Cèline Dion getta la maschera con NUNUNU

Cèline Dion con la sua nuova linea di abbigliamento per bambini transita tutto il codice #pizzagate e il gender

Il codice pizzagate per chi non hai mai letto il nostro blog rappresenta tutta la simbologia nascosta delle persone dedite a pratiche di abuso verso i minori anche violente

Inutile dire che anche lei fa parte del sistema e noi come Musicaeanima abbiamo gettato nel cestino i suoi dischi

 

ATTENZIONE TEMATICHE ADULTE

 

 

Ecco un articolo integrale che lo descrive

 

Céline Dion è il volto di un nuovo marchio di moda “genderless” (senza genere) per bambini di nome CELINUNUNU. Tutto è incredibilmente sbagliato e inquietante. Ecco uno sguardo all’inquietante simbolismo che lo circonda.

Ho sempre apprezzato il fatto che Céline Dion fosse una figura alquanto salubre in un’azienda musicale fortemente incline alla depravazione. Tuttavia, dalla morte di suo marito e manager René Angélil, è stata coinvolta in qualche torbido affare.

Dopo essersene andata Las Vegas, Céline ha apparentemente trovato una nuova missione: “liberare” i neonati dalla binarieta` del genere. Sappiamo tutti che e` questo il motivo per cui ogni neonato si lamenta! (e` retorica) Per farlo, ha rilasciato CELINUNUNU, una linea di abbigliamento per bambini “di genere neutro”, creata in collaborazione con il marchio di moda globalista NUNUNU.

Alcuni potrebbero considerare questa notizia con leggerezza perché CELINUNUNU è l’ennesima marca di moda costosa che utilizza una celebrità per generare vendite. Tuttavia, c’è dell’altro. NUNUNU è già un grande marchio a Hollywood. Il sito web del marchio contiene una vasta galleria di foto di bambini di celebrita` che indossano le loro creazioni come Angelina Jolie, Kourtney Kardashian, Hilary Duff e molti altri. Per loro stessa ammissione, il marchio non si concentra prettamente sulla moda. È un modo per “plasmare i bambini” per il futuro.

Per prima cosa, diamo un’occhiata al video promozionale di Céline Dion.

VIDEO PROMOZIONALE

CELINUNUNU presenta Céline Dion che si intrufola in un reparto maternità e altera l’aspetto dei bambini di altre persone. Mentre la maggior parte delle fonti di notizie ha trovato il video “esilarante”, molti non hanno reagito bene al messaggio del video.

Il video inizia con Céline seduta sul retro di un SUV. Dice: “I nostri bambini non sono davvero i nostri figli”. Ok, Celine stai bene? Cosa stai dicendo??? Si noti che è vestita con un abito scintillante.

Quando Céline scende dal SUV per entrare in un ospedale, i suoi vestiti diventano magicamente neri. Sta per succedere qualcosa di oscuro

Celine si intrufola nel reparto maternità dell’ospedale e scopre qualcosa di inaccettabile.

Si rende conto che i maschietti sono vestiti di blu e le femminuccie di rosa. L’orrore. Céline è completamente disgustata.

Quindi, Céline sparge della polvere nera e tutto cambia. Peggiorando.

Le immagini del maschietto e della femminuccia sul muro vengono sostituite con il logo del marchio. Tutto è ora nero, bianco e raccapricciante.

Questo bambino indossa un cappello con teschi. Sì certo, festeggiamo una nuova vita facendole indossare simboli che rappresentano la morte. La maglietta recita “Nuovo Ordine” … una abbreviativo per “Nuovo Ordine Mondiale?”.

La sicurezza poi, arresta Céline e la porta fuori dall’ospedale. Perfetto. Assicuriamoci che questo non accada di nuovo.

Per riassumere il video, e` sconcertante. Certo, Céline Dion è semplicemente il volto del marchio. L’intera linea è stata creata da NUNUNU, una casa di moda israeliana per bambini che è già un successo globale.

C’E` QUALCOSA DI SBAGLIATO IN NUNUNU

Quando dico che c’è qualcosa che non va in NUNUNU, non sto parlando del suo ridicolo nome. Sto parlando della sua intera filosofia e simbolismo. La pagina “Informazioni” del marchio dice:

Guidato completamente dalla loro intuizione, i co-proprietari e designer iris adler e tali milchberg hanno creato collezioni di abbigliamento per bambini che hanno rotto gli stereotipi e schivano le norme accettate. il loro bisogno di un dna di base e un’offerta unisex nella moda per bambini, ha creato una tendenza globale che è ora una fonte d’ispirazione in tutto il mondo. spinto da un programma che sfida la tradizionale dicotomia di abbigliamento ragazzo / ragazza, iris e tali hanno dimostrato che nel mondo dei veri individui non tutto è così bianco e nero.

Sì, per citare le sue stesse parole, il marchio è effettivamente “guidato da un ordine del giorno”

Questa è la foto in cima alla pagina Informazioni del marchio: un bambino il cui volto è tenuto stretto da uno scheletro. Uno degli occhi del bambino è nascosto – una conferma che questo è tutto sull’agenda dell’élite.

L’agenda di NUNUNU non riguarda solo la neutralità di genere. Si tratta di qualcosa di molto più oscuro. Un rapido viaggio nella pagina Instagram del marchio rivela alcuni materiali inquietanti: la sessualizzazione dei bambini, il satanismo e il controllo mentale monarch. In breve, tutte le ossessioni dell’élite occulta.

Questo fa parte della collezione “Holiday” del marchio. Non dirmi che non sanno cosa significa “Ho” (slang per prostituta). Voglio dire, ma dai….

Sono consapevoli del fatto che la canzone Let’s Get Physical parla di fare sesso? Perché ci sono bambini sotto quella scritta?

 

Questa ragazza indossa una camicia con occhi che tutto vedono con un “tatuaggio” ridondante sulla mano – i principali simboli dell’élite occulta.

Una ragazza con le corna. Altre cose pseudo-sataniche.

 

Un bambino con un cappello con corna da diavolo. Così carino.

 

Raccapricciante

Sembra che un pedofilo schifoso abbia messo la sua grande mano sporca sul petto di questa ragazza.

