Queen- Bohemiam Rhapsody- la nuova possibile spiegazione? Parte II

Una delle canzone più strane dei Queen è sicuramente ‘Bohemian Rhapsody’

Ancora a distanza di anni cerchiamo di capire il significato del testo

 

Proviamo a trovare una chiave di lettura raccogliendo anche delle opinioni di alcuni su internet come questa:

 

 

 

Come giustamente è stato osservato, il testo è denso di significati esoterici. La nostra ricerca continua e trovare una risposta non è affatto facile.

 

Continua…

 

Musicaeanima.com

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

 

Annunci

Il simbolo dei Queen: l’origine della fenice e dell’uccello rosso

In vista dell’arrivo del film dei Queen ecco gli articoli dedicati a questa grande band

 

 

La prima parte

Il simbolo dei Queen: cosa rappresenta?

 

 

L’origine dell’uccello rosso disegnato da Freddy scritto da Carpeoro

 

  • L’uccello rosso della rinascita

Dante Gabriele Rossetti (Londra, 12 maggio 1828 – Birchington, 10 aprile 1882) pittore e poeta inglese, fu tra i fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti insieme a William Hunt, Ford Madox Brown e John Everett Millais.

Si interessò sin dalla giovinezza a Dante ed ai poeti del Dolce Stil Novo, passione ereditata dai genitori, ma anche ai romantici inglesi, alle novelle gotiche e agli scrittori americani come Edgar Allan Poe. I suoi dipinti sono ascrivibili alla corrente europea del simbolismo. Per supportare la tesi della sua appartenenza ai Rosa+Croce, nella tradizione paterna, dobbiamo ancora una volta fondarci sulle sue opere, ma già la sua inclusione tra i Simbolisti induce a fondati sospetti.

Il dipinto più importante della tematica dantesca del Rossetti “Beata Beatrix”, un olio dipinto nel 1863, un’opera comunemente ritenuta di simbolismo misterioso. Si tratta di un dipinto allegorico, ritenuto ispirato dalla morte della moglie di Rossetti, mancata per un avvelenamento da laudano, la droga degli intellettuali dell’epoca.

02.jpg

Beata Beatrix, Dante Gabriele Rossetti

Raffigura la donna (che era stata modella del pittore) in una posa languida e sensuale; la sua chioma, naturalmente rossa, è come raccolta in un’acconciatura sfatta e sulle sue mani si sta posando un uccello rosso, simbolo della spiritualità, ma anche allusione al laudano che ha ucciso la donna, per il rametto che porta nel becco.

Alle sue spalle, una scena soffusa raffigura due personaggi, forse Dante e Virgilio. Quindi l’uccello rosso simbolo di morte, ma anche di rinascita, perché cosa è la morte se non il passaggio a qualcosa di diverso? Ma il simbolismo dell’uccello rosso, ricorrente fino ai giorni nostri, da D’Annunzio al film capolavoro “I Lautari” di Emil Lotijanu, Russia, 1972, la dice lunga sul significato dell’opera. La scena finale del film suddetto è l’autentica rappresentazione del mistero custodito dai Rosa+Croce simboleggiato dall’enigmatico volatile.

03

 

Conclusioni generali sul simbolo dei Queen

Dietro ogni copertina, come evidenziato anche nella nostra rubrica dedicata alle cover, si sviluppa un grande lavoro. E’ molto difficile che esista un band che non dedichi molto interesse al messaggio esposto. Quella dei Queen mostra in effetti i legami esoterici della band alle conoscenze proprie di Freddy Mercury. Infatti la simbologia dell’uccello rosso, della fenice nera e il legame con il disegno della Regina mostra in effetti uno studio   sia per l’alchimia che per la sfera più trasformativa a livello psicologico ed  interiore. Freddy come una moderna Fenice è rinato a nuova vita e pur consapevole della sua imminente morte, nel concerto con David Bowie mostrava una trasmutazione del simbolo conosciuto da pochi. L’impegno di Freddy è stato sostanzialmente al termine dei suoi giorni mostrare che sarebbe morto a breve ma  come un nuovo ciclo. La fine era una rinascita. Mercury pertanto è un simbolo anche di un musicista che ha transitato messaggi esoterici ed alchemici  nei testi e nei concerti. Il simbolo scelto come logo della band dimostra una determinazione spiccata verso la rinascita ma anche verso il lato più nobile dell’alchimia. I leoni inchinati sono un simbolo di potere e la Regina quindi è stata alla fine veramente una monarca sopra altre band. I Queen ancora dominano ancora dall’alto della musica come una Fenice con le ali aperte.

 

Fonte

Musicaeanima.com

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

 

Il simbolo dei Queen: cosa rappresenta? Parte I

In vista dell’arrivo del film dei Queen ecco gli articoli dedicati a questa grande band

Cosa simboleggia il contrassegno distintivo dei Queen?

Ecco un articolo molto interessante scritto da Carpeoro che magistralmente lo spiega.

Lo stemma dei Queen, conosciuto anche con il termine inglese Queen Crest, venne disegnato da Freddie Mercury, che si diplomò al Ealing Art College di Londra, poco prima dell’uscita del primo album della band; infatti la versione originale del logotipo dei Queen, divenuto segno distintivo del quartetto, è riportato inoltre sul retro della copertina di Queen. L’immagine, che comparve per la prima volta in copertina con “A Day at the Races” nel 1976, è inoltre presente, in diverse versioni, nelle copertine degli album “A Night at the Opera”, “Greatest Hits II” e “Queen Rocks”.

 

04.png

 

Mercury affermò che aveva disegnato questo logotipo perché voleva per il suo gruppo “un simbolo dell’epoca”, basandosi sullo stemma reale del Regno Unito, integrando per questo motivo eleganza, patriottismo e regalità. Questo logo, di cui esistono diverse versioni, era spesso visibile sulla grancassa della batteria di Taylor, durante i loro primi concerti. L’immagine include i segni zodiacali dei quattro componenti della band; due leoni rampanti, che identificano Taylor e Deacon, presidiano la corona della regina al centro di una “Q” (Queen), sormontata da un granchio color bronzo metallico che indica il segno di May, il Cancro, sopra il quale si libra un anello di fiamme che dà l’impressione di una seconda corona.

Due fate bianche, a rappresentare la Vergine, che identifica Mercury, contrapposte al color senape dei leoni, osservano dal basso la lettera. Tutti gli elementi sono sovrastati da una grande fenice con le ali spiegate, uccello mitologico conosciuto per la capacità di ritornare in vita dalle sue stesse ceneri, scelta in segno di immortalità e speranza. Il giallo e l’arancio sono i principali colori dello stemma, con una sfumatura di rosso per quanto riguarda la fascia che forma la “Q”.

Sulla parte inferiore, il nome “Queen” appare in stile latino, con curvature ben definite. Fin qui le spiegazioni ufficiali, o meglio superficiali. Peccato che i due leoni, che dovrebbero rappresentare i due componenti della band che hanno tale segno zodiacale, sono in posizione non astrologica e cioè rampanti e non seduti, e per giunta uno di essi è avvinto da una catena. Triste destino quello della Radix Davidis, regale per volere di Giacobbe e perseguitata e schiavizzata dal resto dell’umanità!

Peccato che il simbolo del Cancro sia quello del giorno iniziatico per eccellenza, il solstizio d’estate, o meglio il 24 giugno, ricorrenza del Battista. Peccato che le due fate non rappresentino il segno zodiacale della Vergine, col quale, a dire il vero, non hanno nulla a che vedere bensì rappresentino proprio il regno della regina, the Queen, raccontato da Spenser. Peccato infine che la fenice medesima sia raffigurata in posa non simbolicamente corretta, in quanto nella sua specularità col pellicano, che viene disegnato con le ali rivolte verso il basso, nel segno del suo sacrificio, essa invece viene quasi sempre rappresentata con le ali rivolte verso l’alto, perchè il risorgere è moto ascensionale, laddove dopo ogni resurrezione che si rispetti, c’è un’ascensione. E poi se si osserva attentamente il volatile come riprodotto nello stemma, sotto verranno riscontrato sette fiammelle, straordinariamente coincidenti e somiglianti con i sette piccoli dell’iconografia del pellicano. Insomma una fenice, a metà strada con un pellicano e forse quando arriveremo alle fine capiremo anche il perchè.

