Psychotic Waltz – ‘The God – Shaped Void’- la recensione

‘Devils and Angels ‘ il primo singolo, ci rapiva con la sua straordinaria capacità di evasione oltre i confini ordinari di un genere musicale

‘All the bad men’ il secondo singolo rilasciato per il nuovo album confermava ancora la qualità dei Psychotic Waltz

 

Il disco intero è una grandissima prova di composizione ed emozione 4.0

 

 

Recensione

Negli anni novanta il suono dei Psychotic Waltz era una rarità. Quel disco chiamato ‘Bleending’ era una rivoluzione. Un progressive a tratti oscuro sovrastato da una voce stupenda. Emozioni altalenanti era un disco da ascoltare tutto di un fiato. Oggi sembra che quel filo conduttore sia stato ripreso meravigliosamente dal Valzer Psicotico. Facendo una piccola regressione storica, esattamente negli anni Novanta, il punk era una grande parte della cultura di San Diego. Era il suono più adatto ai club, i negozi di musica indipendenti di genere più spinti e lo stile che suonava la maggior parte delle band di San Diego.

Era la colonna sonora per surfisti e pattinatori in tutta la città – e una città immersa nella cultura dei surfisti ovviamente non rende molto facile la prosperità di una prog band di alto livello come Psychotic Waltz. Non stiamo dicendo che i gruppi prog non siano venuti fuori da San Diego (ci vengono in mente Bastiglia, Catarsi e Cage), ma sicuramente non sono stati abbracciati dalla città che li ha creati. Questo è probabilmente un grande motivo che, nonostante quattro album e un grande seguito europeo, i Psychotic Waltz alla fine svanirono. È stata una perdita per il progressive metal, perché i Psychotic Waltz sono sempre stata una delle band più originali del genere.

Non c’erano altre band là fuori con un cantante come Buddy (e la sua presenza fluida, ma robotica, sul palco); e il prog non era esattamente noto per le sue influenze psichedeliche, le atmosfere lunatiche, il forte songwriting e gli assoli di chitarra melodica soul in un momento in cui tutti volevano emulare il Dream Theater. Ventiquattro anni dopo, il clima musicale è cambiato e il prog si è diversificato.

Ecco perché è così fantastico che i Psychotic Waltz siano tornati dopo oltre due decenni con l’uscita di ‘The God-Shaped Void’, riprendendo proprio dove ‘Bleeding’ era finito. Nel corso dei loro primi quattro album, i Psychotic Waltz stavano lentamente sostituendo le evidenti influenze prog con un approccio più oscuro, più lunatico, più atmosferico e ‘The God-Shaped Void ‘continua quella tendenza spingendo ulteriormente la sensazione lunatica.

Se avete ascoltato una delle canzoni pre-release (“Devils and Angels” e “All the Bad Men“), come vi avevamo già evidenziato, abbiamo una buona idea su cosa aspettarci. ‘The God- Shaped Void’ è composto da tracce costruite sui quadrati riff introdotti per la prima volta in Bleeding, assoli di chitarra mirabolanti, tastiere ed elettronica, percussioni energiche, melodie vocali sognati ed inquietanti. La presenza della malinconia viene presa e gettata via per dare energia alle tracce. La canzone capolavoro è senz’altro ‘While the spiders spin’, terza traccia del lato B. Introdotta da una chitarra acustica sprigiona la sua forza fino a farci canticchiare il ritornello fino allo stremo.

 

La nostalgia può farci dimenticare che i Psychotic Waltz si sono mossi verso un suono più scuro, più atmosferico, sin dalla loro seconda uscita. ‘The God-Shaped Void’ non è un recupero di ‘A Social Grace’ o persino ‘Mosquito’. Ciò che è, tuttavia, è una progressione naturale del suono del valzer psicotico, dove avevamo lasciato ‘Bleeding. Nessuna emulazione ma tanta emozione. Un disco di alta qualità compositiva, pathos e tenacia verso un genere senza un confine ben definito.

 

god 44

Tracklist

01. Devils and Angels
02. Stranded
03. Back to Black
04. All the Bad Men
05. The Fallen
06. While the Spiders
07. Pull the String
08. Demystified
09. Seasons of the Swarm
10. Sisters of the Dawn
11. In the Silence

Band

Dan Rock – guitars & keys
Devon Graves (Buddy)– vocals
Ward Evans – bass
Norman Leggio – drums
Brian McAlpin – guitars

 

Da avere assolutamente.

 

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