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La caduta degli dei – Mozart – le polemiche continuano

Come mai questo libro di Bianchini e Trombetta continua a suscitare clamore?

 

A distanza di quasi tre anni siamo stati contattati da molti che amano questo libro e da altri che lo detestano

Perchè un testo dovrebbe scatenare così tanto clamore?

 

 

la cadut

La copertina del primo volume

ALCUNE CITAZIONI E RECENSIONI

Abbiamo ricevuto in privato veramente una mole di commenti su quest’opera. Fermo restando che il nostro scopo non  è esaltare o distruggere un determinato scrittore, dall’altra ci è sembrato veramente incredibile il fiume di nozioni ed appunti ricevuti appunto su questo argomento. Addirittura una lettrice, facendosi forte del fatto che avesse versato una piccola quota tramite Paypal, vantata il diritto di avere una nuova recensione capitolo per capitolo.

Ringraziando sempre chi sostiene il nostro operato noi la vediamo così: se un libro o un disco piace va bene ma se non piace, va bene lo stesso. L’accanimento che hanno ricevuto gli autori di questo libro in due volumi dimostra che forse c’è dell’altro. Qualcosa di non raccontato, che spinge le persone a scrivere CONTRO questi stessi autori. Peccato che anche scrivere CONTRO produce l’effetto contrario, può spingere l’impulso di comprare un libro solo per la curiosità suscitata.

Premesso questo ci è stata mandato un PDF a cura di Michele Girardi dove in maniera meticolosa vengono esposti alcuni punti. Lo inseriamo per dimostrare che noi accogliamo sia l’aspetto positivo che quello negativo. Resta il fatto che l’opera è in ogni caso interessante e suscita attenzione. D’altro canto, avvisiamo che tutti i commenti che ci arriveranno contro gli autori ad personam (ovvero per screditare la persona e non l’opera) saranno cestinati.

Il link del PDF https://core.ac.uk/download/pdf/147688312.pdf

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27 commenti

  1. Per la precisione: Michele Girardi è professore associato all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove insegna Drammaturgia Musicale e Storia dei Sistemi Produttivi Musicali. Il PDF che qui avete linkato è la recensione pubblicata da una rivista accademica di prima fascia, organo del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Pavia. Ciò significa che il testo è stato approvato da un comitato di lettura composto da studiosi qualificati secondo la procedura denominata “peer-review”, ordinariamente praticata dalla comunità scientifica internazionale. In nessun modo si può dunque parificare all’opinione (pro o contro) di un appassionato. A qualcuno potrà parere “antidemocratico”, tuttavia — a differenza di quanto avviene nei social media — nel campo degli studi specialistici le opinioni si pesano in base alle qualifiche degli autori e delle sedi di pubblicazione, non già secondo il conteggio dei likes ricevuti.

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  2. E’ stato inserito in quanto rappresenta non solo un’opinione. Benché sia una forbita esposizione, la recensione mostrata, per essere equi con il nostro pubblico, il livore manifestato verso i due “musicologi” (chiamati da lui stesso in maniera quasi dispregiativa) non fa che avvalorare la nostra opinione sopra esposta. La questione centrale della Massoneria relegata in maniera confusionaria ad esempio confondendo “Illuminismo” con ” Illuminati” e nascondendo il fatto che le logge abbiano trafugato, rivenduto nei loro circuiti delle Opere è un dato di fatto, mentre nel testo se ne parla in maniera complottistica e denigratoria. Ad esempio abbiamo la famosa lettera alla commissione musicale del Governo, riportata dal decreto del 1884 di Giuseppe Verdi ove si accusava l’ala massonica Vaticana delle soppressioni della frequenza a 432 Hz, dimostra che tante cose non possono essere solo fantasiose. Riportando la nostra conclusione, questi due libri hanno aperto dei forti dubbi generali e una recensione ben scritta e forbita non basta per contestare. Occorrerebbe che ci fosse un libro che punto per punto controbbatta La caduta del Dei per essere completi. Rimaniamo comunque aperti ad altri soluzioni.

