I Maxwell Ranch tapes

Cosa sono i Maxwell Ranch Tapes?

Come possono legare delle band apparentemente lontane tra loro come i Metallica e i Faith No More?

 

L’origine dei Maxwell

Jim Martin fondatore e chitarrista dei Faith No More, ritirato a vita privata, ha sempre parlato poco. Tuttavia il suo modo di raccontare le cose ai giornalisti ogni volta riesce a scatenare curiosità su molti fronti. Aneddoti, storie nascoste, retroscena dei concerti passati fanno da sfondo a delle rivelazioni fatte al caporedattore londinese Joel Mclver.

 

jimmm

Jim Martin ai tempi dei Faith No More e a destra oggi

 

Racconta i suoi esordi così:

“Ho iniziato a suonare la chitarra elettrica verso il 1974 e volevo trovare altri musicisti per suonare qualcosa”. ” A un falò ho preso contatti con un cantante e un chitarrista che facevano le cover dei Rolling Stones e abbiamo parlato di formare una band. Il mio vicino di casa suonava la batteria e così l’abbiamo coinvolto. Abbiamo preso un bassista che poi ha lasciato perdere e ci ha raccomandato un amico da prendere al suo posto. Si chiamava Cliff Burton”.

“Abbiamo fatto qualche concorso per gruppi emergenti….”. Martin racconta di Cliff Burton: ” era un personaggio stravagante che si manifestava nei modi più bizzarri. Guidava una Volkswagen verde chiamata  la cavalletta e i suoi gusti musicali spaziavano da Bach e Beethoveen al rock in tutte le sue forme”.

Jim Martin iniziò a suonare con Cliff Burton prima della nascita dei Metallica e dei Faith No More. Continua per raccontarvi come nacquero alcune canzoni famose nate nei Maxwell Ranch Tapes.

 

  Una session incredibile contenente delle tracce sparse dei Metallica e dei Faith No More!

 

 

Continua…

 

Musicaeanima.com

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

Fonte citata: John Mclver Justice for All

 

 

Annunci

The Last Sighs Of The Wind – We Are Trees- il post rock perfetto

The Last Sighs of the Wind  – We are Trees è il post rock ambient perfetto

An absolutely Magnificent & Relaxing Instrumental Musical-Journey of an Experience ~ è la definizione giusta per questo platter

 

 

 

 

Provenienti dalla Bielorussia, Mogilev, i ragazzi creano un disco davvero emozionante solo al primo ascolto. Distese di neve appena caduta, acqua e scogliere, boschi incontaminati su orizzonti di maestose montagne sono evocati nei titoli delle canzoni ma anche nell’immaginazione che fanno emergere ascoltando queste tracce.

‘We Are Trees’ è un album emozionante e provocante in pochi termini. Un disco nemmeno complesso ma un viaggio di un post rock tutto da esplorare. ‘We Are Trees’ è incredibilmente stratificato, complesso e dinamico. Scrivere dei dischi strumentali non è per tutti. Eppure qui si salta e sembra quasi che i membri della band suonino da tanto tempo in mezzo ad un bosco innevato o su una cima di una montagna tanta è l’inspirazione di queste tracce. Non c’è un solo passo falso e si ascolta tutto di un fiato.

 

 

 

 


 

Tracklist

01. Your Wave Caresses Me 00:00

02. Anxiety 04:48

03. Despair 08:35

04. The Return Of Thunder 13:47

05. New Horizons 19:53

06. Bird’s Song 24:49

07. Euphoria 28:55

08. Phobia 33:24

09. Vanity 37:50

10. The Frozen Moment 44:36

 

Band

Oleg – chitarra
Eugene – basso
George – chitarra
Janis – batteria

 

Buon ascolto!

 

Musicaeanima.com

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

 

Vesta – rock italiano spaziale

Vesta – finalmente un disco italiano che suona innovativo!

 

La musica dei Vesta rappresenta un viaggio infinito pieno di passione e sentimento musicale

 

 

 

Tracklist


1. Signals
2. Resonance
3. Constellations
4. Ethereal
5. Nebulae
6. Aurora, Pt.1
7. Aurora, Pt.2

Un disco che va gustato intero e non come delle canzoncine da radio riempono i solchi di questo platter. Una sorta di viaggio verso un mondo di un rock che sa di chitarre e una sensazione che qualcosa stia per esplodere. I riff ci ricordano vagamente i Neurosis più morbidi ma il risultato è emozionante. Sappiamo pochissimo della band ma le loro coordinate potranno piacere anche a chi ama le atmosfere dei Pink Floyd più sognanti e spaziali. Poche parole, molto bello!

 

Buon ascolto!

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

 

Mekong Delta – Interludium -Begging for Mercy

A dimostrazione di quanto sia senza confine la musica nella sua essenza piu’ profonda, non possiamo non citare la band dei Mekong Delta

La musica classica del cinema poteva essere unita alle chitarre elettriche?

