Le copertine di Alex Steinweiss

Chi disegna le copertine dei dischi?

Analisi, autore e il messaggio che ci vogliono trasmettere sono parte integrante del mondo della musica.

Alex Steinweiss fu il primo al mondo

 

alex

Quando compriamo un cd o un vinile la copertina trasmette delle emozioni e dei messaggi. Chi le disegna? Chi sono gli autori? Come fanno ad inserire certi messaggi? Oggi partiamo dal primo autore di copertine. Si chiamava Alex Steinweiss.

La storia di Alex Steinweiss

 

“Il 18 luglio 2011 è morto all’età di 94 anni Alex Steinweiss, il graphic designer statunitense che ha inventato le copertine dei dischi in vinile. Fino agli anni Quaranta, infatti, le copertine dei dischi erano tutte uguali. Steinweiss fu il primo ad avere l’idea di personalizzarle con delle immagini artistiche, per illustrare e accompagnare la musica.

Nel 1939 Steinweiss, che aveva 22 anni, venne assunto dall’etichetta discografica Columbia Records e propose subito di disegnare le nuove copertine in modo originale. «Il modo in cui vendevano i dischi era ridicolo», ha raccontato Steinweiss in un’intervista del 1990 riportata dal New York Times. «Le copertine erano di carta marrone, marroncina, o verde. Non erano attraenti, non ti facevano venire voglia di comprarle». Nonostante i primi dubbi legati a un incremento dei costi, la Columbia gli diede via libera e nel 1940 Steinweiss, in qualità di direttore artistico, disegnò la prima copertina illustrata. Si trattava di un 78 giri con una collezione di canzoni di Rodgers e Hart, e la copertina raffigurava il tendone di un teatro dai titoli illuminati stagliato sul fondo di un vinile. Il disegno era reso più acceso dal contrasto dei colori usati, il nero, il bianco e l’arancione. L’idea di Steinweiss ebbe un enorme successo e in pochi mesi la Columbia aumentò di ben otto volte le vendite di dischi.

 

Steinweiss, che è nato a Brooklyn nel 1917 da genitori immigrati, ha inventato anche la confezione in cui vengono conservati i 33 giri. I 78 giri infatti venivano avvolti in una carta piuttosto pesante che rovinava la superficie degli Lp e la Columbia lo incaricò di inventare una copertina più adatta agli Lp, da poco lanciati sul mercato.

Per le sue copertine Steinweiss si è servito di immagini vivaci, disegni stilizzati, simboli, richiami alle opere d’arte e grafica innovativa. La sua opera, che comprende più di 25.000 copertine, è stata definita dai critici «musica per gli occhi». «Amo la musica da morire», diceva lo stesso Steinweiss, «e avevo l’ambizione di fare cose che andavano ben al di là di quel che mi pagavano. Volevo che le persone guardando le copertine potessero ascoltare la musica». Le opere di Steinweiss, che si è ritirato nel 1955, sono state raccolte in un volume curato dai grafici Kevin Reagan e Steven Heller.”Cosi commenta il Post.it.

“Il newyorkese non solo ha avuto l’idea di inserire i dischi singolarmente nelle grandi e sottili buste di carta, ma di trasformare l’originale anonimo involucro marrone in qualcosa di più accattivante e artistico. Era il 1939 quando un giovanissimo Alex Steinweiss entrava a lavorare nella casa discografica Columbia Records come designer grafico. Con un’idea in tasca che cambiò per sempre l’album come lo conosciamo oggi. Se sfogliamo la libreria musicale sul nostro iPod o cerchiamo tra vecchi dischi di un mercatino delle pulci, ciò che vediamo è l’eredità di Alex Steinweiss. E’ stato infatti il primo a trasformare le copertine dei dischi, a unire l’immagine con la musica, con colori e disegni. In realtà, fino a quel momento i dischi venivano venduti in copertine di carta di colore verde, marrone, o beige. «Era una cosa ridicola, triste», aveva raccontato Steinweiss nel 1990 in un’intervista al New York Times, «Le copertine non avevano nessun appeal tra i consumatori».