Questo bambino nasconde un occhio mentre indossa una maglietta con un teschio con un occhio nascosto. Inoltre, i suoi pantaloni sono dotati di occhi che tutto vedono. Come potrebbero renderlo piu` ovvio?

L’account IG del brand contiene varie immagini e dipinti contrassegnati con #inspiration. Quasi tutti sono inquietanti e pieni di simboli che si riferiscono alle pratiche più oscure dell’élite occulta.

Questo è satanico al 100%. Sì, questo è l’account IG di un marchio di abbigliamento per bambini che è estremamente popolare a Hollywood.

La didascalia di questa immagine è “Hidden Desire”. La mia didascalia sarebbe “Che problemi hanno queste persone?”.

Questa è la didascalia: “Necessità di schiarirsi le idee”. Il controllo mentale basato sul trauma serve appunto a “chiarire le idee” delle vittime grazie all’abuso

Giovani ragazzi in asciugamano. Le loro teste sono state sostituite con bulbi oculari. Come dice il commento: “Inquietante, borderline e inappropriato”

Un teschio di animale usato per fare il segno di un occhio: l’ispirazione perfetta per vestiti da bambini

Tutto di questa foto urla “infanzia rovinata”

Questa immagine è puro controllo mentale Monarch- uno schiavo MK con diversi personaggi.

Ci sono molte altre immagini, ma ne abbiamo viste abbastanza. Tutte puntano nella stessa direzione: depravazione dell’élite occulta e depredazione spudorata dei bambini. Tutta questa merda è “vestita” nel vocabolario ipocrita della neutralità di genere e della “liberazione dei bambini”. E chi meglio di Céline Dion (e della sua salutare aura) per rendere questo attraente per le mamme con soldi da buttare?

NUNUNU? NONONO.

 

 

Fonte

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La fondazione Cornell viene cancellata da internet!

Chris Cornell non era solo un cantante, era il marito di Vicky ed amico intimo di  Chester Bennington

Insieme avevano una fondazione per la protezione dei bambini molestati

Non erano le solo rock star dedite a droghe e depressioni varie come i vari telegiornali disinformanti hanno raccontato. Chris e Chester avevano famiglia e figli. Avevano diversi bambini e specialmente Chris Cornell li amava a tal punto che aveva fondato una ONG a protezione dei bambini molestati. Peccato che la fondazione sia scomparsa nella rete.

 

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Qui potete vedere il link del sito cancellato. Secondo il sito TMD, Chris Cornell e sua moglie hanno istituito la Fondazione Chris e Vicky Cornell per sostenere i bambini abusati sessualmente e collaborato con molte associazioni umanitarie per aiutare i bambini a salvarsi dalle reti di pedofilia.
Nel corso degli anni Cornell, attraverso la fondazione, avrebbe scoperto una rete mondiale di pedofili che coinvolgerebbe anche persone molto note. Delle fonti vicine all’artista hanno rivelato che stava progettando di denunciare e pubblicare i nomi prima di essere stato ucciso.

 

Peccato che questo sito sia stato cancellato pochi giorni dopo la morte di Chester Bennington e sia diventata una mera pagina pubblicitaria. Avevamo scritto che la moglie era stata minacciata su Twitter e l’unica scelta per avere un pò di pace è stata quella di cancellare la fondazione? Restiamo sintonizzati per nuovi sviluppi, la mano del pizzagate continua ad operare per chiudere le bocche che parlano troppo e per cancellare le prove del loro putrido mondo.

 

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L’hackeraggio del Twitter di Talinda Bennington

 

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Pizzagate e lo star system: i media italiani cominciano a parlarne con quali toni?

Il Pizzagate è una realtà, l’arresto di Weinstein è la prima parte di uno scossone mondiale a tutto lo star system

Asia Argento è la nostra star invischiata in rapporti strani con minorenni e la stampa (di parte) scrive in maniera discriminante sul pizzagate.

Qanon è un carro armato che avanza e i poveri giornalisti costretti ad asservire i loro capi scrivono questi articoli definendo “complottismo” il pizzagate

L’articolo integrale di una famosa testata italiana che denigra e rende acqua zuccherata un fenomeno disgustoso:

 

C’è la teoria del complotto che crede che gli attentati dell’11 settembre siano stati preparati dagli stessi americani. Quella secondo cui lo sbarco sulla Luna sia solo una messinscena della Nasa. Ma ora una nuova teoria cospirazionista fa impallidire quelle già note. E son gli americani, cervellotici, a ordirla. Un nome all’origine di tutto: QAnon. Dietro a questo un mare di tesi bizzarre della destra statunitense, tanto care ai sostenitori di Trump, proliferate sul web. A farne le spese diversi vip, tipo Tom Hanks, pilastro della Hollywood liberale, accusato di essere un pedofilo. E pure Obama e i Clinton, tacciati di tenere le redini di un giro di pedofilia.

A sostegno di QAnon anche diversi nomi celebri americani, tipo la conduttrice televisiva Roseanne Barr

Cerchiamo di capire meglio cos’è la tentacolare teoria del complotto della destra trumpiana conosciuta come QAnon.

Cos’è e com’è nato QAnon

Tutto è cominciato il 28 ottobre 2017, quando “Q” è emerso dalla palude di internet sul sito 4chan, dove gli utenti possono pubblicare liberamente e in forma anonima e dove sono nati diversi fenomeni del web.
In una discussione intitolata “Calm Before the Storm” (La calma prima delle tempesta) e nei post successivi Q ha diffuso e consolidato la sua leggenda: si è presentato come un membro del governo, con accesso a informazioni di massima sicurezza, a conoscenza di una battaglia segreta per il potere che coinvolge Donald Trump, il “deep state” (lo stato profondo), Robert Mueller direttore dell’Fbi che sta indagando sul Russiagate, i Clinton, una catena pedofila e compagnia bella. 

Q ha continuato a pubblicare contenuti, sia su 4chan che su 8chan, promuovendo la community “QAnon”, che decodifica i messaggi di Q e cerca di capire la vera verità celata dai poteri forti. 

A provare, secondo i seguaci di Q, che Q è davvero un pezzo grosso vicino a Trump, ci sarebbe anche una foto che Q ha postato, che dovrebbe essere stata scattata niente meno che dall’Air Force One, l’aereo presidenziale. L’immagine alquanto sfocata mostra dall’alto le isolette sorvolate dal presidente durante il suo viaggio in Asia nel novembre 2017.

