La strana morte di Jim Morrison

Jim Morrison è vivo oppure morto?

Il leader dei The Doors è scomparso davvero oppure è stato cambiato qualcosa?

 

I dubbi pervadono ancora i  fan di tutto il mondo e noi stiamo raccogliendo delle ipotesi davvero sorprendenti. Ecco la prima parte dei documenti tradotti  chiamata “La strana morte di Jim Morrison”

 

La strana morte di Jim Morrison24 agosto 2007

aggiornamenti: 2008-02-28

Il contrammiraglio G. S. Morrison,
l’attacco alla USS Liberty,
e la connessione sionista

3 novembre 2009

aggiornamenti: 2015-12-05

Chi c’era dietro i The Doors

25 marzo 2010

Jim Morrison è stato assassinato dagli ebrei?

26 febbraio 2016

La strana morte di Jim Morrison24 agosto 2007

aggiornamenti: 2008-02-28

[l’originale è qui]

Secondo la storia ufficiale, Jim Morrison è morto all’età di 27 anni nelle prime ore del mattino del 3 luglio 1971, nella vasca da bagno del suo appartamento a Parigi. Bill Siddons, l’agente [nel testo, manager] dei The Doors, giunse in aereo da Los Angeles ma non vide il corpo di Morrison; gli unici a vederlo furono pochi addetti al pronto soccorso e il dott. Max Vassile, oggi defunto. Costui non ha mai rilasciato interviste eccetto che per dire che Morrison è morto per “cause naturali” e, più precisamente, per infarto, motivo per cui non venne effettuata l’autopsia.In questo articolo apparso sulla rivista Rolling Stones, le cose sono cambiate abbastanza. Sembra che Jim Morrison sia morto nel bagno di un locale notturno a Parigi e che una cantante, Marianne Faithful, abbia giurato di mantenere il silenzio sugli eventi che hanno portato alla morte del cantante per overdose da eroina da lui stesso acquistata per la sua ragazza, Pamela Courson [nel seguito indicata anche come Pam, ndt] dagli spacciatori. Jim Morrison non aveva mai assunto eroina negli USA e aborriva sia le droghe che le siringhe.

Perché dunque avrebbe dovuto iniziare ad assumere eroina a Parigi, in Francia? E se ha avuto un’overdose da droga, perché individui misteriosi, quali la cantante menzionata in precedenza, hanno giurato di non parlare degli eventi di quella notte che hanno portato alla morte di Morrison? Questi eventi non sarebbero stati riportati dai principali organi di stampa parecchie settimane dopo? Cosa dunque è successo veramente a James Douglas Morrison?

E chi era e per cosa si batteva veramente questo poeta statunitense e cantante dei The Doors, gruppo musicale rock? Qui trovate uno spezzone tratto da un’intervista del 1970 a Morrison condotta da Lizzie James.

In questa intervista completa del 1970 il cantante parla con Lizzie James dell’avversione che provava per le droghe; d’altra parte, dovremmo credere che sia morto di infarto provocatogli da un’overdose da droga. Il dott. Derwin, il suo medico personale, però gli fece un controllo medico completo prima che partisse per la Francia e disse alla stampa che “Jim, prima di partire per Parigi, era in condizioni di salute eccellenti.”

 “Andammo al Garden Spot per cena su La Cienega, la sera in cui abbiamo parlammo di droghe. Gli raccontai le storie che avevo sentito delle sue scappatelle con gli acidi [sostanze allucinogene, ndt]; rise e disse: «Le droghe non mi interessano», quasi in modo sprezzante e sollevò il suo bicchiere di Martini verso di me, ruotandolo leggermente, con un sorriso che diceva che quella era la ’Crystal Ship’ (*). Un’altra volta gli offrii un po’ di speed (**) e marijuana, mentre, una volta o due, alcuni psicofarmaci eccellenti, ma lui rifiutò sempre, una volta scuotendo la testa in modo derisorio, dicendo: «Non ho bisogno di pillole».”

L’intervista della rivista Rolling Stone è stata rimossa da YouTube; ecco quindi un’altra intervista con Jim Morrison (il sonoro all’inizio è di bassa qualità).

