Katatonia ‘City Burials’ la recensione

In uscita il nuovo sorprendente disco dei Katatonia

Raffinate armonie lontane dalle origini in ‘City Burials’

 

 

Recensione

Le cose cambiano, per tutti, anche per le band. Se questo potrebbe essere un difetto per molti, per altri rappresenta solo un vantaggio. Come l’evoluzione musicale che fecero i Paradise Lost. I Katatonia 2020 fanno un salto non indifferente e in maniera vincente. I Katatonia erano in prima linea in quell’interessante punto d’incontro tra il doom e gli stili black metal che sono esplosi all’inizio degli anni novanta e da tre decenni rendono la loro musica dark metal unica. Gli svedesi non furono mai puristi, comunque. Si sono trasformati da un’entità black a nuova vita. Sono trascorsi quattro anni da “The Fall of Hearts” del 2016 e l’attesa è valsa la pena dato che il nuovo long player, “City Burials”, offre tutto ciò che i follower di lunga data vorrebbero.

“City Burials” racchiude quella qualità eloquente e distinta che è stata la base dell’essenza dei Katatonia per anni. Le melodie rimangono incredibilmente evocative, eppure i Katatonia non sembrano mai essere in grado di liberarsi di quell’elemento pesante che è legato alle loro ossa. L’album è vincente perché è il suono e la musicalità del disco non ricopia nessuno nel presente e nel passato. L’uscita sembra che sia davvero il prodotto di una band completa perché si basa sui talenti dei membri, tra cui il bassista Niklas Sandin, il batterista Daniel Moilanen e il secondo chitarrista Roger Öjersson. La band è stata formata dal cantante Jonas Renkse e dal chitarrista Anders Nyström nel 1991 che hanno guidato insieme il corso della band. Qui, in “City Burials”, Renkse ha scritto la maggior parte dell’album.

The Winter of Our Passing“, ad esempio, è correttamente guidato dalle abilità percussive di Moilanen. Altrove, “Behind the Blood” mette in mostra con forza le linee di basso potenti e incisive di Sandin, è una delle canzoni con il suono più metal dell’album. Anders Nyström e Roger Öjersson, il lavoro di chitarra rigoglioso e stratificato, costruiscono pareti di suoni scintillanti di tutto “City Burials”, e le loro parti si rincorrono giocosamente l’una sull’altra su “Flicker“. In modo affidabile come sempre, la voce rilassante di Renkse è immediatamente accattivante, sia che stia dolcemente firmando la breve traccia “Lachesis“, al pianoforte, con voci armonizzate di gamma medio-alta o quando sta cantando animatamente le linee vocali, piegando le note sul groovy di “Rein“.

I Katatonia versione 2020 sono praticamente irriconoscibili dalla loro prima forma di trent’anni fa. Gli svedesi non sono più  una band metal ordinaria, in realtà, ma sono sicuramente metallici nello sviluppo di un prog rock unico, emozionante e dark. “City Burials” li mette in mostra nella migliore forma della loro carriera.

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Tracklist

01. Heart Set to Divide
02. Behind the Blood
03. Lacquer
04. Rein
05. The Winter of Our Passing
06. Vanishers
07. City Glaciers
08. Flicker
09. Lachesis
10. Neon Epitaph
11. Untrodden
12. Fighters

 

Un grande e spiazzante ritorno.

 

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