Cosa sostiene la teoria di QAnon

La comunità QAnon è per lo più a favore di Trump e contro lo “stato profondo”. Sostiene tesi tanto strambe quanto pesanti. Secondo QAnon lo “stato profondo” vorrebbe boicottare Trump perché ha messo in piedi una lotta sotterranea contro i potenti americani, invischiati in una tresca di pedofilia

Secondo il Guardian, come ogni teoria cospirazionista QAnon “è abbastanza flessibile da adattarsi a qualsiasi nuovo sviluppo che possa smentirla”. E ancora: “è probabile che più leggi su di essa, più ne resterai confuso. Immagina un mix volatile di Pizzagate, InfoWars e il panico satanico degli anni ’80, moltiplicato per la potenza di internet e con una spinta in più data da una manciata di celebrità conservatrici”.

QAnon in effetti ricorda abbastanza il Pizzagate, teoria cospirazionistata sfatata, diventata virale durante la campagna elettorale presidenziale americana del 2016, che voleva che i Clinton al centro di un sordido giro pedofilo che aveva come base la pizzeria Comet Ping Pong di Washington (folle idea nata da uno scambio di mail tra il proprietario della pizzeria e John Podesta, presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton). 

Le bizzare tesi di QAnon

Secondo QAnon, non sarebbe Trump ad avere strani rapporti con la Russia ma sarebbero stati i Clinton e Obama a intessere relazioni ambigue coi russi; Trump avrebbe finto legami con Putin solo per far avviare le indagini del Russiagate. Alcuni vip di questo sporco sistema dello “stato profondo” sarebbero già sotto il controllo della polizia, forse tramite braccialetti elettronici (a sostegno di ciò le immagini di Hillary infortunata con tutore al piede e addirittura di John Cain, sempre con tutore post lesione tendine d’Achille: il tutore? per nascondere i braccialetti). 

L’ultimo sotto le grinfie di QAnon è stato Tom Hanks. Lunedì 30 luglio, chi ha cercato il nome dell’attore su YouTube si è imbattuto in una brutta sorpresa: il titolo del video in cima alla ricerca era “Sarah Ruth Ashcraft says Tom Hanks is a pedophile” (Sarah Ruth Ashcraft dice che Tom Hanks è pedofilo). Tra gli altri risultati in testa: “Tom Hanks’ Alleged ‘Sex Slave’ Speaks Out” (Le rivelazioni del presunto schiavo del sesso di Tom Hanks). I primi cinque risultati – e otto tra i primi 14 – erano variazioni sul tema della pedofilia, intervallati dagli hashtag #QAnon, #Pizzagate e #Pedogate. Evidentemente chi c’è dietro a QAnon sa muoversi bene con gli algoritmi di ricerca di YouTube. 

I vip sostenitori di QAnon

Ci sono anche alcune celebrità a credere a QAnon. Tipo Roseanne Barr, l’attrice di Pappa e ciccia fan di Donald Trump. Prima di venire licenziata dalla sua sitcom per il suo tweet razzista contro Valerie Jarrett (paragonò a una scimmia l’ex consigliera di Obama), Barr ha twittato vari “cinguettii” che invocavano QAnon. Alludevano alla presunta esistenza di centinaia di circoli pedofili (uno di questi: Hollywood) che Trump sta smantellando.

Tra i vip al seguito di QAnon anche Curt Schilling, ex giocatore di baseball diventato fervente sostenitore di Trump. 

 

 

Ad ognuno le sue valutazioni personali. Il pizzagate è una realtà comprovata e non una fantasia. Se questo si chiama “giornalismo” in Italia…

 

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Fonte citata

Miley Cyrus Pizzagate: senza veli e l’Instagram scomparso

Miley Cyrus cancella tutte le foto in fretta riconducibili al codice #pizzagate?

La ragazzina prodigio della Disney ha inserito per anni decine di foto per mostrare il codice pizzagate?

Stranamente viene cancellato tutto il suo Instagram subito dopo l’arresto di Weinstein?

 

Anche qui solo coicidenze?

 

 

 Le foto rimosse

Il ratto mostrato sul palco ha un doppio significato. Il topo ruba il formaggio normalmente e non la pizza ma mostra esattamente come si muovono gli abusatori: nelle fogne e sottoterra. Esattamente come denunciò anche l’attore Macaulay Culken. In gergo criptato i ratti sono gli handler che abusano dei minori, la pizza sono i bambini. Sono come i ratti perchè utizzano strutture sotterranee. Miley Cyrus ha consapevolmente o inconsapevolmente inserito dei codici riconducibili all’abuso dei minori!

Miley Cyrus per chiunque conosca la sua storia è passata da innocente ragazzina nella serie Hanna Montana a cantante pop depravata. Il passaggio mostra essenzialmente che è stata manipolata tramite il programma Monarch Mk Ultra. Chiunque abbia a che fare con la Disney in un modo o in un altro fa questa fine. Il padre di Miley, Billy Ray Cyrus, pare essere scomparso dalle scene da quando sua figlia ha cominciato a mostrare questi segni di dissociazione.

Il codice Pizza è ormai una realtà e anche la cantante è consapevole oppure compiacente nel mostrarlo. Appena l’inchiesta si è allargata ( subito dopo l’arresto del produttore Weinstein)  ecco la cancellazione delle foto.

Qui la notizia dell’Instagram cancellato :

Miley Cyrus Deleted Her Entire Instagram, and Fans Are Freaking Out

 

 

Il codice Pizza viene smascherato e tutte le star si affrettano a cancellare i loro profili? Crediamo ancora che sia tutta una storiella?

 

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Supernova Pizzagate: l’escalation tra cinema e musica

Il fenomeno #pizzagate continua a creare sconcerto ed incredulità

Dagli States all’ Italia c’è un filo conduttore che guida i vertici: la pedofilia delle star?

Musicaeanima non è il solo che ha affrontato questa delicata questione ma giornalisti di tutto il mondo. Solo in pochi riescono ad accettare il codice pizza inserito nei testi, nelle canzoni  e nelle foto Instagram delle loro star preferite dedite all’abuso dei minori

 

Riportiamo fedelmente un articolo che ne parla partendo dagli albori del più grande scandalo dello star system musicale e cinematografico!