(*) The Crystal Ship è il titolo di una canzone dei The Doors; il senso è che l’amore procura a Jim quelle emozioni che altri inseguono con la droga.
(**) Il termine speed fa riferimento ad anfetamine, metanfetamine e altre droghe psicostimolanti.
Aggiornamento del 28 febbraio 2008:

Ho notato uno schema ricorrente. I personaggi famosi o importanti, una volta uccisi, diventano leggende; si deve dunque fare qualcosa per allontanare da loro l’attenzione della popolazione generale, scrivendo menzogne come la seguente:
Secondo il sito internet ContactMusic.com, Morrison era bisessuale

Questo per prevenire che alla gente venga in mente di cercare di scoprire la verità su quelle morti; è meglio allontanare le masse prima che inizino a indagare i crimini commessi dai soliti, scoprendo cose terribili.

I tre rimanenti membri della banda, i suoi amici, e molti altri che conoscevano il cantante dissero che il libro Jim Morrison: Life, Death, Legend [letteralmente, Jim Morrison: la vita, la morte, la leggenda] di Stephen Davis diffonde menzogne asserendo che Morrison fosse bisessuale o omosessuale. Tutti affermano senza ombra di dubbio che era eterosessuale.

E amava una ragazza in particolare, la sua ragazza di lunga data, Pamela Courson, che morì due anni e nove mesi dopo di lui, il 25 aprile 1974, di overdose da eroina — che sorpresa! Negli anni 1960 e 1970, quante stelle della musica rock e relativi conoscenti sono morti di “overdose da eroina” o per cause strane? Guardate, per esempio, questa lista di stelle della musica rock morte, compilata dal dott. Ed Friedlander, patologo della polizia. Cosa c’è sotto?

Il libro No One Here Gets Out Alive [letteralmente, Qui nessuno ne esce vivo] di Jerry Hopkins e Danny Sugerman viene descritto come la prima bibliografia di Jim Morrison; la sorella Anne Morrison però disse “in quel libro non c’è mio fratello”; in altre parole, non considerava quel libro una bibliografia del fratello. Qualcuno su internet sarcasticamente fa riferimento a quel libro come a Nothing Here but Lies [letteralmente, Qui nulla eccetto menzogne] (*). Ray Manzarek fu talmente disgustato dal film di Oliver Stone sui The Doors nel quale Jim Morrison veniva ritratto come un pazzo scatenato che ha diretto un film per conto suo, The Soft Parade, per contrastare la propaganda e le menzogne sioniste. Di recente inoltre, When You’re Strange, un nuovo documentario su Jim Morrison e The Doors, è stato diffuso per contrastare ulteriormente la propaganda su Morrison e sul suo gruppo musicale.

(*) In inglese No One Here Gets Out Alive e Nothing Here but Lies sono in qualche modo assonanti.

 

 

Continua…

 

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Fonte

 

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Chuck Schuldiner memory

13‭ ‬dicembre‭ ‬2018:‭ ‬sono ormai passati diciassette anni da quando Chuck Schuldiner ci ha lasciati

 

Una vero guitar hero innovativo con la sua tecnica e il suo modo di intendere la musica

 

 

chuck

 

 

Charles Michael “Chuck” Schuldiner
(13 Maggio 1967 – 13 Dicembre 2001)
Chuck Schuldiner (Official) #chuckschuldiner

 

 

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Sfera Ebbasta e la serata nera ad Ancona: le cose non quadrano

La serata di Ancona è stata un evento nero per la musica

Purtroppo delle cose non quadrano assolutamente e non solo per noi

Rispondere a queste domande non porterà in vita quei ragazzi ma ci serve a ragionare sul perchè accadono certe cose

Incongruenza numero uno- I biglietti e il locale

Parlare di colpe è fin troppo facile: troppi biglietti staccati. Ma sono stati staccati per chi? Sembra che il giovane trapper era presente in un altro locale di Rimini la stessa sera. Riporta così una testata:

E se fosse stata tutta una finzione per attirare alla Lanterna Azzurra quanta più gente possibile sfruttando il traino del nome di Sfera Ebbasta? La domanda sta circolando da ieri sui social e non è escluso che in un secondo momento possa diventare un elemento sul quale gli inquirenti decidano di svolgere degli accertamenti. Il primo a lanciare il sasso è un ragazzo che si chiama Francesco Clementi e che posta su Facebook un video alle due del pomeriggio di ieri.

Sono tornato ieri sera dalla Lanterna Azzurra, una serata fuori di testa e dunque faccio questo video perché c’è qualcosa che non mi quadra – dice – Come mai Sfera doveva venire da noi alle 12.40, quando è successo il parapiglia e a mezzanotte e dieci stava ancora suonando sul palco dell’Altromondo a Rimini? Come è possibile che stava suonando lì, come è possibile che non ha mai scritto che veniva alla Lanterna Azzurra? È un evento inventato, Sfera non c’è mai stato».

