Joker Soundtrack – Colonna sonora da brivido

Il capolavoro  Joker e la colonna sonora di Hildur Guðnadóttir

 

Brividi per una delle pellicole candidate a miglior film del 2019

 

 

 

Hildur Guðnadóttir ha composto un suono oscuro e piuttosto inquietante per Joker 2019, una colonna sonora che terrorizza semplicemente per la sua atmosfera generale.

Questa è una soundtrack molto chiaramente rivolta allo spirito della pellicola piuttosto che al theme tradizionale. Proprio come il panorama sonoro ormai consolidato, il “tema” è un pezzo solenne, composto da poche note di violoncello tirate fuori e piuttosto meccanicamente. Nonostante la sua semplicità, tuttavia, è difficile negare quanto sia efficace: la musica ti lava con questa sensazione di totale inquietudine.

L’album inizia con Hoyt’s Office, e il tono piuttosto di quasi tutto lo spartito viene stabilito immediatamente con l’arrivo di queste corde oscure, lunatiche e piuttosto deprimenti. La traccia successiva Defeated Clown introduce quindi un altro elemento strumentale piuttosto intrigante nella partitura: questi tamburi profondi, metodici, quasi sgraziati. Il violoncello precedente ritorna quindi con il tema principale e insieme questi due pezzi di orchestra creano un’esperienza musicale di due minuti e mezzo davvero da brivido. La chiave di questo senso di suspense piuttosto magistrale credo sia nella pura semplicità della musica, ed è un elemento che ricorre in tutto il resto dell’album. A seguire Sophie è un ottimo esempio di ciò, aprendosi con la stessa inquietante percussione ma aumentando gradualmente il volume e l’intensità con le corde di supporto, che inizia a spingere la colonna sonora in un territorio più minaccioso, pur mantenendo la semplicità della strumentazione.

La complessità dei suoni minacciosi e a volte deliranti rendono la colonna sonora a dir poco perfetta e calzante al significato intrinseco della pellicola. Da un lato, Guðnadóttir ha creato questo mondo musicale meravigliosamente inquietante per il Joker e in alcuni punti è davvero difficile da ascoltare. La colonna sonora in particolare nell’aspetto “discesa nelle tenebre” del film, quasi sentiamo che la musica stessa sta diventando malvagia nel corso della durata di quaranta minuti dell’album al crescere del dolore del Joker.

È con il successivo (e straordinario spunto) Call Me Joker in cui le cose poi arrivano davvero al culmine, con i tamburi metodici e il violoncello tematico che fanno il loro ultimo approdo alla follia. Le corde frenetiche di prima appaiono brevemente prima del violoncello e le percussioni di accompagnamento prendono interamente il controllo dell’ultimo minuto, questa volta con ottoni drammatici e profondamente cupi per guidare davvero a casa la nuova malvagità della musica prima che l’album finisca.

 

Capolavoro nei suoni e nella visione.

 

Musicaeanima.com

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