La felicità musicale in poche tracce

La formula che stabilisce quale canzone pop ha l’effetto più efficace sull’umore esiste?

 

La scienza dice di sì!

 

La musica ha attinenze matematiche, questo si lo sapevamo ma il professor Jacob Jolij dell’università di Groningen sostiene di aver messo a punto la formula che stabilisce quale canzone pop ha l’effetto più efficace sull’umore e innesca un’immediata voglia di buttarsi in pista.(!!)

L’equazione mette insieme non solo il tempo, ma anche la chiave musicale e il testo, incoronando “Don’t Stop me now” dei Queen come il pezzo che nell’ultimo mezzo secolo ha generato più benessere tra i suoi ascoltatori. Passando in rassegna i successi delle ultime 5 decadi Jolij ha stilato una vera e propria classifica che comprende gli Abba, i Beach Boys e Gloria Gaynor. Ecco la top ten:

1)”Don’t stop me now” QUEEN

2) “Dancing Queen” ABBA

3) “Good Vibration” THE BEACH BOYS

4) “Uptown girl” BILLIE JOEL

5) “Eye of a tiger”SURVIVOR

6) “I’m a believer” THE MONKEES

7) “Girl just wanna have fun”CINDY LAUPER

8) “Livin’on a prayer” BON JOVI

9) “I will survive” GLORIA GAYNOR

10) “Walkin sunshine” KATRINA E THE WAVES

Premesso che queste classifiche alla fine siano prettamente un fatto personale dal momento che una canzone a distanza di anni potrebbe farci l’effetto contrario .

La cosa che ci interessa sempre quando leggiamo una classifica è la possibilita’ di conoscere nomi delle tracce  “del quale non ricordiamo il titolo“.

 

 

 

Resta il merito a questo professore di aver provato a mettere su carta “LA FORMULA DELLA FELICITA’ MUSICALE”.

 

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I Mantra e i suoni: come funzionano sul nostro cervello – Parte III

Le ricerche internazionali cosa ci dicono circa l’effetto del suono sulla nostra parte “meccanica” del cervello?

Le vibrazioni come agiscono realmente fisicamente sul nostro corpo?

Musicaeanima ha raccolto degli articoli che ne parlano

 

Ascoltare col corpo per espandere la dimensione dell’udito. Uno strumento essenziale per l’evoluzione

E’ stata recentemente scoperta la “prospettiva uditiva“, un modo di percezione dei suoni che può essere paragonato alla scoperta della prospettiva tridimensionale durante il Rinascimento.
Sandra Seagal, una psichiatra di Los Angeles, ha scoperto che questa differente modalità di ascolto può essere acquisita imparando a ricevere le vibrazioni sonore con l’intero corpo.

“Si ascolta con l’intero strumento umano come se fosse suonato dai suoni che gli giungono. E’ come essere una particella nella nuova fisica. Ti senti risuonare come un punto focale in un campo di relazioni molto più vasto.”

Seagal considera la prospettiva uditiva come “uno strumento essenziale per l’evoluzione”.
Ha il potenziale per facilitare la comprensione e l’armonia tra sposi, genitori e figli, insegnanti e studenti, supervisori ed impiegati e anche tra i leader delle nazioni.
Le affermazioni della Seagal sono state confermate sia nella sua pratica privata di psicologa sia in vari casi di consulenze per scuole e aziende.
Le ipotesi della Seagal sono state verificate analizzando i dati emersi dalle persone da lei sottoposte ad apprendimento della nuova tecnica dopo essere state sottoposte ad analisi elettronica della voce.
La prospettiva uditiva rende l’individuo in grado di sentire/ascoltare le altre persone così come sono, indipendentemente da quello che ci dicono. “Le nostre funzioni mentali, emozionali e sensoriali sono codificati nella voce in modo determinato proprio come lo sono le informazioni genetiche nei nostri geni.”
Ogni individuo, secondo la secondo la Seagal, è centrato in una delle tre seguenti funzioni basilari della personalità.

Gli individui con un centro emotivo dominante vedono il mondo valutando le loro relazioni personali. Gli individui con una sfera mentale dominante percepiscono il mondo attraverso le informazioni e le idee che considerano più valide.