 

05.jpg

06

  • Il video con David Bowie

È facilmente reperibile sul web un filmato piuttosto celebre dove Freddie Mercury e David Bowie, cantano un pezzo scritto da entrambi, accompagnati dai Queen.

In realtà è un montaggio, ma a nessuno è mai venuto in mente di esaminarne i fotogrammi, ma se qualcuno volesse farlo scoprirebbe dei particolari interessanti. Sulla grancassa del batterista c’è disegnato, interamente in nero, lo stemma della band. Normale, diremmo, ma ci sono dei specificità da sottolineare.

Innanzitutto il nero è colore inaccostabile simbolicamente alla fenice, mentre è perfettamente accostabile al pellicano, essendo il pellicano nero un simbolo di dolore e infelicità, laddove il sacrificio non sia utilmente rivolto nella direzione giusta.

Ma non basta: nel filmato il simbolo nero appare in pochi momenti solo dietro David Bowie e mai dietro Freddy Mercury!

07.jpg

Inoltre lo stemma compare nel filmato anche nella sua versione luminosa, posizionato in alto alle spalle del palco, ma tranne alla fine, a palco vuoto, appare solo nei due momenti in cui Freddy Mercury e David Bowie vengono inquadrati insieme!

08.jpg

09.jpg

Evidentemente la fenice-pellicano Mercury ha la alchemica facoltà di trasformare in oro anche il piombo del pellicano nero di Bowie!. Ma c’è di più: nonostante il simbolo fosse presente nella scenografia, si vede che qualcuno, nel montaggio del filmato lo ha sovrapposto, come a volerlo sottolineare, ancora di più…

  • Ma chi era la regina?

A questo punto dobbiamo ricordare che anche gli osservatori non di costume dietrologico come noi hanno introdotto la considerazione di come la scelta del nome della band, operata dallo stesso Mercury, sia stata ispirata al personaggio di Elisabetta I.  Ma con una corretta ispirazione dietrologica potremmo anche scoprire che il buon Freddy aveva un motivo in più rispetto a quelli storici e patriottici per scegliere proprio quella regina. Si perchè, grazie proprio a quella regina, il Pellicano e la Fenice sono stati anche in passato protagonisti di una particolare vicenda di simbiosi. Si tratta della storia insolita di due ritratti gemelli della regina Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603), realizzati forse dalla stessa mano e dallo stesso materiale ligneo, dipinti dal pittore Nicholas Hilliard.

10.jpg

Elisabetta I, Ritratto del pellicano, 1576, Nicholas Hilliard.

 

11.jpg

Immagine 279 Elisabetta I, Ritratto della Fenice, 1576, Nicholas Hilliard.

Nicholas Hilliard (c. 1547 – Londra, 1619) è stato un miniatore e orafo inglese, celebre per i suoi ritratti miniati dei membri della corte di Elisabetta I d’Inghilterra e di Giacomo I d’Inghilterra. Per la maggior parte delle sue opere si servì di piccoli ritratti ovali, ma sono celebri due sue pitture su tavola con il ritratto proprio di Elisabetta. I due ritratti di Nicholas Hilliard sono praticamente gemelli e in entrambi la regina è vestita alla francese. Si tratta del Ritratto del Pellicano e del Ritratto della Fenice dai due gioielli smaltati indossati sul corpetto, che raffigurano i due uccelli mitici, simboli rispettivamente di Redenzione e Carità e di Resurrezione e nella loro lettura cristologica. Il mistero del significato simbolico dei due ritratti affascina il pubblico inglese da molti decenni: essi infatti presentano infatti somiglianze straordinarie sia nella posa che nei colori, dando così vita ad un’evidente simmetria tematica. Il primo quadro, il Ritratto del Pellicano mostra un’Elisabetta al culmine del proprio vigore fisico, con il volto incorniciato da una vivace chioma rossiccia; il secondo dipinto, il Ritratto della Fenice,  riprende esattamente tali elementi, ma li stempera in toni opachi e scuri, simbolo forse dello scorrere inesorabile del tempo.

Da notare anche l’identica posizione del braccio della regina, in una posa ricorrente in ambienti esoterici che in massoneria veniva chiamata all’ordine profano.

È una tecnica, quella delle immagini simmetriche, adoperata anche da Giorgione nelle due opere speculari denominate la Giovane, o Laura, e la Vecchia.

In ogni caso, se interpretate unitariamente, come sembra essere opportuno esse simboleggiano i due significati speculari dei simboli in oggetto, sacrificio e resurrezione, anzi sacrificio che resuscita, come anche recepito dalla tradizione cristiana. Un grande omaggio ad una grande regina che dedicò e quindi sacrificò l’intera sua esistenza alla guida del suo popolo, o forse anche il messaggio che la stessa non fosse estranea alle cerchie segrete e esoteriche dell’epoca.

Ciò motiva anche la deroga accordata all’artista dalla regina, per il secondo ritratto, rispetto alla regola che aveva imposto a tutti i suoi ritrattisti di dipingerla giovane, fiorente e piena di colori e di energia., mentre tutte le altre raffigurazioni, anche

12.jpg

Immagine 278, Elisabetta I, Ritratto del Pellicano, 1576, Nicholas Hilliard,
particolare del Pellicano in rilievo.

13.jpg

Immagine 280, Elisabetta I, Ritratto della Fenice, 1576, Nicholas Hilliard,
particolare della Fenice in rilievo.

 

quelle degli ultimi anni di regno replicano meccanicamente le fattezze giovanili dei dipinti precedenti, a dispetto di una regina ormai calva e senza denti.

Perchè la resurrezione è aspetto tipicamente umano, rispetto all’immortalità che è invece è attributo divino. In ogni caso il simbolismo dei dipinti è evidente: il ritratto giovanile, quello col pellicano reca nei due angoli in alto, la rosa, come quella di Robert Fludd che da’ il miele alle api, e il il giglio sotto la corona con evidente richiamo al motto del Cantico dei Cantici già richiamato. Nell’altro nulla, perchè dopo la resurrezione si accede a nuova vita, ma entrambi i volatili hanno le ali rivolte verso il basso, come lo stemma di Freddy Mercury, laddove evidentemente per tutti, regina, pittore e rock star, la fenice e il pellicano rappresentano la stessa essenza, seppure in forme e manifestazioni solo contingentemente differenti.

  • L’enigma Freddy Mercury

Freddie Mercury (nome d’arte di Farrokh Bulsara; Zanzibar, 5 settembre 1946 – Londra, 24 novembre 1991) è stato un cantautore, musicista e compositore britannico. Nato a Zanzibar con ascendenze parsi e indiana, Freddie Mercury fu fondatore nel 1970 dei Queen, gruppo rock britannico di cui fece parte fino alla morte. È ricordato per il talento vocale e la sua esuberante personalità sul palco.

Per i Queen fu autore di brani di successo quali “Bohemian Rhapsody”, “Crazy Little Thing Called Love”, “Don’t Stop Me Now”, “It’s a Hard Life”, “Killer Queen”, “Love of My Life”, “Play the Game”, “Somebody to Love” e “We Are the Champions”. Oltre all’attività con i Queen, negli anni ottanta intraprese la carriera solista con la pubblicazione di due album, “Mr. Bad Guy” (1985) e “Barcelona” (1988), quest’ultimo frutto della collaborazione con la cantante soprano spagnola Montserrat Caballé, il cui singolo omonimo divenne l’inno ufficiale dei Giochi della XXV Olimpiade. Ammalatosi di AIDS, sviluppò a causa di ciò una grave broncopolmonite che lo portò alla morte, sopravvenuta il giorno seguente alla pubblica dichiarazione del suo grave stato di salute. Freddie Mercury è considerato uno dei più grandi e influenti artisti nella storia del rock; nel 2008 la rivista statunitense Rolling Stone lo classificò 18º nella classifica dei migliori cento cantanti di tutti i tempi mentre Classic Rock, l’anno successivo, lo classificò al primo posto tra le voci rock. Farrokh Bulsara, quindi zoroastriano, (Farrokh significa fortunato e felice è un popolare nome dato per i ragazzi tra zoroastriani musulmani e in Asia meridionale) cambiò il suo nome successivamente alla creazione dei Queen, in occasione di una particolare canzone scritta proprio da lui nel 1970.

