John Lennon e il nuovo caso di Mark Staycer Parte VI -Ipotesi finali

Tutti hanno appurato che John Lennon sia morto ma è davvero così?

Chi è allora Mark Staycer?

E’ tutta una farsa ancora una volta? Siamo di fronte ad un ennesimo caso di sosia?

Continua l’esame da parte di un crimilogo

 

IL NASO RIVELATORE..

Se tutti questi indizi non bastassero, ho lasciato per ultimi alcuni dettagli decisivi della somiglianza fisica tra Staycer e Lennon. Il più convincente è il naso. Sembra che, nel corso degli anni, John si sia sottoposto a degli interventi di chirurgia estetica, per esempio per rimuovere un neo al centro della fronte e per farsi rifare i denti, senza però toccare mai il suo notevole naso, lungo e un po’ incurvato verso destra, con due rari e davvero caratteristici rigonfiamenti sopra le narici. Naturalmente, il nostro Staycer ha lo stesso, raro naso, rigonfiamenti compresi.

 

 

 

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Come pure i denti, con lo stesso molare mancante… Per non parlare delle orecchie, che sono quasi identiche, a parte i lobi più lunghi (ma si sa che i lobi delle orecchie, soprattutto negli uomini, si allungano con l’età).
Mentre di solito è abbastanza facile trovare, anche tra persone che si somigliano molto, almeno una caratteristica saliente che le distingua in modo incontrovertibile, tutti i tratti somatici di Staycer sono abbastanza somiglianti a Lennon da destare sospetti, e alcuni corrispondono addirittura in modo inquietante.
In conclusione, riepiloghiamo anche le altre affinità: stessa voce, stesso accento, stesso modo di cantare e di suonare gli stessi strumenti. E se aggiungiamo al quadro Peter McNamee, altro possibile alter ego di Lennon, abbiamo anche lo stesso stile compositivo.
Insomma, da qualunque aspetto si esamini la faccenda, Mark Staycer può essere John Lennon. A parte il fatto, ovviamente, che l’ex-Beatle viene considerato morto da 35 anni…
Tuttavia, in questo caso dubitare non è soltanto ragionevole, ma quasi obbligatorio, direi.

THE SHOW MUST GO ON

A questo punto, possiamo cominciare a prendere in considerazione possibili spiegazioni alternative della scomparsa di Lennon dalla scena mondiale.
La prima e più facile, ma non più probabile secondo me, è che l’ex Beatle sia sopravvissuto miracolosamente all’assassinio e che, per proteggerlo da altri pericoli, si sia deciso di farlo credere morto.
La seconda si ricollega alle teorie complottiste secondo cui Lennon era perseguitato dai servizi segreti americani. Questi ultimi, come alternativa all’uccisione, potrebbero avergli offerto l’opportunità di ritirarsi e sparire dalla circolazione nel modo più drastico, orchestrando un finto omicidio con un attore come Chapman nel ruolo dell’omicida.
Si dirà che ipotesi analoghe sono state avanzate anche a proposito di altre celebrità prematuramente scomparse, tipo  Elvis Presley oppure come ho ipotizzato con  Michael Jackson(vedi articoli precedenti).