All’inizio la sua intuizione non convinse i capi della Columbia che, anzi, dubitavano dell’impatto promozionale sul pubblico e temevano costi aggiuntivi per la stampa colorata. Il giovane, poco più che ventenne, non si lasciò abbattere. Ed ebbe ragione: le anonime copertine monocrome trasformate in vivaci pezzi da collezione furono un bestseller. La sua rivisitazione dell’«Eroica» di Ludwig van Beethoven aumentò di colpo le vendite del disco di quasi il 900%.

IL PRISMA DEI PINK FLOYD

Il pioniere della grafica, primo direttore artistico presso la Columbia, è stato attivo nella progettazione delle copertine dei Long-Play (LP) per quasi quattro decadi. Il suo non è un nome famoso al grande pubblico. Ciò nonostante, nella lunga carriera ha realizzato oltre 2500 copertine di album di classica, jazz e pop per le case Columbia, Decca, Everest e London. Molte sono leggendarie e ricercatissime dai collezionisti. Tra le più note: quella del disco di George Gershwin, «Rhapsody in Blue», e la «Sonata per pianoforte n. 5» di Beethoven. Quel prisma multicolore su quest’ultima è stato ripreso sull’album «Dark Side of the Moon» dei Pink Floyd. Insomma, un vero artista pop d’altri tempi.

Nel 1972, all’età di 55 anni, il rivoluzionario del design decise di ritirarsi. Raccontava Steinweiss: «Un giorno stavo aspettando in una sala d’attesa di una casa discografica, in giacca e cravatta – come si conveniva. Accanto a me c’era un tipo coi capelli lunghi e la giacca di cuoio. E’ stato allora che ho capito che ero completamente fuori moda e che era giunto il momento di appendere al chiodo il mio set da disegno». Si dedicò alla pittura col nome d’arte Piedra Blanca. Nel 1974 si trasferì con la moglie Blanche a Sarasota. Lei è morta lo scorso anno dopo 71 anni di matrimonio. Mercoledì si è saputo che quattro giorni prima se n’era andato anche Alex Steinweiss. Lascia due figli adulti, sei nipoti e un’idea per la quale milioni di fan della musica lo ringrazieranno ancora per lungo tempo.”Cosi’ commenta il Corriere della Sera.

Alex e molti altri sono gli autori di copertine che pian piano hanno avuto sempre piu’ importanza nella vendita del prodotto commercialmente parlando.Infatti non basta  buona musica e un’azzeccata produzione a far vendere nel mercato,serve una copertina accattivante e un simbolo riconoscibile per il nome della band. Scopriremo insieme prossimamente le piu’ belle copertine e anche le piu’ complesse.

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David

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Fonti 1

Fonte 2

 

 

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Lady Gaga, Marina Abramovic e il party aberrante con gli Illuminati

Nota e preavviso prima di leggere:

Articolo che contiene tematiche adulte.

 

Che tu ci voglia credere o meno i personaggi indicati da Pier Paolo Pasolini con le  loro abitudini depravate sono ancora vivi e vegeti. Infatti, Pasolini nel film “Salò o le 120 giornate di Sodoma” dimostrò cosa facessero effettivamente a porte chiuse i cosiddetti Illuminati. Quel film costò la vita a Pasolini anche se la copertura mediatica lo dipinse in tutt’altra maniera. Pasolini fu assassinato per aver mostrato il vero volto di questi individui. Quel film era di crudezza, di un tenore veramente stomachevole ma tant’è la realtà che viviamo oggi da parte di questi “ricchi emancipati”, che ancora oggi risulta ancor più attuale. A dimostrazione di ciò, ecco spuntare un party dove la Beta Kitten Lady Gaga, marionetta delle case discografiche partecipa insieme a Marina Abramovic alla festa denominata “Il Cielo del Diavolo”.

Nelle foto sotto vediamo intente le due, in una simulazione di un atto di cannibalismo, con un uomo immerso nel suo sangue, leccare i cucchiai dopo averlo immerso nella vasca.