Gli individui centrati sulle loro sfere sensoriali, meno comuni nell’Occidente, sono molti  in Oriente. Essi percepiscono il mondo biologicamente attraverso la “saggezza del corpo”. Essi sono i tipi caratteriali più accomodanti e meno inclini a voler cambiare il mondo. Secondo Seagal, ognuna di queste funzioni caratteriali sono almeno dormienti se non attive in ognuno. Sono poche le persone che hanno pienamente integrato le loro funzioni. Questa integrazione fa parte del dovere evolutivo dell’individuo. L’aspetto meno evidente, ha detto Seagal, è normalmente quello cruciale per il proprio senso di ciò che è significativo ed appagante. Essenzialmente, ha detto Seagal, il disegno sottostante è immutabile quanto l’eredità genetica. “La costituzione di base può essere modulata, ma i tentativi di ristrutturarlo sono una violazione dell’integrità personale. L’equilibrio, la completezza può essere nutrita come può essere storpiata. Non puo’ essere ricostituita. Ogni funzione caratteriale vibra all’interno di un particolare suono o raggio di frequenze. La gente puo’ essere istruita per sentire le differenti risonanze nelle voci di altre persone mentre le ascoltano.
La vibrazione di frequenza alta, mentale, risuona in cima alla testa.
La vibrazione di frequenza media, emozionale, è tracciabile sulla fronte.
La frequenza di vibrazione bassa è sentita in mezzo agli occhi e sulle tempie.

Quando istruisce la gente a sentire queste frequenze, Segal utilizza musica rappresentativa: Paganini (mentale), Chopin e Beethoven (emozionale), Mozart e Bach (sensoriale). Gli apprendisti ascoltano in uno stato di consapevolezza vasta.: gli occhi non competamente a fuoco ma allo stesso ternpo consci della periferia mentre l’attenzione è centrata su di un punto sopra la testa.

 

Il dna diventa musica

 

Si tratta di sinfonie musicali ottenute ricopiando le sequenze delle quattro unità chimiche che formano la molecola del DNA, spiega David Deamer, biofisico dell’Università di Davis, il primo a tradurre i geni in musica.

Ogni unità di Dna rappresenta un’aria musicale autonoma, aggiunge Susan Alexander, compositrice e docente di musica alla California State University, proprio come nelle Quattro Stagioni di Vivaldi o nella Nona sinfonia di Beethoven. La molecola che determina le caratteristiche genetiche di ciascun individuo varia da persona a persona e le sinfonie sono perciò infinite, dato che la configurazione delle quattro componenti chimiche è sempre diversa. Alcuni individui hanno un Dna musicale noioso, lento e ripetitivo, continua Deamer, altri invece possono suggerire musiche simili al jazz, altri al blues, le possibilità sono davvero infinite.
In America è già iniziata la corsa alla scoperta dei propri geni in musica, basta andare in un laboratorio medico, farsi determinare la struttura del proprio Dna e affidare i risultati a un compositore. Deamer dice che gli americani vanno pazzi per questa nuova esperienza di poter finalmente dire: “Questa è proprio la mia musica!”.

 

Fonte

Fonte 2

La musica Reiki funziona veramente?

Il 432 Hz e la musica definita Reiki funzionano davvero sul nostro corpo?

Musicaeanima ha raccolto una serie di opinioni ed articoli su questo argomento

 

Scrive un sito dedito al Reiki:

Per la pratica del Reiki si utilizza volentieri una musica di sottofondo, meglio se poco invasiva e molto rilassante. In commercio troviamo CD con l’etichetta di “musica Reiki“, confezionati appositamente per chi vuole accompagnare con musica le proprie sessioni Reiki.

Si tratta generalmente di musiche ambient, suoni della natura, pattern elettronici rilassanti o pezzi di world music molto leggera, suonati con strumenti come l’arpa, lo xilofono, la tastiera o altri strumenti a corde.

Questo tipo di musica in definitiva può servire a promuovere lo stato di relax, ecco infatti il nesso tra musica reiki e relax.

Musica Reiki: benefici

L’attività cerebrale, di tipo elettrochimico, può essere misurata calcolando la frequenza delle onde elettromagnetiche, che varia all’incirca dai 35 agli o,1 Hz.

Diversi fattori incidono sulla frequenza delle onde, alla quale corrispondono specifici stati di coscienza. Così le onde con frequenza 13  – 30 Hz si dicono Beta, e caratterizzano la nostra coscienza di veglia in stato di stress o iperattività. Sul versante opposto ci sono le onde Delta, che ritroviamo nel sonno senza sogni e nel rilassamento meditativo.