In quei casi, però, non sono spuntati fuori all’improvviso dei sosia altrettanto somiglianti, o almeno non che io sappia. E comunque quella di Lennon potrebbe non essere l’unica morte falsificata dai media, chissà… Se scopriste che qualcuno vi ha mentito una volta, vi sentireste pronti a scommettere che sia stata l’unica?
In alternativa, John Lennon potrebbe essersi stancato della propria celebrità e aver deciso una drastica uscita di scena a effetto. Per riuscire a metterla in atto in modo tanto convincente, però, l’ex Beatle avrebbe avuto bisogno comunque della complicità dei servizi segreti e delle loro capacità di controllo sui mass-media. Questo rafforzerebbe la tesi di chi, come l’ex agente segreto britannico John Coleman (autore, tra l’altro, di un vangelo del complottismo come The Conspirators Hierarchy: The Committee of 300) ha sempre sostenuto che i Beatles, lungi dal combattere il sistema, ne fossero in realtà degli strumenti per controllare mentalmente le nuove generazioni attraverso la musica rock, l’uso di droghe e il misticismo orientale.
In ogni caso, perché mai Lennon, dopo essere sparito, avrebbe voluto rischiare di far saltare tutto tornando a esibirsi in pubblico e realizzando un film? Beh, può darsi che, dopo tanti anni di inattività, abbia provato di nuovo il desiderio di calcare il palcoscenico, sia pure su scala limitata, trasformandosi paradossalmente in un imitatore di se stesso.
E magari più di qualcuno dal 2002, vedendolo esibirsi nei panni di Mark Staycer, potrebbe aver avanzato dei sospetti sulla sua reale identità. In questo senso, il film sarebbe stato realizzato per limitare i danni, giocando sui legittimi sospetti per ridicolizzarli un po’.
Forse il gioco, in tal caso, non è riuscito. E poiché rischiava di generare maggiori sospetti su scala più vasta, il film è stato distribuito col freno a mano tirato, prima di essere praticamente tolto dal commercio.
Comunque sia, il titolo mi sembra significativo: “Let Him Be”, “Lasciatelo stare”. Forse John Lennon è ancora vivo ma vuole o deve continuare a far credere di essere morto, restando nel semi-anonimato di un imitatore di rockstar come tanti.
In quest’ottica, trovo divertente ciò che, alla fine del suo articolo, Miles Mathis propone ai fan di Lennon eventualmente convinti che il loro idolo sia ancora in vita e si nasconda dietro la figura del sosia. Evitate di mettervi sulle tracce di Staycer, perché se la cosa attirasse troppo l’attenzione potrebbero decidere di far sparire anche lui in qualche modo, pur di non riaprire l’intera vicenda. Provate piuttosto a capovolgere la burla accorrendo a decine di migliaia ai suoi concerti. Anche se nessuno si mettesse a chiamarlo “John”, sarebbe ugualmente chiaro il motivo di una presenza tanto massiccia.
Io, dal canto mio, non posso che associarmi alla proposta suggerendo la prima tournée italiana di Mark Staycer. Si troverà qualcuno disposto a organizzarla? Nel caso, può darsi che, età e acciacchi permettendo, John decida di accettare. Ooops, volevo dire Mark, è ovvio…

Fonte

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Sfera Ebbasta e la serata nera ad Ancona: le cose non quadrano

La serata di Ancona è stata un evento nero per la musica

Purtroppo delle cose non quadrano assolutamente e non solo per noi

Rispondere a queste domande non porterà in vita quei ragazzi ma ci serve a ragionare sul perchè accadono certe cose

Incongruenza numero uno- I biglietti e il locale

Parlare di colpe è fin troppo facile: troppi biglietti staccati. Ma sono stati staccati per chi? Sembra che il giovane trapper era presente in un altro locale di Rimini la stessa sera. Riporta così una testata:

E se fosse stata tutta una finzione per attirare alla Lanterna Azzurra quanta più gente possibile sfruttando il traino del nome di Sfera Ebbasta? La domanda sta circolando da ieri sui social e non è escluso che in un secondo momento possa diventare un elemento sul quale gli inquirenti decidano di svolgere degli accertamenti. Il primo a lanciare il sasso è un ragazzo che si chiama Francesco Clementi e che posta su Facebook un video alle due del pomeriggio di ieri.

Sono tornato ieri sera dalla Lanterna Azzurra, una serata fuori di testa e dunque faccio questo video perché c’è qualcosa che non mi quadra – dice – Come mai Sfera doveva venire da noi alle 12.40, quando è successo il parapiglia e a mezzanotte e dieci stava ancora suonando sul palco dell’Altromondo a Rimini? Come è possibile che stava suonando lì, come è possibile che non ha mai scritto che veniva alla Lanterna Azzurra? È un evento inventato, Sfera non c’è mai stato».