Si tratta di “My Fairy King” e tratta di Rhye, un luogo immaginario creato da Mercury stesso e citato in altri brani successivi dei Queen, sulla scorta di tutti luoghi utopici dei Rosa+Croce. Da notare che Mercury prese in prestito alcuni versi da una poesia di Robert Browning, “The Pied Piper of Hamelin”.

Il tema della canzone presenta inoltre numerose analogie con il poema “My Faerie Queene” di Edmund Spenser. Questo il testo della canzone:

Nella terra dove i cavalli nascono

con le ali d’aquila

e le api hanno perso il pungiglione

si canta sempre.

La tana del leone con daini fulvi

e fiumi di vino così limpidi

che scorrono per sempre,

i draghi volano come passeri nell’aria

e agnellini dove soltanto Sansone osa.

Andare avanti avanti avanti avanti avanti avanti,

il mio Re delle fate può vedere cose,

domina l’aria e governa le maree,

che per me e per te non esistono.

Oh si, guida i venti,

il mio Re delle fate sa agire rettamente

e non sbaglia mai.

Poi nella notte l’assalto degli uomini,

correvano come ladri e uccidevano

come lame di coltello

per sottrarre il potere alla magica Mano

e causare la rovina della terra Promessa.

Loro hanno reso il latte acido,

così come il blu nel sangue delle mie vene.

Perché non capisci?

Il fuoco brucia all’inferno con il pianto

di un dolore straziante.

Figlio del cielo liberami, lasciami andare,

il mare si è prosciugato, non c’è più sale.

Nella sabbia le stagioni volano

e nessuno ci aiuta.

I sorrisi non splendono più come perle

agli occhi degli uomini infelici.

Qualcuno, qualcuno ha fatto sparire

il colore delle mie ali,

ha spezzato il mio anello fatato

e disonorato il Re, prima così orgogliosa.

ha cambiato i venti e confuso le maree.

Madre Mercury, Mercury

Guarda che cosa mi ha fatto,

non posso fuggire né nascondermi.

Il richiamo al poema di Spenser,  è evidente, colui che parla è uno dei sei cavalieri, precisamente Redcross.e In ognuno dei sei libri del poema infatti, vengono introdotti altrettanti cavalieri che rappresentano delle virtù. Redcrosse è quello della santità; Guyon della temperanza; donna Britomart della castità; seguono quelli dell’amicizia, della giustizia e della cortesia. Inoltre, la regina delle fate e Britomart possono essere identificate nella regina Elisabetta I d’Inghilterra, il che complica ulteriormente il poema. Si inserisce così un’allegoria storica che coinvolge anche vari eventi del Cinquecento inglese e irlandese.

 

 

Fonte

Queen- Bohemian Rapsody- la nuova possibile spiegazione?

Una delle canzone più strane dei Queen è sicuramente Bohemian Rapsody

Ancora a distanza di anni cerchiamo di capire il significato del testo

Proviamo a dare la nostra chiave di lettura

 

La canzone e il video originale

 

 

 

Quali particolari nasconde sia il video che il testo?

 

Continua…

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

Fabrizio De Andrè- Bocca di rosa – la decodifica del significato nascosto

Il nostro primo articolo su Fabrizio De Andrè vi ha sopreso, tanto è stato l’interesse mostrato anche per la serie tv

Lo scritto ha evidentemente aperto uno spiraglio in tutti quei fan che nutrivano forti dubbi sulla sua scomparsa ma anche tante perplessità

 

Cosa rappresenta il testo di Bocca di Rosa realmente?

 

Premessa dell’articolo precedente su De Andrè

Quanto abbiamo riportato era scritto in prima persona dall’avvocato Franceschetti  ed era chiaro ed evidente che si stava parlando in uno stile forse molto tecnico. Infatti era dato per accertato che quei termini, l’uso della simbologia era adatto da chi conosce l’esoterismo ma anche il modus operandi di chi attua degli omicidi rituali di stampo massonico e deviato.

Comuque per ampliare meglio il discorso, vi vogliamo fornire altri particolari su De Andrè  e sulla famosa  “Bocca di Rosa”. Questa canzone è un emblema dello stesso Fabrizio scritta in maniera talmente intelligente ma piena di riferimenti massonici da essere un capolavoro.

E’ stata interpreta sempre dal punto di vista dell’amore ma di quale tipo? In particolare è stata concepita per essere capita in questo modo ma di fatto De Andrè ne faceva intendere altre molto precise. Sembra che si riferisse all’arrivo di una prostituta in paese, apparentemente. Il testo si riferisce alla spietata Rosa Rossa, la bocca di Rosa è il nome in codice.

 

Il testo di Bocca di rosa

La chiamavano bocca di rosa      
 Qui l’intro si riferisce subito alla Rosa Rossa, l’ente massonico che ha ucciso Fabrizio.
Metteva l’amore, metteva l’amore                    
L’amore è il principio fondante dei Rosa Croce credenti nel Sangue di Cristo e di Maria . I Rosa Rossa sono la costola deviata e sanguinaria dei Rosa Croce, massoneria  presente in tutto il mondo. Il loro concetto di amore è ovviamente deviato su più livelli.
La chiamavano bocca di rosa
Metteva l’amore sopra ogni cosa
Appena scese alla stazione
Nel paesino di Sant’Ilario
Tutti si accorsero con uno sguardo
Che non si trattava di un missionario
L’arrivo in un luogo piccolo stava indicando l’espansione di questo ordine massonico che contattò e ricattò Fabrizio.
C’è chi l’amore lo fa per noia
Chi se lo sceglie per professione
Bocca di rosa né l’uno né l’altro
Lei lo faceva per passione
La rosa rossa è come una prostituta. Si aggancia a tutti e lo fa con passione. Chi lo sceglie di starci insieme lo fa per noia ( si riferisce all’èlite ricca e annoiata) e chi per professione. Si rivolge a chi ha bisogno di favori professionali.
Ma la passione spesso conduce
A soddisfare le proprie voglie
Senza indagare se il concupito
Ha il cuore libero oppure ha moglie
Qui il doppio senso è ancora riferito al fatto che si non si faccia alcun scrupolo e che si muova su più livelli senza pensarci.
E fu così che da un giorno all’altro
Bocca di rosa si tirò addosso
L’ira funesta delle cagnette
A cui aveva sottratto l’osso
Qui si riferisce al fatto che l’ente massonico una volta arrivato sul posto modifica gli affari di tutti. Intromettendosi crea ira funesta di chi viene scaricato dal suo incarico per essere sostituito da persone di quel “giro”.
Ma le comari d’un paesino
Non brillano certo in iniziativa
Le contromisure fino a quel punto
Si limitavano all’invettiva
Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempio
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio
Qui si nominano le comari. Ecco come considerano i non adepti. Loro si considerano più colti ed elevati, si sentono come Gesù che può rovesciare i banchetti del tempio. Il riferimento biblico ancora una volta è consono all’uso che i Rosa Rossa fanno della Bibbia e di tutto ciò che è considerato sacro per la Chiesa.
Così una vecchia mai stata moglie
Senza mai figli, senza più voglie
Si prese la briga e di certo il gusto
Di dare a tutte il consiglio giusto
 