Ma non solo. Secondo il giovane, lo spray urticante potrebbe essere la trovata di chi, per giustificare l’assenza del trapper, voleva a quel punto far saltare la serata senza dover ridare indietro i soldi a chi aveva pagato il biglietto. Una tesi che al momento non trova alcuna conferma. «Era tutto organizzato – ribadisce Francesco Clementi nel video – Hanno fatto un evento finto per farci vedere uno che non c’era ma hanno calcolato male e ci sono stati i morti schiacciati».

Spetterà agli investigatori accertate quest’ulteriore aspetto anche se al momento la priorità è stabilire quante persone vi fossero all’interno della discoteca. Un paio di dati certi però ci sono. Il primo è che per l’evento di venerdì sera erano stati stampati due biglietti identici – stesso colore, stessa foto di Sfera, stessa grafica – uno con l’indicazione l’Altromondo a Rimini l’altro con la Lanterna Azzurra di Corinaldo. Entrambi non riportavo né l’orario di esibizione né se si trattasse di un concerto o di un dj set.

Sui biglietti vidimati dalla Siae e venduti per la serata alla Lanterna, invece, l’orario indicato era quello delle 22. Inoltre, alla commissione provinciale cui spetta pianificare i servizi all’esterno dei locali in caso di eventi non è stato chiesto dai gestori della Locanda Azzurra nessun permesso. E gli stessi vertici locali delle forze dell’ordine – come loro stessi hanno spiegato ieri al ministro dell’Interno Matteo Salvini che chiedeva come mai fosse stato ‘sottovalutatò un simile evento – non erano state informate dell’arrivo di Sferaebbasta.

 

Incongruenza numero due- lo spray al peperoncino

 

pep

Un immagine per mostrare la grandezza delle bombolette di spray urticante

 

Lo spray al peperoncino è contenuto in piccole bombolette. Sono fatte apposta per essere tenute in borsetta per proteggersi da aggressioni. Le immagini dei vari telegiornali mostravano un locale pieno di fumo intossicante. Se fosse stato spray al peperoncino, non sarebbe certo bastata una bomboletta piccola. Pareva un attacco chimico. Sembrava effettivamente un attentato in piena regola con un rilascio di una sostanza in misura molto più grande di una bomboletta! Ovviamente è solo un’ ipotesi ma andrebbe vagliata piuttosto che scartata. Questo solo per rispetto verso chi ha perso i propri figli.

 

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Fonte citata

 

 

 

 

 

 

 

Travis Scott e Kylie Jenner: ancora più evidenze del loro stato

Nei nostri articoli dedicati al rapper evidenziammo gli strani regali fatti dalla sua fidanzata Kylie Jenner

Il quadro, oggetto del primo regalo di compleanno a Travis, era pieno di simbologia Monarch e pare che Kylie sia ancora più sotto questo potere

 

Symbolic Pics of the Month 11/18

Il regalo del quadro

 

Eccola nel pieno delle sue capacità conciata con il simbolo per eccellenza del programma Monarch: la farfalla! Prova che le Kardashian oltre ad essere famose solo per il fatto “di essere famose” sono delle ottime pedine per mostrare nei loro succinti abiti la simbologia della programmazione.

 

Symbolic Pics of the Month 11/18

Negli ultimi mesi, tutto ciò che Kylie Jenner indossava, ruotava attorno al simbolismo del controllo mentale Monarch. Il suo costume di Halloween era praticamente la divisa dello schiavo Beta Kitten. Speriamo che sua figlia sia esente da questa merda anche se l’ha conciata bene.

 

Symbolic Pics of the Month 11/18

Non commentiamo

 

Leggi anche:

 

Travis Scott: Butterfly effect – Effetto Monarch

 

Lo strano regalo a Scott Travis

 

Le star sono veramente messe in cattive acque, dorate esternamente ma distruttive dentro.

 

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Di tanto in t

Queen- Bohemiam Rhapsody- la nuova possibile spiegazione? Parte II

Una delle canzone più strane dei Queen è sicuramente ‘Bohemian Rhapsody’

Ancora a distanza di anni cerchiamo di capire il significato del testo

 

Proviamo a trovare una chiave di lettura raccogliendo anche delle opinioni di alcuni su internet come questa:

 

 

 

Come giustamente è stato osservato, il testo è denso di significati esoterici. La nostra ricerca continua e trovare una risposta non è affatto facile.