 

 

Questa è la storia di una leggenda metropolitana che come tutte le leggende metropolitane ha due caratteristiche essenziali: è tanto affascinante quanto campata per aria. Però, proprio come le leggende metropolitane, ha pure un fondo di verità, e quel fondo di verità è talmente orribile che proprio non si capisce come mai di questa storia nessuno ne abbia ancora parlato. Allora non è proprio campata in aria! Anzi!

Tutto comincia il 28 agosto 2016, due mesi e mezzo prima delle elezioni che hanno cambiato la storia degli USA e del mondo intero. Quel giorno il New York Post scrive che il Democratico Anthony Weiner è sotto inchiesta per aver mandato alcuni messaggi erotici, corredati da foto pornografiche, a una donna di 28 anni, e che Weiner, nel gioco erotico, si sarebbe persino fotografato di fianco a suo figlio.

Quello di Weiner non è un nome qualunque: ex enfant prodige del partito Democratico, amatissimo dagli elettori new yorkesi, Weiner venne travolto da un primo scandalo a sfondo sessuale nel 2011 quando manda una foto di se stesso, in posa adamitica, a una sua follower su Twitter – la quale non perde tempo a girare la foto alla stampa. Perdonato dall’opinione pubblica, corre per la carica di sindaco del 2013 e secondo i sondaggi è addirittura in testa: ma poi ci ricasca e sotto l’alias di “Carlos Danger” manda altre foto di se stesso, completamente nudo, a una 22enne (il tutto è raccontato dal documentario “Weiner”, uno dei più grandi successi al Sundance Film Festival 2016).

Ma soprattutto Weiner è anche il marito della potentissima Huma Abedin, assistente/migliore amica/ombra di Hillary Clinton, di cui è stata chief of staff per la campagna 2008 e vice chair per quella del 2016. Proprio come Hillary, anche Huma ha accettato per anni le intemperanze del consorte senza fare un plissè, cosa che, nei meandri del web – quei vicoli bui dove girano tizi più psicolabili che i personaggi di un romanzo di Dostoevsky –  ha contribuito a istituzionalizzare una delirante teoria. Se vi ricordate di True Detective – season 1 vi ricorderete anche come tutta la storia ruoti attorno a un torbido giro di pedofili satanisti appartenenti al mondo della politica nelle sue più alte cariche: quella storia fa il verso a una leggenda metropolitana popolarissima negli Stati Uniti, secondo cui ci sarebbe  una trasversale rete di pedofili che comprende persone vicine alla Presidenza, politici di primissimo piano e Vescovi della Chiesa Cattolica.

Si sa come sono le leggende metropolitane, dai coccodrilli nella fogne di New York in poi. Ma gli Stati Uniti sono anche il Paese dove di pedofilia si parla poco, troppo poco a causa del  proverbiale perbenismo americano che tutto nasconde: e così notizie come questa – 474 (quattrocentosettantaquattro) persone arrestate in California per “human traffick” – sono relegate alla cronaca locale, e ciò alimenta – come mostrato in True Detective – voci, teorie del complotto e tutto quel moto di rabbia e odio verso l’establishment corrotto e degenerato alla base del movimento pro-Trump.

Follie non supportate da alcun fatto concreto, neppure degne di essere menzionate sui giornali – con buona pace delle centinaia di migliaia di paranoici che sui forum ne sono assolutamente convinti. Tanto più che, dopo la notizia del New York Post, la Abedin si separa da Weiner.

Sembra finita. E invece no, perché il 21 settembre 2016 il Daily Mail scrive che Weiner ha mandato alcuni messaggi pornografici e una foto del suo pene a una ragazzina di 15 anni, a cui ha descritto anche, con dovizia di particolari, le sue fantasie sessuali. Weiner nega, sminuisce, ma poi vengono pubblicate le schermate dei messaggi: e dire che sono disgustosi è dire poco.

Immaginate però la reazione registrabile sul web, del corpaccione della società americana convinta che ci sia un gigantesco complotto atto a coprire una micidiale reti di pedofili che si annida fino alle più alte cariche dello Stato. A voglia a prendere le distanze da una persona evidentemente malata: nell’immaginario di una certa parte della popolazione per la Abedin, e di riflesso, per la Clinton, il colpo è durissimo.

Così si arriva al 7 ottobre 2016, il giorno in cui Wikileaks pubblica le email riservate di John Podesta.

Quello di Podesta sulla tavola periodica di Washington è un nome pesante come il Tungsteno: capo di Gabinetto di Bill Clinton, primo consigliere di Obama, chairman – ovvero Capo Supremo – della campagna di Hillary.

Il 7 ottobre, però, succede anche un’altra cosa, edè’ una cosa strana, la prima di una lunga serie: viene rilasciato il famoso video di Trump che dice “grab them by the pussy”, letteralmente “afferrale per la figa”, vantandosi di poter possedere una donna come e quando vuole grazie ai soldi e alla fama. Da quel momento, sui media americani mainstream – quelli “alla luce del sole” – non si parla d’altro (e se ne parla ancora oggi) che di Trump, del suo maschilismo, delle donne pronte e tutto pur di ribellarsi. Ma nei sotterranei del web, in quei vicoli dove si è convinti che l’uomo non sia mai andato sulla luna e che l’AIDS non esista, ci si domanda altro: visto che il video di Trump è vecchio di un decennio, come mai è spuntato fuori solo adesso? Ma certo – dicono giù in basso: per distogliere l’attenzione dalle email di Podesta.

Le settimane passano: lassù, i media fanno a gara a chi stigmatizza con più ferocia il maschilismo del candidato Repubblicano; laggiù, su oscuri forum e siti mai sentiti prima, si radunano le truppe di chi crede che l’F.B.I. stia, ancora una volta, cercando di proteggere la rete dei pedofili di cui fa parte Weiner e di cui, per osmosi, fanno parte anche altri nomi di spicco del partito Democratico.