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    1. Anzitutto ringrazio per avere aperto una discussione che auspico salutare. Tuttavia la replica di Musicaeanima, che torna a chiamarmi in causa, non mi soddisfa. Perché contestarmi del livore personale, dal momento che sono gli stessi autori che si definiscono ‘musicologi’? Mi si rimprovera poi di confondere ‘illuminati’ con ‘illuministi’, ma in che maniera? se non sbaglio la loggia in questione contava Goethe fra i suoi membri: un nome così illustre e idee non proprio disprezzabili (mi chiedo se siano davvero note a chi le trova esecrabili) non autorizzano a cogliere in questa organizzazione il peggiore dei mali, tanto più se anche Mozart ne faceva parte (ma anche qui mancano prove certe). Non riesco poi a capire a che pro venga chiamato in causa Verdi, che di massoneria dicono s’intendesse: nella società più o meno segreta esistevano opinioni contrastanti e ali differenti (è piuttosto noto), ma sfuggono le implicazioni di questo riferimento, visto che lo scontro sull’altezza del diapason è una questione seria e articolata su ben altri piani, che riguardano la fisica e implicazioni sociali dell’arte, per quanto so – e sarei lieto, ovviamente, di saperne di più. Peraltro resto fiducioso sulle capacità critiche di un lettore: non intendevo, né potevo redigere un libro per trattare i due volumi di cui si parla (lo scrivo pure), visto che il contributo era destinato a una rivista che mi ha concesso sin troppo spazio (e, detta francamente, i due tomi non alimentano dubbi tali da richiedere una replica più vasta di così). Nulla di personale, infine, semplicemente contesto delle ‘teorie’ che non sono sostenute da dati precisi e coerenti, e che in molteplici circostanze sembrerebbero originate da un malanimo personale dei due autori: è un dovere che svolgo per la la professione che faccio. Peraltro ogni rilievo (e sono tanti) viene argomentato, con citazione delle pagine nei due volumi, né potrebbe essere altrimenti, altrimenti i revisori (“Philomusica online” è una rivista di fascia A, non un pdf) mi avrebbero contestato. Grazie per l’attenzione.

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  3. Premettendo che non ho letto i due volumi su Mozart in questione, ma vedrò di farlo quanto prima, credo che qualunque figura mitizzata non abbia nulla a che vedere con la persona esistita storicamente.
    Mozart genio bambino non è mai esistito, è solo una costruzione fasulla voluta da determinate lobby di potere per scopi che a noi non sono sempre chiari, ma che col passare dei secoli vengono compresi.

    Bisognerebbe innanzitutto cominciare ad accettare il fatto che tutta la storia umana così come ce l’hanno raccontata attraverso protagonisti più o meno discutibili, è falsa.
    E andrebbero altresì ridimensionate tutte le convinzioni riguardo quegli stessi personaggi, smettendo appunto di considerarli “divinità “, miti, e quant’altro.

    Come dice Anatolij Fomenko, ci imbrogliano sulla storia da almeno 400 anni, figuriamoci se non sono capaci di inventarsi un Mozart genio o un Napoleone gran condottiero.

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    1. Ah beh, se allora siamo vittime di imbrogli cosmici è anche inutile argomentare, si è capito il livello: falsi i documenti, falsi le testimonianze, falsa la scienza. Contento lei.

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      1. Rilegga sopra cosa abbiamo scritto “se un libro o un disco piace va bene ma se non piace, va bene lo stesso. L’accanimento che hanno ricevuto gli autori di questo libro in due volumi dimostra che forse c’è dell’altro.” Infatti è tutto un falso in generale come esattamente scovare della buona musica in mezzo ad un oceano di dischi penosi posti primo in classifica.