 

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Lady Gaga e Marina Abramovic

 

 

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Un’immagine condivisa delle due icone Illuminate

 

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Il pranzo prima del dolce

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La loro concezione di dolce

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Marina intenta a immergere il cucchiaio

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Notare i fotografi presenti invitati all’evento

 

https://i2.wp.com/laveritadininconaco.altervista.org/wp-content/uploads/2016/12/gagaabramovic-768x388.jpg

 

Come possiamo notare al questo party sono presenti anche dei bambini e ciò la dice lunga sulla loro considerazione. Perchè far partecipare dei bambini a queste cose raccapriccianti?

Ricordiamo che con quello che sta emergendo ora, con le intercettazioni di Hillary Clinton e lo scandalo della catena delle pizzerie chiamate Comet, denominato Pizzagate, questa immagine non risulta strana. Infatti l’impegno delle case discografiche di avvicinare i bambini tramite le star musicali a pratiche a dir poco orribili è diventata una prassi e questo party  la dice lunga. Se è stato faticoso leggere queste poche righe, sappi che per capire come si comportano certi personaggio famosi, è necessario affrontare queste tematiche. La musica putroppo passa anche per queste persone, nel silenzio più assoluto di tutti i mezzi di informazione tra cui anche le Radio.

La prossima volta che vuoi comprare il disco di Lady Gaga, pensaci a chi mandi i tuoi soldi e chi stai ascoltando.

 

David

Il disegnatore di copertine Costin Chioreanu

Uno dei moderni disegnatori di copertine è Costin Chioreanu.Nato a Bucarest il 13 marzo 1982 ha collaborato con molte band heavy metal e non solo apportando uno stile unico.
Ha collaborato con gli Arch Enemy, Arcturus, Darkthrone, At the Gates,Grave, Primordial, Paradise Lost, Napalm Death.La sua teatralità, il suo senso dell’oscuro stringe le immagini delle copertine con immagini molto forti. Alcune copertine attingono direttamente dalla cultura sciamanica mentre altre risaltano l’astrattismo.

Guardiamo i suoi lavori.

 

 

 

Picture of Costin Chioreanu "Psywar I"

 

Picture of Costin Chioreanu  "Burial Ground"

Picture of Costin Chioreanu "Lost among liars"

 

Picture of Costin Chioreanu "Horrormind"

 

 

La geometria dei suoni

Ecco i nostri articoli sulla cimatica, sulla vibrazione a 432 Hz visibili nelle seguenti categorie del blog:

432 HZ

Musica e Archeologia

Musica e Frequenze

e gli articoli

Le armonie delle sfere

Alba Mundi e i suoni dei Pianeti

 

I misteri dei Rosoni

mostravamo i legami tra le vibrazioni naturali, basate sulle frequenze degli 8 Hz e tutto ciò che circonda. La musica è pertanto uno strumento che può ampliare la nostra coscienza, imparando a conoscere le sue molteplici facce.

In questo filmato sono definite e mostrate le connessioni tra il suono e la geometria, dal minuto 22:00 potete sentire e gustare delle stupende sonorità basate sul 432 Hz abbinate alle immagini. Senza fretta, con la calma trovate il tempo di farvi scivolare “dentro”questi suoni.

 

Buon Ascolto!

David

La clamorosa retromarcia di Povia

Giuseppe Povia, dopo aver  denunciato dei fatti sconcertanti  nella canzone “CHI COMANDA IL MONDO” fa una retromarcia incredibile con un  post su Facebook.

 

Povia era stato oggetto di un articolo qui:

https://musicaeanima.com/2015/03/12/musica-e-informazione-povia-chi-comanda-il-mondo/

 

Ecco le  dichiarazioni rilasciate a Radio Padania e riportate da  Daniele Sensi come «Le scie chimiche sono una cosa gravissima, 50 persone controllano il tempo, dove far piovere e dove non far piovere» «L’Italia dev’essere gestita da italiani di fatto e di origine», «Vi spiegherò il Nuovo Ordine Mondiale in pochissime battute», «le scie chimiche sono cancerogene».(vedi articolo in calce)

 

Ecco cosa scrive invece  su Facebook il 4 maggio:

