Green Day – ‘Father of All…’- la recensione

Dalla compressione candita della chitarra di ‘Dookie’ alla chiarezza di ‘American Idiot’, la produzione top è sempre stata l’arma segreta dei Green Day ma ‘Father  of All…’ è un’altra storia

 

I Green Day 2020 sono diventati anastetizzanti?

 

 

Il trio sembrava rinvigorito, come dei nuovi arrivati ​​affamati che rivendicano la loro pretesa di una band che da un quarto di secolo ha debuttato nella major.Oh Yeah” suona direttamente nelle arene di hockey (non può essere una coincidenza il fatto che il gruppo abbia appena siglato una partnership di due anni con la NHL).

Purtroppo ‘Father of All … ‘ prende davvero vita quando smette di dare il passo alla musica commerciale ed imbarazzante che riempe questo disco. Le uniche tracce salvabili sono “Meet Me On The Roof” e “I Was a Teenage Teenager“. La title track appena sufficiente.

Pensando all’eccezionale ‘American Idiot’ del 2004 del trio  che non si limitò a rinvigorire la sua carriera ma li portò da svalutazioni di un fragile punk-rock degli anni ’90 verso un orizzonte di successo inaspettato, sembra davvero incredibile questo declino. Sedici anni dopo, è ancora sorprendente pensare che i Green Day abbiano in qualche modo registrato uno degli album rock che definiscono l’era di George W. Bush.

I Green Day  tentano di recuperare parte della loro precedente irriverenza in’ Father of All Motherfuckers’, l’album più breve della band in assoluto – cinque minuti in meno di  Smooth- e potrebbe apparire convincente e spensierato. All’inizio, Father of All … è a malapena riconoscibile come un disco dei  Green Day.

L’album mira alla gratificazione istantanea e lo raggiunge in modo così efficiente che non può fare a meno di bruciare velocemente. Il compiacimento immediato è come quello raggiunto da un canzone pop da canticchiare sotto la doccia. La band non ha segreti da condividere; li rivela tutti in anticipo. Ma ci sono cose peggiori di un disco, forse la banalità oppure la produzione volutamente nazional- radio -pop. Come questo disco appunto. Delusione enorme.

 

gd

 

Tracklist

1.  Father Of All…
2. Fire, Ready, Aim
3. Oh Yeah!
4. Meet Me On The Roof
5. I Was A Teenage Teenager
6. Stab You In The Heart
7. Sugar Youth
8. Junkies On A High
9. Take The Money And Crawl
10. Graffitia

 

Band

  • Billie Joe Armstrong – voce, chitarra, pianoforte, armonica (1986-presente)
  • Mike Dirnt – basso, cori (1988-presente), chitarra (1986-1988)
  • Tré Cool – batteria, percussioni, cori (1990-presente)
  • Jason White – chitarra, cori (2012-presente)

 

 

 

Da evitare accuratamente.

 

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