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  4. Resta il fatto che l’opera è in ogni caso interessante e suscita attenzione». Falso. A quattro anni dalla pubblicazione, le tesi degli autori non hanno avuto alcun impatto nella musicologia nazionale (figuriamoci in quella internazionale). Il gruppo dell’Accademia della Bufala, al cui sito si rimanda in un commento sopra, ha pubblicato una nutrita serie di contestazioni documentate nel merito, quale contributo per quegli eventuali lettori non specialisti, per avvertirli, come azione di igiene pubblica in rete. Per usare termini alla moda, come semplice “debunking”, contro le fake-news. L’incidenza culturale dei due volumi è stata pari a zero, segno che le clamorose novità storiche dichiarate, al vaglio degli specialisti, si sono rivelate per quel che sono: o provocazioni, oppure incompetenza.

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  5. Sarà falso per lei ma visto che ancora dopo anni se parla, visto e considerato il continuum di info, attacchi a questo libro l’attezione è stata suscitata. E per chi vende libri, questo conta eccome.

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    1. @Redazione

      Tra l’altro il fatto che in alcuni siti non si possano ordinare i due volumi la dice lunga, vedrò se riesco attraverso la mia libreria (fisica) di fiducia.

      Quando c’è ostracismo unito ad attacchi ad personam sugli autori anziché sui contenuti significa che si sono toccati dei nervi scoperti, ed è segno che al sistema non piacciono certe “ricerche indipendenti”…

      Non mi stupisce, stanno boicottando persino libri che smontano la narrazione ufficiale della farsa pandemica Covid, uno su tutti quello del Prof. Tarro…

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      1. Se le ricerche indipendenti producono – dopo vent’anni di fatiche sovrumane – perle del tipo “Dresda era il maggior centro di cultura italiana della Germania meridionale”, o la diffusione di balle taboghiane (ormai ampiamente sbugiardate) come quella della “firma” di Mozart sovrapposta a quella abrasa di Luchesi sul manoscritto della “Paris”, a gioielli di “analisi armonica” copiati di sana pianta (errori compresi) da Wikipedia (!), citazioni da altri autori il cui senso viene totalmente distorto rispetto al contesto da cui sono state estrapolate, beh, in tal caso queste “ricerche” condotte davvero in maniera scientificamente esemplare ve le lasciamo più che volentieri, contenti voi…
        P.S. : gli autori sbandierano quotidianamente l’enorme succeso di vendita dei loro volumi e lei grida al complotto perché non riesce ad acquistarli… non le pare un controsenso?

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  6. @ Paolo Congia

    Bene, scriva un libro anche Lei in cui confuta riga per riga le tesi dei due autori con tanto di fonti come hanno fatto loro, rispondere a me dubito serva ad alcunché.

    E non grido a nessun complotto, né mi interesso minimamente a ciò che vantano gli autori, poi quel “contenti voi”… la pregherei di non prendersi confidenze che nessuno le ha concesso.

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    1. Egregio Sig. Enoch,

      1) Gli articoli che contestano i punti da me accennati (e per i quali, se pur in minima parte, ha collaborato anche il sottoscritto) sono già presenti sul web e nel corso di questa discussione qualcuno ne ha gentilmente messo a disposizione i link. Sta a Lei leggerli, sempre che ne abbia voglia e pazienza; 2) è Lei che si è lanciato in difesa delle “ricerche indipendenti” vittime del sistema, io le ho risposto e senza nemmeno generalizzare (penso – e soprattutto spero – che tra i tanti ricercatori indipendenti ce ne sia pur qualcuno che lo faccia in modo onesto); 3) se tutti i Suoi interventi suonano come manifesti del negazionismo e del complottismo – perfino quando si lamenta del fatto che non riesce a reperire i libri in questione – non è certo colpa mia; 4) se Le sono sembrato indiscreto, dando l’impressione di volermi prendere troppa confidenza, Le chiedo umilmente scusa e Le garantisco che non era mia intenzione arrivare a tanto; intendevo solo dire che se questo modo (alquanto dubbio) di fare ricerca soddisfa Lei e chi la pensa come Lei, nessuno può obbligarLa – e obbligarVi – a pensarla diversamente, ci mancherebbe! Con cordialità.