Ma non solo. Secondo il giovane, lo spray urticante potrebbe essere la trovata di chi, per giustificare l’assenza del trapper, voleva a quel punto far saltare la serata senza dover ridare indietro i soldi a chi aveva pagato il biglietto. Una tesi che al momento non trova alcuna conferma. «Era tutto organizzato – ribadisce Francesco Clementi nel video – Hanno fatto un evento finto per farci vedere uno che non c’era ma hanno calcolato male e ci sono stati i morti schiacciati».

Spetterà agli investigatori accertate quest’ulteriore aspetto anche se al momento la priorità è stabilire quante persone vi fossero all’interno della discoteca. Un paio di dati certi però ci sono. Il primo è che per l’evento di venerdì sera erano stati stampati due biglietti identici – stesso colore, stessa foto di Sfera, stessa grafica – uno con l’indicazione l’Altromondo a Rimini l’altro con la Lanterna Azzurra di Corinaldo. Entrambi non riportavo né l’orario di esibizione né se si trattasse di un concerto o di un dj set.

Sui biglietti vidimati dalla Siae e venduti per la serata alla Lanterna, invece, l’orario indicato era quello delle 22. Inoltre, alla commissione provinciale cui spetta pianificare i servizi all’esterno dei locali in caso di eventi non è stato chiesto dai gestori della Locanda Azzurra nessun permesso. E gli stessi vertici locali delle forze dell’ordine – come loro stessi hanno spiegato ieri al ministro dell’Interno Matteo Salvini che chiedeva come mai fosse stato ‘sottovalutatò un simile evento – non erano state informate dell’arrivo di Sferaebbasta.

 

Incongruenza numero due- lo spray al peperoncino

 

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Un immagine per mostrare la grandezza delle bombolette di spray urticante

 

Lo spray al peperoncino è contenuto in piccole bombolette. Sono fatte apposta per essere tenute in borsetta per proteggersi da aggressioni. Le immagini dei vari telegiornali mostravano un locale pieno di fumo intossicante. Se fosse stato spray al peperoncino, non sarebbe certo bastata una bomboletta piccola. Pareva un attacco chimico. Sembrava effettivamente un attentato in piena regola con un rilascio di una sostanza in misura molto più grande di una bomboletta! Ovviamente è solo un’ ipotesi ma andrebbe vagliata piuttosto che scartata. Questo solo per rispetto verso chi ha perso i propri figli.

 

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Fonte citata

 

 

 

 

 

 

 

Paul is Dead- la cospirazione delle orecchie

Il caso Paul is Dead è più vivo che mai

 Il mistero è sempre più ingarbugliato e pieno di indizi

 

Le orecchie non possono essere modificate con la chirurgia. Allora perchè Paul compare con dei lobi totalmente diversi?

 

 

 

paulisdead ear

 

 

Ad ognuno le sue valutazioni.

 

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The Magic Door – la recensione

Il trio italiano dei Magic Door esordisce con un disco di musica esoterica molto intenso

 

The magic Door è la porta per un salto nell’amore per la musica e l’alchimia

 

 

 

 

Il trio The Magic Door, formato da Arthuan Rebis, Giada ColagrandeVincenzo Zitello  hanno presentato un disco con un forte accento esoterico. Il platter è facilmente associabile alla musica esoterica per il contenuto dei testi e del viaggio alchemico abbinato a quello astronomico ed astrologico creando una coordinata generale essoterica.

Commercialmente parlando, la splendida voce di Giada abbinata alla chitarra acustica ci ricorda vagamente gli splendidi dischi di Ritchie Blackmore con sua moglie alla voce, in particolare a ‘The secret voyage’ anche se i riferimenti potrebbero essere casuali. Infatti le tracce sono lente e ben calibrate, tra voce, arpa, viole e contrabbasso e l’atmosfera descritta ben si addice ad un viaggio interiore. I richiami del platter sono musicalmente una coesa melodia neoceltica di stampo non solo nordico.