Perchè parliamo di onde elettromagnetiche in rapporto alla musica? Perchè diversi studi hanno dimostrato come alcune musiche abbiano il potere di calmarci e rilassarci, abbassando la frequenza delle onde e facendoci sperimentare uno stato di agio e distensione.

La musica Reiki è veramente un’ottima scelta se cerchiamo suoni piacevoli, blandi, rilassanti, senza parti vocali, dove le melodie e le armonie siano pacate e dolci.

La musica Reiki può essere utile sia come sottofondo ai nostri trattamenti (autotrattamento o trattamento ad amici e clienti), che durante le normali attività della vita quotidiana, magari da tenere a basso volume per dare maggior atmosfera ad un ambiente.

Musica Reiki, rilassamento e benessere

 

la musica reiki e la sua utilità

 

 

Si è detto molto sul ruolo della musica per il benessere ed il relax. Se c’è una ricaduta positiva della musica Reiki sul nostro benessere, è sicuramente legata al contesto del massaggio, il cui effetto può essere potenziato creando la giusta atmosfera di armonia, accoglienza e relax.

Dove trovare buona musica Reiki?

Diciamolo subito: non c’è un vero e proprio genere di “musica Reiki”, anche se nei negozi troviamo diversi CD con questo nome o nomi affini.

Piuttosto, si prestano benissimo al Reiki gli ascolti di musica celtica, chakra music, alcuna musica giapponese minimal tradizionale e più in generale di suoni della natura e musiche d’atmosfera, poco invasive e con ritmi pacati.

La musica Reiki è disponibile su molti siti web in free download, può essere ascoltata online su youtube oppure acquistata in negozi di musica (online ed offline) o di prodotti e libri spirituali.

Non mancano artisti che dedicano parte della loro produzione musicale al Reiki o alle musiche per il rilassamento. E’ il caso, ad esempio, del tedesco Deuter, oppure di Aeoliah.

 

Continua…

 

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I Mantra e i suoni: come funzionano sul nostro cervello Parte II

Le ricerche internazionali cosa ci dicono circa l’effetto del suono sulla nostra parte “meccanica” del cervello?

Le vibrazioni come agiscono realmente fisicamente sul nostro corpo?

Musicaeanima ha raccolto degli articoli che ne parlano

Come funziona il nostro meraviglioso corpo umano

 

Musica, Cervello ed Emisferi

Una varietà di studi recenti si sono focalizzati sulla neurologia della musica, del rumore, della parola e sulle soglie dell’udito.
Dei ricercatori di Parigi hanno dimostrato che le note e le scale musicali vengono mediati primariamente dall’emisfero sinistro e la melodia dal destro. Studiando 22 soggetti destri, i ricercatori hanno trovato una significativa attività elettrica nell’emisfero destro in risposta a una melodia di Chopin. D’altra parte, una nota monotona ripetuta e una scala maggiore, producevano una maggiore attivazione dell’emisfero sinistro. La predicibilità delle note e delle scale, dicono gli autori, potrebbe coinvolgere la capacità dell’emisfero sinistro di capire le strutture, mentre la melodia potrebbe richiedere un processo integrativo e funzioni associative più complesse.

 

Il parlare automatico

Canticchiare una melodia a bocca chiusa non è solamente un atto del cervello destro, secondo alcuni ricercatori svedesi. In ogni caso canticchiare il tema di una rima infantile familiare richiede aiuto da parte dell’emisfero sinistro, forse per organizzare la memoria.
Il parlare automatico, la ripetizione continua dei giorni della settimana richiede sia la mediazione dell’emisfero sinistro per il controllo della bocca che la mediazione dell’emisfero destro per il controllo della laringe.
Apparentemente l’emisfero destro risponde anche ad informazioni che arrivano attraverso le orecchie e altri sensi. Sembra che i due emisferi partecipino in modo eguale nell’attivazione motoria prima del canticchiare a bocca chiusa o del parlare automatico.
Quando i soggetti ripetevano i giorni della settimana, il flusso di sangue nell’emisfero destro aumentava in modo significativo. Durante il canticchiare a bocca chiusa non si notava alcuna differenza nel flusso del sangue.