MA QUALI SCIE CHIMICHE…(Non linkate, esprimete a parole o cancello)
E questa sarebbe una delle tante prove che gli aerei riempiono i cieli di scie chimiche? Vi prego, sono collaudi. Informarsi. Ovviamente se lo neghi sei?? VENDUTTO TRAD1TORE XD1! Poi si offendono se li chiami Complo-Minkia. Ste cose fanno perdere tempo a chi si attiva davvero per capire come gira il sistema globale, tentando di contribuire a migliorare.
A breve un video di 35 minuti, in cui spiego perchè le cosiddette scie chimiche non mi convincono. Consiglio di ascoltare il brano “Chi comanda il mondo” (Youtube) Il potere finanziario e culturale ti usa ma ti fa credere di essere alternativo e ant1sidema. Se apprezzi, ordina il Cd NuovoContrordineMondiale scrivendo a ufficiostampa@povia.net. Si, voglio vendere i miei dischi ma toccando temi che posso documentare.

Il  discorso delle scie chimiche è affrontato in maniera profonda da diversi siti specializzati.

Ma le domande che sorgono  dopo aver letto la dichiarazione su Facebook sono le seguenti e le poniamo come se Povia fosse presente:

  1. Conosci la connessione tra le scie chimiche e quello che tu chiami Nuovo Ordine Mondiale?
  2.  Pensavi che facendo una canzone con un testo così profondo che tocca persone ed argomentazioni  riguardarti da vicino  il “risveglio “in generale,tutto sarebbe passato inosservato?
  3. Perchè te ne esci con certe affermazioni  contrarie ?
  4. Cosa significa “informati”?
  5. Il fatto che facciano esperimenti con il Cloud Seeding significa che va tutto bene?
  6. Cosa  ti affermare che dentro i contenitori visibili nella foto che hai postato ci siano sostanze che facciano “bene”alla salute?
  7. Chi ha autorizzato a fare sperimentazione sui cieli?
  8. Di chi è la proprietà dei cieli?

 

Penso che questo post sia una retromarcia o perlomeno ne ha tutte le sembianze. Poi  tutta questa attenzione a voler NEGARE produce l’effetto contrario: RAFFORZA.

Povia dopo essere stato un cantante che prova a combattere il sistema, tira fuori pubblicamente un argomento profondamente divisivo. E’ un post adatto a chi fa il lavoro del disinformatore. Qual’è il motivo?

Magari dopo l’uscita del disco  nessuno  lo ha chiamato più a far serate?
Non e’ stato invitato a nessun show a cantare?  Gli stanno facendo opposizione? La denuncia ricevuta per vilipendio o il fatto di aver parlato del Trattato di Lisbona gli  sta costando caro?

Un sistema o si accetta o si combatte. Non si può far finta di combatterlo. Adesso neghiamo le scie chimiche per far contenti chi? “Chi comanda il mondo” non vuole controllare anche il clima?

La sua dichiarazione sulle scie chimiche e’ veramente sconcertante e fuori luogo detto da uno che sembra che si prodighi a far conoscere certe argomentazioni!

 

E’ solo una mia impressione ovviamente…

David

 

 

Fonte articolo:http://www.orticalab.it/Qualcuno-fermi-Povia

 

 

 

 

 

Le copertine dei nostri dischi

Inauguro con questo articolo la rubrica dedicata alla copertine.

Analisi ,autore,messaggio sono gli argomenti che ci interessano da vicino.Infatti quando compriamo un cd o un vinile la copertina trasmette delle emozioni e dei messaggi.

Chi le disegna? Chi sono gli autori? Come fanno ad inserire certi messaggi?

Oggi partiamo dal primo autore di copertine.Si chiamava Alex Steinweiss.

“Il 18 luglio 2011 è morto all’età di 94 anni Alex Steinweiss, il graphic designer statunitense che ha inventato le copertine dei dischi in vinile. Fino agli anni Quaranta, infatti, le copertine dei dischi erano tutte uguali. Steinweiss fu il primo ad avere l’idea di personalizzarle con delle immagini artistiche, per illustrare e accompagnare la musica.