Le 7 epigrafi della porta e i ritornelli dei 7 brani centrali sono sovrapposte. Ad ogni epigrafe corrisponde un pianeta: Saturno, Giove, Marte, Venere, Mercurio, il Sole e la  finale  V.I.T.R.I.O.L. con il suo grande valore trasmutatorio alchemico. Inoltre il riferimento alla porta magica tra origine della storia della residenza di Villa Palombara del marchese Massimiliano Palombara qui di seguito esposta.

La storia della porta Alchemica e del Pellegrino

Nel 1802 l’erudito Francesco Girolamo Cancellieri raccontò la leggenda della Porta Alchemica. I protagonisti della vicenda sono il Marchese Palombara ed un misterioso pellegrino. Una mattina, nel giardino del nobile Palombara penetrò uno sconosciuto intento a raccogliere erbe. Ne cercava una in particolare, capace, secondo la leggenda, di produrre l’oro. L’uomo, condotto innanzi al Marchese dalla servitù della villa, dichiarò d’essere un alchimista e di poter dimostrare la realizzabilità della trasmutazione dei metalli in oro. Il Marchese Palombara, sedotto dalle parole del pellegrino, gli garantì l’accesso al proprio laboratorio alchemico. L’uomo, dopo aver dimostrato una maestria tale da lasciare attonito il Marchese, chiese ospitalità per la notte in una camera nei pressi del laboratorio, così da poter controllare lo svolgimento del complesso processo alchemico. Promise inoltre che, ad opera ultimata, avrebbe risposto alle domande del Marchese, che per il momento però avrebbe dovuto garantirgli solitudine e quiete. Il mattino seguente il Marchese Palombara, impaziente di apprendere di più circa l’esito dell’esperimento, bussò dapprima alla porta chiusa del laboratorio e successivamente alla porta della stanza affidata all’ospite, senza ottenere alcuna risposta.

Il pellegrino in questione era l’alchimista Francesco Giuseppe Borri. Il mattino seguente scomparve per sempre attraverso la porta lasciando una serie di pagliuzze d’oro e una serie di segni – epigrafi su dei fogli. Così il marchese Palombara incise questi segni sulla porta.

Ecco quindi il significato della copertina di questo disco.

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La copertina del disco

 

Il disco è pervaso dualmente tra l’amore per la storia alchemica e la musica fatta con sentimento. Tracce di pura melodia intrecciata a calde atmosfere da gustare nella calma della mente. I riferimenti fatti sono molto profondi, calibrati e ben descritti. Un disco di controtendenza, lontano dal clamore commerciale imposto con un forte carattere di ricerca verso argomenti importanti per la nostra esistenza.

 

La formazione e i riferimenti ufficiali

Giada Colagrande: voceArthuan Rebis: voce, chitarra, nyckelharpa, esraj, hulusi, sequencer
Vincenzo Zitello: arpa celtica, viola, lama sonora

Nicola Caleo: percussioni

Video a cura di Giulio Donato e Giada Colagrande

Sito: http://www.themagicdoor.net

Facebook: https://www.facebook.com/themagicdoormusic

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCGiWWomKY_IeLpHYGgxDKrA

 

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fonte citata

 

Queen- Bohemiam Rhapsody- la nuova possibile spiegazione? Parte II

Una delle canzone più strane dei Queen è sicuramente ‘Bohemian Rhapsody’

Ancora a distanza di anni cerchiamo di capire il significato del testo

 

Proviamo a trovare una chiave di lettura raccogliendo anche delle opinioni di alcuni su internet come questa:

 

 

 

Come giustamente è stato osservato, il testo è denso di significati esoterici. La nostra ricerca continua e trovare una risposta non è affatto facile.