E rivolgendosi alle cornute
Le apostrofò con parole argute
“Il furto d’amore sarà punito”
Disse “dall’ordine costituito”
Dall’alto del suo incarico preso con ladrocinio si parla dell’ ordine costituito. Il termine ordine si confà all’ordine massonico con i suoi 33 gradi che può dare comandi a tutti. Predica moralità dall’alto costituito deviato! Non è quello che fanno ora, imponendo quello che è giusto e quello che è sbagliato mentre loro fanno sempre quello che vogliono?
E quelle andarono dal commissario
E dissero senza parafrasare
“Quella schifosa ha già troppi clienti
Più di un consorzio alimentare”
 
Ed arrivarono quattro gendarmi
Con i pennacchi, con i pennacchi
Ed arrivarono quattro gendarmi
Con i pennacchi e con le armi
 
Spesso gli sbirri e i carabinieri
Al proprio dovere vengono meno
Ma non quando sono in alta uniforme
E l’accompagnarono al primo treno
Anche la gendarmeria è sottomessa all’ordine massonico. Infatti dice De Andrè che vengono meno al loro dovere. Invece di fermare questa massoneria deviata, obbediscono ai suoi comandi. Hanno molti clienti, troppi ma scriveva esplicitamente “al proprio dovere vengon meno”. Non è proprio un elogio questo è un grande atto di accusa verso le autorità che non compiono il loro dovere.
Alla stazione c’erano tutti
Dal commissario al sacrestano
Alla stazione c’erano tutti
Con gli occhi rossi e il cappello in mano
Commissario e sacrestano rappresentano sia il potere religioso che il potere militare
che salutano questo ordine. La commozione è presente in maniera evidente, simbolo che sono affezionati e provano dei sentimenti. Gli occhi rossi rappresentano un altro sottile riferimento al colore rosso della rosa.
A salutare chi per un poco
Senza pretese, senza pretese
A salutare chi per un poco
Portò l’amore nel paese
 
C’era un cartello giallo
Con una scritta nera
Diceva “addio bocca di rosa
Con te se ne parte la primavera”
La primavera si riferisce al quadro massonico per eccellenza-  La primavera di Botticelli.  Tale quadro era un complesso simbolo, scelto ed utilizzato anche per quelli del mostro di Firenze. Se volete approfondire sul significato occulto di questo quadro leggete qui.  De Andrè con la frase Bocca di Rosa con te se ne parte la primavera descrive la simbologia dei Rosa Rossa. Sa cosa significa la primavera (come loro la intendono) e come esso sia legato al quadro di Botticelli, pittore massone. De Andre viveva da adulto quel periodo, dove il Mostro di Firenze imperversava nella cronaca e questo riferimento alla primavera è un grande esempio di conoscenza da parte sua sugli omicidi rituali.
botticelli
La primavera di Botticelli, si noti l’atmosfera cupa del quadro in generale in totale opposizione al significato della stagione e la rosa pendente
Ma una notizia un po’ originale
Non ha bisogno di alcun giornale
Come una freccia dall’arco scocca
Vola veloce di bocca in bocca
 
E alla stazione successiva
Molta più gente di quando partiva
Chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
Chi si prenota per due ore
La strofa bocca in bocca richiama i significati nascosti che si tramandano verbalmente. Non hanno bisogno di alcun giornale in quanto le notizie sono scambiate e decise nell’ambito della loggia. Inoltre le persone fanno dei doni materiali.
Il fiore ovviamente è il riferimento alla rosa.
Persino il parroco che non disprezza
Fra un miserere e un’estrema unzione
Il bene effimero della bellezza
La vuole accanto in processione
 
Ancora una volta si parla del rapporto di questo ente massonico e la religione cattolica.  A Viterbo si svolge una processione apparentemente cattolica e mentre si porta in spalla  Santa Rosa. La cosa particolare è che i portantini  bestemmiano tutto il tempo. Questo è il simbolo dei Rosa Rossa che odiano la Chiesa Cristiana Cattolica e che la vogliono come serva. De Andrè conosceva questo rapporto “malato” e lo scriveva con queste strofe. Infatti descrive la processione massonica, viene svolta la sera di ogni 3 settembre a Viterbo.
Risultati immagini per viterbo processione di santa rosa
La processione di Santa Rosa
E con la Vergine in prima fila
E bocca di rosa poco lontano
Si porta a spasso per il paese
L’amore sacro e l’amor profano

 

La processione con le bestemmie contro Dio e la Madonna sono incredibilmente tenute senza alcuna contestazione. Se notate nessun telegiornale ha evidenziato questo fatto, segno che anche loro sono complici. Ecco cosa significa per De Andrè l’amore sacro e l’amor profano.

 

Conclusioni

 

La canzone era una chiara descrizione del modus operandi dei Rosa Rossa. Sicuramente a suo tempo Fabrizio De Andrè fu avvicinato  e ” corteggiato” e come esattamente Pasolini e Rino Gaetano. Come loro, mori’ prima del tempo perchè anche lui, come loro, aveva capito come funzionava il sistema. L’epoca perbenista degli anni ’70 e ’80 non permetteva come oggi di contestare tramite un blog, un video su Youtube. Esistevano le canzoni e De Andrè sfruttò questo canale per trasmettere dei segnali.

Ovviamente il testo è fatto per essere capito in una complessa struttura di significati nascosti ma si capisce anche che non poteva essere un banale testo su una prostituta. Se leggiamo le strofe paragonandole solo ad un meretrice, non avrebbero senso tanti riferimenti. Il sistema mediatico ci ha innestato che il testo di questa canzone parla solo di una prostituta ma di fatto non è così. La banalità con il quale si cerca di nascondere il fatto che De Andrè sia stato ucciso è dimostrato anche dal taglio della canzone fatto dalla serie tv in onda in Italia.

Rino Gaetano, Pier Paolo Pasolini, Tenco e De Andrè sono stati uccisi intenzionalmente prima del tempo, da un circuito assassino ben definito. Fabrizio ha denunciato il sistema tramite questa canzone, ecco il motivo vero della sua scomparsa.

 

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

 

Fabrizio De Andrè: Bocca di rosa e il suo significato nascosto- introduzione

Il nostro primo articolo su Fabrizio De Andrè ci ha sopreso, vista la mole di domande ricevute nella nostra mail

Lo scritto ha evidentemente aperto uno spiraglio in tutti quei fan che nutrivano forti dubbi sulla sua scomparsa ma anche tante perplessità

 

Premessa dell’articolo precedente su De Andrè

Facciamo una piccola premessa. Quando abbiamo riportato era scritto in prima persona dall’avvocato Franceschetti  ed era chiaro ed evidente che si stava parlando in uno stile forse molto tecnico. Infatti era dato per accertato che quei termini, l’uso della simbologia è adatto a chiunque conosca l’esoterismo ma anche il modus operandi di chi attua degli omicidi rituali di stampo massonico e deviato.

Comuque per ampliare meglio il discorso, vi vogliamo fornire altri particolari su De Andrè  e sulla famosa  “Bocca di Rosa”. Questa canzone è scritta in maniera talmente intelligente da rappresentarne un emblema. Il fatto di saperla scrivere in quel modo significa che Fabrizio, oltre ad essere una persona molto acuta, aveva capito il livello di scrittura e d’intrepretazione dei cospiratori della sua morte. Infatti il loro linguaggio è complicato con simbologie e numeri specifici.

Il testo  è stata interpretato sempre dal punto di vista dell’amore. In particolare è stata concepito per essere capito in questo modo ma di fatto De Andrè ne faceva intendere un altro. La canzone all’apparenza sembrava che si riferisse all’arrivo di una prostituta in paese. “Bocca di rosa” pertanto è stato scritto su due livelli di lettura: uno immediato e popolare e il secondo massonico occulto. Il suo è come un testamento da raccogliere e capire.

 

L’esoterismo, De Andrè, Tenco, Gaetano e Pasolini

La premessa numero due che vogliamo fare è che la parola esoterismo ha molte sfaccettature. Come un coltello da cucina che può essere usato per tagliare il cibo ma anche per uccidere, il modo d’interpretare la conoscenza derivante dell’esoterismo può rappresentare una doppia lama.