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      1. @Paolo Congia: Gottfried Wilhelm von Leibniz, che fu insieme grande matematico, storiografo della dinastia hannoveriana e filosofo metafisico, diceva “cave a consequentiariis”, vale a dire che comprendeva benissimo la differenza fra un teorema matematico — al quale si richiede soltanto l’interna coerenza formale — e la ricerca storica, la quale fonda le sue ricostruzioni del passato su dati empirici: “monumenta et documenta”. Anatolij Fomenko e seguaci pretendono invece di selezionare i dati empirici a seconda che rientrino o meno in un teorema precostituito. Matematici loro, matematico e storico della domenica anche il compianto Giorgio Taboga, maestro spirituale dei vari Bianchini e Trombetta: sarà una coincidenza?

        Detto alla buona: se i fatti non confermano le ipotesi, peggio per i fatti. “Ci hanno sempre nascosto la verità, e noi finalmente la riveliamo al mondo”. Ma così non si fa cultura, bensì pseudo-scienza. Arrivano poi buoni ultimi i divulgatori e i dilettanti entusiasti come questo “Enoch”, controfigura di un profeta biblico che “non gustò la morte”. Quale modestia spira dalla sua prosa! Semplificando a modo loro la complessità del discorso critico sulla conoscenza, costoro tentano di negare i fatti assieme alle interpretazioni perché secondo loro “non esistono i fatti, ma solo le interpretazioni”. Cioè quelle che piacciono a me, dunque la “mia” verità. Dalla pseudoscienza al delirio solipsistico il passo è breve, sicché su basi razionali non ci sarebbe nulla da rispondere allo pseudo-profeta “Enoch” e a quelli come lui. O meglio: una risposta ci sarebbe, ma la buona educazione impedisce di farne uso in pubblico.

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      2. @Aristarco,

        Ma anche Lei chi è e chi le dà alcuna confidenza? Ma che vuole? Ma chi la cerca? Ma chi se la fila?

        Veda di andare ad infestare il blog del Fatto Quotidiano o di qualche pseudo virologo da social, e porti con lei la sua “buona educazione”, che Lei per me ha la stessa importanza di un moscerino della frutta.

        E per carità non risponda, che non voglio doverla rileggere, il mio tempo è prezioso!

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  7. @Paolo Congia. Noterai che io non mi sono rivolto a “Enoch” ma a te. Questo in applicazione del “principio di Vidal-Naquet”: Si può parlare DEI revisionisti per denunciarne le falsità, ma non si parla COI revisionisti. Questo è il prezzo dell’onestà intellettuale. Lascio poi giudicare a te quali siano le importanti occupazioni di quell’individuo che si sente in obbligo di rispondere con tanta burbanza a chi non l’ha interpellato, né mai lo farebbe perché questo privilegio è riservato agli psichiatri.

