Premio Tenco- la famiglia si dissocia?

L’ambito premio italiano Tenco è diventato troppo commerciale e lontano dalla musica italiana?

La ramificazione nella musica commerciale copia ed incolla americana sta cancellando anche questo?

 

La famiglia Tenco reagisce in questo modo, scrive una testata italiana:

 

Premio Tenco 2019, la famiglia si dissocia: “Un’edizione commerciale”. Il club: “Un malinteso”

Premio Tenco 2019, la famiglia si dissocia: "Un'edizione commerciale". Il club: "Un malinteso"
Vinicio Capossela 

Da Capossela a Cammariere, 28 gli artisti in cartellone dal 15 al 19 ottobre. Ma gli eredi prendono le distanze per “la partecipazione di ospiti che non conoscono il mondo dei cantautori”

Vinicio Capossela, Daniele Silvestri, Manuel Agnelli, Sergio Cammariere sono solo alcuni dei protagonisti dei Premi Tenco 2019 che si terrà al teatro Ariston di Sanremo dal 15 al 19 ottobre. Artisti che da anni rappresentano le migliori voci della canzone d’autore italiana, eppure la famiglia del cantautore cui è intitolata la rassegna giunta alla 43esima edizione ha diffuso una nota in cui, seppur “a malincuore”, prende le distanze e si dissocia dall’organizzazione del Tenco 2019. “L’accostamento del Premio Tenco, anche attraverso il titolo di questa edizione a altri festival musicali che nella maggior parte dei casi hanno interessi commerciali – si legge nella nota – rappresenta uno snaturamento inconcepibile, in contrasto con le ragioni per le quali fu istituito. La partecipazione di artisti ospiti che ‘non conoscono il mondo dei cantautori’, specialmente qualora venissero incaricati di interpretare la sigla di apertura della rassegna, appare come una forma di pubblicità per costoro e fa perdere la storica funzione di riconoscimento culturale per coloro che invece creano canzoni di spessore”.

Sotto accusa anche gli eventi collaterali che secondo la famiglia Tenco “nulla hanno a che fare con il mondo della canzone d’autore, ma sfruttano il nome Tenco per dare risalto a momenti dedicati all’AperiTenco o alla MovidaTenco, trasformando l’importante significato del Premio Tenco in un banale circo-spettacolo in cui tentano di trovare visibilità quelle persone e quelle aziende appartenenti a mondi piuttosto lontani da quello della canzone”. Secondo la famiglia Tenco è “necessario che venga immediatamente ritrovata l’identità culturale che in passato ha contraddistinto il Premio Tenco da tutte le altre manifestazioni musicali”.

Il presidente del Club Tenco, Giovanni Imperatore, si è detto “sorpreso” per la nota. “Ci ha sorpreso anche la tempistica con l’odierna presentazione. Valuteremo come Club queste affermazioni, non vogliamo entrare nel merito. Ricordo che il Club è gestito e condotto da un direttivo di nove persone. Riteniamo che potrebbe essere anche frutto di un equivoco, dovuto alla mancanza di comunicazione tra le parti”.

In serata è arrivata la risposta ufficiale degli organizzatori del Premio. “Siamo estremamente addolorati e negativamente sorpresi dal contenuto e dal tono del comunicato stampa che gli eredi di Luigi Tenco hanno diffuso quest’oggi – si legge nella nota –  Maggiormente sorpresi perché le questioni principali contenute nel comunicato erano già state discusse verbalmente con l’avvocato della famiglia Tenco e, a nostro avviso, sembravano risolte. In particolare le critiche riportate dall’avvocato riguardavano sostanzialmente due aspetti della rassegna di quest’anno. Il primo e più importante riguarda il nome del cantante scelto dalla nostra direzione artistica per cantare la sigla iniziale, l’ormai mitica Lontano, lontano di Luigi Tenco. Il nome è evidentemente quello di Achille Lauro, artista su cui già l’ufficio stampa di Michele Piacentini aveva manifestato il dissenso della famiglia. Dissenso legittimo ma che non poteva assolutamente incidere sulle scelte autonome del direttore artistico e dell’intero direttivo. Inoltre le critiche fatte alludevano anche ad una supposta scelta “commerciale” per la scelta di un nome non formatosi nei tradizionali canali del cantautorato, obiezione totalmente da respingere perché non riconosceva alla Rassegna della canzone d’autore la ormai storica capacità di cogliere la qualità artistica degli artisti invitati indipendentemente da se si siano messi in luce attraverso i canali di nicchia di una certa canzone d’autore o, come in questo caso, attraverso la partecipazione a eventi quali il Festival di Sanremo”.

Quanto alle accuse di commercializzione, gli organizzatori aggiungono: “Basta scorrere il lungo elenco degli artisti e delle personalità culturali che partecipano all’iniziativa e, in primo luogo, lo sforzo culturale ed economico da noi fatto per produrre i due cd, uno dedicato all’opera di Gianni Siviero e l’altro a quella di Piero Ciampi, per rendersi conto di quanto sia infondata e ingenerosa l’accusa di una eccessiva commercializzazione fattaci da questo comunicato”.

Secondo i responsabili del Premio, comunque, l’atteggiamento della famiglia potrebbe essere frutto “di un colossale equivoco, un equivoco che potrebbe anche essere stato generato da una insufficiente informazione da parte nostra nei confronti della famiglia Tenco di cui ci scusiamo”.

Ventotto gli artisti in cartellone al Premio Tenco 2019 assegnato a Gianna Nannini, Pino Donaggio (premio Tenco alla carriera) e Eric Burdon (premio Tenco artista) e Franco Fabbri (Premio Tenco operatore culturale). Le Targhe Tenco vanno a Vinicio Capossela (disco assoluto), Daniele Silvestri, Manuel Agnelli e Rancore (canzone singola), Enzo Gragnaniello (album in dialetto), Alessio lega (interprete di canzoni), Fulminacci (opera prima) e Adorizia (album collettivo a progetto). Il premio ‘I suoni della canzone 2019’ che va a Gaetano Curreri. Sul palco saliranno anche Achille Lauro, Nina Zilli, Levante e Petra Magoni accompagnate dagli Gnu Quartet e poi Ron, Sergio Cammariere, gli Stadio e altri ancora. A condurre le serate, come lo scorso anno, Antonio Silva e Morgan.

2 commenti

  1. Il mondo della musica in Italia ormai è malato terminale, e non saranno certamente talent show o premi o rassegne musicali a guarirlo.
    Basti pensare che le case discografiche quando sanno che sta per uscire un nuovo disco di Vasco Rossi vanno in letargo, non fanno uscire nulla nello stesso periodo…
    Ha sempre avuto ragione Pino Scotto su tutta la linea.

    Piace a 1 persona

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