Nel 1939 Steinweiss, che aveva 22 anni, venne assunto dall’etichetta discografica Columbia Records e propose subito di disegnare le nuove copertine in modo originale. «Il modo in cui vendevano i dischi era ridicolo», ha raccontato Steinweiss in un’intervista del 1990 riportata dal New York Times. «Le copertine erano di carta marrone, marroncina, o verde. Non erano attraenti, non ti facevano venire voglia di comprarle». Nonostante i primi dubbi legati a un incremento dei costi, la Columbia gli diede via libera e nel 1940 Steinweiss, in qualità di direttore artistico, disegnò la prima copertina illustrata. Si trattava di un 78 giri con una collezione di canzoni di Rodgers e Hart, e la copertina raffigurava il tendone di un teatro dai titoli illuminati stagliato sul fondo di un vinile. Il disegno era reso più acceso dal contrasto dei colori usati, il nero, il bianco e l’arancione. L’idea di Steinweiss ebbe un enorme successo e in pochi mesi la Columbia aumentò di ben otto volte le vendite di dischi.

Steinweiss, che è nato a Brooklyn nel 1917 da genitori immigrati, ha inventato anche la confezione in cui vengono conservati i 33 giri. I 78 giri infatti venivano avvolti in una carta piuttosto pesante che rovinava la superficie degli Lp e la Columbia lo incaricò di inventare una copertina più adatta agli Lp, da poco lanciati sul mercato.

Per le sue copertine Steinweiss si è servito di immagini vivaci, disegni stilizzati, simboli, richiami alle opere d’arte e grafica innovativa. La sua opera, che comprende più di 25.000 copertine, è stata definita dai critici «musica per gli occhi». «Amo la musica da morire», diceva lo stesso Steinweiss, «e avevo l’ambizione di fare cose che andavano ben al di là di quel che mi pagavano. Volevo che le persone guardando le copertine potessero ascoltare la musica». Le opere di Steinweiss, che si è ritirato nel 1955, sono state raccolte in un volume curato dai grafici Kevin Reagan e Steven Heller.”Cosi commenta il Post.it.

“Il newyorkese non solo ha avuto l’idea di inserire i dischi singolarmente nelle grandi e sottili buste di carta, ma di trasformare l’originale anonimo involucro marrone in qualcosa di più accattivante e artistico. Era il 1939 quando un giovanissimo Alex Steinweiss entrava a lavorare nella casa discografica Columbia Records come designer grafico. Con un’idea in tasca che cambiò per sempre l’album come lo conosciamo oggi. Se sfogliamo la libreria musicale sul nostro iPod o cerchiamo tra vecchi dischi di un mercatino delle pulci, ciò che vediamo è l’eredità di Alex Steinweiss. E’ stato infatti il primo a trasformare le copertine dei dischi, a unire l’immagine con la musica, con colori e disegni. In realtà, fino a quel momento i dischi venivano venduti in copertine di carta di colore verde, marrone, o beige. «Era una cosa ridicola, triste», aveva raccontato Steinweiss nel 1990 in un’intervista al New York Times, «Le copertine non avevano nessun appeal tra i consumatori».

All’inizio la sua intuizione non convinse i capi della Columbia che, anzi, dubitavano dell’impatto promozionale sul pubblico e temevano costi aggiuntivi per la stampa colorata. Il giovane, poco più che ventenne, non si lasciò abbattere. Ed ebbe ragione: le anonime copertine monocrome trasformate in vivaci pezzi da collezione furono un bestseller. La sua rivisitazione dell’«Eroica» di Ludwig van Beethoven aumentò di colpo le vendite del disco di quasi il 900%.

IL PRISMA DEI PINK FLOYD – Il pioniere della grafica, primo direttore artistico presso la Columbia, è stato attivo nella progettazione delle copertine dei Long-Play (LP) per quasi quattro decadi. Il suo non è un nome famoso al grande pubblico. Ciò nonostante, nella lunga carriera ha realizzato oltre 2500 copertine di album di classica, jazz e pop per le case Columbia, Decca, Everest e London. Molte sono leggendarie e ricercatissime dai collezionisti. Tra le più note: quella del disco di George Gershwin, «Rhapsody in Blue», e la «Sonata per pianoforte n. 5» di Beethoven. Quel prisma multicolore su quest’ultima è stato ripreso sull’album «Dark Side of the Moon» dei Pink Floyd. Insomma, un vero artista pop d’altri tempi.