 

Continua…

 

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Guns ‘n’ Roses – la loro storia dietro le quinte

I Guns ‘n’ Roses erano la band più ‘pericolosa’ del mondo?

Erano dei delinquenti prestati alla musica o delle vere icone che hanno scritto una parte della storia dell’hard street rock mondiale?

 

 

 

 

Il documentario completo in italiano per avere la risposta.

 

Buona visione!

 

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John Lennon e il nuovo caso di Mark Staycer Parte V

Tutti hanno appurato che John Lennon sia morto ma è davvero così?

Chi è allora Mark Staycer?

E’ tutta una farsa ancora una volta? Siamo di fronte ad un ennesimo caso di sosia? Continua l’esame da parte di un crimilogo

 

La spiegazione offerta da Mathis, per quanto apparentemente incredibile, appare la più logica, ossia che McNamee e Staycer siano la stessa persona, ovvero… John Lennon!
D’altronde, torno a dirlo, le corrispondenze tra Staycer e Lennon sono davvero strabilianti. Innanzitutto, imitatore e imitato sembrano avere più o meno la stessa età. Lennon avrebbe avuto 67 anni nel 2007, quando è stato girato il film. Del personaggio di Noel Snow si dice che ne abbia 65, e in effetti sono quelli che dimostra, anche se ufficialmente Staycer ne avrebbe qualcuno di meno. E poi, oltre a cantare proprio come l’ex-Beatle, imitando alla perfezione persino l’accento di Liverpool (pur essendo nato e avendo vissuto nel Michigan) e suonando contemporaneamente la chitarra o le tastiere, il buon Mark gli somiglia in modo impressionante. Non credo sia facile per nessuno distinguere le sue foto sulla home page del sito ImagineLennon.com da quelle del vero Lennon.

Esistono dei bravi imitatori di personaggi celebri, certo, ma quanti ne conoscete che abbiano il loro stesso aspetto anche senza trucchi e costumi di scena?Al contrario di tutti gli altri imitatori, infatti, Staycer sembra aver bisogno di truccarsi per somigliare di meno a John Lennon, non per somigliargli di più. Come nelle sue esibizioni (reperibili in abbondanza su YouTube), in cui indossa un’assurda parrucca bionda e in alcune foto in cui appare con un grosso cappello e gli occhiali scuri, quasi per nascondersi come fanno le vere rockstar. Se nella vita reale è davvero diverso da John Lennon, perché non esistono sue foto “al naturale” che lo dimostrino?

Questo trovo sia un altro particolare strano: in tutte le sue apparizioni pubbliche che ho potuto visionare, film compreso, Staycer non sembra mai recitare, né fare qualcosa per atteggiarsi a John Lennon. Si muove con la naturale ritrosia di una celebrità restia a farsi notare troppo, non come un sosia desideroso di mettersi in mostra. E in almeno una scena di Let Him Be, in cui si trova a interagire con un personaggio che senz’altro non è un attore, l’atteggiamento di quest’ultimo sembra significativo. Quando interviene per interrompere una jam session troppo rumorosa per i vicini, il vecchio sceriffo della cittadina canadese in cui è ambientato il film guarda Noel Snow estasiato e un po’ imbarazzato, proprio come un vero fan di fronte al suo idolo di gioventù…
E poi c’è la questione degli strani nomi del presunto sosia e del personaggio che interpreta. Dalle ricerche compiute su siti specializzati come CheckMate e Intelius da Mathis (e da me verificate) risulta esserci un unico Mark Staycer in tutti gli Stati Uniti. Ma si tratta di uno pseudonimo, perché il vero cognome è Stytzer, e questo Mark Stytzer non sembra essere il sosia di Lennon, anche perché avrebbe avuto solo 52 anni nel 2007. In ogni caso, Staycer è un cognome inesistente nella realtà. Secondo Mathis si tratterebbe di un riferimento parziale al cognome da nubile della madre di John, Julia Stanley. Ma sembra piuttosto un anagramma… In effetti, le stesse lettere compongono la parola sectary, ovvero settario, affiliato a una setta. Boh…