Questo significa che De Andrè conosceva come Pasolini, Rino Gaetano e Tenco i loro mandanti, come si muovevano, che ritualità e simboli era soliti usare e alcuni dettagli molto sottili. Molto probabilmente tutti  sono stati avvicinati da questo movimento massonico deviato ed omicida e loro hanno rifiutato di appartenervi. Pasolini forse vide da vicino i festini, denunciati nel film Salò. De Andrè cominciò a mandare messaggi cifrati nella canzone appunto “Bocca di Rosa”. Rino Gaetano mandò altri messaggi nei suoi testi.

 

Continua per l’interpretazione delle strofe della canzone…

 

Leggi anche

Rino Gaetano e i messaggi in bottiglia

 

L’anniversario di Rino Gaetano – il caso delle “coincidenze”

 

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esamineremo il testo strofa per strofa nel prossimo articolo.

 

 

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

Il simbolo dei Queen: l’origine della fenice e dell’uccello rosso

Terminiamo l’analisi del simbolo dei Queen, illustrata da Carpeoro.

La prima parte

Il simbolo dei Queen: cosa rappresenta?

 

 

L’origine dell’uccello rosso disegnato da Freddy

  • L’uccello rosso della rinascita

Dante Gabriele Rossetti (Londra, 12 maggio 1828 – Birchington, 10 aprile 1882) pittore e poeta inglese, fu tra i fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti insieme a William Hunt, Ford Madox Brown e John Everett Millais.

Si interessò sin dalla giovinezza a Dante ed ai poeti del Dolce Stil Novo, passione ereditata dai genitori, ma anche ai romantici inglesi, alle novelle gotiche e agli scrittori americani come Edgar Allan Poe. I suoi dipinti sono ascrivibili alla corrente europea del simbolismo. Per supportare la tesi della sua appartenenza ai Rosa+Croce, nella tradizione paterna, dobbiamo ancora una volta fondarci sulle sue opere, ma già la sua inclusione tra i Simbolisti induce a fondati sospetti.

Il dipinto più importante della tematica dantesca del Rossetti “Beata Beatrix”, un olio dipinto nel 1863, un’opera comunemente ritenuta di simbolismo misterioso. Si tratta di un dipinto allegorico, ritenuto ispirato dalla morte della moglie di Rossetti, mancata per un avvelenamento da laudano, la droga degli intellettuali dell’epoca.

02.jpg

Beata Beatrix, Dante Gabriele Rossetti

Raffigura la donna (che era stata modella del pittore) in una posa languida e sensuale; la sua chioma, naturalmente rossa, è come raccolta in un’acconciatura sfatta e sulle sue mani si sta posando un uccello rosso, simbolo della spiritualità, ma anche allusione al laudano che ha ucciso la donna, per il rametto che porta nel becco.

Alle sue spalle, una scena soffusa raffigura due personaggi, forse Dante e Virgilio. Quindi l’uccello rosso simbolo di morte, ma anche di rinascita, perché cosa è la morte se non il passaggio a qualcosa di diverso? Ma il simbolismo dell’uccello rosso, ricorrente fino ai giorni nostri, da D’Annunzio al film capolavoro “I Lautari” di Emil Lotijanu, Russia, 1972, la dice lunga sul significato dell’opera. La scena finale del film suddetto è l’autentica rappresentazione del mistero custodito dai Rosa+Croce simboleggiato dall’enigmatico volatile.

03

 

Conclusioni generali sul simbolo dei Queen

Dietro ogni copertina, come evidenziato anche nella nostra rubrica dedicata alle cover, si sviluppa un grande lavoro. E’ molto difficile che esista un band che non dedichi molto interesse al messaggio esposto. Quella dei Queen mostra in effetti i legami esoterici della band alle conoscenze proprie di Freddy Mercury. Infatti la simbologia dell’uccello rosso, della fenice nera e il legame con il disegno della Regina mostra in effetti uno studio   sia per l’alchimia che per la sfera più trasformativa a livello psicologico ed  interiore. Freddy come una moderna Fenice è rinato a nuova vita e pur sapendo consapevole della sua imminente morte, nel concerto con David Bowie mostrava una trasmutazione del simbolo che solo chi conosceva il suo profondo significato poteva capire. L’impegno di Freddy è stato sostanzialmente al termine dei suoi giorni mostrare che sarebbe morto a breve ma  lui non lo considerava come un fatto negativo. La fine era una rinascita. Mercury pertanto è un simbolo anche di un musicista che ha transitato messaggi esoterici ed alchemici sia nei testi che nei concerti. Il simbolo scelto come logo della band dimostra una determinazione spiccata verso la rinascita ma anche verso il lato più nobile dell’alchimia. I leoni inchinati sono un simbolo di potere e la Regina quindi è stata alla fine veramente una monarca sopra altre band. I Queen ancora dominano ancora dall’alto della musica come una Fenice con le ali aperte.

 

David

 

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

Fonte

Red Hot Chili Peppers: Monarchy of roses – la disclosure rivelata parte III

Come abbiamo già visto i Red Hot Chili Peppers hanno mandato molti messaggi attraverso la loro musica e i loro video.

Nel precedente articolo abbiamo visto il video musicale che apparentemente non ha nulla di particolare. Ma una visione attenta ci fa capire che la band vuol dirci altro.

Cos’è questa monarchia delle Rose? La risposta è quantomai semplice ma forse destabilizzante. I Red Hot Chili Peppers si riferiscono al potere massonico più potente ovvero a quello della Massoneria legata alle Rose. I movimenti più potenti sono i Rosa Croce conosciuti con l’acronimo RC oppure il suo risvolto CR e la micidiale Rosa Rossa. Il complex comunque formato dalle massonerie ha mille sfumature e luoghi di potere.

Queste frange massoniche hanno un nome definito e comandano come abbiamo detto anche il music business. I nomi sono i seguenti anche se non tutti ovviamente : BC ovvero il Boehiam Club, Skull and Bones derivanti dall’ordine della Golden Dawn e le relative massonerie di origine Rosa Crociana ovvero i Rosa Croce e i Rosa Rossa. Ripetiamo che la cabina di regia e’ un complex articolato e a volte delle strutture sembra che ne comandino altre. Comunque noi ne evidenziamo le più famose, pericolose che sono invischiate nel mondo della musica. Un  membro appartente ufficialmente al B.C. e’ Bono Vox ad esempio.

Risultati immagini per bc bohemian club

Il simbolo del B.C.

Risultati immagini per skull and bones

Il simbolo degli Skull and Bones

Risultati immagini per golden dawn

Dall’unione di massonerie deviate di origine Rosa Crociana e Golden Dawn è nato l’ordine (micidiale e pericoloso) dei Rosa Rossa.

Risultati immagini per rosa croce

Alcuni simboli legati ai Rosa Croce e Rosa Rossa

Risultati immagini per ordine rosa rossa

Torniamo al testo.

La monarchia delle Rose sta a significare che essi dominano il mondo come se fossero Re. I Red Hot Chili Peppers sostanzialmente spiegano la loro conoscenza del sistema massonico all’interno della musica. Molto probabilmente si riferiscono ai Rosa Rossa come padroni della loro casa discografica. Leggiamo alcune parti tradotte:

La promessa di un regime pulito
Sono promesse che noi manteniamo

è riferito alle promesse fatte in ambito massonico che vanno mantenute sia nel bene che nel male.

E tu stai per chiedere
Le vesti di Pettibon

si riferiscono al pittore Raymond Pettibon.

Risultati immagini per raymond pettibon

L’artista Pettibon mostrava nei suoi dipinti il suo pensiero latomistico. All’inizio era ovviamente consapevole mentre qui mostra le mani sporche di sangue, segno evidente che sapeva del legame tra la massoneria più estrema e i spargimenti di sangue. Pettibon aveva tradito il credo massonico.