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      1. @Musicaeanima, sempre che vogliate pubblicare questo mio intervento, dato che avete cancellato il precedente, reo di aver fatto appena un minuscolo elenco delle ridicolaggini scritte in quei due volumi che voi tanto elogiate. Ma come, vi dichiarate paladini della Verità e appena qualcuno ne evidenzia qualcuna a voi “scomoda” la censurate? Siete quindi paladini di quelle “verità” che portano acqua al mulino della pseudo-musicologia scandalistica che tanto attira il pubblico disinformato e su cui fanno leva anche i due musicologi in questione? A giudicare dal vostro atteggiamento nei confronti miei e di chi ha letto con attenzione i libri di cui si parla rilevandone le enormi pecche, direi proprio di sì. In compenso vedo che vi schierate dalla parte di chi questi volumi li elogia senza averli nemmeno letti. Personalmente non ho niente contro gli autori, non ho interessi occulti in nome dei quali dovrei essere ipercritico nei loro confronti e non ho mai considerato Mozart Dio in terra e intoccabile; ho semplicemente constatato ( leggendoli! ) che sono libri mal scritti, pieni zeppi di errori grossolani di tutti i generi, inaccettabili e fuorvianti dal punto di vista sia scientifico che divulgativo e direi che in questo mi trovo in più che ottima compagnia, in quanto sono dello stesso mio parere anche tantissimi musicologi e musicisti di valore mondiale ma soprattutto seri e professionalmente preparati. Ma evidentemente questi ultimi fanno tutti parte del “sistema” che ha interesse a nascondere, insabbiare, occultare, depistare, schiavizzare e chi più ne ha… Cordiali saluti.

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      2. Noi non ci schieriamo con nessuno anzi aspettiamo con vera impazienza che lei e la vostra accademia pubblichiate un testo in opposizione a questo di Trombetta e Bianchini. Sinceramente i vostri attacchi forbiti e ben scritti poco hanno come forza di fronte a due volumi editi e pubblicati. Resta intesa che lei e il suo amico siete entrati a pie’ pari nei commenti in maniera forte come se deteneste la verità che non avete dimostrato in alcun modo. Anche nelle mail, che non abbiamo pubblicato, qualcuno della vostra accademia si è permesso anche altro. Quando avrete un testo scritto che riga per riga contesti con prove certe quello che affermano gli autori di questo libro, potete sicuramente mostrare le vostre rimostranze ma certamente non questi toni.

        Saluti

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    1. Senti, “Aristarco”, che fai prima citi il mio nickname preceduto da “pseudo- profeta” e poi hai pure il coraggio di scrivere che non è vero?
      Giacché hai citato la categoria degli psichiatri , ecco cercatene uno bravo che hai una personalità di troppo e scrive cose che tu non rammenti….

      Ma vi pagano perfino per venire a scrivere in un blog musicale importunando altri utenti come troll di quart’ordine?
      Ma chi se ne strafrega di Mozart, era una frode punto.

      Ribadisco, vai a farti un giro da Travaglio e Vespa, e mollami.

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  8. Mi sento nuovamente chiamato in causa quando si afferma che «aspettiamo con vera impazienza che lei e la vostra accademia pubblichiate un testo in opposizione a questo di Trombetta e Bianchini». La mia recensione è stata pubblicata in una rivista di fascia A, dunque prima è stata vagliata e discussa, poi approvata:

    http://riviste.paviauniversitypress.it/index.php/phi/article/view/1901/pdf

    Non basta? sono 14 pp. dove cito con precisione una parte degli errori più grossolani, rimandando con esattezza a luoghi dei due voll. Ricordo solo che La caduta degli dei è un volume pubblicato senza alcun controllo della comunità scientifica di riferimento. Un altra recensione-saggio, più consistente, è stata pubblicata dal dott. Mirko Schipilliti, medico e musicista, si legge in linea nel sito degli «Stati generali»

    https://www.glistatigenerali.com/musica-classica_storia-cultura/tutta-la-vera-storia-delle-strampalate-fake-news-contro-w-a-mozart/

    e si può scaricare in pdf:

    Fai clic per accedere a Mozart-Ma-voi-chi-siete-per-dirci-questo.pdf

    Quanto all’idea di schierarsi con qualcuno: basta vedere a quali commenti avete dichiarato il vostro gradimento. Non certo verso Paolo Congia, o verso di me.

    Saluti.