Da un possibile gioco di parole prende forma anche il nome di un altro personaggio del film, Stanley Fields, il cugino di Noel Snow. Torna il nome Stanley, affiancato da Fields come in Strawberry Fields… D’altronde a John Lennon i giochi di parole piacevano, come dimostra anche l’etichetta discografica in comproprietà con la moglie, la LENONO. Tutte le lettere di quest’ultima parola, inoltre, sono contenute nel nome del personaggio interpretato da Staycer nel film: Noel Snow. Noël vuol dire Natale in francese, snow è neve… In questo senso, Staycer potrebbe essere un personaggio inesistente come Babbo Natale… Per di più, se la lettura di Mathis fosse corretta, la vicenda Lennon potrebbe essere definita uno “snow job”, ovvero un tentativo di abbindolare il pubblico…

Un altro particolare molto sospetto è l’accento di Staycer. Nel film come nelle sue esibizioni, questi si rivela in grado di imitare alla perfezione l’accento di Liverpool, come abbiamo già detto. Anzi, non sembra neppure un’imitazione: è proprio l’accento di Liverpool, identico a quello di Lennon. A suonare imitato, piuttosto, è l’accento americano, peraltro abbastanza variabile, che Staycer sfoggia nelle rare interviste, tipo quella contenuta nel video della prima del film (ancora disponibile su YouTube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=_QBzclDPBsg).

 

 

È un accento abbastanza convincente, ma non del tutto, secondo me, e soprattutto secondo Miles Mathis e altri americani a cui l’ho fatto ascoltare.

Continua…

Fonte

David Bowie e The Villa of Ormen parte III

David Bowie nella sua ultima canzone  Black Star  nominò la Villa of Ormen

La villa of Ormen oggi ha un sito a dir poco inquietante e non si conosce l’identità di chi carica delle immagini colme di tensione

 

villa

 

Risultati immagini per the villa ormen

 

Ormen è una cittadina norvegese e il suo significato è “serpente”.  Il serpente è un simbolo complesso esotericamente parlando. La candela rappresenta l’ultimo baluardo di speranza e fede nella villa dove Bowie, un ragazzo albino, un ragazzo nero e una donna si muovono come ipnotizzati, posseduti.

Questa VILLA continua la sua attivita’ con questo misterioso blog:

http://thevillaoformen.tumblr.com/

Nota : blog con contenuti molto forti

Nelle foto si vedono immagini a dir poco inquetanti. L’atmosfera e la simbologia che si respira ben si adatta alla ideologie di Bowie. Infatti per dedicare una delle ultime canzoni a questa Villa posso solo intuire che le Bowie abbia veramente visitato questo luogo. Molti “esperti” di musica hanno definito tutto cio’ che roteava intorno a Bowie come esagerazione. Ormen è anche  il titolo di un romanzo dello scrittore svedese Stig Dagerman, morto suicida nel 1954.  Nulla si sa su chi continui a caricare queste immagini, magari sono un guppo di persone.

La teatralita’ di questo luogo è veramente impressionante. Date un occhio e provate anche a capire il significato esoterico di queste immagini.

Guarda quassù, sono in paradiso
Ho delle cicatrici che non possono essere viste
Ho una storia che non può essermi rubata
Ora tutti lo sanno
Guarda quassù, amico, sono in pericolo
Non ho nulla da perdere

 Lazarus, Davide Bowie

 

 

Continua…

 

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riferimenti: testi David Bowie

http://thevillaoformen.tumblr.com/

 

La felicità musicale in poche tracce

La formula che stabilisce quale canzone pop ha l’effetto più efficace sull’umore esiste?

 

La scienza dice di sì!