 

Riconoscimento della voce

Due ricercatori dell’UCLA riferiscono che il riconoscimento di una voce familiare attiva di più l’emisfero destro, mentre il distinguere tra due voci non familiari impegna il sinistro. Questo risultato sfida l’ipotesi, molto diffusa tra gli psicologici, che il riconoscimento e la discriminazione della voce siano compiti dello stesso meccanismo cognitivo. Riconoscere una voce familiare è un atto olistico, un accoppiare delle caratteristiche vocali uniche ad un nome o a una persona.
Questa funzione gestaltica viene, apparentemente, espletata maggiormente dal cervello destro. Ma l’ascoltare diverse voci non familiari ci richiede di discriminare tra accenti, nasalità e altre caratteristiche. Questo sembra richiedere le capacità analitiche dell’emisfero sinistro.

 

Cantare mentalmente stimola l’evoluzione del cervello

Due patologi di New York suggeriscono che canticchiare a bocca chiusa e cantare ripuliscono il cervello stimolandone il ‘drenaggio’.
Gridare e parlare a voce alta probabilmente servono allo stesso scopo. Karel Jindrak e sua figlia, Heda Jindrak, dell’ospedale metodista di Brooklyn hanno proposto che il canticchiare a bocca chiusa, cantare e altre vocalizzazioni ad alta voce stimolino l’equivalente di un sistema linfatico del cervello. Le vibrazioni della laringe e l’aria nel tratto vocale sono trasmesse parzialmente nel cranio, massaggiando, così, il cervello. Questo massaggio permette un maggior flusso di liquido cerebrospinale attraverso il cervello e aiuta a rimuovere materiale di scarto.

Gli Jindrak dicono che la loro teoria ha delle implicazioni per l’evoluzione: i CroMagnon potrebbero aver prevalso sui Neanderthal perché i loro cervelli potevano essere ripuliti. Le vibrazioni della laringe erano troppo deboli e di frequenza troppo bassa per poter portare in risonanza le massicce ossa craniche dei Neanderthal.
Gli Jindrak fanno notare che cantare è universale, negli esseri umani, quanto il parlare o la religione, eppure altri primati non cantano. Inoltre propongono che il giocare rumoroso dei bambini sia terapeutico.

 

Musica ai miei orecchi

Un recente studio nello stato di Washington suggerisce che il godere la musica altera il grado di cambiamento temporaneo di soglia (diminuzione dell’acutezza auditiva) a cui la persona è soggetta mentre l’ascolta. Dieci studenti maschi che dicevano di amare la musica pop/rock e dieci che dicevano che non gli piaceva furono esposti, per dieci minuti, sia a musica che a rumore.
Furono quindi studiati a 90 secondi di intervallo per la risposta a frequenze di 4 e 6 kilohertz. I risultati hanno mostrato che quelli che amavano la musica avevano un cambiamento di soglia molto più piccolo di quelli che non la godevano. Inoltre, nel secondo gruppo si registrò uno spostamento più drammatico in risposta alla musica che in risposta al rumore. Questi risultati sono stati osservati soltanto alle frequenze più alte di 6 kilohertz, il che suggerisce che l’intervallo di spostamento più piccolo predice un recupero più veloce dell’udito. H.A. Dengerink crede che gli effetti del rumore possano essere moderati anche dall’atteggiamento. A questo proposito cita studi che mostrano come dei lavoratori di un ovile erano molto meno disturbati dai loro supervisori che dal costante scampanio, malgrado lavorassero molto più vicino al rumore.
Tuttavia, Dengerink dice di essere cauti perché il godere o il tollerare la musica o il rumore forte dà solo una protezione limitata dai danni all’udito. A lungo andare una perdita dell’udito è inevitabile. È importante per i ricercatori scoprire la connessione tra effetti a breve e a lungo termine.

 

Fumare altera l’udito

Uno studio correlato dimostra che i fumatori tendono ad avere uno spostamento di soglia dell’udito più piccolo dei non fumatori, specialmente quando vengono stimolati dal rumore o da esercizi. Secondo Dengerink e collaboratori, 18 soggetti, metà non fumatori, venivano controllati per lo spostamento di soglia dopo essere stati esposti per 10 minuti a del rumore, per 10 minuti a esercizi fisici e, quindi, per 10 minuti ad entrambi simultaneamente. I fumatori sperimentavano consistentemente meno spostamenti dei non fumatori e il battito del loro cuore e la pressione sistolica del sangue aumentavano di più, specialmente nel periodo dell’esercizio. Questo indica che la nicotina può aiutare a produrre gli stessi spostamenti dell’esercizio fisico abbassando la risposta fisiologica. Uno dei fattori chiave potrebbe essere l’aumento del flusso sanguigno cocleare, poiché una diminuzione del flusso è stata correlata ad un cambiamento di soglia temporaneo. Tuttavia, dice Dengerink, ci potrebbe essere dell’altro. Altri risultati: gli effetti più forti del rumore avvenivano nell’intervallo di ottava al di là di 2 kilohertz e, come in studi precedenti, una temperatura più alta della stanza è stata correlata con spostamenti più alti.