Molti dei miei migliori amici indossano
I colori della corona

Qui si dichiara che molti amici dei Red Hot Chili Peppers indossano i colori della corona. La corona fa parte della simbologia sia dei Rosa Rossa che dei Rosa Croce. Da qui anche il termine della Sacra Corona Unita anche in Italia. Unita in cosa? Nell’ambito massonico ovviamente.

Un’adorabile croce da portare

Molti dei miei migliori amici conoscono
I segreti di questa città
Mary vuole edificarla

Qui queste frasi sono chiare solo se lette in questo senso. I Red Hot Chili Peppers scrivono che i migliori amici conoscono i segreti della città. Si fa riferimento poi all’Irlanda e a Maria. La simbologia di Maria ha due valenze. Infatti un lato massonico specie quello dei Rosa Rossa odia la Chiesa Cattolica e la sua simbologia. Pertanto utilizza la croce e Maria per denigrare il loro credo. I Rosa Croce invece utilizzano la simbologia considerata sacra come la Rosa e la Croce appunto per utilizzarla in maniera ben diversa dall’ambito cattolico. La frase Mary vuole edificarla si riferisce alla volontà della Massoneria Cattolica di edificare la sua roccaforte come in Irlanda.

Vogliamo tutti la rosa che tu sai
Hey

Ripetono queste molte volte questa frase a simboleggiare che molti sono attratti dal potere dell’ordine massonico. Ma questo nasconde dei pericoli.

La storia sa che ti tormenterò sempre

I Red Hot Chili Peppers entrati pertanto in maniera spontanea o forzosa, non sappiamo come,  nell’ordine massonico dicono che sono tormentati. Tormentati da cosa? Il giuramento massonico è un marchio per tutta la vita e non si può tradire. Il tormento significa che anche se uno non partecipa più è tenuto ai suoi segreti. Non bisogna svelare nulla: persone appartenenti, luoghi, rituali e quant’altro leghi le persone all’ordine.

La band pertanto in maniera nascosta svela dei particolari micidiali. E’ chiaro che lo svelare ha sempre una sua funzione e non avviene mai a caso. Tuttavia guardando le immagini del video si vedono le rose e delle righe che formano delle corde intorno ai loro corpi. La musica non è poi così allegra e trasmette sostanzialmente una stanchezza e una delusione nel sentirsi pressati da questa situazione.

Questo testo è scritto in maniera velata e potrebbe anche essere totalmente contraddetto da chiunque tale è la complessità. Tuttavia potrebbe essere una sorta di condanna per i Red Hot Chili Peppers e pertanto com’è accaduto anche per altri cantanti potrebbero sentirsi in pericolo per aver comunque fatto capire determinate argomentazioni.

A completezza d’argomento

A titolo di completezza d’argomento esistono molte serie Tv, Film e altre pellicole che mostrano la verità e vanno viste non come opere fantasiose. Sono molte ma ne citiamo solo due.

Eyes wide Shut che è costato delle vite ad esempio. Dicono e mostrano dei modus operandi che collimano con quanto transitato nei testi dei Red Hot Chili Peppers.

Poi un libro che nessuno ha mai dichiarato come falso è quello di Gioele Magaldi, MASSONIUR -LODGES che spiega la profondità delle logge massoniche sovranazionali, nominando anche nomi e cognomi. Se ciò risultasse VERO  sarebbe anche sbalorditivo. Il testo contiene dei documenti ufficiali, nessuno dei personaggi principali ha mai negato quanto scritto. Infatti se voi foste infangati pubblicamente tramite un libro, fareste di tutto per far valere la vostra verità. Qui la cosa agghiacciante è che nessuno ha detto niente sfruttando sostanzialmente la strada omertosa del silenzio e giocando sull’ignoranza del lettore medio italiano.

Conclusioni

I Red Hot Chili Peppers stanno scrivendo testi e componendo dei video che mostrano dei lati nascosti che stanno diventando di pubblico dominio. La disclousure va sfruttata ed utilizzata per la nostra crescita personale. Onore va dato alla band che sta lasciando dei “sassolini” molto interessanti. La Monarchia delle Rose è viva e vegeta e influenza anche la nostra vita se non sappiamo leggere determinati messaggi che i Red Hot Chili Peppers provano a descriverci.

David

Seguici anche qui

Google+

 Facebook

Libro citato

massoni

Film citato

Eyes_Wide_Shut_poster

Il simbolo dei Queen: cosa rappresenta?

Cosa simboleggia il contrassegno distintivo dei Queen?

Ecco un articolo molto interessante che lo spiega.

Lo stemma dei Queen, conosciuto anche con il termine inglese Queen Crest, venne disegnato da Freddie Mercury, che si diplomò al Ealing Art College di Londra, poco prima dell’uscita del primo album della band; infatti la versione originale del logotipo dei Queen, divenuto segno distintivo del quartetto, è riportato inoltre sul retro della copertina di Queen. L’immagine, che comparve per la prima volta in copertina con “A Day at the Races” nel 1976, è inoltre presente, in diverse versioni, nelle copertine degli album “A Night at the Opera”, “Greatest Hits II” e “Queen Rocks”.

 

04.png

 

Mercury affermò che aveva disegnato questo logotipo perché voleva per il suo gruppo “un simbolo dell’epoca”, basandosi sullo stemma reale del Regno Unito, integrando per questo motivo eleganza, patriottismo e regalità. Questo logo, di cui esistono diverse versioni, era spesso visibile sulla grancassa della batteria di Taylor, durante i loro primi concerti. L’immagine include i segni zodiacali dei quattro componenti della band; due leoni rampanti, che identificano Taylor e Deacon, presidiano la corona della regina al centro di una “Q” (Queen), sormontata da un granchio color bronzo metallico che indica il segno di May, il Cancro, sopra il quale si libra un anello di fiamme che dà l’impressione di una seconda corona.

Due fate bianche, a rappresentare la Vergine, che identifica Mercury, contrapposte al color senape dei leoni, osservano dal basso la lettera. Tutti gli elementi sono sovrastati da una grande fenice con le ali spiegate, uccello mitologico conosciuto per la capacità di ritornare in vita dalle sue stesse ceneri, scelta in segno di immortalità e speranza. Il giallo e l’arancio sono i principali colori dello stemma, con una sfumatura di rosso per quanto riguarda la fascia che forma la “Q”.

Sulla parte inferiore, il nome “Queen” appare in stile latino, con curvature ben definite. Fin qui le spiegazioni ufficiali, o meglio superficiali. Peccato che i due leoni, che dovrebbero rappresentare i due componenti della band che hanno tale segno zodiacale, sono in posizione non astrologica e cioè rampanti e non seduti, e per giunta uno di essi è avvinto da una catena. Triste destino quello della Radix Davidis, regale per volere di Giacobbe e perseguitata e schiavizzata dal resto dell’umanità!

Peccato che il simbolo del Cancro sia quello del giorno iniziatico per eccellenza, il solstizio d’estate, o meglio il 24 giugno, ricorrenza del Battista. Peccato che le due fate non rappresentino il segno zodiacale della Vergine, col quale, a dire il vero, non hanno nulla a che vedere bensì rappresentino proprio il regno della regina, the Queen, raccontato da Spenser. Peccato infine che la fenice medesima sia raffigurata in posa non simbolicamente corretta, in quanto nella sua specularità col pellicano, che viene disegnato con le ali rivolte verso il basso, nel segno del suo sacrificio, essa invece viene quasi sempre rappresentata con le ali rivolte verso l’alto, perchè il risorgere è moto ascensionale, laddove dopo ogni resurrezione che si rispetti, c’è un’ascensione. E poi se si osserva attentamente il volatile come riprodotto nello stemma, sotto verranno riscontrato sette fiammelle, straordinariamente coincidenti e somiglianti con i sette piccoli dell’iconografia del pellicano. Insomma una fenice, a metà strada con un pellicano e forse quando arriveremo alle fine capiremo anche il perchè.

 

05.jpg

06

  • Il video con David Bowie

È facilmente reperibile sul web un filmato piuttosto celebre dove Freddie Mercury e David Bowie, cantano un pezzo scritto da entrambi, accompagnati dai Queen.