 

La musica ha attinenze matematiche, questo si lo sapevamo ma il professor Jacob Jolij dell’università di Groningen sostiene di aver messo a punto la formula che stabilisce quale canzone pop ha l’effetto più efficace sull’umore e innesca un’immediata voglia di buttarsi in pista.(!!)

L’equazione mette insieme non solo il tempo, ma anche la chiave musicale e il testo, incoronando “Don’t Stop me now” dei Queen come il pezzo che nell’ultimo mezzo secolo ha generato più benessere tra i suoi ascoltatori. Passando in rassegna i successi delle ultime 5 decadi Jolij ha stilato una vera e propria classifica che comprende gli Abba, i Beach Boys e Gloria Gaynor. Ecco la top ten:

1)”Don’t stop me now” QUEEN

2) “Dancing Queen” ABBA

3) “Good Vibration” THE BEACH BOYS

4) “Uptown girl” BILLIE JOEL

5) “Eye of a tiger”SURVIVOR

6) “I’m a believer” THE MONKEES

7) “Girl just wanna have fun”CINDY LAUPER

8) “Livin’on a prayer” BON JOVI

9) “I will survive” GLORIA GAYNOR

10) “Walkin sunshine” KATRINA E THE WAVES

Premesso che queste classifiche alla fine siano prettamente un fatto personale dal momento che una canzone a distanza di anni potrebbe farci l’effetto contrario .

La cosa che ci interessa sempre quando leggiamo una classifica è la possibilita’ di conoscere nomi delle tracce  “del quale non ricordiamo il titolo“.

 

 

 

Resta il merito a questo professore di aver provato a mettere su carta “LA FORMULA DELLA FELICITA’ MUSICALE”.

 

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The Haunting Hill House soundtrack

La serie Netflix sulla casa più paurosa d’America ha una colonna sonora da brivido

Pathos e tensione contrapposte a note delicate di pianoforte ne fanno da sfondo

 

 

Paramount Music pubblica una colonna sonora per la serie horror di Netflix ‘The Haunting of Hill House’. L’album presenta la musica originale composta da The Newton Brothers (Oculus, Ouija: Origine del maschio, estinzione, vita del crimine, The Bye Bye Man), incluso il tema principale dei compositori. The Haunting of Hill House è scritto e diretto da Mike Flanagan e vede la partecipazione di Michiel Huisman, Carla Gugino, Henry Thomas, Elizabeth Reaser, Kate Siegel, Timothy Hutton e Mckenna Grace. La serie è incentrata su una famiglia distrutta che si confronta con ricordi ossessivi della loro vecchia casa e gli eventi terrificanti che li hanno allontanati. Una serie intrecciata con dolori, ricordi e fantasmi. La musica è semplicemente magnifica per tutta la durata della serie.

 

Tracklist

1. The Haunting of Hill House (Main Titles) (1:06)
2. Come Home (5:11)
3. Larks and Katydids (4:33)
4. Darkness and Chaos (1:45)
5. That Night (1:47)
6. Take Her Down (1:26)
7. Whatever Walked There, Walked Alone (1:04)
8. Hill House (1:10)
9. Go Tomorrow (2:37)
10. Science vs. Religion (0:54)
11. What Did You Really See (1:19)
12. The Red Room (1:11)
13. Missing Things (1:06)
14. I Believe You (1:42)
15. 12:00 A.M. (1:45)
16. In the Shadow of Ghosts (1:34)
17. I Want to Wake up So Badly (3:16)
18. Luke (1:28)
19. Approaching the House (2:39)
20. Haunted Past (1:51)
21. You Remember (1:57)
22. Feel Nothing (2:39)
23. Beginning of the End Movement I (3:28)
24. Beginning of the End Movement II (Tea Party) (2:44)
25. Beginning of the End Movement III (2:29)
26. Beginning of the End Movement IV (3:27)
27. The End (2:48)

 

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