 

Il rumore altera le papille gustative

Dopo il rumore, dicono dei ricercatori francesi, i cibi dolci sono più dolci. Un aumento del desiderio per i dolci potrebbe essere legato allo stress causato dal rumore. Precedenti studi hanno dimostrato che lo stress mobilizza le endorfine stimolanti l’appetito e la dopamina.

 

Stress, voce e computers

La complessità di una prova e lo stress da superlavoro hanno un impatto significativo sul parlare, secondo uno studio dell’U.S. Navy. Durante una prova complessa, il tono e il volume si alzano e il parlare diventa rapido. Questo pone dei problemi per i nuovi sistemi di computer che saranno in grado di essere pilotati dal riconoscimento della voce. La voce di un pilota potrebbe essere alterata da stress quali superlavoro durante il volo, accelerazione, vibrazioni, rumore.
Nello studio che riportiamo 60 studenti piloti dicevano ripetutamente i numeri da zero a nove mentre erano impegnati in due altre prove. La prima richiedeva che il pilota tenesse la sua mira su un bersaglio fisso sia con una manopola a mano che con un pedale. Sembra che parlare durante questa prova aggiungesse molto poco al carico di lavoro. La seconda prova era molto più impegnativa. Gli aviatori dovevano scrivere una serie di lettere e di cifre dette attraverso una cuffia in un orecchio mentre dovevano ignorare quelle dette nell’altro orecchio. Ripetere i numeri nello stesso tempo affaticava molto di più i piloti, e le loro voci cambiavano significativamente.

 

Rumore e impotenza

Dei rumori controllabili e incontrollabili sono stati usati come generatori di stress da dei ricercatori di Baltimore nella speranza di imparare qualcosa di più sul meccanismo implicato nella ‘impotenza acquisita‘. Le persone non erano molto disturbate, nell’arco di 30 minuti, da un rumore che potevano far smettere, ma la stessa quantità di rumore, quando non erano in grado di controllarla, li lasciava disturbati e alterati neurofisiologicamente. Alan Brier e collaboratori pensano di poter avere identificato i correlati neurobiologici del senso di impotenza che si pensa sia implicato nella depressione. La maggior parte dei modelli precedenti erano basati su ricerche su animali e quindi non potevano correlare cambiamenti oggettivi con cambiamenti di umore.
Delle persone in buona salute mentale dovevano ascoltare un suono forte (100 decibel) in due differenti situazioni. Nella prima erano in grado di far smettere il suono premendo un bottone.
Nella seconda situazione premere il bottone non aveva nessun effetto, ma i soggetti non lo sapevano. Per due volte durante la sessione gli venne dato un messaggio che li spingeva a ‘continuare a tentare più forte’. I soggetti riferivano i loro stati d’animo prima di iniziare la sessione. Dopo il suono incontrollabile riferirono un aumento di depressione, di senso di impotenza, ansietà e tensione. “La mancanza di controllo su uno stimolo anche solo mediamente sgradevole può produrre cambiamenti significativi in soggetti sani”, concludono i ricercatori. Essi fanno inoltre l’ipotesi che ‘stressori’ di rumore incontrollabili dovrebbero produrre cambiamenti ancora più forti in persone depresse o maniaco-depressive. Infatti, risultati preliminari mostrano una risposta particolarmente forte nelle persone con disordini affettivi. I ricercatori hanno in progetto di paragonare le reazioni di queste persone in periodi di remissione e in periodi acuti.

 

Il suono del pianto

Secondo lo psicologo Philip Zeskind il tono (frequenza sonora) del pianto di un bambino può fare da avvertimento per problemi neurologici. Zeskind ha misurato il grido di neonati a 2000 cicli al secondo, descritto come insopportabile e stressante dagli adulti. Il pianto normale varia tra i 450 Hz (disagio di media intensità) e i 600 Hz (dolore forte). Il pianto a 2000 Hz, che suona come il fischio di un teiera, viene sentito, talvolta, durante le prime 48 ore vita. Raramente continua nel primo mese di vita eccetto che dopo nascite difficili ed esposizioni prenatali a alcool, nicotina e altre droghe.