In realtà è un montaggio, ma a nessuno è mai venuto in mente di esaminarne i fotogrammi, ma se qualcuno volesse farlo scoprirebbe dei particolari interessanti. Sulla grancassa del batterista c’è disegnato, interamente in nero, lo stemma della band. Normale, diremmo, ma ci sono dei specificità da sottolineare.

Innanzitutto il nero è colore inaccostabile simbolicamente alla fenice, mentre è perfettamente accostabile al pellicano, essendo il pellicano nero un simbolo di dolore e infelicità, laddove il sacrificio non sia utilmente rivolto nella direzione giusta.

Ma non basta: nel filmato il simbolo nero appare in pochi momenti solo dietro David Bowie e mai dietro Freddy Mercury!

07.jpg

Inoltre lo stemma compare nel filmato anche nella sua versione luminosa, posizionato in alto alle spalle del palco, ma tranne alla fine, a palco vuoto, appare solo nei due momenti in cui Freddy Mercury e David Bowie vengono inquadrati insieme!

08.jpg

09.jpg

Evidentemente la fenice-pellicano Mercury ha la alchemica facoltà di trasformare in oro anche il piombo del pellicano nero di Bowie!. Ma c’è di più: nonostante il simbolo fosse presente nella scenografia, si vede che qualcuno, nel montaggio del filmato lo ha sovrapposto, come a volerlo sottolineare, ancora di più…

  • Ma chi era la regina?

A questo punto dobbiamo ricordare che anche gli osservatori non di costume dietrologico come noi hanno introdotto la considerazione di come la scelta del nome della band, operata dallo stesso Mercury, sia stata ispirata al personaggio di Elisabetta I.  Ma con una corretta ispirazione dietrologica potremmo anche scoprire che il buon Freddy aveva un motivo in più rispetto a quelli storici e patriottici per scegliere proprio quella regina. Si perchè, grazie proprio a quella regina, il Pellicano e la Fenice sono stati anche in passato protagonisti di una particolare vicenda di simbiosi. Si tratta della storia insolita di due ritratti gemelli della regina Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603), realizzati forse dalla stessa mano e dallo stesso materiale ligneo, dipinti dal pittore Nicholas Hilliard.

10.jpg

Elisabetta I, Ritratto del pellicano, 1576, Nicholas Hilliard.

 

11.jpg

Immagine 279 Elisabetta I, Ritratto della Fenice, 1576, Nicholas Hilliard.

Nicholas Hilliard (c. 1547 – Londra, 1619) è stato un miniatore e orafo inglese, celebre per i suoi ritratti miniati dei membri della corte di Elisabetta I d’Inghilterra e di Giacomo I d’Inghilterra. Per la maggior parte delle sue opere si servì di piccoli ritratti ovali, ma sono celebri due sue pitture su tavola con il ritratto proprio di Elisabetta. I due ritratti di Nicholas Hilliard sono praticamente gemelli e in entrambi la regina è vestita alla francese. Si tratta del Ritratto del Pellicano e del Ritratto della Fenice dai due gioielli smaltati indossati sul corpetto, che raffigurano i due uccelli mitici, simboli rispettivamente di Redenzione e Carità e di Resurrezione e nella loro lettura cristologica. Il mistero del significato simbolico dei due ritratti affascina il pubblico inglese da molti decenni: essi infatti presentano infatti somiglianze straordinarie sia nella posa che nei colori, dando così vita ad un’evidente simmetria tematica. Il primo quadro, il Ritratto del Pellicano mostra un’Elisabetta al culmine del proprio vigore fisico, con il volto incorniciato da una vivace chioma rossiccia; il secondo dipinto, il Ritratto della Fenice,  riprende esattamente tali elementi, ma li stempera in toni opachi e scuri, simbolo forse dello scorrere inesorabile del tempo.

Da notare anche l’identica posizione del braccio della regina, in una posa ricorrente in ambienti esoterici che in massoneria veniva chiamata all’ordine profano.

È una tecnica, quella delle immagini simmetriche, adoperata anche da Giorgione nelle due opere speculari denominate la Giovane, o Laura, e la Vecchia.

In ogni caso, se interpretate unitariamente, come sembra essere opportuno esse simboleggiano i due significati speculari dei simboli in oggetto, sacrificio e resurrezione, anzi sacrificio che resuscita, come anche recepito dalla tradizione cristiana. Un grande omaggio ad una grande regina che dedicò e quindi sacrificò l’intera sua esistenza alla guida del suo popolo, o forse anche il messaggio che la stessa non fosse estranea alle cerchie segrete e esoteriche dell’epoca.

Ciò motiva anche la deroga accordata all’artista dalla regina, per il secondo ritratto, rispetto alla regola che aveva imposto a tutti i suoi ritrattisti di dipingerla giovane, fiorente e piena di colori e di energia., mentre tutte le altre raffigurazioni, anche

12.jpg

Immagine 278, Elisabetta I, Ritratto del Pellicano, 1576, Nicholas Hilliard,
particolare del Pellicano in rilievo.

13.jpg

Immagine 280, Elisabetta I, Ritratto della Fenice, 1576, Nicholas Hilliard,
particolare della Fenice in rilievo.

 

quelle degli ultimi anni di regno replicano meccanicamente le fattezze giovanili dei dipinti precedenti, a dispetto di una regina ormai calva e senza denti.

Perchè la resurrezione è aspetto tipicamente umano, rispetto all’immortalità che è invece è attributo divino. In ogni caso il simbolismo dei dipinti è evidente: il ritratto giovanile, quello col pellicano reca nei due angoli in alto, la rosa, come quella di Robert Fludd che da’ il miele alle api, e il il giglio sotto la corona con evidente richiamo al motto del Cantico dei Cantici già richiamato. Nell’altro nulla, perchè dopo la resurrezione si accede a nuova vita, ma entrambi i volatili hanno le ali rivolte verso il basso, come lo stemma di Freddy Mercury, laddove evidentemente per tutti, regina, pittore e rock star, la fenice e il pellicano rappresentano la stessa essenza, seppure in forme e manifestazioni solo contingentemente differenti.

  • L’enigma Freddy Mercury

Freddie Mercury (nome d’arte di Farrokh Bulsara; Zanzibar, 5 settembre 1946 – Londra, 24 novembre 1991) è stato un cantautore, musicista e compositore britannico. Nato a Zanzibar con ascendenze parsi e indiana, Freddie Mercury fu fondatore nel 1970 dei Queen, gruppo rock britannico di cui fece parte fino alla morte. È ricordato per il talento vocale e la sua esuberante personalità sul palco.

Per i Queen fu autore di brani di successo quali “Bohemian Rhapsody”, “Crazy Little Thing Called Love”, “Don’t Stop Me Now”, “It’s a Hard Life”, “Killer Queen”, “Love of My Life”, “Play the Game”, “Somebody to Love” e “We Are the Champions”. Oltre all’attività con i Queen, negli anni ottanta intraprese la carriera solista con la pubblicazione di due album, “Mr. Bad Guy” (1985) e “Barcelona” (1988), quest’ultimo frutto della collaborazione con la cantante soprano spagnola Montserrat Caballé, il cui singolo omonimo divenne l’inno ufficiale dei Giochi della XXV Olimpiade. Ammalatosi di AIDS, sviluppò a causa di ciò una grave broncopolmonite che lo portò alla morte, sopravvenuta il giorno seguente alla pubblica dichiarazione del suo grave stato di salute. Freddie Mercury è considerato uno dei più grandi e influenti artisti nella storia del rock; nel 2008 la rivista statunitense Rolling Stone lo classificò 18º nella classifica dei migliori cento cantanti di tutti i tempi mentre Classic Rock, l’anno successivo, lo classificò al primo posto tra le voci rock. Farrokh Bulsara, quindi zoroastriano, (Farrokh significa fortunato e felice è un popolare nome dato per i ragazzi tra zoroastriani musulmani e in Asia meridionale) cambiò il suo nome successivamente alla creazione dei Queen, in occasione di una particolare canzone scritta proprio da lui nel 1970.