La band progetto che nacque per rimanere segreta è in effetti semisconosciuta. Tuttavia “Interludium (Begging for Mercy)” è una traccia strumentale che dopo un’ introduzione in chitarra acustica si carica di livelli crescenti di complessità in diversi stili. Il brano sembra uscito dal tema del film “Reanimator” di Stuart Gordon nel 1985, con le sue influenze Hitchcockiane alla “Psycho”, solo riarrangiato in chiave Thrash Metal. Un incrocio di due stili che rendono il pezzo inquietante quanto un racconto di Lovecraft. Non a caso i Mekong Delta dedicano l’album che lo contiene proprio al grande scrittore del Rhode Island, intitolandolo “The Music of Erich Zann”.

 

 

Buon ascolto !

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

Ekoplex – It’s Alive- Shamanic power music dance a 432 Hz

La musica shamanica ha un grande potere sulla coscienza e gli Ekoplex la sfruttano con grande intuito

I semisconosciuti Ekoplex creano un disco incredibile, con l’utilizzo di strumenti particolari come sitar, tamburi, didgeridoo uniti a ritmi dance e bassi pulsanti sintonizzati a 432 Hz

Il risultato è questo incredibile mix di suoni che sconfinano nella ritualità shamanica con suoni moderni. Una power music dance fusion che ha davvero poco da spartire con la commercialità, un salto nell’iptonico e nella psichedelia pura.

 

 

 

 

Dichiara Ray Vincentt:

Questo album è stato registrato il 4 maggio 2013 e presenta The Root, uno strumento progettato e realizzato da Ray Vincent. (Ekoplex è Ray Vincent)
Le basi musicali si combinano con canzoni nuove e remixate per creare qualcosa di nuovo e speciale. Questo album è sintonizzato con i  432 hz in continuazione dell’ultimo album.

(Alla scoperta del mondo antico)
Pe il nostro cambiamento di coscienza.

Pagina ufficiale band: https://ekoplex.bandcamp.com/

 

Buon ascolto!

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

Days of the New – Emozioni in Musica

Capolavori tenuti seminascosti al mondo, dove vivono emozioni vere, musica semplice eppur stupenda

Questo è il caso dei DAYS OF THE NEW, la band capitanata da Travis Meeks

 

Il ragazzo, giovanissimo, ebbe una vita travagliata e stavolta non è un modo di dire. Abbandonato quattordicenne, si porta dietro una chitarra acustica e inizia a scrivere il suo dolore ma anche le sue speranze. Ed ecco il suo progetto tramutato in musica con i DAYS OF THE NEW nato nel 1995. I dischi pubblicati, tre, hanno il titolo identico e anche la copertina. Cambia lo sfondo e il colore.

Infatti, la discografia la troverete così:

  • Days of the New ( Orange or Yellow album)  anno  1997;
  • Days of the New ( the Green album or Days of the New II)   anno 1999;
  • Days of the New (the Red album or Days of the New III)  anno 2001;

La musica è innanzitutto acustica con la batteria e il basso come fu esattamente per lo splendido Jar of Flies degli Alice in Chains. C’e’ intensità elevata in tutte le canzoni dove si respirano un’aria southern, tramonti sconfinati e dolori da estirpare. Travis canta in maniera incredibile, delicata e soffusa, una via perfetta tra il migliore Layne Thomas Staley degli Alice in Chains e a tratti, nei registri più bassi, Jim Morrison!

Ascoltando pezzi quali “Solitude”, “What’s Left For Me?”, “Face Of The Earth” o “Whimsical” si rimane emozionati davvero. I pezzi sono contenuti nel disco Yellow del 1997.

 

 

I dischi sono stati premiati negli States con il Platinum nel 1997 e il Gold nel 1999.

 

 

 

 

Procuratevi una copia, meritano davvero di essere presenti nella vostra collezione!

 

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

Sinistro – Sangue Càssia

Una musica dannatamente drammatica, una decadenza del raffinato fa da sfondo a questa band proveniente dal Portogallo

 

 

Il singolo con la cover dei Paradise Lost

 

Un post doom elegante, con la voce emergente di Patricia Andrade e delle atmosfere distese su un velo in bilico tra epicità e speranza.

 

patriciaAndradeThumb

Patricia Andrade

 

sinistro

Il cd in uscita

 

Tracklist

  1. Cosmos Controle
  2. Lotus
  3. Petalas
  4. Vento Sul
  5. Abismo
  6. Nuvem
  7. Gardenia
  8. Cravo Carne

 

 

 

Buon ascolto!

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

 

Myrkur – “Mareridt“ -oltre le aspettative

E’ questo il disco più innovativo del 2017?

Apriamo il 2018 con il platter più pazzesco che ci sia capitato per il molteplice turbinio di sensazioni suscitato!

myr1

La copertina del disco Myrkur Mareridt

 

Quando capitano sotto mano dei dischi di questo genere, non possiamo altro che pensare che c’e’ ancora innovazione e passione nella Musica. Un incredibile viaggio sonoro accompagnati da una voce pazzesca, ci portano per mano in luoghi magici fino a farci passare i brividi lungo la schiena. Come se fossimo stati abbandonati in una foresta incantanta Amelie Bruun canta e grida la sua speranza ma anche il suo dolore.