 

Suono, luce, sincronizzazione del cervello

Quando il cervello viene stimolato otticamente (per es. luce stroboscopica), acusticamente o elettromagneticamente in una determinata frequenza, succede che subentri la cosiddetta reazione conseguente alla frequenza (Frequency Following Reponse o FFR): le parti del cervello che ricevono questi stimoli, tendono a sincronizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda del segnale che ricevono: ciò significa per es. che una situazione di rilassamento di onda ALPHA può essere prodotta attraverso toni ritmici con la loro frequenza EEG corrispondente…

Anche i due emisferi del cervello (il sinistro atto al pensiero logico e razionale, quello destro invece al pensiero associativo e sede di emozioni e fantasia) possono essere indotti attraverso stimolazioni esterne ad “ondeggiare” con la stessa frequenza, cosa che può portare a nuovi pensieri e deduzioni e ad uno stato di rilassamento ed equilibrio.
Attraverso la risposta conseguente alla frequenza (FFR) e la sincronizzazione degli emisferi cerebrali (HEMYSYNCH) vengono effettuate variazioni sull’elettroencefalogramma verso le onde ALPHA equilibrando i due emisferi del cervello. Ne conseguono rilassamento fisico, tranquillizzazione psicologia ed armonia.

Molti dei fenomeni finora descritti (reazione conseguente alla frequenza, produzione di sostanze chimiche neurotrasmettitrici, crescita ed evoluzione del cervello, crescita delle connessioni nervose e perciò anche dell’intelligenza) possono essere indotti con l’aiuto di queste Brain Machines (ndr. musica subliminale con infrasuoni e battiti binaurali).
A questo scopo vengono impiegati segnali ben definiti (di natura ottica, acustica o elettromagnetica) con parametri variabili (frequenza, intensità, lunghezza d’onda e fase).

Osservando bene attorno a noi, riconosciamo che la vita è costituita sempre da due poli contrastanti. Giorno-notte, sotto-sopra, destra-sinistra, uomo-donna, positivo-negativo, caldo-freddo, ecc. Anche nel nostro cervello nei due emisferi, esiste questa polarità con diversa funzione.
La stessa polarità si può notare nel sistema neurovegetativo tra il simpatico (che ha come funzione lo scaricare l’energia e condurre la decomposizione nel processo di trasformazione delle sostanze) e del parasimpatico (che ha la funzione di trattenere l’energia, ricostruirla, recuperarla).
Anche nello studio dell’agopuntura, nella parte molto ramificata della rete di meridiano, notiamo che esiste una polarità tra yin e yang.
Più grande è la tensione tra i due poli, maggiore è l’azione tra il caricare e lo scaricare. Succede così che da quest’azione di tesi e di antitesi, nasca una sintesi, la quale produce a sua volta, una nuova tesi, continuando il gioco.

Si può dunque ricreare questa nuova unità anche con l’ausilio del sincronizzatore, sia che ne siamo coscienti oppure no. In questo caso la macchina della mente (ndr. musica subliminale con infrasuoni e battiti binaurali) è veramente un aiuto nell’aiutare.

La maggiore parte delle persone nella società occidentale utilizza il suo cervello nello stato di veglia in modo che le onde Beta risultano predominanti. Questa gamma d’onde se da un lato è tipica del pensiero analitico e che ha attitudine alla soluzione dei problemi (qualcosa cioè che in una società di lavoro meccanizzato ed altamente specializzato risulta quasi inevitabile) dall’altro lato è però associabile ad uno stato di continua tensione, preoccupazione e paura.
Perciò non deve assolutamente stupire se i molti vantaggi della capacità di sottrarsi alla fase Beta in favore di Alpha, riguardano problemi di varia natura, sia in ambito medico che psicologico. Tenere in allenamento queste capacità è uno degli scopi di tutte le tecniche di rilassamento tradizionali e moderne.

Gli effetti positivi del training autogeno, yoga e meditazione, su lavoro e prestazioni, sono a tutt’oggi praticamente indiscussi. Le Brain Machines ottengono effetti simili in tempi sostanzialmente più brevi e sono facilmente utilizzabili, per es. nelle pause lavorative.