Siamo a dieci giorni dalle elezioni. Esplode la notizia che il direttore dell’F.B.I. James Comey ha deciso di riaprire l’indagine sulle email della Clinton. È successo che indagando sui device in uso alla Abedin per il caso di Weiner siano saltate fuori altre comunicazioni Clinton/Abedin precedentemente non esaminate. La nuova indagine finirà in una bolla di sapone. Ma il nome di Weiner e dell’inchiesta sulle sue inclinazioni sessuali colpiscono le migliaia di adepti delle varie Chiese dei Complotti, che da giorni stanno leggendo per il fino le email di Podesta.

Ed è a questo punto che scoppia la supernova del “Pizzagate”.

Qualcuno si accorge che nelle email di Podesta sono presenti decine e decine di riferimenti ad alcune “Cheese Pizza”, pizze col formaggio, che appaiono completamente slegate dal contesto. Un oscuro account twitter scrive che “Cheese Pizza” starebbe per “Child Pornography”, e sarebbe un linguaggio criptato, usato dai pedofili per riferirsi ai minori. Ci troviamo davanti a qualcosa di completamente inventato, a una teoria costruita a posteriori sulla base di una coincidenza semantica – il fatto che Cheese Pizza stia per Child Pornography non trova infatti riscontro in nessun documento ufficiale. Ma in America ci sono migliaia e migliaia di persone che si domandano come mai i media crocifiggano Trump per il grab them by the pussy ma tacciano – con pochissime eccezioni – sul caso di Weiner. Così il “Pizzagate” si diffonde a macchia d’olio, arricchendosi di particolari.

Podesta, per esempio, è amico di James Alefantis, uomo d’affari di Washington molto chiacchierato: GQ lo ha inserito tra le 50 persone più potenti di D.C. eppure sulla carta Alefantis è solo un imprenditore nel campo della ristorazione. Tra le sue proprietà c’è anche la Comet Ping Pong Pizza, una pizzeria citata nelle email. Per i complottisti non ci sono dubbi: la Comet Ping Pong Pizza è il luogo dove i pedofili si danno appuntamento, cosa che spiega anche il potere di influenza di Alefantis. Non basta: qualcuno scopre che a pochi metri dalla Comet Pizza c’è un’altra pizzeria, chiamata Best of Pizza. Per un’incredibile coincidenza il logo della Best of Pizza è  simile a un logo che un imprecisato rapporto dell’F.B.I. identifica come usato da una banda di pedofili sgominata a suo tempo.

Nella foto vedete a sinistra il logo “Boy Lover” e a destra quello della sfortunata pizzeria.

 

Non basta. Viene fuori che alla Comet Pizza è solita esibirsi una band chiamata Sex Stains – letteralmente “macchie di sesso”. E in uno dei video della band, manco a dirlo, appare un logo identico a quello “Boy Lover”.

 

Siamo nella classica situazione dove, in forza di un pregiudizio (“la storia DEVE essere vera”) si guarda la realtà con occhi diversi, e si legge ogni minimo dettaglio non come indipendente ma come diretta conseguenza del dettaglio precedente. Non si “vede per credere” insomma, si “crede per vedere”. Qualcuno, poi, si ricorda che Podesta era amico anche di Dennis Hastert, ex speaker della Camera, condannato a 15 mesi di galera per aver molestato un minore.

La rete – letteralmente – esplode, anche perché i media tradizionali, invece che contribuire a fare ordine, continuano a ignorare il tutto per non sporcarsi le mani con quella che a loro dire rimane una fake news. Ma quest’atteggiamento diventa benzina nelle mani di chi accusa i media di omertà e così si arriva al giorno delle elezioni dove, secondo un sondaggio di un istituto indipendente, un Americano su sei o crede che la storia del Pizzagate sia reale oppure ha il dubbio che possa essere vera.

8 novembre 2016: Donald Trump diventa il 45esimo Presidente degli Stati Uniti e il mondo intero è sotto shock. Sui media comincia quel lungo, drammatico processo di elaborazione del lutto.

Nell’universo parallelo online, però, il Pizzagate rimane un’ossessione. In Turchia, ad esempio, la notizia del Pizzagate viene riportata dai principali giornali vicini ad Erdogan (Sabah,  A Haber, Yeni Safak). Il giocatore di basket NBA Andrew Bogut scrive molti tweet in cui se ne dice assolutamente convinto: quando si infortuna i complottisti dicono che è stato sprangato per il suo pubblico supporto alla conoscenza del Pizzagate. I dipendenti del Comet Pizza, i Sex Strained e tutti i soggetti anche solo tangenzialmente toccati dalla teoria sono costretti a cancellare i loro profili social perché bombardati di minacce.

Il peggio accade il 4 dicembre 2016, quando Edgar Welch, 28 enne del Nord Carolina si presenta al Comet Pizza e spara tre colpi di fucile per “fare giustizia”. A questo punto la notizia finalmente raggiunge la luce del sole – ne parlano distrattamente anche i giornali italiani – ma invece di approfondire e spiegare perché il Pizzagate non sia altro che una serie di coincidenze messe insieme ad hoc per costruire una storia di finzione, i giornali la liquidano sbrigativamente, ancora una volta, come una fake news. Il risultato è l’opposto: un nuovo sondaggio rivela come ora, negli Stati Centrali degli Stati Uniti, il 20% della popolazione (repubblicani e democratici insieme) sia convinta che la storia sia vera, che ci sia veramente un giro di pedofili satanisti – di cui fanno parte anche Obama e la Clinton –  che dopo aver legiferato si ritrova in una pizzeria a sacrificare ragazzini.

A questo punto entra in scena un nuovo personaggio. Alex Jones, una vera e propria autorità nel campo delle teorie dei complotti, noto per aver diffuso delle panzane clamorose ma anche per aver denunciato, prima di tutti e in modo circostanziato, gli abusi di alcuni preti cattolici nell’Ovest del Paese. Sorprendentemente, Jones sul Pizzagate e’ rimasto silente, prima di dichiarare che si tratta di una farsa: una farsa, però, ordita proprio dall’F.B.I.