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    1. Gentile Michele Girardi,
      la ringraziamo per il suo commento. L’abbiamo pubblicata perché ci era stata inviata da altri lettori la sua recensione. Inoltre lei è stato educato con i suoi interventi e la ringraziamo per questo. Noi cerchiamo sempre e comunque di essere equilibrati ma questa questione, ha evidenziato che anche lei, nella sua recensione, mostra un astio quasi personale verso gli autori. Infatti li definisce in più parti inadatti. Per quanto riguarda cosa gradisce o non gradisce, avete attaccato un lettore che è semplicemente favorevole alla lettura dei due autori. Inoltre il focus degli interventi, quelli che voi definite a ‘favore’, era il fatto che la storia dei super geni musicali non regge più, la storia ci insegna che sono stati semplicemente scritti da terzi ed accreditati altri esattamente come accade oggi. Abbiamo ad l’esempio di Verdi già citato e tutta la storia dell’Adagio di Albinoni.

      Tuttavia torniamo a quanto scritto, Voi e i due altri che sono intervenuti avete un qualcosa di personale verso Trombetta e Bianchini, come se nessuno potesse avere il diritto di esprimere dei dubbi sull’opera di Mozart. Premesso questo, 14 pagine sono sempre e solo 14 pagine e non un opera in due volumi. Un po’ di onestà intellettuale dovrebbe spingervi e farvi ammettere che sono un po’ blande come controprova.

      Pertanto se volete continuare a sostenere il punto che quello che è dichiarato dagli autori sia tutta una ‘bufala’ dovreste semplicemente portare prove più ampie, ben superiori a 14 pagine.

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  9. Ribadisco: nessun astio personale. Se definisco ‘inadatti’ gli autori è perché quei loro tomi non mostrano le doti che si chiedono normalmente a chi scrive un libro. In altri termini è un giudizio, discutibile quanto vuole, ma riflette l’opinione che mi sono fatta leggendo i primi due voll. in questione, e che ho reso esplicita in una recensione in una rivista più che accreditata. La legga con attenzione maggiore: vedrà che basta e avanza. Quanto alle pp.: quelle del dott. Schipilliti, che scende più in dettaglio (io avevo limiti di spazio) sono 48. Personalmente ero intervenuto una sola volta, prima di oggi, e non ho attaccato il lettore in questione, col quale reputo impossibile e comunque privo d’interesse un dialogo – e basta rileggere il tono che esibisce dal primo all’ultimo messaggio.

    Per ricapitolare: le prove ci sono, almeno su questa questione, e non depongono a favore dei due tomi in questione. Esistono criteri obiettivi per valutare le questioni storiche, anche in chiave disciplinare. Le ho esibite con chiarezza, come qui e in altri siti hanno fatto i colleghi. Non vi chiedo di cambiar parere, ma di esibire altrettanta onestà intellettuale: anche la vostra sui «super geni musicali» è solo un’ipotesi.

    Saluti,

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    1. La salutiamo cordialmente, leggeremo con attenzione le 48 pagine indicate. Grazie in ogni caso per lo scambio culturale musicale, cosa che latita moltissimo in questo periodo storico, e sia a favore che contrario, è spunto per nuove conoscenze.

