti di osservazione.

Il concetto di una realtà unica, indiscutibile e  inconfutabile è sinonimo di una visione molto più distorta di quanto si possa immaginare. Noi percepiamo la nostra realtà non solo attraverso i cinque sensi fisici ma soprattutto attraverso le sensazioni e le emozioni che ci condizionano costantemente. Quando stiamo osservando, o vivendo qualcosa,  ci formiamo un’opinione su questa situazione,  non solo in base al nostro punto di osservazione (come nell’esempio precedente), ma anche in base anche alle nostre esperienze, alle nostre conoscenze, ai nostri condizionamenti; il nostro modo di percepire e “vedere” ciò che stiamo osservando è fortemente influenzato da mille sfumature e varianti perchè è questo ciò che noi siamo: esseri complessi, con mille sfumature e variabili.

Inoltre, da un punto di vista energetico, ciò che pensiamo e ciò in cui crediamo darebbe vita alla “Forma-Pensiero” e alle “Onde-Pensiero”. Arthur E. Powell, studioso e scrittore di Teosofia (saggezza o scienza concernente Dio o le cose divine) dell’inizio del ‘900, nel suo libro “Il Corpo Mentale – dove si sviluppano i poteri della mente” descrive ampiamente l’effetto che hanno sulla realtà che ci circonda e sugli altri la “Forma- Pensiero” e le “Onde-Pensiero”. Secondo Powell e la Teosofia la “Forma-Pensiero” è un’entità vivente intensamente attiva, animata dall’idea che l’ha generata, più intensità di pensiero e chiarezza applichiamo, più a lungo durerà l’immagine. Ogni pensiero, inoltre, produce delle onde che tendono a propagarsi nello spazio circostante, queste quando urtano un altro corpo mentale, tendono a far nascere in esso delle vibrazioni analoghe. Pertanto la potenza del pensiero di più persone unite è sempre molto più grande della somma dei loro pensieri separati. Quindi, secondo questa visione, ciò che desideriamo intensamente e ciò in cui crediamo profondamente produrrebbero delle vibrazioni, simili alle onde create da una pietra che cade in uno stagno ma multidimensionali, che vanno a influenzare il campo vibrazionale che ci circonda, creando una nostra personale realtà, ma non solo.  Quando queste vibrazioni entrano in “risonanza” con vibrazioni di similare frequenza, ciò tende a produrre pensieri del medesimo tipo del corpo mentale da cui è stata emanata; la vibrazione, però,  porta con sé non il contenuto del pensiero, ma il suo carattere. Così le onde-pensiero che emana un Indù rapito in un’estasi devozionale per Shri Krishna tendono a stimolare onde devozionali in tutti quelli che ne subiscono l’influenza, non però necessariamente per Shri Krishna ma,  nel caso di un cristiano,  per il Cristo o per Buddha nel caso di un buddista,  ecc.

Questo accade per il semplice Principio di Risonanza. La risonanza è “il processo che facilita un trasferimento d’energia tra due sistemi vibratori (sistema sorgente ed il sistema risonante) che oscillano con una frequenza uguale o vicina…” Se, per esempio, si percuote un diapason che produce onde alla frequenza fissa di 440 hz (o 432 hZ)  e lo si pone vicino a un secondo diapason che abbia la stessa frequenza, dopo un breve intervallo quest’ultimo comincerà anch’esso a vibrare. La risonanza è un processo dinamico, nel senso che è contemporaneamente prodotta e produce il movimento e si manifesta a distanza nel tempo e nello spazio.

Tornando all’argomento principale di questo post e sulle numerose illazioni della “magia” e dei supposti benefici dell’accordatura con il La a 432 hz, in effetti, queste sono solo opinioni, punti di vista personali o meglio, esperienze personali,  che non hanno niente a che vedere con i fatti o con gli studi che  abbiano comprovato l’ efficacia di questa frequenza o, al contempo, la dannosità del La a 440 hz. A questo proposito, troverete sul web questo interessante articolo https://ask.audio/articles/music-theory-432-hz-tuning-separating-fact-from-fiction scritto da Assaf Dar Sagol, musicista, compositore ed arrangiatore israeliano, dove egli  fa chiarezza tra ciò che sono i fatti e ciò che invece sono le  “leggende” o le semplici dicerie relativi al 432 hz. Per esempio, una delle più popolari è quella circa Goebbels e i nazisti  che avrebbero cercato di imporre l’uso del La a 440 hz per conquistare il mondo. In effetti fu il British Standards Institute che organizzò una conferenza internazionale a Londra nel 1939, dove fu convenuto a livello internazionale che il La a 440hz fosse lo standard. http://www.wam.hr/sadrzaj/us/Cavanagh_440Hz.pdf