Nel 1972, all’età di 55 anni, il rivoluzionario del design decise di ritirarsi. Raccontava Steinweiss: «Un giorno stavo aspettando in una sala d’attesa di una casa discografica, in giacca e cravatta – come si conveniva. Accanto a me c’era un tipo coi capelli lunghi e la giacca di cuoio. E’ stato allora che ho capito che ero completamente fuori moda e che era giunto il momento di appendere al chiodo il mio set da disegno». Si dedicò alla pittura col nome d’arte Piedra Blanca. Nel 1974 si trasferì con la moglie Blanche a Sarasota. Lei è morta lo scorso anno dopo 71 anni di matrimonio. Mercoledì si è saputo che quattro giorni prima se n’era andato anche Alex Steinweiss. Lascia due figli adulti, sei nipoti e un’idea per la quale milioni di fan della musica lo ringrazieranno ancora per lungo tempo.”Cosi’ commenta il Corriere della Sera.

Alex e molti altri sono gli autori di copertine che pian piano hanno avuto sempre piu’ importanza nella vendita del prodotto commercialmente parlando.Infatti non basta  buona musica e un’azzeccata produzione a far vendere nel mercato,serve una copertina accattivante e un simbolo riconoscibile per il nome della band.Scopriremo insieme prossimamente le piu’ belle copertine e anche le piu’ complesse.Restate sintonizzati su Musicaeanima!

David

 

Fonti :http://www.ilpost.it/2011/07/22/luomo-che-ha-inventato-le-copertine-dei-dischi-in-vinile/#

http://www.corriere.it/spettacoli/11_luglio_21/copertine-morto-inventore-elmar-burchia_1f279336-b3af-11e0-a9a1-2447d845620b.shtml

 

 

La musica di Leonardo da Vinci

Cosa collega Leonardo da Vinci, Leonardo Fibonacci e l’opera di Riccardo Magnani intitolata “La missione segreta di Leonardo da Vinci”?

Come possono personaggi ed elaborati così lontani nella progressione storica essere al contempo così vicini?  No, non lasciatevi ingannare; il comun denominatore non risiede nel nome del genio vinciano.

La musica, questa è la risposta.

 

Quella stessa musica espressione più sublime di armonia nelle partiture dei grandi compositori, rinascimentali e non, trova esatta adiacenza nelle opere figurative del genio fiorentino, abilmente presentate nel libro di Magnani, e perfetta concordanza con quanto stabilito dalla Successione di Leonardo Fibonacci. «La serie nella quale ciascun numero intero positivo equivale alla somma dei due che lo precedono»: questa la definizione della Successione di Fibonacci, abbastanza esplicita da non lasciare alcun dubbio anche in chi, con la matematica, da sempre ha avuto un rapporto tendenzialmente conflittuale. Facendo un piccolo inciso, è interessante notare quanto il rapporto sequenziale tra due numeri, consecutivi nella serie, assuma un valore che si approssima in maniera sempre più rapida, nella progressione, al numero 1,618, meglio conosciuto come Sezione aurea (Φ).

 

 

Dipinti come metafora del pentagramma musicale

 

 

 

Musica, quindi, regolata nelle proprie metriche dalla Successione di Fibonacci, a sua volta intimamente collegata al concetto di Sezione aurea: escalation perfetta, simmetrica per certi aspetti, che tende a raggiungere il proprio picco di singolarità nella comparazione con taluni dipinti leonardeschi, nei quali si celano, a detta del Magnani, importanti indizi di messaggi sapienziali. Nella Madonna di Dreyfus (1469, National Gallery of Art) la beata Vergine dispone le dita della mano sinistra secondo una particolare conformazione, mentre con il braccio destro cinge il figliolo redentore; stessa cosa dicasi nella Vergine delle Rocce (1483, Musée du Louvre) e nellaMaddalena Penitente (Tiziano Vecellio, 1531, Galleria palatina Palazzo Pitti), tutte raffigurazioni pittoriche nelle quali sono ravvisabili, nei soggetti ritratti, posizioni delle dita che, se non certo anomale, senza dubbio non sfuggirebbero nella loro eccentricità a eventuali sguardi scrutatori.