 

Continua…

 

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Guns ‘n’ Roses – la loro storia dietro le quinte

I Guns ‘n’ Roses erano la band più ‘pericolosa’ del mondo?

Erano dei delinquenti prestati alla musica o delle vere icone che hanno scritto una parte della storia dell’hard street rock mondiale?

 

 

 

 

Il documentario completo in italiano per avere la risposta.

 

Buona visione!

 

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John Lennon e il nuovo caso di Mark Staycer Parte V

Tutti hanno appurato che John Lennon sia morto ma è davvero così?

Chi è allora Mark Staycer?

E’ tutta una farsa ancora una volta? Siamo di fronte ad un ennesimo caso di sosia? Continua l’esame da parte di un crimilogo

 

La spiegazione offerta da Mathis, per quanto apparentemente incredibile, appare la più logica, ossia che McNamee e Staycer siano la stessa persona, ovvero… John Lennon!
D’altronde, torno a dirlo, le corrispondenze tra Staycer e Lennon sono davvero strabilianti. Innanzitutto, imitatore e imitato sembrano avere più o meno la stessa età. Lennon avrebbe avuto 67 anni nel 2007, quando è stato girato il film. Del personaggio di Noel Snow si dice che ne abbia 65, e in effetti sono quelli che dimostra, anche se ufficialmente Staycer ne avrebbe qualcuno di meno. E poi, oltre a cantare proprio come l’ex-Beatle, imitando alla perfezione persino l’accento di Liverpool (pur essendo nato e avendo vissuto nel Michigan) e suonando contemporaneamente la chitarra o le tastiere, il buon Mark gli somiglia in modo impressionante. Non credo sia facile per nessuno distinguere le sue foto sulla home page del sito ImagineLennon.com da quelle del vero Lennon.

Esistono dei bravi imitatori di personaggi celebri, certo, ma quanti ne conoscete che abbiano il loro stesso aspetto anche senza trucchi e costumi di scena?Al contrario di tutti gli altri imitatori, infatti, Staycer sembra aver bisogno di truccarsi per somigliare di meno a John Lennon, non per somigliargli di più. Come nelle sue esibizioni (reperibili in abbondanza su YouTube), in cui indossa un’assurda parrucca bionda e in alcune foto in cui appare con un grosso cappello e gli occhiali scuri, quasi per nascondersi come fanno le vere rockstar. Se nella vita reale è davvero diverso da John Lennon, perché non esistono sue foto “al naturale” che lo dimostrino?

Questo trovo sia un altro particolare strano: in tutte le sue apparizioni pubbliche che ho potuto visionare, film compreso, Staycer non sembra mai recitare, né fare qualcosa per atteggiarsi a John Lennon. Si muove con la naturale ritrosia di una celebrità restia a farsi notare troppo, non come un sosia desideroso di mettersi in mostra. E in almeno una scena di Let Him Be, in cui si trova a interagire con un personaggio che senz’altro non è un attore, l’atteggiamento di quest’ultimo sembra significativo. Quando interviene per interrompere una jam session troppo rumorosa per i vicini, il vecchio sceriffo della cittadina canadese in cui è ambientato il film guarda Noel Snow estasiato e un po’ imbarazzato, proprio come un vero fan di fronte al suo idolo di gioventù…
E poi c’è la questione degli strani nomi del presunto sosia e del personaggio che interpreta. Dalle ricerche compiute su siti specializzati come CheckMate e Intelius da Mathis (e da me verificate) risulta esserci un unico Mark Staycer in tutti gli Stati Uniti. Ma si tratta di uno pseudonimo, perché il vero cognome è Stytzer, e questo Mark Stytzer non sembra essere il sosia di Lennon, anche perché avrebbe avuto solo 52 anni nel 2007. In ogni caso, Staycer è un cognome inesistente nella realtà. Secondo Mathis si tratterebbe di un riferimento parziale al cognome da nubile della madre di John, Julia Stanley. Ma sembra piuttosto un anagramma… In effetti, le stesse lettere compongono la parola sectary, ovvero settario, affiliato a una setta. Boh…