 

myr 2

La cantante e strumentista Amelie Bruun

 

Il disco è un ponte tra generi diversi. Le prime reminescenze che ci sono venuti in mente sono i primi The Gathering, con sonorita’ alla Sólstafir toccando cori pop, folk, incredibili fusioni con archi  e tastiere, sfiorando dei momenti  sulfurei e disperati. Una Musica senza etichetta eppure vincente davvero.

Qualcuno l’ha catalogato come un black metal commerciale ma non è nulla di tutto ciò. La bella danese mischia infatti sfondi sonori da remiscenze dal metal estremo, tanto che la one band è stata recensita da riviste del settore. Lei ci ricorda vagamente una wicca, una strega dei boschi dedita alla magia. La sensazione a volte è quella suscitata dalle atmosfere dei film horror ma magicamente trasformate in qualcosa di bello e positivo. Forse è anche difficile da spiegare la dualità di questo disco.

Ovviamente la bocciatura è stata dietro l’angolo  da parte di riviste specializzate metal, avendo valutato questo disco solo da punto di vista metallico ed estremo mentre il progetto è veramente bello ed emozionante. Mareridt incarna cosa potrebbe essere la musica estrema che tocca il pop, passando per il folk e questo ovviamente non piace ai puristi. Le chitarre ripetitive utilizzate per fare da muro per la voce di Amelie non potevano essere altrimenti semplicemente perchè il colore del timbro della cantante avrebbe riempito le nostre orecchie in maniera stupenda.

 

 

 

 

Tracklist

  1. Ravnens Banner
  2. Frosne Vind
  3. Må Du Brænde I Helved
  4. Latvian Fegurð
  5. Dybt I Skoven
  6. Nattens Barn
  7. Ulvesangen

 

Band

Amelie Bruun tutte le composizioni e gli strumenti

 

 

Un disco molto bello senza altri termini!

 

Buon ascolto!

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

 

 

 

 

Metallica – Mozart (Symphony No. 40 – MOZART HEROES- Metallica “Enter Sandman” Classic

Musicisti che amano la musica a 360°ed eseguono dei classici dell’hard rock e metal

 

I Mozart Heroes in una incredibile cover di una canzone storica dei Metallica eseguita con strumenti classici

 

 

 

 

 

Buon ascolto!

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

Errore n.2 da evitare per i nuovi artisti: come presentarsi

Quali sono gli errori più comuni quando si cerca un produttore o una label? Cosa accade quando ci si presenta anche  ad una rivista specializzata o ad un blog come Musicaeanima?

 

Facciamo riferimento al nostro primo articolo: la musica vera significa passione, fatica, impegno, studio e non certo arrivismo e conoscenze all’italiana. Quando si è pronti con il materiale, dopo averlo “protetto” come indicato nel nostro articolo, molte band commettono degli errori banali.

Premesso che non siamo una label, ma veniamo contattati da molti che vogliono proporci del materiale. Noi lo facciamo volentieri ma a volte occorre un pò di buon senso.

Riporta una rivista specializzata:

Molte etichette discografiche,  basandosi su un approccio concreto e veloce al tempo stesso, in linea con la modernità, valutano unicamente prodotti già finiti, cioè registrati in studio: almeno tre o quattro canzoni mixati e masterizzati, la cui resa sonora rispetti standard di qualità perlomeno buoni. Ecco, quindi, che una band che vuole proporsi a una casa discografica può tentare un approccio (solo dopo avere registrato i brani) inviando una mail che contenga un link per scaricare i pezzi o per ascoltarli in streaming (è preferibile non allegare i file, che sono piuttosto pesanti).

Sempre utili, in fase di presentazione, sono le foto degli artisti, unitamente con alcune note biografiche e tutte le informazioni che si ritiene possano essere utili. In questo modo, l’etichetta discografica avrà tutti gli elementi per valutare e fornire un giudizio sulla base di criteri certi e affidabili. 

 

Tuttavia non andrebbero inviati:

1- filmati di You Tube inascoltabili;

2- video amatoriali con un sonoro pessimo;

3-una biografia  eccessivamente stringata (troppo corta non ci fa capire nulla sulla vostra identità);

4- le foto della band quelle dell’ultima festa di compleanno a casa vostra;

5- Il nome della band indefinito con  il logo illeggibile;

6-demo con tracce non finite;

7- riferimenti su come e dove contattarvi non funzionanti o non più validi;

 

Accertarsi che il vostro materiale sia interessante è la cosa più difficile. La tecnica ora è a livelli veramente avanzati come lo è la produzione di suoni. Mandare dei dischi con errori di timing, sbagli o stecche sugli assoli rendono il vostro lavoro molto poco professionale.