Il ragionamento di Jones è contorto, ma dotato di una sua logica apparente. Come ha fatto una storia come il Pizzagate –  si chiede il Michael Moore dei complotti – a diffondersi in modo così impressionante? Perché da un singolo tweet di un account anonimo (o secondo altri, appartenente a un imprecisato “suprematista bianco”) si e’ arrivati a una valanga di simili dimensioni? Secondo Jones l’F.B.I. ha fabbricato ed etero-diretto la storia del Pizzagate, con tutte le sue imprecisioni, le sue lacune, la sua evidentissima infondatezza, per distogliere l’attenzione. Far credere, insomma, che tutte le chiacchiere su Washington e pedofilia siano bugie, paranoie, fandonie di destra estrema per far vincere l’odiato Trump. E così, contemporaneamente, proteggere l’indagine su Weiner, un’indagine a dire di Jones clamorosa, che rivelerebbe come una “società segreta di pedofili” dentro i gangli del potere americano esista sul serio. Citando imprecisate “fonti investigative”, Jones dice che nei computer di Weiner gli investigatori non abbiano trovato solo la foto mandata alla 15enne, ma decine e decine di immagini ben peggiori, e che per il marito di una delle donne più potenti d’America penda ora un’accusa da15 o addirittura 30 anni di galera.

Jones, col suo enorme seguito online, riaccende i riflettori su Weiner, di cui si sono perse le tracce da settembre. Di una accusa così pesante – pedofilia vera e propria – nessuno sa niente.

Del caso si interessa allora un giornalista dichiaratamente repubblicano di nome Ben Swann. Anchorman della CBS, Swann è noto per avere una rubrica chiamata Reality Check in cui analizza teorie del complotto ed eventi soprannaturali in maniera “quasi” oggettiva. Pur avendo, in passato, romanzato alcune notizie riguardanti UFO o complotti governativi, la puntata di Swann dedicata al Pizzagate è realmente equilibrata. Il tono e’ enfatico, ma Swann ha cura di ripetere chiaramente che gli snodi fondamentali sono il frutto di congetture non supportate da nulla. Lo show va in onda il 17 gennaio 2017. Il giorno dopo Swann viene travolto su internet da un’incredibile shitstorm: decine di migliaia di persone lo accusano di aver dato spazio a una bufala. Swann, di fatto, scompare: chiude il suo account twitter e per dieci giorni sparisce dalla circolazione. Quando riappare, non fa menzione di nulla. Qualcuno la considera l’ennesima prova che la cospirazione è reale; qualcun altro pensa ad una “finta nella finta” – ovvero il giornalista avrebbe fatto apposta a sparire dalla circolazione per dar l’idea che davvero qualcuno abbia cercato di “tappargli la bocca”.

Il 31 gennaio 2017 però esplode una notizia ben più rumorosa: l’F.B.I. sta davvero valutando se incriminare Weiner con un’accusa da 30 anni di carcere, e Weiner sarebbe sul punto di fare plead guilty – dichiararsi colpevole, cosa che eviterebbe il processo e quindi coprirebbe il reale contenuto delle accuse e del materiale eventualmente trovato nei suoi computer.

Questa notizia (qui riportata dal Wall Street Journal, a dimostrazione che si tratta di una notizia reale e non di una fake news)  non ottiene, ancora una volta, la visibilità che sarebbe lecito aspettarsi. Inoltre salta fuori che tra la Abedin e Weiner ci sarebbe stato un clamoroso riavvicinamento.

Non si sa cosa l’F.B.I. abbia o non abbia trovato nei device di Weiner. E soprattutto, non esiste – ad oggi – nulla che indichi come il caso coinvolga altri soggetti oltre Weiner. Ma ai complottisti non interessa. Jones canta vittoria: è la prova che le sue fonti hanno ragione e di conseguenza che, secondo lui, dietro Weiner c’è qualcosa di terribile e grandissimo. Tutti gli altri, davanti all’ennesimo silenzio dei media, registrano la notizia come definitiva conferma delle loro convinzioni.

In fondo a questa lunga storia in cui la verità si ingarbuglia di continuo con la finzione è possibile trarre alcune conclusioni:

1) Il Pizzagate è follia ma Anthony Weiner è una persona pericolosa. Non riportiamo le schermate dei suoi messaggi per rispetto dei lettori e della vittima, ma chiunque può cercarli e leggerli online (diciamo solo che viene usata la stessa parola di Trump, pussy, ma in ben altro rivoltante contesto). Essendo multi-recidivo, è difficile pensare che chi gli stava accanto fosse all’oscuro delle sue inclinazioni e ancora più difficile è capire perché, nonostante la separazione, dalla Habedin non siano arrivate parole di condanna ben più dure nei confronti del marito, neppure ora. Ci mettiamo nei panni dei genitori della ragazzina molestata, e rabbrividiamo.

2) Il motivo per cui i media Americani – e poi del resto del mondo – abbiano dato il risalto che hanno dato al grab them by the pussy ma abbiano trattato coi guanti lo scandalo-Weiner non ci è chiaro. Certo, Weiner non era candidato, ma qui non parliamo di una figura marginale, parliamo del marito della prima collaboratrice di quella che, proprio a detta di quei media, sarebbe stata la futura Presidente degli Stati Uniti.  Si parla molto di fake news, ma il fenomeno delle fake news e della gente che rifiuta in blocco l’informazione tradizionale nasce anche e soprattutto da casi come questi, quando la stampa rinuncia sfacciatamente al suo ruolo super partes, utilizzando due pesi e due misure.

Pensate se Stephen Bannon, il primo collaboratore di Trump, avesse avuto un migliore amico o un fratello invischiato in un caso di pedofilia: sarebbe scoppiato il finimondo.

3) Allo stesso modo, ci sfugge completamente il perché negli Stati Uniti si abbia paura a parlare di pedofilia. Il caso dei 474 pedofili arrestati in una maxi operazione, che ha portato al salvataggio di 28 bambini tenuti prigionieri, è – a naso – un fatto clamoroso, che dovrebbe meritarsi le aperture di tutti i giornali e telegiornali per giorni. Invece è passato completamente sotto silenzio – all’estero, compresa l’Italia, nessuno ne ha parlato – al punto che chi scrive ha avuto il dubbio si trattasse di una notizia falsa. E invece la notizia è vera, dopo un paio di giorni è arrivato anche questo lancio dell’ABC (poi subito cancellato): ma di nuovo, siamo nel campo della cronaca locale, o statale, mentre 474 pedofili arrestati tutti insieme, nel solo Stato della California, sono un qualcosa di molto serio.

Anche qui, nel momento in cui la stampa fallisce nella sua missione di informare – per una ragione che stavolta ci sfugge per intero – si aprono quelle voragini dove puntualmente si insinuano i complottisti.