Da un possibile gioco di parole prende forma anche il nome di un altro personaggio del film, Stanley Fields, il cugino di Noel Snow. Torna il nome Stanley, affiancato da Fields come in Strawberry Fields… D’altronde a John Lennon i giochi di parole piacevano, come dimostra anche l’etichetta discografica in comproprietà con la moglie, la LENONO. Tutte le lettere di quest’ultima parola, inoltre, sono contenute nel nome del personaggio interpretato da Staycer nel film: Noel Snow. Noël vuol dire Natale in francese, snow è neve… In questo senso, Staycer potrebbe essere un personaggio inesistente come Babbo Natale… Per di più, se la lettura di Mathis fosse corretta, la vicenda Lennon potrebbe essere definita uno “snow job”, ovvero un tentativo di abbindolare il pubblico…

Un altro particolare molto sospetto è l’accento di Staycer. Nel film come nelle sue esibizioni, questi si rivela in grado di imitare alla perfezione l’accento di Liverpool, come abbiamo già detto. Anzi, non sembra neppure un’imitazione: è proprio l’accento di Liverpool, identico a quello di Lennon. A suonare imitato, piuttosto, è l’accento americano, peraltro abbastanza variabile, che Staycer sfoggia nelle rare interviste, tipo quella contenuta nel video della prima del film (ancora disponibile su YouTube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=_QBzclDPBsg).

 

 

È un accento abbastanza convincente, ma non del tutto, secondo me, e soprattutto secondo Miles Mathis e altri americani a cui l’ho fatto ascoltare.

Continua…

Fonte

La felicità musicale in poche tracce

La formula che stabilisce quale canzone pop ha l’effetto più efficace sull’umore esiste?

 

La scienza dice di sì!

 

La musica ha attinenze matematiche, questo si lo sapevamo ma il professor Jacob Jolij dell’università di Groningen sostiene di aver messo a punto la formula che stabilisce quale canzone pop ha l’effetto più efficace sull’umore e innesca un’immediata voglia di buttarsi in pista.(!!)

L’equazione mette insieme non solo il tempo, ma anche la chiave musicale e il testo, incoronando “Don’t Stop me now” dei Queen come il pezzo che nell’ultimo mezzo secolo ha generato più benessere tra i suoi ascoltatori. Passando in rassegna i successi delle ultime 5 decadi Jolij ha stilato una vera e propria classifica che comprende gli Abba, i Beach Boys e Gloria Gaynor. Ecco la top ten:

1)”Don’t stop me now” QUEEN

2) “Dancing Queen” ABBA

3) “Good Vibration” THE BEACH BOYS

4) “Uptown girl” BILLIE JOEL

5) “Eye of a tiger”SURVIVOR

6) “I’m a believer” THE MONKEES

7) “Girl just wanna have fun”CINDY LAUPER

8) “Livin’on a prayer” BON JOVI

9) “I will survive” GLORIA GAYNOR

10) “Walkin sunshine” KATRINA E THE WAVES

Premesso che queste classifiche alla fine siano prettamente un fatto personale dal momento che una canzone a distanza di anni potrebbe farci l’effetto contrario .

La cosa che ci interessa sempre quando leggiamo una classifica è la possibilita’ di conoscere nomi delle tracce  “del quale non ricordiamo il titolo“.

 

 

 

Resta il merito a questo professore di aver provato a mettere su carta “LA FORMULA DELLA FELICITA’ MUSICALE”.

 

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The Haunting Hill House soundtrack

La serie Netflix sulla casa più paurosa d’America ha una colonna sonora da brivido

Pathos e tensione contrapposte a note delicate di pianoforte ne fanno da sfondo

 

 

Paramount Music pubblica una colonna sonora per la serie horror di Netflix ‘The Haunting of Hill House’. L’album presenta la musica originale composta da The Newton Brothers (Oculus, Ouija: Origine del maschio, estinzione, vita del crimine, The Bye Bye Man), incluso il tema principale dei compositori. The Haunting of Hill House è scritto e diretto da Mike Flanagan e vede la partecipazione di Michiel Huisman, Carla Gugino, Henry Thomas, Elizabeth Reaser, Kate Siegel, Timothy Hutton e Mckenna Grace. La serie è incentrata su una famiglia distrutta che si confronta con ricordi ossessivi della loro vecchia casa e gli eventi terrificanti che li hanno allontanati. Una serie intrecciata con dolori, ricordi e fantasmi. La musica è semplicemente magnifica per tutta la durata della serie.

