Eminem – Music to be Murdered By – la recensione

Eminem  il nuovo disco ‘Music to be Murdered By’

Un mix violento denso di desiderio omicida nelle tracce di un anonimo rap americano

 

 

Tracklist

  1. Premonition (Intro) – 2:53 (Andre Young, Dawaun Parker, J. Alexander, Luis Resto, Marshall Mathers, Mark Batson, Nikki Grier)
  2. Unaccommodating (feat. Young M.A) – 3:36 (Katorah Marrero, Luis Resto, Marshall Mathers, Tim Suby)
  3. You Gon’ Learn (feat. Royce da 5’9″ & White Gold) – 3:54 (Bobby Yewah, C. Connors, D. Shire, Luis Resto, Marshall Mathers, Ryan Montgomery)
  4. Alfred (Interlude) – 0:30 (Andre Brissett, Andre Young, J. Alexander)
  5. Those Kinda Nights (feat. Ed Sheeran) – 2:57 (Adam Byrne, David Doman, Ed Sheeran, Fred Gibson, Luis Resto, Marshall Mathers)
  6. In Too Deep – 3:14
  7. Godzilla (feat. Juice WRLD) – 3:30
  8. Darkness – 5:37
  9. Leaving Heaven (feat. Skylar Grey) – 4:25
  10. Yah Yah (feat. Royce da 5’9″, Black Thought, Q-Tip & Denaun) – 4:46
  11. Stepdad (Intro) – 0:15
  12. Stepdad – 3:33
  13. Marsh – 3:20
  14. Never Love Again – 2:57
  15. Little Engine – 2:57
  16. Lock It Up (feat. Anderson .Paak) – 2:50
  17. Farewell – 4:07
  18. No Regrets (feat. Don Toliver) – 3:20
  19. I Will (feat. KXNG Crooked, Royce da 5’9″ & Joell Ortiz) – 5:03
  20. Alfred (Outro) – 0:39

 

Recensione

Anni fa, quando usciva il nuovo disco di Eminem i rapper fremevano. Sì, rappresentava il “bianco” che ce l’aveva fatta e che raccontava ancora cosa significava vivere nelle grandi città contornati da violenza. Poi dal 2010 qualcosa è cambiato. Dopo essere praticamente scomparso dalle scene, Eminem è riapparso rifatto e in condizioni deliranti. Uscirono una serie di articoli per normalizzare la sua nuova condizione anche musicale. Ma dal 2010 anche i fan più sfegatati avevano capito che c’era qualcosa di strano in lui.

Noi l’abbiamo chiamato con il suo nome: ‘manipolazione Monarch’. Parlare di questo è praticamente vietato, le riviste famose e platinate non sanno nemmeno cosa sia. Roba complottista. Tuttavia chi si dedica a queste pratiche promuove un video come ‘Framed‘. Li andava bene fare a pezzi le persone? Minacciare Trump e famiglia?

Arriviamo oggi a ‘Music to be Murdered By‘. La copertina è un’esaltazione del clone/rifatto/manipolato Monarch- Eminem reso ancora più psicopatico. Sebbene passi in secondo piano, Morire per la Musica è perfetto e calzante per gli artisti che scelgono la strada della vendita ai poteri deviati. Inutile anche dire che la pala, la pistola e il sangue che scorre su sfondo rosso dimostra ancora l’attitudine violenta del ‘nuovo’ Eminem. Infatti si fatica a capire che lui sia veramente l’Eminem antecedente al 2010.

I riferimenti deliranti  nella canzone “Darkness” di sei minuti, ad esempio,  la performance più ambiziosa dell’album, tenta di capire la mente del sicario responsabile della strage di massa del 2017 in un festival musicale di Las Vegas che ha provocato 58 vittime.

Paragonando il romanticismo tossico all’essere “legati insieme come criminali”, “assicurandosi di non tralasciare il veleno che agita lo stomaco”, chiamando il suo amore amante di una “piccola fica”, le strofe parlano ancora di abusi. Che ne è della pigramente assoluta approvazione delle molestie sessuali dello strip club in “Those Kinda Nights”, la collaborazione eccitatissima con Ed Sheeran? Assassini psicotici.  Donne che lavorano negli strip club: vanno bene. Niente, la follia omicida domina questo disco. Normale per chi viene sottoposto a deliranti trattamenti Mk Ultra. Solo pubblicità per chi non mastica affatto queste argomentazioni.

Nel contesto di “Darkness”è la traccia “Unaccomodating”, con il rapper di Brooklyn che respira il fuoco sparato sulle folle come abbiamo accennato nel nostro precedente articolo. In un tale momento di urgenza morale, per quanto confusa, questo disco ha anche l’effetto a catena di rendere più evidentemente scomodi altri frammenti dell’offensiva shock sviluppata dalla trap che punta alla violenza gratuita.

Sì, il nuovo disco di Eminem è violento fin dalla copertina ma affatto edificante, vira verso quello che ama l’èlite musicale ovvero lo sdoganamento di pratiche violente. Sia chiaro, non è una ramanzina o un pulpito questo ma è assurdo che dei testi xenofobi, violenti, che prendono vita dalle stragi di massa siano una normalità.

Musicalmente com’è? Un rap con tastierine di sottofondo, qualche ritornello da ricordare in mezzo a migliaia di frasi sparate rapidissime. Rap 4.0 lo chiamano.

 

Pollice basso.

 

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