4) L’arroganza, l’incapacità e la disonestà intellettuale dei Democratici Americani è qualcosa di altrettanto sconvolgente. Dell’attitudine criminale di Weiner tutti sapevano, eppure nessuno ha ritenuto opportuno far nulla, fino a quando non si era già trascesi nel paradosso totale, quello per cui da un lato si criticava Trump per essere maschilista e dall’altro la prima collaboratrice di Hillary – con un posto di primissimo piano assicurato in caso di vittoria – era felicemente sposata con un tizio indagato per pedofilia. A tal punto si erano convinti di poter controllare la Stampa Americana – quella stessa Stampa che in centinaia di libri e di film avevamo imparato a venerare – che si è andati avanti tranquilli, facendo finta di niente, certi che tanto nessuno avrebbe fiatato.

5) Qualunque critica ai Democratici non significa che allora il resto vada automaticamente bene. A quasi cinquant’anni dal Mazzola-Rivera sarebbe ora che si uscisse dal manicheismo per cui se critico ferocemente A allora B è un Santo e viceversa. Il divieto di Trump sull’Immigrazione, che ha tenuto fuori dal Paese professori, medici e studenti Universitari resta una legge giuridicamente assurda e politicamente razzista (e razziale) – e questo a prescindere da quello che l’inchiesta su Weiner ha scoperto o scoprirà. Piuttosto, vale la pena ribadire come Trump andasse criticato ai tempi sui contenuti, sulle politiche, e non certo sulle sue boutade studiate a tavolino. Concentrandosi solo sulle sue provocazioni, e contemporaneamente chiudendo tutti e due gli occhi davanti alle malefatte dei Democratici – che, ricordiamolo, hanno anche alterato le elezioni primarie a svantaggio di Bernie Sanders – hanno prodotto una situazione di chaos come non se vedevano dall’inizio dal Novecento.

I cui effetti nefasti abbiamo appena cominciato a scoprirli.

Nel frattempo gli arresti sono cominciati e proseguiranno. Il codice pizza è stato svelato e come un domino sta tirando giù tutti. Asia Argento ha nel suo Instagram foto inequivocabili in codice. Chi sarà il prossimo?

 

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Fonte

Marina Abramovic viene respinta dal Comune di Trieste?

La strega Marina Abramovic viene respinta dal comune di Trieste?

 

Guardiamo cosa scriveva l’Ansa:

(ANSA) – MILANO, 3 LUG – Dopo Pistoletto, Gillo Dorfes e il fotografo Maurizio Galimberti, quest’anno è Marina Ambramovič la firma scelta da Illy per il manifesto della Barcolana di Trieste, una delle regate più grandi del mondo. Ambramovič, che nelle sue perfomance ha fatto del corpo opere d’arte, è la protagonista del poster mentre sventola una bandiera con il claim dell’evento. Un messaggio forte che ha come portabandiera l’artista montenegrina: “We are all on the same boat”, siamo tutti sulla stessa barca, è la scritta che celebra la cinquantesima edizione della regata. “È un messaggio che parla di sostenibilità – ha spiegato Andrea Illy -, indica che abbiamo un destino comune, che dobbiamo prenderci cura della terra e che possiamo raggiungere la felicità solamente attraverso l’altruismo”. “La società contemporanea ci obbliga a giocare in squadra. Non c’è più spazio per gli individualismi, che sono molto tipici del popolo italiano”, ha concluso il patron di Illy. (ANSA).

 

manifesto Barcolana

La locandina della regata

 

Il comune di Trieste, forse consapevole di chi sia veramente la Abramovic ritira i manifesti!

Commentano in rete:

Scorrendo il feed di Facebook ho notato qualche comico intelletuale di sinistra (Balasso) scagliarsi contro la decisione del comune di Trieste di ritirare il manifesto ufficiale dell’evento la Barcolana (la piu` grande regata velica del mediterraneo).

Il manifesto mostra Marina Abramovic sventolare una bandiera con scritto “We are all in the same boat” (siamo tutti sulla stessa barca), un chiaro messaggio politico in una manifestazione che non ha lo scopo di dividere ma di unire molte persone in una passione.

Oltre ad aver “triggerato” molti intellettualoidi di sinistra che hanno reagito, come al solito in maniera spropositata, c’e` da far notare l’elefante nella stanza: La Gran Sacerdotessa Satanista Marina Abramovic, famosa per le sue cene in cui utilizzava la cosiddetta “spirit cooking”. Ospite di una di queste cene e` stato John Podesta, capo della campagna elettorale di Hilary Clinton (e presunto pedofilo)

 

 

Noi non possiamo che notare la falsità dell’immagine della Abramovic e il sostegno da parte dell’organizzazione nel definirla “artista”. La nostra speranza che come a Trieste hanno avuto il coraggio di ritirare il manifesto, tutti conoscano veramente questo personaggio oscuro, legata all’èlite nera di Hollywood. Ricordiamo anche è in corso contro di lei un procedimento da parte della nuova FBI per le mail scambiate con il senatore Podesta e il loro legame con il pizzagate.

 

Un plauso al comune di Trieste!

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Lady Gaga, Marina Abramovic e il party aberrante con gli Illuminati

 

I commenti per l’artista Abramovic dopo i primi arresti ordinati da Trump

 

Approfondimenti esterni

 

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Fonte 1

Fonte 2

Il Pizzagate- tutti gli articoli sul caso più sanguinoso e violento dello star system

Il pizzagate è la connessione esistente tra tutte le star mondiali, la politica e i potenti del mondo

Il codice Pizza è stato decodificato dai servizi di Trump e molte star stanno cominciando a perdere la testa

Gli arresti continueranno fino ai coniugi Clinton e al suo staff?

 

pizzag

 

ATTENZIONE CONTIENE TEMATICHE ADULTE

 

Le star musicali e il Pizzagate PARTE I

 

Le star musicali e il Pizzagate PARTE II

 

Le star musicali e il Pizzagate PARTE III- Mamma ho perso l’aereo

 

Le star musicali e il Pizzagate PARTE IV- Katy Perry

 

Aucan- Rise of the serpent- le prove del pizzagate

 

Avicii scomparso: un’altra vittima del sistema Pizzagate?