Ora il programma di John Selby si attiva automaticamente dopo un determinato tempo di attività e permette all’utente di usufruire di pause rigenerative fatte di esercizi e rilassamento attraverso stimolazioni ottiche ed acustiche mirate. Con il bilanciamento dell’attività cerebrale vengono inoltre influenzate positivamente le reazioni di difesa di situazioni patologiche nel trattamento delle psicosi maniaco-depressive e delle tossicodipendenze.

L’effetto di maggior rilievo in proposito è la produzione di endorfine naturali da parte del corpo.

Tale bilanciamento è in grado infine di favorire l’intelligenza, l’apprendimento, la creatività (attraverso la stimolazione delle onde gamma-theta), la soluzione di problemi di management e la capacità di godere del rilassamento nel tempo libero.
La “cultura del corpo” e la “cultura della coscienza” potrebbero insieme essere la base della cultura del terzo millennio.

 

Fonte

Fonte 2

Musicaeanima – un sito di quale genere musicale?

Un breve articolo in merito alla musica contenuta in questo sito che state leggendo

 

Alcuni ci scrivono circa l’identità del  genere contenuta in Musicaeanima e noi rispondiamo semplicemente

 

Qui trovate LA MUSICA in tutte le sue forme. Se sfogliate le categorie nel menù (in alto a destra della testata) non troverete solo dischi e singoli recensiti. Troverete di più.

La musica per quanto ci riguarda abbraccia tutti i generi. Abbiamo un mondo intorno alla melodia che riguarda mille argomentazioni: la salute, il nostro risveglio, l’arte, il rapporto con lo star system.

Per i generi particolari abbiamo in rete abbondanza di siti specializzati in un sol tipo. Qui  invece non ci dobbiamo sorprendere se troviamo tra i dischi consigliati l’ultimo genere thrash metal ed allo stesso tempo un singolo anni ’90 pop, passando per la lounge a 432 Hz !

Conta l’emozione, conta il significato e il motivo per il quale e’ consigliato un determinato disco.

 

Imparare ad ascoltare molti generi ovviamente non e’ vietato da nessuno  come  avere un genere preferito, aiuta a conoscere la musica a 360 °. Questo conta se si vuole crescere  come recita il primo motto di Musicaeanima: “LA MUSICA COME CRESCITA PERSONALE”.

Ecco perche’ troverai articoli della musica anche legati all ‘esoterismo, alla meditazione, all’archeologia, alla salute fisica e a quant’ altro ti possa sorprendere per i suoi contenuti. La musica contiene un percorso iniziatico che ti puo’ sorprendere. Pertanto state sintonizzati!

Ringraziando il numero crescente di lettori

 

Con affetto

 

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Sentire la Musica per guarire

Per la maggior parte delle persone la musica è una piacevole e momentanea forma di intrattenimento

Eppure già in passato Pitagora affermava che la musica è in grado di calmare le passioni e di guarire gli ammalati

 

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Un articolo integrale spiega:

Questo non dovrebbe sorprenderci dato che la musica è frequenza e la nuova potente medicina quantistica che si sta affermando usa proprio le frequenze come unica forma di terapia. Recenti studi dimostrano che esiste una forte correlazione tra la musica e lo sviluppo di alcune capacità mentali.
Laurel Trainor, direttore dell’Institute for Music and the Mind e i suoi colleghi hanno confrontato i bambini in età prescolare che avevano seguito lezioni di musica con quelli che invece non avevano praticato la musica. Il risultato è stato che chi aveva studiato musica e canto mostrava una maggiore risposta cerebrale. La sua ricerca ha indicato che la formazione musicale sembra modificare corteccia uditiva del cervello. Trainor afferma anche un anno o due di formazione musicale migliora la memoria e l’attenzione, cosa che invece può non avvenire se si ascolta semplicemente la musica in modo passivo.