 

 

 

Ebbene, questi posizionamenti peculiari delle dita, altro non sono se non la rappresentazione di precisi accordi musicali, accordi che rimandano ai concetti di Androgino, di sposalizio alchemico, Hybris, musica delle sfere, tutti richiami all’antica condizione di beatitudine primigenia della quale l’uomo disponeva, prima della simbolica “cacciata dal Paradiso”. Percorso pittorico che diventa percorso musicale che diventa, a sua volta, percorso matematico, in un susseguirsi di fasi solo in apparenza scollegate tra loro.
Come nelle arti del Trivio e del Quadrivio, anche in questo caso possiamo notare un ritorno alla fusione, una sorta di involuzione della sfera sapienziale, un filo conduttore che rimanda a una visione unitaria della conoscenza: non più paratie stagne tra settori, ma vasi comunicanti di una stessa sostanza. Lo scibile deve ritornare qual era, una summa intesa non solamente come addizione aritmetica di addendi o semplicemente come sommatoria di singoli fattori isolati, ma ben più nobilmente tornare ad assurgere al ruolo che da sempre gli compete, quale quello di collante di tutte le discipline di studio tra loro coordinate e interfacciate.

La cultura è un concetto non necessariamente comparabile alla conoscenza, spesso però maldestramente confuse: la cultura non sempre implica conoscenza, la conoscenza, dal canto suo, sempre implica cultura. In questa precisa ottica trasversale vanno collocati i princìpi espressi sia dalla matematica fibonacciana che dai dipinti leonardeschi: l’armonia, laproporzione, in natura seguono certe metriche, certe leggi ben delineate. Principio del bello che trova riscontro tanto nella dimensione poetica quanto in quella pittorico-architettonica. Il divenire della progressione di Fibonacci si tramuta, trasfigurandosi, nell’esperienza dell’avvicinamento sempre più prossimo, ma mai raggiunto, alla perfezione, richiamando a sé quei valori antichi, ma sempre molto attuali, di ricerca del simmetrico. Musica, quindi, come inchiesta sul bello, come tensione verso una perfezione che può solo essere pensata ma mai esperita.

Matematica, musica e arte: sentieri paralleli verso la vetta della conoscenza
“Tutto scorre”, sosteneva Eraclito nel suo filosofare ispirato dall’acqua e votato al divenire, senza dubbio contrapposto al tema della filosofia permanente dell’essere di Parmenide: correnti divergenti pur egualmente ispirate dalla ricerca della causa mundi. Come la Sezione aurea rappresenta geometricamente il particolare rapporto tra segmenti di una semiretta, allo stesso modo la Serie di Fibonacci indica una particolare progressione numerica nella quale i rapporti tra i numeri assumono un valore singolare; identicamente, la Musica delle sfere celesti rispetta questa stessa legge che altrettanto riscontriamo nelle corrispondenze strutturali della Grande piramide di Giza, per esempio. La pietra filosofale tanto cara agli alchimisti, può essere forse ravvisata proprio in tali ordini: ecco perciò il leonardiano Uomo vitruviano, nel quale le proporzioni delle parti corporee soggiacciono a ben precise leggi regolatrici. Come Penelope tesseva la tela per poi disfarne l’ordito la notte, stessa cosa pare accadere all’incedere della conoscenza: far progressi per poi, di tutto punto, dimenticarne le trame senza però abbandonarne il fuso. Chissà che proprio in questo risieda l’ironia del creatore, chissà che nei giorni da qui a venire non si possa, finalmente, mutare il nostro paradigma iniziale da un «lasciate ogni speranza voi ch’intrate» a un più lieto «…e uscimmo a riveder le stelle».