Non sono contraria a prescindere al La 432 hz (o a nessun’altra frequenza),  ma trovo che la demonizzazione di specifiche frequenze, vedi La= 440 hz,  sia assurda e infondata. Questo ci porrebbe alla stessa stregua di chi, nel medioevo, credeva che suonare il tritono, chiamato anche diabolus in musica, evocasse il maligno, il diavolo in persona, e per questo motivo fu bandito da tutte le musiche ed i canti dell’epoca, soprattutto liturgici.  Il tritono è una delle maggiori dissonanze della scala diatonica,  composto da due note separate da tre toni come, per esempio, Do-Fa#. Probabilmente la reale ragione per cui a quell’epoca, ma anche in altre epoche,  non veniva suonato è da attribuire al fatto che produce un suono “stonato” o comunque instabile e nel medioevo non si poteva tollerare che la musica, scritta per celebrare e lodare Dio, contenesse una simile dissonanza.

Nella mia pratica utilizzo ed insegno ad utilizzare diversi strumenti accordati sia con il La a  440 sia a 432 hz. I miei studi, le mie ricerche e la mia esperienza mi hanno portato a comprendere che gli strumenti, quali il tamburo, la voce, i diapason o qualsiasi altro strumento si voglia utilizzare nella Suonoterapia,  sono solo degli strumenti, cioè arnesi necessari  a compiere una determinata operazione o svolgere una attività. Quindi, ciò che più importa,  nell’adoperare uno strumento,  è la qualità dello strumento stesso ma, soprattutto, la “qualità” di chi lo utilizza. Per qualità, in questo caso,  si intende le conoscenze, gli studi e le competenze acquisite. Nel caso della Suonoterapia della musica e delle sue componenti ma anche dell’anatomia, della  fisiologia occidentale, orientale ed energetica, studi  fondamentali per chi è gia operatore olistico del suono o per chi vuole diventarlo.

A prescindere dalle competenze tecniche, musicali e anatomiche acquisite, per chi si occupa di Suonoterapia vi è una Qualità Imprenscindibile,  senza la quale mancherebbe quel quid, che fa si che la musica, o il suono, arrivi a “scuotere, ripulire o dare guarigione”:  l’Intenzione, cioè l’orientamento della coscienza e della consapevolezza di chi opera. Il suono “trasporta” l’intenzione e questa si avvale di tutte le abilità, conoscenze e competenze acquisite dal terapista per far si che egli possa operare nel migliore dei modi,  per il massimo bene del ricevente. L’intenzione si esprime al meglio in presenza del “Vuoto di Cuore”, concetto derivante dal pensiero Taoista e bene espresso dall’immagine dinamica del fluire di un fiume che permette, nel suo andare, all’acqua che arriva di prendere il posto dell’acqua appena passata. Il Vuoto di Cuore è perciò la condizione essenziale per una pratica libera da giudizio, pregiudizi e da aspettative. 

Secondo la mia modestissima opinione, avvalorata da tanti anni di lavoro sul campo, ciò che alla fine conta non è tanto ciò che stiamo usando ma con quale predisposizione di Cuore e  di consapevolezza lo stiamo usando.  La sostanziale differenza non risiede nel  La=432 hz o 440 hz ma nell’Intenzione di Cuore, supportata quest’ultima  dalle conoscenze e competenze acquisite con lo studio e la pratica.  Se le nostre credenze o le nostre opinioni ci fanno credere, al di là dei fatti oggettivi, che l’accordatura La=432 Hz  dona alla musica poteri di elevazione spirituale,  di guarigione o di coerenza vibrazionale in chi la ascolta o in chi la somministra,  allora così sarà,  perchè noi manifestiamo ciò in cui crediamo. In tutto questo è di fondamentale importanza esserne consapevoli per non cadere nella trappola di inutili e dannosi  fondamentalismi che porterebbo solo rigidità di pensiero e dove c’è rigidità il libero fluire è compromesso.

Concludo questo articolo con un “suggerimento”  preso in prestito da uno scritto di Bertrand Russel, premio Nobel per la letteratura,  che rispecchia in pieno il mio modo di essere e muovermi nella nella vita: “…In ogni cosa è salutare, di tanto in tanto, mettere un punto interrogativo a ciò che a lungo si era dato per scontato”. 

di Laura Schmidt 

 

Fonte

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