Effetti Cognitivi

Il ricercatore Gottfried Schlaug dell’Università di Harvard ha studiato gli effetti cognitivi della formazione musicale scoprendo che esiste una correlazione tra la formazione musicale nella prima infanzia e una maggiore abilità motoria e uditiva e miglioramenti nella capacità di ragionamento verbale e non verbale.
Gli scienziati hanno anche scoperto che diversi strumenti musicali sembrano causare una modifica diversa all’interno del cervello. I cambiamenti nel cervello dei cantanti si verificano in luoghi leggermente diversi rispetto a quelli visti per i pianisti o chi suona la chitarra.
Secondo Schlaug “i risultati suggeriscono che una formazione musicale nei bambini con dislessia può anche rimediare ai loro deficit di linguaggio.” Infatti è stato osservato che gli individui stonati spesso hanno un fascicolo arcuato ridotto o assente, che sarebbe un tratto di fibra nervosa che collega i lobi frontali e temporali nel cervello. Lo stesso fenomeno di fascicolo arcuato ridotto o assente è stato associato a vari problemi linguistici come l’afasia e dislessia nei bambini.
Recentemente uno studio del Massachusetts Institute of Technology ha effettuato uno studio in cui è emerso che esistono dei neuroni che si attivano solo in presenza delle note musicali. Il Dott. Josh McDermott del MIT ha affermato:“Abbiamo trovato un gruppo di cellule nervose del cervello umano che rispondo in modo selettivo alla musica. E’ possibile che [questi neuroni] emergano nel corso dello sviluppo, in risposta alla massiccia esposizione alla musica durante la vita.”
“Il fatto che sembra esistere una popolazione neuronale che risponde in modo altamente selettivo alla musica è un’indicazione dell’importanza delle note per gli esseri umani” ha concluso il ricercatore americano.
Glenn Schellenberg presso l’Università di Toronto ha effettuato una ricerca per dimostrare se l’abilità musicale rende una persona più intelligente. Tali valutazioni riguardanti i bambini sono sempre difficili a causa dell’influenza di altri fattori, quali il reddito e l’istruzione dei genitori. Tuttavia è stato scoperto che l’ascolto passivo della musica sembra migliorare i risultati dei test cognitivi, almeno nel breve periodo. Seguire lezioni di musica per i bambini porta invece ad un miglioramento cognitivo duraturo.
Le informazioni fornite in questo articolo provengono da Inside Science News Service, che è sostenuto dall’Istituto Americano di Fisica.
Per approfondire sulla musica di guarigione leggi Perché la Musica a 432 Hz ristabilisce l’armonia e la guarigione nel nostro corpo e Il potere degli 8Hz – Sviluppo facoltà e percezioni eccezionali e MONUMENTI E RISONANZE ACUSTICHE – IL POTERE E MISTERO DELLA VIBRAZIONE.
Nell’antica Grecia, il dio Apollo era la divinità della musica e della medicina. Esistevano templi di guarigione che usavano la musica come forza principale per armonizzare corpo e spirito.

Buon ascolto ♩♪♫♬

 

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Fonte

La Musica è una medicina!

Da anni Musicaeanima collega la musica alla salute fisica e psichica

La rivista Airone di questo mese parla sia del significato del numero 7 che degli effetti benefici della melodia

 

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Siamo ben felici che qualcuno ne parli e speriamo che in ambito medico sia sempre più estesa la ricerca.

 

Se vuoi leggere gli articoli sul numero 7 qui

 

Gli articoli dedicati alla SALUTE e MUSICA qui

 

Buona musica sempre!

 

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Curiamo il nostro DNA con la musica

La cura del nostro DNA è possibile tramite la musica?

La risposta è ovviamente sì ma come farlo?

 

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Cita un giornale:

MILANO – Quattro note musicali sono state fatte corrispondere alle quattro basi (G, A, T, C) del Dna che, combinate tra loro in sequenze diverse, danno l’informazione in esso contenuta. Ecco allora che le sequenze di nucleotidi possono diventare uno spartito e il nostro genoma un file audio generato dal computer mediante un algoritmo. «Utilizzo questo supporto sonoro nell’ambito di piccole lezioni di introduzione alla genetica, negli eventi di divulgazione scientifica, perché consente di far percepire la struttura del codice genetico che non è affatto casuale», precisa Antonella Prisco, ricercatrice dell’Istituto di genetica e biofisica del Cnr di Napoli, che ha partecipato di recente a una giornata di divulgazione scientifica per gli studenti delle scuole superiori nell’ambito di StamiNa.

 

 

Il nostro corpo allinea le sue vibrazioni tramite il DNA. Curare la nostra vibrazione aiuta a trovare un equilibrio che il mondo esterno cerca sempre di frammentare. Dedichiamo un pò di tempo a dei suoni che possono sembrare strani per la nostra cultura e lasciamoci andare.

Il DNA si allinea tramite le vibrazioni e trovare le tracce giuste ci aiuta a trovare un nostro equilibrio.

Nel lungo termine i risultati di benessere arriveranno senza dubbio.

 

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Fonte citata