 

Tracklist

1. The Haunting of Hill House (Main Titles) (1:06)
2. Come Home (5:11)
3. Larks and Katydids (4:33)
4. Darkness and Chaos (1:45)
5. That Night (1:47)
6. Take Her Down (1:26)
7. Whatever Walked There, Walked Alone (1:04)
8. Hill House (1:10)
9. Go Tomorrow (2:37)
10. Science vs. Religion (0:54)
11. What Did You Really See (1:19)
12. The Red Room (1:11)
13. Missing Things (1:06)
14. I Believe You (1:42)
15. 12:00 A.M. (1:45)
16. In the Shadow of Ghosts (1:34)
17. I Want to Wake up So Badly (3:16)
18. Luke (1:28)
19. Approaching the House (2:39)
20. Haunted Past (1:51)
21. You Remember (1:57)
22. Feel Nothing (2:39)
23. Beginning of the End Movement I (3:28)
24. Beginning of the End Movement II (Tea Party) (2:44)
25. Beginning of the End Movement III (2:29)
26. Beginning of the End Movement IV (3:27)
27. The End (2:48)

 

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Beastie Boys – Paul’s Boutique- storia di un disco epocale

Paul’s Boutique dei Beastie Boys era un disco leggenda per il vero rap

Un concentrato di innovazione, rime veloci ma anche tanto umorismo ha reso questo platter valido per decenni

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La copertina originale di Paul’s Boutique

 

Il disco

 

 

 

 

Paul’s Boutique uscito nel luglio 1989, tre anni dopo la release del loro grande debutto, Licensed to Ill, era quasi in sordina. Niente da fare, poco tempo dopo era considerato un must del rap americano. Concorrenti dei Public Enemy e Run Dmc, i Beastie Boys riuscirono ad essere sfrontati, innovativi mantenendo un’atteggiamento molto ironico e umoristico. Tracce di basso, batteria e chitarra veri, schratch vari e suoni di campionamento sono da base per le frasi in rima dei nostri eroi.

Se gli odierni ragazzi credono che la Trap sia innovativa, dall’altra non conoscono minimamente le origini del rap. Alcuni dischi sono praticamente sconosciuti nonostante siano stata fonte costante anche di rapper moderni. La cosa anche particolare che la musica era suonata e non solo campionata. Oggi invece è solo artefatta e i risultati sono tutti nelle nostre orecchie.

Egg Man ad esempio parte con un basso interessante e una batteria in 4/4 sparata con l’arrivo di suoni vari. Il ritornello è un must impossibile dimenticarlo come il giro di basso sottostante. ‘High Plains Drifte‘ ha un sottofondo di natura sensuale con relativa voce femminile che è non facile dimenticare. Poi abbiamo la seminale ‘Hey Ladies‘ bandiera del rap dei Beastie Boys. Una chitarra fuzz leggera e dei colpi di batteria fanno da sfondo dagli incroci vocali per la canzone più famosa dei rapper americani. ‘Piece Chicken Dinner’spiazza immediatamente come intermezzo country texano. ‘Looking Down The Barrel Of A Gun’ forse b-side ei Licensed to Ill, contiene un riff di chitarra distorta di derivazione metal e le voci più arrabbiate dei Beastie Boys. Un basso wha wha si inserisce anche qui con un certo grado di sorpresa nel finale. ‘Car Thief’ possiede scratch a profusione, simulazioni di frenate di auto e un coro femminile anni’70 che ancora una volta si fondono.  Le restanti tracce sono dei tasselli di un disco che incorpora freschezza, sfrontatezza, divertimento e qualche punzecchiata al perbenismo finto americano dell’epoca.

 

Tracklist

  • To All the Girls – (1:29)
  • Shake Your Rump – (3:19)
  • Johnny Ryall – (3:00)
  • Egg Man – (2:57)
  • High Plains Drifter – (4:13)
  • The Sounds of Science – (3:11)
  • 3-Minute Rule – (3:39)
  • Hey Ladies – (3:47)
  • 5-Piece Chicken Dinner – (0:23)
  • Looking Down the Barrel of a Gun – (3:28)
  • Car Thief – (3:39)
  • What Comes Around – (3:07)
  • Shadrach – (4:07)
  • Ask for Janice – (0:11)
  • B-Boy Bouillabaisse – (12:33)

Paul’s Boutique è quindi una summa di derivazioni incorporate nello slang rappato americano bianco e rappresenta ancora oggi un platter valido.

Acquisto senza tempo!

 

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