 

Weinstein: qualcuno incomincia a tremare…

 

Eminem – Framed- minacce alla figlia di Trump?

 

Lady Gaga, Marina Abramovic e il party aberrante con gli Illuminati

 

Continua…

 

David

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Le star musicali e il Pizzagate PARTE IV- Katy Perry

Il codice PIZZA è stato scoperto al mondo grazie ai servizi segreti di Trump

Il #pizzagate è sostenuto da star musicali consapevoli?

 

Katy Perry per il suo singolo del 2014 “This Is How We Do” cosa stava mostrando?

 

 

Il video presenta un pezzo di pizza che balla e Katy che sfoggia un costume da bagno con un design sempre da pizza. La bella cantante si stende anche su un tavolo da ping pong, indicando anche il codice Comet Ping Pong. Il Comet (catene di pizzerie di proprietà dei fratelli Podesta, amici dei Clinton) aveva dei tavoli  fotografati appunto dove venivano eseguite le torture ai malcapitati.

La canzone sembra essere incentrata sul tema del festeggiamento con pizza e ping pong. La ripetizione delle frasi “Non è un grosso problema … Non è un grosso problema … non è un grosso problema … questo è quello che facciamo!” sono un’ammissione per giustificarsi? Sembrano quasi difensivi, in effetti. Che tipo di comportamento stanno cercando di vendere normalmente? Considerando i richiami alla pizza e al ping pong, (e il fatto che le parole “It’s No Big Deal” siano addirittura balenate davanti ai nostri occhi nel font della pizza) potremmo avere più di un indizio che è quasi una certezza. Il video è un codice #pizzagate!

 

 

 

Inoltre, sembra che Katy ami distribuire scatole di pizza a giovani ragazze ai suoi spettacoli, un atto di gentilezza apparentemente  ma è davvero casuale o gentile?

I gemelli Olsen, Culken, Cyrus, star dello show business, hanno raccontato che prevale la depravazione senza limiti, lasciando cicatrici su molti innocenti per la vita, se non addirittura uccidendoli. Tutti hanno reso strani omaggi alla pizza nel corso della loro carriera, ognuno a suo modo.

Dato che ora sappiamo che cosa è il codice “pizza” possiamo anche chiederci: rappresenta un certo settore perverso della nostra società o un caso ripetutamente sinistro di una sorta di “rivelazione del metodo” da parte di coloro che governano? Trump ha voluto smascherare questo giro assurdo con a capo la Clinton per arrivare  alle mura Vaticane? Ricordiamo che secondo le accuse dei servizi di Trump, devono essere eseguiti molti altri ordini di arresto. I fratelli Podesta, per esempio erano sempre invitati, in prima fila, alle festività Vaticane pubbliche e sono amici, sempre casualmente della famiglia Soros.

Restiamo sintonizzati sui prossimi eventi!

 

David

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Fonte 1

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Le star musicali e il Pizzagate PARTE III- Mamma ho perso l’aereo

Il pizzagate sta per essere svelato al mondo

Nel frattempo stiamo esaminando i collegamenti tra le star del cinema, della musica e come siano connesse tramite questo circuito

Macaulay Culken, star da bambino della serie dei film ‘Mamma ho perso l’aereo’ ha passato dei momenti bui. La sua band si chiama Pizza Underground. Era un chiaro messaggio in codice? Cosa ha dichiarato recentemente?

 

mamma

L’attore ai tempi del film ‘Mamma ho perso l’aereo’

 

ATTENZIONE: CONTIENE TEMATICHE ADULTE

Macaulay Culken era il più famoso per il suo ruolo di simpatico ragazzino nella serie Home Alone nei primi anni ’90. Culken, ora completamente cresciuto, ha recentemente pubblicato un video di se stesso mentre mangiava un pezzo di pizza su Youtube, senza offrire alcuna spiegazione per questo atto.

Culken ha anche recentemente creato una band chiamata “Pizza Underground”, la cui musica è quella di suonare i brani di Velvet Underground con un tocco “pizza”. Il codice Pizza è un chiaro riferimento. L’attore ha da poco raccontato che da bambino ha visto cose inimmaginabili. La sua caduta nella depressione e nella droga è nata proprio dal contrapporsi del suo successo e dai continui abusi fatti dai suoi produttori. Macaulay racconta di essere andato “sottoterra” per essere abusato da produttori in maschera mentre i suoi genitori non lo difesero minimamente.

 

 

Sembra un video senza senso ma l’attore nomina silenziosamente il codice Pizzagate del quale è stato vittima. Nel corso di alcune interviste spiegava che hanno collegato dei luoghi di potere per accedere a questi luoghi neri, dediti all’abuso. Sembra incredibile ma molti edifici importanti americani hanno queste gallerie transitabili. La ditta nominata è una società di costruzioni con dei nomi in codice specializzata in opere sotterranee per privati. Treni, costruzioni ‘underground’, aria condizionata, cucine e tutto il necessario fatto per ricchi imprenditori del circuito per divertirsi in questo orrore. L’attore faceva anche dei particolari incredibilmente macabri, come segno di riconoscimento un tipo di scarpa rossa o una cintura di pelle “strana”.

Il pizzagate sta emergendo pian piano e Trump sta combattendo fortemente questo abominio contro il genere umano. Altri attori, cantanti e politici stanno per essere arrestati per aver partecipato a queste cose. Pizza underground pertanto è la denuncia di Macaulay, la pizza sotterranea. Weinstein sa tutto e comincerà a parlare per difendersi.

 

Musicaeanima

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Il World Reset dello star system è alle porte?

Il produttore Weinstein dirà tutta la verità o nasconderà il vero volto di Hollywood?

 

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Siamo vicini ad un momento epocale non fatevi ingannare ancora!

Dopo lo scandalo Weinstein e altri arresti, continueranno a cadere delle teste eccellenti comprese tante complici dello star system

 

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Lo star system nel suo insieme cadrà a pezzettini svelando davvero chi sono dietro le quinte i personaggi tanto amati dal pubblico? Chi vuol intendere e capire il momento storico che stiamo vivendo “sente” nell’aria che qualcosa di grosso sta per essere svelato. Il Pizzagate è la chiave.

 

domino

 

Aspettiamo nuove clamorose rivelazioni!

 

David

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