Si tratta di “My Fairy King” e tratta di Rhye, un luogo immaginario creato da Mercury stesso e citato in altri brani successivi dei Queen, sulla scorta di tutti luoghi utopici dei Rosa+Croce. Da notare che Mercury prese in prestito alcuni versi da una poesia di Robert Browning, “The Pied Piper of Hamelin”.

Il tema della canzone presenta inoltre numerose analogie con il poema “My Faerie Queene” di Edmund Spenser. Questo il testo della canzone:

Nella terra dove i cavalli nascono

con le ali d’aquila

e le api hanno perso il pungiglione

si canta sempre.

La tana del leone con daini fulvi

e fiumi di vino così limpidi

che scorrono per sempre,

i draghi volano come passeri nell’aria

e agnellini dove soltanto Sansone osa.

Andare avanti avanti avanti avanti avanti avanti,

il mio Re delle fate può vedere cose,

domina l’aria e governa le maree,

che per me e per te non esistono.

Oh si, guida i venti,

il mio Re delle fate sa agire rettamente

e non sbaglia mai.

Poi nella notte l’assalto degli uomini,

correvano come ladri e uccidevano

come lame di coltello

per sottrarre il potere alla magica Mano

e causare la rovina della terra Promessa.

Loro hanno reso il latte acido,

così come il blu nel sangue delle mie vene.

Perché non capisci?

Il fuoco brucia all’inferno con il pianto

di un dolore straziante.

Figlio del cielo liberami, lasciami andare,

il mare si è prosciugato, non c’è più sale.

Nella sabbia le stagioni volano

e nessuno ci aiuta.

I sorrisi non splendono più come perle

agli occhi degli uomini infelici.

Qualcuno, qualcuno ha fatto sparire

il colore delle mie ali,

ha spezzato il mio anello fatato

e disonorato il Re, prima così orgogliosa.

ha cambiato i venti e confuso le maree.

Madre Mercury, Mercury

Guarda che cosa mi ha fatto,

non posso fuggire né nascondermi.

Il richiamo al poema di Spenser,  è evidente, colui che parla è uno dei sei cavalieri, precisamente Redcross.e In ognuno dei sei libri del poema infatti, vengono introdotti altrettanti cavalieri che rappresentano delle virtù. Redcrosse è quello della santità; Guyon della temperanza; donna Britomart della castità; seguono quelli dell’amicizia, della giustizia e della cortesia. Inoltre, la regina delle fate e Britomart possono essere identificate nella regina Elisabetta I d’Inghilterra, il che complica ulteriormente il poema. Si inserisce così un’allegoria storica che coinvolge anche vari eventi del Cinquecento inglese e irlandese.

 

 

Fonte

Katy Perry – Chained to the Rhythm: il testo che dice il vero

Ancora poco convinti che il sistema utilizzi la musica per metterci un velo e farci dimenticare di chi siamo realmente?

La Beta Kitten Katy Perry ce lo dice invece con la massima  trasparenza nella canzone Chained to the Rhythm. Nessuno però canticchiando il ritornello ha mai pensato alla profondità di queste parole? Il velo, la rosa e il programma Monarch continuano ad essere presenti per manipolare la mente e la coscienza dei più sprovveduti. Vediamo come ancora una volta ci danno evidenze di un messaggio molto profondo.

 

Il video con la traduzione scritta

 

 

 

Il testo integrale in italiano

Siamo matti?
Vivere le nostre vite attraverso una lente
Intrappolati nella nostra staccionata bianca
Come se fossimo ornamenti
Così confortevole, viviamo in una bolla, bolla
Così confortevole, non riusciamo vedere i problemi, problemi
Non ti senti solo?
Lì nell’utopia
Dove nulla sarà mai abbastanza
Felicemente insensibile
Così confortevole, viviamo in una bolla, bolla
Così confortevole, non riusciamo vedere i problemi, problemi

[Pre-Ritornello: Katy Perry]
Ah, quindi metti
I tuoi occhiali rosa
E festeggia

[Ritornello: Katy Perry]
Alza il volume, è la tua canzone preferita
Balla, balla, balla seguendo la distorsione
Alza il volume, mantienilo alto
Barcolla come uno zombie perso
Sì, pensiamo di essere liberi
Bevi, questo lo offro io
Siamo tutti incatenati al ritmo
Al ritmo
Al ritmo
Alza il volume, è la tua canzone preferita
Balla, balla, balla seguendo la distorsione
Alza il volume, mantienilo alto
Barcolla come uno zombie perso
Sì, pensiamo di essere liberi
Bevi, questo lo offro io
Siamo tutti incatenati al ritmo
Al ritmo
Al ritmo

[Verso 2: Katy Perry]
Siamo stonati? (o “senza voce?”)
Continueremo a cercare sotto il tappeto
Pensavo che potremmo fare meglio di così
Speriamo di riuscirci
Così confortevole, viviamo in una bolla, bolla
Così confortevole, non riusciamo vedere i problemi, problemi

[Pre-Ritornello: Katy Perry]
Ah, quindi metti
I tuoi occhiali rosa
E festeggia

[Ritornello: Katy Perry]
Alza il volume, è la tua canzone preferita
Balla, balla, balla seguendo la distorsione
Alza il volume, mantienilo alto
Barcolla come uno zombie perso
Sì, pensiamo di essere liberi
Bevi, questo lo offro io
Siamo tutti incatenati al ritmo
Al ritmo
Al ritmo
Alza il volume, è la tua canzone preferita
Balla, balla, balla seguendo la distorsione
Alza il volume, mantienilo alto
Barcolla come uno zombie perso
Sì, pensiamo di essere liberi
Bevi, questo lo offro io
Siamo tutti incatenati al ritmo
Al ritmo
Al ritmo

[Ponte: Skip Marley]
E’ il mio desiderio
Abbattere i muri per connettersi, ispira
Sì, nelle tue alture, bugiardi
Il tempo stringe per l’impero
La verità è che si nutrono dei deboli
Così come in numerose altre occasioni
Sono avidi nei confronti del popolo
Essi barcollano e armeggiano
E stiamo per scendere in piazza
Si sono svegliati, si sono svegliati i leoni

 

I passi salienti

Balla, balla, balla seguendo la distorsione
Alza il volume, mantienilo alto
Barcolla come uno zombie perso
Sì, pensiamo di essere liberi
Bevi, questo lo offro io!

 

Pensiamo di essere liberi, bevi questo lo offro io! Il messaggio è molto chiaro. Fatti distrarre e fatti trattare da zombie. Lo zombie ha una valenza archetipica molto profonda in quanto è lo status della massa e come viene considerata dall’èlite. Molti film sono stati dedicati agli zombie, comprese le serie Tv ma vanno viste dal punto più profondo. In pratica i morti viventi sono tutte quelle persone al quale Katy Perry sta dando da bere ovvero gli addormentati dell’odierno sistema.

Risultati immagini per z war

 

 

Il tempo stringe per l’impero
La verità è che si nutrono dei deboli
Così come in numerose altre occasioni
Sono avidi nei confronti del popolo
Essi barcollano e armeggiano
E stiamo per scendere in piazza
Si sono svegliati, si sono svegliati i leoni!

 

 

 

 

 

 

Il tempo che stringe sull’impero è riferito all’accorciarsi del dominio degli Illuminati che sono in evidente difficoltà causato appunto dal risveglio interiore di una parte dell’umanità. Infatti termina con Si sono svegliati, si sono svegliati riferito alla loro consapevolezza che qualcosa sta per cambiare.

 

quindi metti
I tuoi occhiali rosa
E festeggia

 

 

La continuate a canticchiare questa innocente canzone? E’ il momento di essere risvegliati anche noi oppure continuiamo ad indossare gli occhiali rosa di Katy Perry? Piu’ chiaro di così!

Siamo matti!? se continuiamo a far finta di nulla.

 

David

 

Seguici anche qui

Google+

 Facebook