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      1. @Michele Girardi: Si dovrebbe consigliare a tutti la lettura del bellissimo saggio _Le fonti della conoscenza e dell’ignoranza_ di Karl Popper, pubblicato da Dario Antiseri per Il Mulino. La dottrina della “verità manifesta” e quella della “ignoranza come cospirazione” sono analizzate e criticate con maestria come il prodotto di una visione, da Cartesio al negazionismo postmoderno passando per i totalitarismi del Novecento, in base alla quale la verità apparirebbe di per se stessa nella sua evidenza se i suoi nemici non si dessero da fare per impedirne il trionfo. Il militante fanatico è quello che crede che tutto il mondo sarebbe d’accordo con lui se solo tutti fossero davvero liberi di decidere e non fossero costretti a vedere le cose con le lenti loro imposte da perfidi nemici dell’umanità.
        Per supporre, come fanno i libri di Bianchini e Trombetta, che Mozart abbia firmato come sue parecchie composizioni che aveva comprato o rubato, egli avrebbe dovuto: 1) falsificare i racconti della sua attività così come risultano dal suo carteggio e nelle numerose testimonianze dei contemporanei; 2) falsificare il catalogo autografo delle sue opere; 3) seminare fra le sue carte dei falsi abbozzi allo scopo di farli ritrovare dopo la sua morte e fuorviare i ricercatori futuri. Ci ritroviamo di punto in bianco in uno scenario assai meno credibile di tutte le inverosimiglianze che presume di spiegare. I signori Bianchini e Trombetta prestano il fianco alle stesse critiche che lanciano contro i loro predecessori, tipo quella di aver ampiamente manomesso fonti primarie e secondarie. Di fatto, è la loro metodologia ad essere fallimentare. Per non rendersene conto bisogna aderire con cieca fede ai due principii fondamentali della pseudo-scienza dilettantesca: “tutto ciò che si stampa è un fatto” e “tutto ciò che ha note a piè di pagina è scientifico”. La vita di Mozart è stata sufficientemente significativa e la sua carriera abbastanza esposta all’opinione pubblica in ogni sua fase; quanto basta a far giustizia di qualunque storiografia che non riesca a mettere a fuoco la sua attività compositiva e il suo sviluppo.
        Naturalmente, Mozart ebbe in vita ammiratori e detrattori, ma affermare che fosse un compositore sopravvalutato e incompetente e un pianista mediocre abbandonato dal pubblico viennese è semplicemente ridicolo. Per dirla con Cliff Eisen, professore di Oxford e revisore dei _Mozart Dokumente_ di O.E. Deutsch: “Non dimentichiamoci che durante quel decennio fu il secondo compositore per numero di opere commissionate, e che ottenne incarichi sia a corte sia presso la cattedrale di Santo Stefano”. La sua reputazione stellare è stata inventata dall’industria cinematografica nazista degli anni 1940? Per sostenere un’affermazione tanto eccentrica, i signori Bianchini e Trombetta devono negare l’autenticità di una lunga serie di necrologi apparsi sulla stampa internazionale subito dopo la scomparsa di Mozart. Così dedicano interi capitoli alla teoria opportunistica secondo cui ogni giornalista sarebbe solo un lecchino corrotto. Ciò vale anche per quei giornalisti che sui quotidiani italiani stanno oggi strombettando le loro pretese?
        Ultimo, ma primo in ordine d’importanza: la radicale cecità di Bianchini e Trombetta nei confronti delle prove storiche è pari solo alla loro sordità in campo musicale. Al di là della presuntuosa “rivelazione” con cui affermano che un quarto di tono è un intervallo praticamente impercettibile per l’orecchio umano (per l’orecchio di chi? forse per quello di Bianchini e Trombetta), i loro scarsi tentativi di analisi musicale non si spingono oltre il manuale di armonia elementare (ricerca di ottave e quinte parallele). Nel loro scavo sul “vero Mozart”, semplicemente trascurano la sua musica oppure la descrivono solo in termini denigratori quali “plagio”, “incompetenza”, “non è un capolavoro”, “non può essere sua” e via di questo passo. Si aggiungano parecchi flagranti strafalcioni nell’interpretare espressioni tedesche, inglesi e perfino dell’italiano poetico e antico, oltre che in storia generale e geografia. Si vantano di riscrivere la storia della musica. Benissimo. Ma prima di arrivare a tanto, dovrebbero studiarne un po’.

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  10. Invitiamo tutti i lettori e chi è intervenuto in questo contesto a mantenere toni diversi, allontanandovi dalle accuse a livello personale. La situazione ci pare chiara, postate solo ed esclusivamente fonti da accertare per sostenere le vostre tesi. Tutti gli altri messaggi verranno da adesso in poi cancellati.

    La redazione

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