 

 

Fonte articolo

Le chitarre Horror di Kirk

Per la serie Musica e Curiosita’ ,Kirk Hammett è un grande fan del cinema horror e le sue chitarre lo dimostrano. L’intreccio esistente tra i film e la musica si evidenziano anche nelle scelte personali degli artisti.Per Kirk Hammett (chitarrista dei Metallica) l’ultima in ordine di tempo è la nuovissima ESP LTD Kirk Hammett Nosferatu, prodotta in soli 13 pezzi e svelata al pubblico proprio in questi giorni.(il numero 13 non e’ casuale ).

Ogni chitarra della serie è stata numerata e autografata da Hammett stesso, ed è corredata di certificato di autenticità e foto del chitarrista dei METALLICA. Il pacchetto include anche una giclée (particolare tipo di stampa, più info qui) raffigurante Nosferatu, opera dell’artista americano Basil Gogos, e un pupazzo Famous Zombies Jr “Kirk Von Hammett Zombie, a.k.a.Lil Kirk”, prodotto in edizione limitatissima.

Il prezzo? 2,500 $ (poco più di 2300 €). Per maggiori informazioni, cliccare qui.

Qui sotto, il video dimostrativo postato sul canale YouTube di Kirk Hammett.

Le chitarre in ceramica di DERUTA (PG)

Nel centro Italia, precisamente a Deruta, provincia di Perugia, troverete un piccolo negozio di ceramica.

Una parte con anfore, sottopiatti e decorazioni varie con la particolare e pregiata ceramica di questa zona, rinomata in tutta Italia. Poi vedrete accanto una vetrina con delle chitarre bellissime in ceramica lavorata!

Chitarre finemente decorate con accanto le foto di Mister Santana (si proprio lui)  ed altri artisti   con in mano questi splendidi gioielli.

La bottega da liutiaio/ceramista e’ di Giovanni Andreani e a lui vanno veramente i nostri sentiti complimenti per tali opere.

Scrive Giovanni:

“A volte la vita può riservare delle sorprese inaspettate, ed è quello che è successo a me, infatti fino a qualche anno fà, non avrei mai pensato ne di fare il ceramista, ne di fare il liutaio, ma quando c’ è passione (in ogni sua forma), è possibile fare cose impensabili. Sono nato a Perugia nel 1972 e, fin da bambino sono sempre stato attratto da tutto ciò che da vita alla creatività, comprendere come è fatto e come funziona un oggetto e, questa voglia di conoscenza, mi sicuramente aiutato nel lavoro che svolgo attualmente, dove la creatività applicata alla manualita è fondamentale. Verso i 16 anni, quando ancora frequentavo le scuole superiori, ho cominciato ad avere una grande passione per la musica e, da li ho iniziato a suonare la chitarra. Qualche anno dopo essermi diplomato in Ragioneria (presso l’ Istituto Tecnico Commerciale di Perugia), ho deciso nel 1998 di iniziare la mia attività di ceramista. La cosa particolare è che in precedenza non avevo mai preso un pennello in mano, considerando che la scuola dalla quale mi ero diplomato era di tutt’ altra natura. Grazie ad uno zio (maestro ceramista), che mi ha insegnato i segreti del mestiere e, grazie alla passione per questo lavoro, sono riuscito in breve tempo ad ottenere ottomi risultati. Con il passare del tempo però, la voglia di uscire dai soliti schemi della ceramica, ed il manifestarsi in me di un crescente desiderio di avere una chitarra con dei dipinti che amo molto, mi ha portato nel 2003 ad intraprendere questa particolare avventura e cioè, unire le mie due grandi passioni, musica e ceramica. Dopo vari studi e tests, nel 2005 sono riuscito a creare la mia prima chitarra in ceramica, facendo così prendere forma al mio desiderio. Devo ammettere che è stata un’ impresa alquanto complicata, considerando il tipo di materiale utilizzato per la creazione, ma ciò non mi ha impedito di ottenere un equilibrio tra, stabilità della struttura, peso e qualità del suono.”

Qui il sito dove potete gustare le sue opere:

http://www.ceramicsguitars.com/index.html

Buona visione!